venerdì 8 marzo 2019

Recensione: Il gusto di uccidere






Il gusto di uccidere
di Hanna E. Lindberg

Editore: Longanesi
Prezzo cartaceo : € 20,00
Prezzo ebook: € 9,99 
Pagine: 416
Genere: Thriller

Un'indagine audace sul lato oscuro dello scintillante mondo dell'alta cucina «Hanna Lindberg appare come la nuova star del giallo scandinavo.» - Ranieri Polese, Corriere della Sera

Il Cuoco d’Oro: l’evento al quale chiunque abbia, o aspiri ad avere, un ruolo nel prestigioso mondo della gastronomia svedese non può non partecipare, una serata che riserva sempre grandi sorprese. Solveig Berg, la più spregiudicata giornalista d’inchiesta di Stoccolma, sempre alla ricerca dello scoop, si è assicurata l’ingresso allo Stockholm Grotesque, il noto ristorante che ospita il premio. Tutti sembrano puntare su Florian Leblanc o su Jon Ragnarsson – due chef stellati un tempo soci, ora rivali. Ma proprio al momento dell’annuncio del vincitore le luci si spengono improvvisamente e un colpo di pistola sovrasta il brusio della sala, uccidendo Vanja Stridh, il capo di Solveig. Le indagini sull’accaduto iniziano rapidamente, ma Solveig capisce subito che la polizia sta imboccando una pista sbagliata, soprattutto a causa di quello che Vanja le ha bisbigliato prima di morire. Tra le sale e le cucine dei ristoranti di lusso della città, la giornalista si troverà così ad affrontare nuovi intrighi, una mente criminale imprevedibile... e le ombre del suo stesso passato. Una sua vecchia conoscenza, Lennie Lee, ex fotografo di moda che ha visto la sua rivista scandalistica disfarsi e chiudere i battenti durante la sua permanenza in carcere, è finalmente tornato a Stoccolma dopo tre anni. Ha perso tutto, ma è pronto a rifarsi investendo questa volta nella ristorazione, e spende i suoi ultimi risparmi per acquistare un food truck. Le strade di Lennie e Solveig sembrano destinate a incrociarsi di nuovo…





Sono passati tre anni da quando abbia lasciato Solveig Berg in  STHLM Confidential: la ritroviamo a lavorare con Vanjia Stridh, una famosissima quanto spietata giornalista gastronomica. Le due donne si ritroveranno insieme all'evento dell'anno in uno dei ristoranti più famosi di Stoccolma e sarà proprio lì che il pavimento si tingerà di nuovo di rosso sangue e Solveig sarà di nuovo chiamata a far luce su un omicidio. Quando l'anno scorso ho letto il primo capitolo di questa serie ero rimasta totalmente abbagliata dalla bravura della sua autrice e dalla storia che mi aveva coinvolta totalmente. Dopo una partenza con il botto il secondo romanzo è il vero banco di prova: le aspettative sono al massimo ed è molto facile cadere in qualche trappola provando a superarsi. Non è questo il caso per fortuna perché, Il gusto di uccidere eguaglia il suo predecessore facendo sentire il lettore a casa. Impossibile non rimanere totalmente incatenati nel ritmo narrativo di Hanna Lindberg, così come è difficile non ammirare la protagonista attorno alla quale il romanzo ruota. Ho trovato molto intelligente lo stacco temporale in avanti: ciò ha permesso all'autrice di sviluppare il personaggio di Solveig tratteggiando nuove sfumature del carattere e sottolineandone la crescita. Attorno a Solveig poi ruotano personaggi che sono secondari solo come classificazione perché non mancano di caratterizzazione e tridimensionalità: come ho detto prima Hanna E. Lindberg ha fatto di nuovo centro con questo suo secondo romanzo. E' davvero impensabile non consigliarlo.

Durata totale della lettura: cinque giorni
Bevanda consigliata: Tè al karkadè
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni







"Solveig Berg è tornata e niente sarà più come prima"



   

                                        

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