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giovedì 27 ottobre 2016

Recensione: Ci proteggera' la neve



Ci proteggera' la neve
di Sepetys Ruta

Editore: Garzanti Libri
Prezzo Cartaceo: € 16,90
Prezzo Ebook: € 9,99
Pagine: 368
Titolo originale: Salt to the sea


Il vento solleva strati leggeri di fiocchi ghiacciati. Joana ha ventun anni e intorno a sé vede solo una distesa di neve. È fuggita dal suo paese, la Lituania. È fuggita da una colpa a cui non riesce a dare voce. Ma ora davanti a sé ha un nuovo nemico: è il 1945 e la Prussia è invasa dalla Russia. Non ha altra scelta che scappare verso l'unica salvezza possibile: una nave pronta a salpare verso un luogo sicuro. Eppure la costa è lontana chilometri. Chilometri fatti di sete e fame. E Joana non è sola. Accanto a lei ci sono altre anime in fuga, ognuna dal proprio incubo, in viaggio verso la stessa meta. Emilia, una ragazza polacca che ha soli quindici anni aspetta un bambino, e Florian, un giovane prussiano che porta con sé il peso di un segreto inconfessabile. I due hanno bisogno di Joana. Perché lei non ha mai perso la speranza. Perché la guerra può radere al suolo intere città, ma non può annientare il coraggio e la voglia di vivere. È grazie a questa sua forza che Joana riesce ad aiutare Emilia nella gravidanza e a far breccia nel carattere chiuso e diffidente di Florian. I loro giorni e le loro notti hanno un'unica eco: sopravvivere. E quando la nave finalmente si intravede all'orizzonte, la paura vorrebbe riposare in un porto sicuro. Ma Joana sa che non si finisce mai di combattere per la propria vita, ed è pronta ad affrontare ogni ostacolo, ogni prova, ogni scherzo del destino. Finché guardando in alto vedrà un cielo infinito pieno di neve, saprà che quel candore le darà la forza per non arrendersi.



Questo e' uno di quei libri che vanno a toccare quelle corde dell'anima piu' delicate e sensibili, facendole vibrare lentamente e poi sempre piu' forte, una di quelle storie forse difficili da raccontare e che ancora una volta aprono una finestra su una dura realta' della nostra storia che inevitabilmente ha cambiato la vita di molte persone. In particolare i personaggi di cui leggiamo sono quattro, ognuno con la propria storia da condividere ma tutti con un unico scopo, quello di sfuggire ad una guerra che ormai sta soffocando ed imprigionando chiunque incontri sulla propria strada. Joana, una infermiera lituana che sta cercando di sfuggire all'avanzata sovietica nel suo paese, poi c'e' Florian un ragazzo prussiano che ha dentro tanta rabbia e porta con se' uno zaino che non lascia mai e che custodisce il suo segreto ed infine abbiamo Emilia una ragazzina polacca che porta in grembo una nuova vita, loro ma non solo loro sono alla ricerca della salvezza, cercano di raggiungere la nave Wilhelm Gustloff con la speranza di allontanarsi da tutta quella sofferenza e proprio su questa nave troviamo il nostro quarto personaggio Alfred, opposto a tutti gli altri, un soldato tedesco che scrive lettere d'amore che mai verranno spedite, un personaggio che ammetto e' stato affascinante scoprire attraverso il suo fanatismo e idealismo distorto. Il cammino che intraprendono e' duro e periglioso, passo dopo passo scopriamo ogni personaggio nella sua intimita', nelle sue ferite e una volta raggiunta la barca le loro peripezie sembrano non essere ancora finite. L'autrice ci fornisce un arcobaleno di personalita', emozioni, lati del cuore umano che vengono fuori solo nelle piu' disperate delle situazioni, ci dipinge il ritratto di una storia vera che commuove e colpisce per la sua veridicita' e l'attenzione che ha riservato nel descriverci ogni particolare di una storia brutalmente reale, vivida e nella quale nulla e' lasciato al caso.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Thè ai chiodi di garofano e cannella
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Sito dell'autore: Sepetys Ruta





      " Un libro sul coraggio, sui segreti che danno la forza per lottare, sulla speranza che è in grado di scalfire anche il muro più alto fatto di odio e paura."


              

mercoledì 25 gennaio 2012

Recensione: Avevano spento anche la luna

Avevano spento anche la luna
di Sepetys Ruta

Prezzo di copertina: € 18,60
Editore: Garzanti Libri
Collana: Narratori Moderni
Data di uscita: Settembre 2011
Pagine: 304, rilegato
Lingua: Italiano
Titolo originale: Between Shades of Gray
Lingua originale: Inglese
Traduzione: Roberta Scarabelli
Genere: narrativa moderna, romanzo storico

“Mi hanno tolto tutto.
Mi hanno lasciato soltanto il buio e il freddo.
Ma io voglio vivere.
A ogni costo."


Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell'università, è sulla lista nera, insieme a molti altri scrittori, professori, dottori e alle loro famiglie. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. Ma c'è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. È l'unico modo, se c'è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi. Lina si batte per la propria vita, decisa a non consegnare la sua paura alle guardie, giurando che, se riuscirà a sopravvivere, onererà per mezzo dell'arte e della scrittura la sua famiglia e le migliaia di famiglie sepolte in Siberia.


Questo libro – verità racconta in modo commuovente la terribile sorte delle migliaia di russi finiti nei gulag staliniani nella metà del XX Secolo. E’ la storia di Lina, ragazzina come tante, che una notte si vede portar via la sua vita da uomini cattivi, che la gettano, insieme alla sua famiglia, in un camion diretto verso la stazione. Separati subito dall’amato papà, Lina, la madre ed il fratellino vengono brutalmente caricati in un convoglio ferroviario, sul quale compiranno un terribile viaggio lungo settimane verso una terra fredda, buia e terrificante: la Siberia. In questa landa desolata, dove non cresce nulla a parte poche barbabietole o patate, Lina e gli altri deportati capiscono che ormai la loro vita è cambiata per sempre, scandita dal risveglio nel gelo del mattino, dal duro lavoro nei campi e dalla scarsa razione di cibo la sera, comandati a bacchetta da spietate guardie per cui la loro vita conta meno di un pacchetto di sigarette. Ma persino quando vengono mandati nell’area più estrema della Siberia, dove regnano la notte ed il gelo perenne, Lina non smette di credere, di lottare che un giorno tutto possa finire, e che possa finalmente tornare a disegnare come faceva prima. Proprio questa sua passione riesce a tenerla viva, perché sa che finché potrà documentare gli orrori di questo genocidio avrà la speranza di sopravvivere ancora un altro giorno. Un libro che lascia veramente senza parole, che riesce a farci immaginare in modo vivido le atroci sofferenze di queste persone, e che svela una realtà che per troppo tempo è stata taciuta.

Durata della lettura: 8 giorni
Bevanda consigliata: caffè d'orzo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni









La dimostrazione che la dignità umana è più forte di qualsiasi repressione.

Ruta Sepetys è nata in Michigan, da una famiglia di rifugiati lituani. Non ha mai dimenticato le sue origini e la storia della sua famiglia. Per questo è andata in Lituania, nel tentativo di recuperare la memoria paterna. Per scrivere Avevano spento anche la luna le ricerche sono state impegnative e l'hanno portata a visitare i campi di lavoro in Siberia e a conoscere storici e tantissimi sopravvissuti, che l'hanno aiutata a descrivere i particolari più importanti di quel passato di atrocità.

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