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mercoledì 14 maggio 2025

Recensione: Il colore dell'acqua

 


Il colore dell'acqua
di James McBride

Editore: Fazi, Collana Le Strade
Prezzo cartaceo: € 18
Prezzo eBook: € 9
Pagine: 240
Titolo originale: The Color of Water. A Black Man’s Tribute to His White Mother
Traduzione a cura di: Roberta Zuppet

Dopo il successo di L’emporio del Cielo e della Terra, torna il capolavoro di James McBride. Pubblicato per la prima volta nel 1995, un vigoroso libro d’esordio a carattere autobiografico nel quale l’autore rievoca le proprie origini composite attraverso il toccante ritratto della figura materna.

Figlio di un ministro di culto nero e di una donna bianca che non ammetteva di esserlo, James McBride è cresciuto in un caos orchestrato insieme ai suoi undici fratelli nel quartiere popolare interamente nero di Red Hook, a Brooklyn. Chi è Ruth McBride Jordan? Una donna evasiva riguardo alla propria etnia ma ferma nell’amore per i dodici figli neri. “Mamma”, una donna ferocemente protettiva con “occhi scuri pieni di energia e fuoco”, radunava la sua nidiata agli eventi culturali gratuiti di Manhattan, li mandava in autobus alle migliori scuole (principalmente ebraiche), pretendeva buoni voti e imponeva rispetto. Per il piccolo James sua madre era fonte di imbarazzo, preoccupazione e confusione: soltanto verso i trent’anni scoprì la verità sulle sue origini e sul suo dolore sepolto da tempo.

McBride ripercorre in questo libro le orme di sua madre e, attraverso la sua voce bruciante e vivace, ricrea la sua straordinaria storia e condivide ricordi sinceri delle sue esperienze di figlio povero di razza mista, i suoi flirt con la droga e la violenza, fino al successo professionale.

«Un autore che fuori dagli Stati Uniti non ha ancora ottenuto il meritato riconoscimento, mentre “Kirkus Review” lo ha definito Storyteller in Chief».
Antonio Monda, «Robinson – la Repubblica»

«Complesso e commovente, intriso di questioni di razza, religione e identità. Eppure questi problemi non sono centrali. Il trionfo del libro è che razza e religione vengono trascese in queste storie intrecciate dall’amore familiare, dalla pura forza di volontà di una madre e dalla sua incrollabile insistenza sul fatto che solo due cose contano davvero: la scuola e la chiesa. È la sua voce – unica, incisiva, spietata e ironica allo stesso tempo – a dominare questa storia di coppia e diventare il suo contributo più ricco. Le due storie, quella del figlio e quella della madre, splendidamente giustapposte, costituiscono una nota aggraziata in un momento di polarizzazione razziale».
«The New York Times Book Review»

«Vivace come un romanzo, un contributo ben scritto e ponderato alla letteratura sulla razza».
«The Washington Post Book World»




Un romanzo autobiografico che affronta con onestà, freschezza e assenza di retorica delle tematiche tanto inflazionate quanto razza, religione e identità. James McBride alterna, capitolo dopo capitolo, la sua voce a quella della madre, di cui riesce finalmente a sapere di più soltanto in età adulta, dopo una serie di ricerche, viaggi e domande a cui ottenne risposte più o meno evasive. 
Madre bianca, figlio nero. 
Basterebbe forse questa sola affermazione per darvi un assaggio dell'unicità di questo romanzo, che non dimentichiamoci è prima di tutto una storia di vita vera. Il perno attorno al quale ruotano volti, luoghi e avvenimenti è infatti senza dubbio la figura della madre di James, nata Rachel Deborah Shilsky e in seguito diventata Ruth McBride Jordan. 

Un cambiamento di nome da lei voluto e con forte valenza simbolica, a rappresentare la cesura con la sua famiglia di origine e il suo passato ebreo ortodosso per abbracciare le scelte di una giovane Ruth che da donna bianca diventerà moglie di due uomini neri, ai quali darà in totale dodici figli. Di quel passato doloroso e severo manterrà uno stile educativo inflessibile nei confronti dei figli, a cui trasmetterà senso di disciplina, rispetto e interesse verso l'educazione e la formazione. Una donna forte e tenace, capace di concedere grandi amori e farsi rispettare, seppur nella concreta difficoltà di mandare avanti una famiglia così numerosa negli Stati Uniti del XX secolo dove le questioni razziali e una visione del mondo dove non pareva possibile che bianchi e neri potessero essere uniti erano ancora dominanti.
Al di là dello scenario politico e sociale in cui si svolge, la storia di James e di sua madre resta, senza dubbio, una storia di intensa umanità, di ricerca delle proprie radici, dello scoprire se stessi attraverso l'altro, scritta con una penna intensa e sincera. 
Un libro che una volta aperto non riuscirete più a smettere di leggere. 


