venerdì 5 aprile 2013

Recensione: Severina



Severina
di Rodrigo Rey Rosa

Prezzo di copertina: € 10,00
Editore: Feltrinelli Editore
Pagine: 112
Formato:Brossura
Lingua: Italiano
Lingua originale: Spagnolo
Titolo originale: Severina
Traduzione: S. Di Natale
Genere: Narrativa straniera


“Uno scrittore di un’originalità che ci impedisce di trovargli precedenti e modelli, tutto ciò che conosciamo di lui è ugualmente imprescindibile e necessario.”
J.A. Masoliver Ródenas, “La Vanguardia”

“Rey Rosa opera, certamente, nel sottile: la rapidità, l’esattezza e la concisa bellezza della sua prosa, unite a un senso ellittico della composizione, tornano a segnalarlo come un giovane maestro dell’arte del dire di più con meno.”
 Gustavo Guerrero, “Letras Libres”


Un giovane libraio aspirante scrittore sorprende una ragazza di singolare bellezza a rubare testi raffinati e andarsene dribblando abilmente la barriera antitaccheggio. Non la ferma, si limita ad annotare i titoli sottratti, nella speranza che lei torni. Presto la potenziale nemica diventa la sua ossessione: le parla, la segue, la bacia dopo una consenziente perquisizione tra gli scaffali, le chiede il nome: Severina. Nonostante cerchi di ricostruirne la personalità attraverso il catalogo delle sue scelte, sulla sua sfuggente vita scopre poco: abita in una pensione con quello che sembra l’anziano padre, il quale legge con lei tutti i libri prelevati nelle librerie e paga il conto quando i proprietari lo reclamano. Il libraio si trasferisce nella stessa pensione per starle più vicino, ma invano. Tra le pagine dell’esistenza di Severina si cela un mistero. Severina è la storia, che fluttua con freschezza chagalliana, di due passioni intrecciate: l’amore e i libri. Due passioni che colpiscono irrimediabilmente e conducono in un luogo dove regna una stirpe di nocchieri in navigazione lungo le maree della letteratura.


Per questo libro ciò che mi ha colpito è stato leggere che la protagonista rubasse libri e che il proprietario della libreria che fà da sfondo a questa storia si innamorasse proprio di questa splendida ladra. Detta così la storia è molto allettante purtroppo però di questo libro molti sono i punti che mi hanno un pò deluso. A cominciare dalla protagonista che si è rivelata abbastanza scialba anche se mantiene un alone di mistero che incuriosirà il libraio. In realtà la loro storia d'amore fà da sfondo ad un'altra storia che è quella che riguarda la vita personale di Severina, il suo passato, la sua abitudine, mai abbandonata, di rubare libri in varie librerie sparse per il mondo. La narrazione è un pò lenta, scritta seguendo il punto di vista del libraio che piano piano, indagando su Severina porta alla luce sempre maggiori informazioni e particolari. Per il libraio, lei diventa un'ossessione, un pensiero fisso che anche se cerca di mettere da parte, ritorna inesorabile a stuzzicarlo ed incuriosirlo con maggiore intensità. La perde, poi la ritrova, la segue, la cerca disperatamente fino a che finalmente riesce a capire l'intrigo della sua vita e decide di aiutarla perchè la vuole con sè, perchè vuole entrare nel suo mondo e farne parte. Severina dal suo canto manca un pò di personalità e sembra lasciarsi trascinare dagli eventi senza veramente prenderne parte. Il lieto fine è assicurato anche se la lettura è lenta e a tratti discontinua e i due protagonisti vivranno finalmente la loro vita insieme, una vita fatta e circondata soprattutto di libri.


Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Thè alla cannella
Età di lettura consigliata: dai 16 anni







“La storia romantica del delirio amoroso di un libraio per una ladra di libri.“


Rodrigo Rey Rosa è nato in Guatemala nel 1958. Dopo aver abbandonato gli studi di medicina nel suo paese devastato dalla violenza, ha vissuto a New York e poi a Tangeri, in Marocco. Lì ha conosciuto Paul Bowles, del quale ha tradotto le tre prime opere. È autore di molti romanzi e raccolte di racconti e la sua opera è stata premiata nel 2004 con il Premio Nacional de Literatura de Guatemala Miguel Ángel Asturias.




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