lunedì 29 agosto 2016

Recensione: Un cuore di pietra

Un cuore di pietra
di Kat Spears



Editore: Newton Compton 
Prezzo E-Book: € 4,99
Prezzo cartaceo: n.d
Pagine: 320
Titolo originale: Sway
Genere: Young Adult 


Jesse Alderman, detto Sgaggio, è all’ultimo anno delle superiori e riuscirebbe a vendere sabbia nel deserto. È anche bravissimo a trovare ciò di cui la gente ha bisogno: compiti di fine semestre, un appuntamento con la reginetta della scuola, documenti contraffatti. Ha pochi amici e non si lascia mai ostacolare dalle emozioni. Per Jesse, la vita è soltanto una serie di transazioni d’affari.
Ma quando Ken Foster, capitano della squadra di football e stronzo a tutto tondo ingaggia Jesse per aiutarlo a conquistare il cuore dell’angelica Bridget Smalley, Jesse si ritrova a provare tutta una serie di emozioni. Seguendo Bridget e imparando i dettagli più privati della sua vita, si innamora per la primissima volta. Stringe anche amicizia con il fratello minore di Bridget, un ragazzo aggressivo, diffidente e colpito da disturbi motori. Jesse inizia così a far visita agli anziani nelle case di riposo per incontrare Bridget, a offrire aiuto ai meno fortunati e ad affezionarsi al ragazzino che lo idolatra. E se l’uomo di latta avesse un cuore, in fondo?
Una sorta di Cyrano de Bergerac moderno, Un cuore di pietra è raccontato dal punto di vista di Jesse in modo schietto e divertente, con le sue ciniche osservazioni sul mondo. Jesse sarà costretto ad affrontare il dolore che cova per un evento accaduto un anno prima e forse, ma solo forse, riuscirà a provare di nuovo dei sentimenti.



Jesse, detto Sgaggio, “riuscirebbe a vendere la sabbia nel deserto”, e non è un’esagerazione. La vita è stata dura con lui, ma questo non gli ha impedito di capire come trovare un posto nel suo mondo. Lui è quello a cui tutti, al liceo, si rivolgono per risolvere i loro problemi – perché lui ha una soluzione per tutto. Non ha molti amici, ma una fidata schiera di collaboratori ed una rete di conoscenze che farebbe impallidire i servizi segreti. Diciamo che, se guardate House of Cards, potete immaginarvi Frank Underwood che dice a Jesse: “sono così fiero di te, figliolo”.
Tra coloro che richiederanno i servigi di Jesse ci sarà Ken, capitano della squadra di football e bullo della scuola. Ken (si, immaginatevelo come il Ken di Barbie: non sbaglierete) si è preso una bella cotta per l’unica ragazza della scuola che non ne vuole sapere nulla di lui: Bridget Smalley. Lei è una ragazza bellissima, che è sempre gentile con tutti, va a trovare tutte le settimane sua nonna (affetta da demenza senile) e fa la volontaria in un centro per disabili. Praticamente una santa. E Jesse, nel raccogliere le giuste informazioni da passare a Ken, si ritroverà ad “adottare” un finto nonno, a diventare amico del fratello di Bridget e ad innamorarsi pure lui di questa ragazza. Ma, si sa, è rischioso mischiare affari e sentimenti…
Bridget, invece, mi è sembrata un personaggio con troppo poco spessore all’interno della storia. Mi sarebbe piaciuto che fosse un po’ più presente nella trama perché – lo ammetto – a volte mi sono quasi dimenticata di lei, troppo presa dai mille intrallazzi di Sgaggio. Inoltre, credo proprio che non le sia ben chiaro quanto “bad boy” sia Jesse, in questa storia. Perché  Jesse vive al confine tra la legalità e l’illegalità, e in diverse occasioni non si fa problemi a sconfinare nella zona buia. È questo, credo, che mi è piaciuto meno di lui: se da un lato mi ha fatto piacere leggere di un  personaggio maschile un po’ sui generis rispetto ai soliti cliché, dall’altro non sono proprio riuscita a farmelo diventare completamente simpatico.

 

Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata:  Infuso menta e zenzero
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Sito dell'autore: Kat Spears

 



"I segreti sono il potere" 

                                            

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