giovedì 13 luglio 2017

Review party: La donna nella pioggia


Oggi sono contentissima di far parte di questo ReviewParty per un libro che vi consiglio vivamente! Scopriamolo insieme e non perdetevi questo party che troverete su diversi altri blog.




La donna nella pioggia
di Maria Visentin

Editore: Piemme Editore
Prezzo Cartaceo: € 17,50
Prezzo Ebook: € 9,99
Pagine: 420






Stella Romano non saprebbe dire quando le ore che compongono le sue giornate abbiano cominciato a scomparire. In una quotidianità senza imprevisti, scandita dalle attività ripetitive e confortanti delle figlie, dai viaggi di lavoro del marito, dai piccoli gesti di una vita agiata in cui continua a sentirsi un'estranea, a Stella mancano dei momenti; ore intere di cui non ha alcun ricordo, in cui compie azioni che poi si smarriscono nelle profondità della mente, in cui diventa un'altra persona. Un giorno, anche il vaso di sua madre - unico legame con la donna scomparsa quando lei aveva tre anni - va in mille pezzi: è il segno tangibile che qualcosa non va, davvero, e Stella non può più fingere indifferenza di fronte a ciò che sta accadendo. Deve andare fino in fondo, riaprendo pagine dolorose della sua vita. Scavando in un passato di cui pochissimi sono i testimoni - la madre è morta in un incidente e il padre si è tolto la vita in manicomio -, Stella si rende conto di aver vissuto sepolta nelle bugie di chi avrebbe dovuto amarla e di aver costruito la sua identità di donna su un'infanzia fasulla. Anche il marito sembra stare dalla parte di chi non vuole che lei arrivi alla verità, a una vita nuova, lontana dai dolori e dai drammi del passato. E Stella capisce che chi ha rubato i suoi ricordi è pericoloso, nel passato come nel presente.










Stella Romano è la protagonista di questa storia. Le sembra un prodigio, la presenza delle sue figlie e una magia, il fatto di avere a disposizione, e senza alcuna fatica, gli stru¬menti perfetti per comunicare con loro: pennelli e penna¬relli, colori e fantasia. Per tanto tempo ha pensato al suo angolo di mondo come al più confortevole dei nidi, un luogo sicuro, dove es¬sere felici, sentirsi al riparo. Pensava di conoscere il posto di ogni cosa, il nome di ogni strada, la mappa della sua vita. Invece. Certi giorni le sue figlie, si muovono come onde impazzite, che ti sballottano da una parte all’altra della tua vita senza darti il tempo di fermarti a pensare, stancandoti a morte, esau¬rendo ogni tua energia, ma senza portarti da nessuna parte. La povera donna si ritrova spesso indietro su tutti i fronti. Avrebbe dovuto correre come una lepre, non perdere nemmeno un minuto, e invece con¬tinuava a buttare via ore e ore, giorni interi. Arrivava a sera esausta e con l’amara consapevolezza di non aver combi¬nato nulla. Perché si era amorevolmente occupata delle mie figlie? Magari! L’avrebbe resa felice potersi dare una risposta del genere. Avrebbe avuto un senso. E invece loro se ne stavano in scuola fino a metà pomeriggio, e poi c’era Nina ad aiutarla. Certo, quando arrivava a casa il tempo, si azzerava. Avevano bisogno di attenzione, la pretende¬vano. Ma a lei non costava dargliela. Con loro mi diver¬tiva. Il problema era un altro: tutto il tempo che non pas¬sava con loro, e nemmeno riusciva a sfruttare per portarsi avanti con il lavoro. Fino a poche settimane prima dell’inizio della sua vicenda, Stella Romano ancora pensava che la sua casa fosse un porto sicuro, la sua vita, un recinto tranquillo. E suo marito un compagno di giochi, un po’ affaticato, sì, ma sempre leale. Prima di co¬minciare a chiedersi: ma davvero stanno ancora giocando lo stesso gioco, lei e Mattia? La giovane donna, è giunta a un punto in cui: a furia di coltivare il silenzio, e illustrare le parole degli altri, non lo sa nemmeno più che suono ha davvero la sua voce. Lei che comprende improvvisamente di aver passato gli ultimi nove anni della sua vita a occuparsi delle bambine, si sentiva sempre in difetto, travolta dai sensi di colpa, inadeguata e insicura. Lui, che non c’era in sostanza mai, si sentiva invece perfetto, sempre. Mai un senso di colpa, mai un momento di paura. Va tutto bene, andrà tutto bene, si diceva la donna, scioccamente. Per la protagonista avrà così inizio un periodo terribile, fatto di notti insonni, disegni ossessivi, parecchie preoccupazioni. Una condizione mentale, che spingerà Stella Romano, a prendere in mano la sua esistenza, facendo ricorso al coraggio, forse solo uno spazio lasciato vuoto dalla paura, un momento di leggerezza, di libertà. La donna comprenderà nel corso del romanzo, che, Dimenticare non sempre è possibile. Come se fosse possibile. Non riesce nemmeno a chiudere gli occhi, a dormire qualche minuto. Come farà mai a dimenticare? La verità. C’è chi dice che rende liberi. È una menzogna. La verità è una prigione. Un dolore senza fine. Una vora¬gine che inghiotte ogni cosa. Un abisso nero che riflette solo la tua disperazione. Un thriller di grande spessore, un’autrice da scoprire.



Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata:  Latte di mandorla
Formato consigliato: Ebook

Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autriceMarina Visentin





"Pensavo di conoscere il posto di ogni cosa,
il nome di ogni strada, la mappa della mia vita.
Invece.
"




   
                                        

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