lunedì 10 luglio 2017

Recensione: Dentro l'acqua


Dentro l'acqua
di Paula Hawkins


Editore:Piemme editore
Prezzo Cartaceo: € 19,50
Pagine: 370
Titolo originale: Into the water


Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell'Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l'hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n'è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine - donne "scomode", difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l'ha trascinata con sé dentro l'acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l'acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra. Con la stessa voce che ha incantato i diciotto milioni di lettori de La ragazza del treno, e la stessa capacità di spiare le vite degli altri, Paula Hawkins ci regala un thriller incredibilmente avvincente, che vi farà girare le pagine in modo compulsivo, fino all'inaspettata, sconvolgente rivelazione finale.



Per coloro che hanno letto “La ragazza del treno”, questo libro, non farà altro che confermare il talento di una scrittrice che scrive libri/thriller magnifici, di grande effetto. Il mistero che è alla chiave di questa trama, è la morte di Nel Abbott, trovata morta nel fiume (presumibilmente per suicidio); il terribile evento, sarà narrato dalla sorella Julia Abbott. Grazie a questa tragica coincidenza, sarà scoperto un mondo oscuro, quello rappresentato da un fiume che cela, tanti misteri e tragedie. Nessuno vedeva quell’acqua per com’era davvero, verde scura, quasi nera, piane di cose vive e di cose morte. Un fiume che è definito Stagno delle Annegate, in ogni versione possibile: bianco e ghiacciato in inverno, con le rocce scure e spoglie, oppure un’oasi di verde scintillante in estate, o grigio e increspato durante i temporali. Così era e così era sempre stato. Però la gente faceva finta di non vedere, non era forse vero? A nessuno piaceva pensare che l’acqua del fiume fosse contaminata dal sangue e dalla bile di donne perseguitate e infelici: era l’acqua che bevevano ogni giorno. Un fiume che cela un mondo tenebroso: storie di streghe trascinate in acqua, donne disperate che si lanciavano dal promontorio, e un ragazzino terrorizzato che, nascosto nel bosco, aveva visto la madre gettarsi nel fiume. Una donna, la sua ossessione per questo fiume tanto misterioso, e una sorella, che dovrà scoprire la verità. Esistono persone che sentono il richiamo dell’acqua: una specie di sesto senso, qualcosa di antico che le riporta sempre a dove scorre l’acqua del fiume. Nel era una di loro. Si sentiva viva sola quando era vicina all’acqua. Il fiume di Beckford è un personaggio centrale in questa storia. Tutti andavano al fiume Beckford, poiché quella non era una cittadina che offriva altro, non c’era mare, né giostre, né sala giochi, neppure un prato per giocare a minigolf. C’era soltanto l’acqua. Attorno a questo primo mistero, vi saranno altri omicidi/sparizioni, donne morte nel giro di pochi mesi, morti avvolte nel mistero. Beckford è ormai divenuto il luogo ove liberarsi delle donne che portano guai; un luogo in cui erano avvenute morti accidentali, suicidi spettacolari e grotteschi annegamenti di donne avvenuti anche secoli prima. Leggendo questo romanzo, sarete rapiti, vi ritroverete involontari abitanti di questa cittadina in cui lo stagno delle Annegate, luogo costantemente evocato, un posto di donne perseguitate, emarginate, disadattate, che non rispettavano gli editti del patriarcato, saranno vittime sacrificali. Un romanzo da non perdere.


Durata totale della lettura: Quattro  giorni
Bevanda consigliata: Crema fredda al caffè
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Paula Hawkins









      "Non fidarti di una superficie troppo calma. 
Lascia che l'acqua ti racconti la sua storia."





                            

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta e condividi con noi la tua opinione!