sabato 11 agosto 2018

Recensione: La famiglia Aubrey



la famiglia aubrey
La famiglia Aubrey
di Rebecca West

Editore: Fazi Editore
Prezzo cartaceo: € 18,00
Prezzo Ebook: € 9,99
Pagine: 570
Genere: Narrativa Moderna

Gli Aubrey sono una famiglia fuori dal comune, nella Londra di fine Ottocento. Nelle stanze della loro casa coloniale, fra un dialogo impegnato e una discussione accanita su un pentagramma, in sottofondo riecheggiano continuamente le note di un pianoforte; prima dell’ora del tè accanto al fuoco si fanno le scale e gli arpeggi, e a tavola non si legge, a meno che non sia un pezzo di papà appena pubblicato. Le preoccupazioni finanziarie sono all’ordine del giorno e a scuola i bambini sono sempre i più trasandati; d’altronde, anche la madre Clare, talentuosa pianista, non è mai ordinata e ben vestita come le altre mamme, e il padre Piers, quando non sta scrivendo in maniera febbrile nel suo studio, è impegnato a giocarsi il mobilio all’insaputa di tutti. Eppure, in quelle stanze aleggia un grande spirito, una strana allegria, l’umorismo costante di una famiglia unita, di persone capaci di trasformare il lavaggio dei capelli in un rito festoso e di trascorrere «un Natale particolarmente splendido, anche se noi eravamo particolarmente poveri». È una casa quasi tutta di donne, quella degli Aubrey: la figlia maggiore, Cordelia, tragicamente priva di talento quanto colma di velleità, le due gemelle Mary e Rose, due piccoli prodigi del piano, dotate di uno sguardo sagace più maturo della loro età, e il più giovane, Richard Quin, unico maschio coccolatissimo, che ancora non si sa «quale strumento sarà». E poi c’è l’amatissima cugina Rosamund, che in casa Aubrey trova rifugio. Tra musica, politica, sogni realizzati e sogni infranti, in questo primo volume della trilogia degli Aubrey, nell’arco di un decennio ognuno dei figli inizierà a intraprendere la propria strada, e così faranno, a modo loro, anche i genitori. Personaggi indimenticabili, un senso dell’umorismo pungente e un impareggiabile talento per la narrazione rendono La famiglia Aubrey un grande capolavoro da riscoprire.

«Uno dei migliori libri scritti nel Novecento. Sto parlando del suono che quel libro emette, del suo peso nella memoria, del suo modo di disporsi nel tempo, dei suoi colori, del suo modo di accoppiarsi con l’attenzione del lettore…».
Alessandro Baricco

«Rebecca West è stata una dei giganti della letteratura inglese e vi avrà un posto per sempre. Nessuno in questo secolo ha usato una prosa più abbagliante, o ha avuto più spirito, o ha osservato le tortuosità del carattere umano e gli aspetti del mondo in maniera più intelligente».
«The New Yorker»

«È improbabile che perfino il lettore più scrupoloso riesca a nominare una storia raccontata in modo tanto struggente e amorevole, o uno scritto più bello».
«The New York Times»

«La penna di Rebecca West era brillante quanto la mia, ma più selvaggia».
George Bernard Shaw








Nella famiglia Aubrey la musica è fondamentale: la madre Claire suona il piano, le due gemelle Mary e Rose hanno ereditato da lei il suo talento, al contrario la sorella maggiore Cordelia sembra un caso disperato, il talento del piccolo Richard Quin invece ancora non è ben chiaro alla famiglia. Entriamo in famiglia in un momento davvero delicato: il padre sta partendo per Londra per andare a sistemare le incombenze più urgenti per il trasferimento della famiglia, la tensione è palpabile, la moglie Claire ha paura che suo marito non riuscirà a fare tutte le cose promesse e che loro rimarranno bloccate in una situazione poco chiara ed incresciosa. Il romanzo è narrato da Rose, alter ego dell'autrice Rebecca West, che ricorda la sua infanzia e ne narra le vicende. L'intera narrazione è scandita dalla musica che sembra la vera protagonista, attorno alla quale ruotano le vite delle donne della famiglia Aubrey che tra sogni di grandezza infranti e note melodiose riescono a far breccia nel nostro cuore. Lo stile narrativo di Rebecca West è lento ed è inutile negare che questo tratto non è mai positivo soprattutto quando ci troviamo di fronte un tomo di oltre cinquecento pagine. Ma una tazza di tè ed una lezione di musica alla volta la storia entra nella mente del lettore, le vicende di questa famiglia ne catturano l'attenzione e rendono impossibile posare il romanzo sino alla conclusione di questo primo romanzo. Ho apprezzato molti lati di questo romanzo, una volta entrata in sintonia con la narrazione un po' più lenta mi sono lasciata cullare dalla voce di Rose e dalle loro vicende, la situazione economica non facile, le difficoltà degli innumerevoli spostamenti e l'amore per la musica ne sono solo alcuni esempi. Non vedo l'ora di poter leggere il seguito di questo romanzo, voglio ritrovare questa famiglia e voglio fermarmi a prendere una tazza di tè nel loro salotto.


Durata totale della lettura: quattro giorni
Bevanda consigliata: tè freddo alla menta
Formato consigliato: cartaceo

Età di lettura consigliata: dai 16 anni






"Una nuova saga familiare ha iniziato, siete pronti per entrare in famiglia?"

                      
   

                                    

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