venerdì 27 maggio 2016

Recensione: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito
di Basile Salvatore

Editore: Garzanti Libri
Prezzo Cartaceo: € 16,40
Prezzo E-Book: € 9,99
Pagine: 250

Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po' ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario, lo ripone nella valigia, ma promette di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza sulla banchina. Sono passati vent'anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l'unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell'unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l'ha lasciato lì. Per lui. E c'è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito. Questa è la storia di un ragazzo che ha dimenticato cosa significa essere amati. È la storia di una ragazza che ha fatto un patto della felicità, nonostante il dolore. È la storia di due anime che riescono a colorarsi a vicenda per affrontare la vita senza arrendersi mai.



Un libro delicato e dolce, forse potrei chiamarlo una favola moderna con tematiche e situazioni del tutto attuali nelle quali e' facile ritrovarsi attraverso gli oggetti, attraverso i colori, attraverso i sorrisi e le lacrime. Proprio cosi', questo libro e' tutto questo e molto altro, principalmente e' la storia di Michele che da bambino trova la sua mamma che preparando la valigia, gli chiede se puo' portare con se' il suo diario, quell'agenda rossa dove lui scrive tutti i suoi pensieri. Michele non capisce, fino a che vede la madre prendere quel treno che non l'ha mai piu' riportata a casa nonostante tutti i giorni continuasse ad aspettarla, anche quando ormai diventa un giovane uomo Michele in fondo continua ad aspettare il suo ritorno insieme a quel dolore che con il passare degli anni non e' mai riuscito a guarire davvero. Conduce la sua vita nella casa della stazione che e' ormai il suo rifugio, al riparo da un mondo dal quale si e' voluto isolare e le sue giornate sono scandite sempre dagli stessi momenti e azioni, il lavoro da ferroviere e le sere nella quali ripulisce il treno conservando i vari oggetti che vi trova, smarriti dai proprietari durante il loro viaggio. D'un tratto succede qualcosa, una giovane donna bussa alla porta di casa sua, Elena, alla ricerca di una bambola smarrita nel treno, per il nostro protagonista l'arrivo di Elena non porta solo una ventata di novita' e di freschezza nella sua vita ma anche una scoperta di colori e sensazioni che il dolore gli ha fatto dimenticare...e poi c'e' il diario rosso! Quello stesso diario che la madre aveva portato via e che Michele ritrova una sera nel treno in mezzo a due sedili. Da qui inizia il viaggio di Michele, alla ricerca di sua mamma, di risposte alle numerose domande che ha sempre avuto, ma soprattutto alla ricerca di se' stesso, un viaggio lungo il quale conosce tante persone diverse, un viaggio ricco di storie, dolori, emozioni, un viaggio che gli apre il cuore, quel posto che ha tenuto chiuso per tanto tempo e che magari adesso e' pronto ad aprire di nuovo con quell'uragano di Elena che d'improvviso gli ha colorato la vita con tutti i colori dell'arcobaleno. Un libro davvero fantastico, dove ho pianto, ho riso, ho avuto la pelle d'oca e dove in molti punti ho rivisto me stessa. Salvatore Basile ci racconta in modo delicato e dolce come spesso sia molto piu' semplice alzare un muro per difenderci dal dolore senza sapere che cosi' facendo non facciamo altro che intrappolare quel dolore insieme a noi senza via di uscita, mentre a volte invece basta un po' di coraggio per guardarsi intorno e capire che il modo per guarire da quel dolore e' proprio intorno a noi e che senza rendercene conto abbiamo lasciato fuori tutto il meglio da vivere.


Durata totale della lettura: Tre Giorni
Bevanda consigliata: Smoothie con mela e cannella
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni



      "C'è sempre un colore che può illuminare i nostri sogni."




2 commenti:

  1. segnato! mi sembra una lettura molto dolce..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo e' Saya...Contenta che ti abbia convinto, poi fammi sapere come lo hai trovato una volta letto ;)

      Elimina

Commenta e condividi con noi la tua opinione!