mercoledì 25 gennaio 2012

Recensione: Avevano spento anche la luna

Avevano spento anche la luna
di Sepetys Ruta

Prezzo di copertina: € 18,60
Editore: Garzanti Libri
Collana: Narratori Moderni
Data di uscita: Settembre 2011
Pagine: 304, rilegato
Lingua: Italiano
Titolo originale: Between Shades of Gray
Lingua originale: Inglese
Traduzione: Roberta Scarabelli
Genere: narrativa moderna, romanzo storico

“Mi hanno tolto tutto.
Mi hanno lasciato soltanto il buio e il freddo.
Ma io voglio vivere.
A ogni costo."


Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell'università, è sulla lista nera, insieme a molti altri scrittori, professori, dottori e alle loro famiglie. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. Ma c'è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. È l'unico modo, se c'è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi. Lina si batte per la propria vita, decisa a non consegnare la sua paura alle guardie, giurando che, se riuscirà a sopravvivere, onererà per mezzo dell'arte e della scrittura la sua famiglia e le migliaia di famiglie sepolte in Siberia.


Questo libro – verità racconta in modo commuovente la terribile sorte delle migliaia di russi finiti nei gulag staliniani nella metà del XX Secolo. E’ la storia di Lina, ragazzina come tante, che una notte si vede portar via la sua vita da uomini cattivi, che la gettano, insieme alla sua famiglia, in un camion diretto verso la stazione. Separati subito dall’amato papà, Lina, la madre ed il fratellino vengono brutalmente caricati in un convoglio ferroviario, sul quale compiranno un terribile viaggio lungo settimane verso una terra fredda, buia e terrificante: la Siberia. In questa landa desolata, dove non cresce nulla a parte poche barbabietole o patate, Lina e gli altri deportati capiscono che ormai la loro vita è cambiata per sempre, scandita dal risveglio nel gelo del mattino, dal duro lavoro nei campi e dalla scarsa razione di cibo la sera, comandati a bacchetta da spietate guardie per cui la loro vita conta meno di un pacchetto di sigarette. Ma persino quando vengono mandati nell’area più estrema della Siberia, dove regnano la notte ed il gelo perenne, Lina non smette di credere, di lottare che un giorno tutto possa finire, e che possa finalmente tornare a disegnare come faceva prima. Proprio questa sua passione riesce a tenerla viva, perché sa che finché potrà documentare gli orrori di questo genocidio avrà la speranza di sopravvivere ancora un altro giorno. Un libro che lascia veramente senza parole, che riesce a farci immaginare in modo vivido le atroci sofferenze di queste persone, e che svela una realtà che per troppo tempo è stata taciuta.

Durata della lettura: 8 giorni
Bevanda consigliata: caffè d'orzo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni









La dimostrazione che la dignità umana è più forte di qualsiasi repressione.

Ruta Sepetys è nata in Michigan, da una famiglia di rifugiati lituani. Non ha mai dimenticato le sue origini e la storia della sua famiglia. Per questo è andata in Lituania, nel tentativo di recuperare la memoria paterna. Per scrivere Avevano spento anche la luna le ricerche sono state impegnative e l'hanno portata a visitare i campi di lavoro in Siberia e a conoscere storici e tantissimi sopravvissuti, che l'hanno aiutata a descrivere i particolari più importanti di quel passato di atrocità.

6 commenti:

  1. Questo me lo appunto assolutamente perchè ambientato nel periodo storico che preferisco!

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  2. ciao tiffany's girls ho nominato il vostro bellissimo blog! http://vivereinunlibro.blogspot.com/2012/01/versatile-blogger.html a presto!

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    1. E' nei primi posti delle mie prossime letture!! Deve essere un pugno nello stomaco, emotivamente parlando... Poi posterò anch'io la mia recensione!! :)

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  3. eh questo è nella mia testa da quando l'ho visto la prima volta!!
    grazie per la recensione, che rafforza la voglia di leggerlo!!!

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  4. Già letto...uno dei miei libri preferiti =)

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  5. Letto un libro davvero pesante..ma vale la pena leggerlo!

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