venerdì 16 dicembre 2016

Recensione: Smoke


Smoke
di John Berger


Editore: Il saggiatore
Prezzo Cartaceo: € 9,00
Pagine: 48



Nessuno si azzardi a fumare. È vietato, nocivo, funesto, maleodorante e terribilmente scorretto; se i fumatori vogliono insistere nel loro vizio deprecabile se ne stiano alla larga, e si vergognino un po’. Eppure c’è stato un tempo in cui tutti fumavano, persino i bambini. Si fumava sui treni e al cinema; si fumava addirittura sui campi da tennis. A quel tempo, pipe, sigari e sigarette erano parentesi di quiete, condividerle con qualcuno significava raccontare viaggi, scambiarsi sogni e vedute sul mondo. E prima ancora, quando la natura era minacciosa e non minacciata, un lungo pennacchio di fumo indicava la presenza di un fuoco acceso, di un riparo dal freddo e dalla fame. John Berger, uno dei maggiori scrittori viventi, fumatore orgoglioso e incallito, incontra il mondo variopinto e caliginoso di Selçuk Demirel. Insieme disegnano un racconto per parole e immagini che con tono divertito accarezza le atmosfere di Charles Dickens e Jack London; Smoke è questo, ma è anche un piccolo, ironico inno alla libertà che lancia un messaggio eversivo e utopico: fumatori di tutto il mondo, unitevi!



Non c’è fumo senza arrosto.» Il primo a dirlo fu un tizio per suggerire che le dicerie possono essere fondate. Esordisce così, questo piccolo romanzo che pone il fumo al centro di tutto, definendolo addirittura una reale minaccia sociale; poiché i fumatori possono divenire killer accidentali, e mettere a rischio tutte le persone intorno a loro, persino i bambini. Grande attenzione è data (in modo magistrale, a mio giudizio), anche al riscaldamento del pianeta, che a causa dei gas a serra, sta “soffocando le nostre esistenze”. Affascinante l’epilogo, a metà tra il sogno e la realtà dei fatti.

"Me lo sono sognato, o una volta sono andato in Islanda su raccomandazione di mio zio Edgar? Penso di essere rimasto a Reykjavík, la capitale, un paio di giorni. In islandese Reykjavík significa Baia dei fumi. Dipende dal fatto che, attorno alla baia dove sorge la città, ci sono dei geyser bollenti che emanano vapore.” 

Un libro che prima di tutto è una minaccia concreta verso le conseguenze negative del fumo, come vizio, che rende “fuorilegge ed esseri solitari”, coloro che decidono di accendersi una sigaretta. Una storia breve, ma preziosa, soprattutto per le immagini (di grande impatto) di cui è fornita. Credo possa essere tranquillamente consigliata anche ad un pubblico più giovane, un modo “elegante e poetico”per mettere al corrente anche i nostri bambini/ragazzi che il fumo è fortemente nocivo, non solo per la nostra salute; altresì per coloro che ci vivono accanto! Un gioiellino letterario di grande valore.


Durata totale della lettura: Un giorno
Bevanda consigliata: Tisana limone e zenzero
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: John Berger






" Fumo, quanta solitudine in quei portapacchetti".




                                                                                                                           
                            

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