Durata totale della lettura: quattro giorni
Bevanda consigliata:  spritz o analcolico alla frutta
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autore: James McBride




"Hobby? Non ne avevo. Correre. Era quello il mio passatempo. A volte, quando Tate non era in casa, spalancavo la porta della drogheria e cominciavo a correre. Ovunque. Correvo nelle vie secondarie dove abitavano i neri, attraversavo i binari fino ai quartieri dei bianchi. Mi piaceva andare di corsa solo per sentire il vento che mi soffiava in faccia, guardarmi in giro ed essere lontana da casa. Ho sempre amato correre."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 9 ottobre 2024

Recensione: L’emporio del Cielo e della Terra



  L’emporio del Cielo e della Terra

 di James McBride

 Editore: Fazi Editore
 Prezzo: € 19
 Pagine: 420
 Titolo originale: 
The Heaven & Earth Grocery Store
 Traduzione: Silvia Castoldi

 Nell’America degli anni Trenta, il quartiere di Chicken Hill a Pottstown, Pennsylvania, è una vivace comunità in cui persone di colore e immigrati ebrei convivono condividendo sogni e sofferenze. I coniugi Moshe e Chona, originari dell’Est Europa, sono profondamente legati alla gente del posto, che aiutano sempre come possono, e nel tempo sono diventati un punto di riferimento per tutti. Un giorno bussano alla loro porta i vicini Nate e Addie: il nipote Dodo, un ragazzino di dodici anni rimasto sordo in seguito a un incidente domestico, è in pericolo; sua madre è venuta a mancare, il piccolo ora è orfano e gli zii hanno ricevuto una lettera. Dodo verrà prelevato dalle autorità per essere mandato in un istituto speciale per ragazzi con problemi. Moshe e Chona accettano di nasconderlo, ma in seguito a una soffiata si reca sul posto Doc Roberts, un medico bianco e razzista che finisce per aggredire la donna mentre Dodo, unico testimone, viene portato via dalla polizia. Non tutto, però, è perduto… 




Un romanzo di storie di famiglie, di riscatto personale, di coraggio e vendetta. 
Ci troviamo nel pieno della Depressione Americana post 1929 quando le comunità Afro-americane ed ebree si appigliano al tanto famoso "Sogno americano" e alla ricerca della libertà e uguaglianza.
Il romanzo si apre su un mistero, un corpo ritrovato a Chicken Hill, la parte superiore della cittadina di Pottstown. 
La divisione degli abitanti era semplice, i bianchi a Pottstown, gli afroamericani e gli ebrei a Chicken Hill. Le due comunità vivevano in una coabitazione semi-pacifica, con personaggi che cercano riscattarsi sia da una parte che dall'altra. La famiglia che conosciamo più a fondo è quella di Moshe un expat rumero che diventerà conosciuto per aver riscattato un teatro e per la prima volta nella storia, ha messo in scena un paio di balli per entrambe le comunità. Sua moglie Chona, una donna indipendente e acculturata che a primo acchito ci sembra solo scorbutica e testarda, si scopre poi essere la colla che tiene le due comunità unite. 
Il centro del romanzo si focalizza su tutte queste storie, tra amore, povertà e ingiustizie tra comunità, il razzismo dilaga e copre tutto in ogni direzione, sia verso una comunità che l'altra.
 Tutto cambia quando Dodo, un ragazzino sordomuto afroamericano, viene cercato dallo Stato per essere mandato in un manicomio molto conosciuto per il terribile trattamento dei suoi pazienti. Le comunità si uniscono per nasconderlo e salvarlo ma la cattiveria e il sopruso hanno la meglio. Mi è piaciuta tantissimo la scrittura di James McBride, una novellare fatto di frasi lunghissime e piene di informazioni. 
Un quartiere povero, ben descritto, con tantissime voci diverse ma che ci appare chiaro e definito. Purtroppo il romanzo ha un paio di caratteristiche che mi ha reso la lettura meno interessante, la quantità spropositata di personaggi, ad esempio, crea una miriade di piccole storie, molte iniziate ma non portate avanti, quasi come fossero spunti per altre storie ma poi abbandonte. Allo stesso tempo manca un pezzo fondamentale, la connessione tra il primo mistero e il finale. 
Data la enorme quantità di eventi e personaggi al centro, perdiamo del tutto il legame tra inizio e fine, manca la chiusura del cerchio. 
Ho apprezzato molto il valore del sacrificio, del'amore per sè stessi e per la propria dignità, il forte bisogno di vicinanza ed empatia che lega ogni comunità, qualunque ne sia il colore e la religione.

