sabato 1 luglio 2017

Recensione: Il piccolo museo dei cuori infranti

Il piccolo museo dei cuori infranti
di Meg Leder

Editore: Sperling&Kupfer
Prezzo cartaceo: € 17,90
Prezzo Ebook: € 4,99
Pagine: 288
Genere: Narrativa Moderna



New York. Penelope ha sedici anni, quasi diciassette, e non è mai stata innamorata. Suo padre lavora al Museo di Storia Naturale, e lei ha trascorso l'infanzia circondata da reperti e dinosauri. Ed è proprio un evento devastante, pari a quello che ha spazzato via i dinosauri dalla Terra, ad abbattersi su di lei, il terzo anno di liceo, con la forza di mille meteoriti. Tutto è iniziato quando Keats, il ragazzo più bello che Penelope abbia mai visto in tutta la sua vita di sedicenne-mai-stata-baciata, è arrivato a scuola, si è seduto e l'ha guardata. Grandi occhi grigioverdi, una maglietta con un'immagine del Giovane Holden, una giacca blu di velluto a coste, con le toppe sui gomiti, e un profumo di cannella. Se mai avesse potuto far apparire il ragazzo perfetto, Penelope non sarebbe riuscita a fare di meglio. Non tutti gli incontri però sono destinati a un lieto fine, e lei si è ritrovata presto con il cuore spezzato. Ma, a volte, lasciar andare il passato è l'unico modo per trovare il proprio futuro, e così Penelope ha deciso di fondare il Piccolo Museo dei Cuori Infranti. Per guarire le proprie ferite e raccogliere tutti gli oggetti simbolo dell'estasi e della delusione del suo primo amore, ma soprattutto per ricordare a tutti di restare sempre all'erta: perché, come un povero dinosauro innocente intento a mangiare foglie o a rosicchiare allegramente le ossa della sua preda, anche voi, se avete un cuore, potreste essere improvvisamente colpiti da quel meteorite meglio noto come «cuore infranto».









Penelope è dolce e spensierata: ama guardare vecchi film ed andare al luna park, per lei tutto sa di romanticismo e quando guarda il mondo lo fa attraverso delle lenti rosa confetto. Quando incontrerà Keats, bello e tenebroso, il suo cuore farà mille tonfi nel suo petto e le farfalle svolazzeranno nel suo stomaco, le sembrerà impossibile che proprio lui abbia voglia di passare del tempo con lei, così diversa dalle altre ragazze e dalla bella Cherisse. Sarà forse questa sua diversità ad averlo attratto? Ho amato letteralmente questo romanzo, ma ho amato soprattutto Penelope così dolce e genuina, capace di inciampare quando si trova vicino a Keats, di ridere scioccamente e di balbettare come solo una ragazza innamorata sa fare. Meg Leder ha dato vita ad un personaggio semplice ma con un cuore enorme, una ragazza acqua e sapone così diversa da quelle di cui si legge ultimamente che me l'ha fatta amare ancora di più. Sarà anche che mi sono rispecchiata in lei per il suo essere così impacciata e romantica ma fatto sta che la lettura di questo romanzo è stata piacevole, mi è sembrato impossibile essere arrivata in fretta alla fine che ho cercato di centellinare le ultime pagine per non salutare così presto questa coppia fantastica. La crescita di Pen è un percorso non facile, c'è qualche caduta e qualche lacrima, alla fine capirà che la realtà non è come la si può immaginare: è fatta di salite e di discese, di rose ma anche di spine che faranno un pò male ma sapranno solo far crescere. Ho adorato letteralmente Eph, il migliore amico di Pen così simile a lei ma così diverso, un compagno ideale per ridere e per battibeccare per poi ritrovarsi più uniti di prima. Un romanzo fresco e frizzante come solo il primo amore può essere.


Durata totale della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata:  Tè all'arancia rossa
Formato consigliato: cartaceo

Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Meg Leder






"Il primo amore non si può dimenticare."

                      
   

                                        

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