lunedì 7 gennaio 2019

Recensione: Nebbia a Tangeri.



Nebbia a Tangeri
di Cristina Lopez Barrio

Editore: DeA Planet Libri
Prezzo cartaceo : € 16,50
Pagine: 330


Un libro, Nebbia a Tangeri, e un nome, Paul Dingle, scarabocchiato su un taccuino. Sono gli unici indizi che Flora ha a disposizione per ritrovare l'uomo misterioso che, incontrato per caso in un bar di Madrid, le ha regalato emozioni che credeva sopite per sempre. Perché adesso che lo sconosciuto sembra sparito nel nulla, smettere di desiderarlo è come smettere di respirare: semplicemente impossibile. Così la prudente Flora si lascia tutto alle spalle e parte alla volta di Tangeri, per cercare l'autrice del romanzo e scoprire chi è davvero Paul Dingle, personaggio di carta e insieme protagonista in carne e ossa della notte che le ha stravolto la vita. Coinvolgente, esotico e pieno di svolte inattese, Nebbia a Tangeri è la storia di un doppio amore proibito che si snoda tra passato e presente. Per raccontare, attraverso un romanzo nascosto tra le pagine di un altro romanzo, la vertigine del desiderio e i misteri più profondi del cuore.



Questo romanzo nel romanzo in cui la scrittrice madrilena Lopez Barrio ci racconta le avventure coraggiose, impulsive e con risvolti tutt'altro che allegri di Flora e Marina, donne molto diverse tra loro ma entrambe affascinate dalla figura misteriosa e attraente dello stesso uomo, Paul Dingle. Si potrebbe dire che ci sono elementi per soddisfare qualsiasi tipologia di lettore: abbiamo l'amore straziante e passionale, l'avventura alla disperata ricerca di risposte e dell'amore perduto, il viaggio in una Tangeri d'oggi e di allora, il nascere di amicizie, la scrittura, l'esoterismo di una sciamana,  cadaveri e indagini poliziesche. Un po' di tutto. La frenesia della trama, il continuo salto tra la "realtà" del primo livello  narrativo del romanzo ed il secondo, quello del libro nel libro - strategia narrativa che ha una lunga e consolidata pratica nella letteratura spagnola -  mantengono il lettore abbastanza coinvolto, ma ho trovato alcune risoluzioni e risvolti del racconto un po' tirati. La triste, insoddisfacente banalità della vita di Flora è fondamentale allo sviluppo della storia perché è il risveglio di quella gioia di vivere, quell'eccitazione da tempo assopita che ritrova nella notte passata con Paul Dingle a farla imbarcare nell'avventura che si dipana nel resto del romanzo. E' proprio questo sonno interiore che ha tenuto ingabbiata Flora, l'automazione misera di una vita "normale", provinciale se vogliamo, in cui non sembra mancare niente di quel che una vita dovrebbe avere ma che tuttavia manca del fuoco della spontaneità, della scoperta e dell'euforia...è questo stato di stagnazione da cui Flora si risveglia che personalmente ho trovato l'aspetto più interessante del romanzo, dal punto di vista di analisi interiore del personaggio e della natura umana, e non credo sia stato sviluppato oltre l'essere un semplice pretesto narrativo. Meritava una considerazione maggiore, credo, e avrebbe rinforzato il carico emotivo e aiutato il lettore, soprattutto femminile, ad immedesimarsi e percepire una connessione con la protagonista e con la prepotenza dei suoi sentimenti. Purtroppo resta quindi un romanzo piacevole, lungo e con un fil rouge di mistero e suspance che ti fa arrivare in fondo, ma non riesce a diventare memorabile, non coinvolge se non superficialmente e ho avuto la sensazione che l'autrice abbia speso molto più tempo nell'architettura teorica della trama, nelle ricerche storiche e geografiche che nell'approfondimento dei temi e nella creazione di personaggi tridimensionali e coerenti. In conclusione la mia esperienza è stata soddisfacente a metà perché mi aspettavo un tipo diverso di romanzo, ma se siete alla ricerca di un buon mistero e qualche ora di evasione, dategli sicuramente una chance.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Martini bianco
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni




"«Chi ha preso Paul?» ...«La Aisha Kandisha.»"


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