Durata totale della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata: Te decaffeinato
Formato consigliato: Cartaceo
Website dell'autore: James McBride
Età di lettura consigliata: dai 15 anni






"Questa terra non è della gente che la governa, capisci."




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 25 febbraio 2021

Recensione: The Good Lord Bird

 


The good lord bird
La storia di John Brown
di James McBride

Editrice: Fazi 
Prezzo cartaceo: € 18,50
Prezzo Ebook: € 8,99
Pagine: 440
Genere: Narrativa moderna

Il romanzo da cui è stata tratta l’omonima serie trasmessa in Italia da Sky Atlantic con Ethan Hawke come protagonista.
Il Kansas del 1856 è un campo di battaglia tra abolizionisti e schiavisti. La vita del giovane schiavo Henry Shackleford viene stravolta dall’arrivo in città del leggendario paladino abolizionista John Brown: quando una discussione tra il padrone di Henry e Brown si tramuta in uno scontro a fuoco, Henry è costretto a scappare insieme a Brown che, fin dal primo momento, lo scambia per una ragazza e lo considera il suo portafortuna. Henry, soprannominato “Cipollina”, si troverà così a viaggiare attraverso gli Stati Uniti insanguinati dalla guerra per la “liberazione della gente di colore” nei panni di una donzella. Dapprima profondamente a disagio per questo scambio di genere, finirà per apprezzarne i vantaggi: non dover faticare, poter passare inosservato e non dover rischiare la vita in guerra. Dopotutto, come dice lo stesso Henry, la menzogna è l’unica strategia di sopravvivenza degli schiavi neri nei rapporti con i bianchi. Insieme a John Brown seguirà le reali tappe della sua vita, compreso lo storico raid di Harpers Ferry nel 1859, uno dei grandi catalizzatori della guerra civile. Spassoso mix di storia e immaginazione raccontato con l’occhio meticoloso di McBride per i dettagli e i personaggi, The Good Lord Bird è un’avventura travolgente, ma anche una commovente esplorazione dell’identità e della lotta per la sopravvivenza.
Dall’autore bestseller James McBride, un caposaldo della nuova letteratura black vincitore del National Book Award e definito dalla giuria «una voce comica e originale come non se ne sentivano dai tempi di Mark Twain».

«The Good Lord Bird è davvero brillante. Ha tutto quello che secondo me deve avere un romanzo, mi ha trasportato e anche trasformato».
John Green

«Una commedia spassosa. McBride confeziona un ritratto magistrale, come un Mark Twain moderno».
«The New York Review of Books»

«Un romanzo turbolento, molto divertente e assolutamente originale… C’è qualcosa di profondamente umano in questa storia, qualcosa che ricorda l’opera di Omero o di Mark Twain».
«The Washington Post»






Henry Shackleford è un giovane schiavo nello sperduto Kansas che ha vissuto, come ci dice lui nelle primissime battute, per diciassette anni come una ragazzina. Basta questo incipit per far capire al lettore che si troverà di fronte un romanzo senza eguali. John Brown è un'abolizionista americano che ha come missione voluta dal Signore quella di liberare i negri dai loro padroni. Ed è qui che incontra Henry e la scambia per una giovane ragazza che soprannominerà Cipollina. Per Henry la schiavitù è il pane quotidiano, non conosce la libertà, non sa cosa voglia dire camminare su questa terra da uomo libero.  John Brown, è un uomo religioso (quasi fanatico oserei definirlo), testardo ma soprattutto idealista, a tratti buffo e sopra le righe. Dall'altra parte c'è per fortuna Cipollina che ci racconta gli eventi con un occhio più critico e razionale dando un forte contrappeso alla figura esuberante del Vecchio. Durante la lettura si avrà spesso la sensazione di essere quasi di fronte ad una sceneggiatura di Tarantino: le citazioni bibliche piovono a dirotto, le scene esilaranti si contrappongono al pathos ed alla profondità del tema narrato dando all'intera struttura un plus notevole.


Durata totale della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: infuso ai mirtilli
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni




"Io non avevo niente da credere. Ero solo un negro che cercava di mangiare tutti i giorni."


    
                                

                                         Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.
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