lunedì 25 marzo 2019

Recensione: Matteotti contro il fascismo

Contro il Fascismo
di Giacomo Matteotti

Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 4,90
Pagine: 96 

Quella di Giacomo Matteotti è una delle voci che con più forza e più coraggio si levarono contro i soprusi del regime fascista. A distanza di quasi un secolo questo volume esorta a prestarle di nuovo ascolto, riproponendo due documenti molto citati ma poco letti: il discorso del 31 gennaio 1921, quando Matteotti per la prima volta e per primo osò prendere la parola alla Camera contro il regime, e quello del 30 maggio 1924, quando denunciando i brogli elettorali egli firmò la propria condanna a morte, eseguita di lì a venti giorni per mano di cinque sicari fascisti. Grazie a queste due pietre miliari dei nostri annali parlamentari, opportunamente situate nel contesto dell’epoca dalla prefazione di Sergio Luzzatto, sarà possibile comprendere con maggiore verità d’accenti un momento cruciale della storia d’Italia, e riflettere su temi che tuttora trovano ampio spazio nel dibattito pubblico.





Con Giacomo Matteotti si identifica, nell’immaginario collettivo italiano, la prima vera vittima del regime fascista di Benito Mussolini, col quale si identifica — tutt’oggi — un punto cruciale della storia sociale e politica italiana. 

Il libro, che raccoglie due dei discorsi pronunciati alla camera dall'onorevole socialista nel 1921 e nel 1924, rappresenta quindi una viva testimonianza di un’idea di politica e di società, ma non solo. Le parole di Matteotti sono l’urlo vivido di un uomo e di un cittadino che decise di lottare contro un potere irrefrenabile che, purtroppo, ancora oggi si ripropone sulla scena italiana e mondiale. Matteotti, infatti, attraverso le sue invettive, vuole sconfiggere un nemico ancora più pericoloso del regime mussoliniano: la paura del diverso da sé e, più precisamente, il terrore dell’idea diversa dalla propria.

I discorsi raccolti, finissimamente editati, trasmettono l’energia e la forza di un dialogo proprio della tragedia greca, nei quali l’eroe solitario si trova a combattere contro l’ottusa maggioranza dei partecipanti all’assemblea. Non a caso, quindi, il colto Matteotti risulta più simile all’Antigone protagonista del dramma sofocleo o al Marco Antonio del Giulio Cesare di Shakespeare, che ad ogni altro politico contemporaneo: le parole hanno un peso e sono il nerbo della sana discussione parlamentare e della stessa democrazia.

I due discorsi, inoltre, trattano temi — aimè — drammaticamente attuali: il ruolo della stampa nella vita politica italiana (e la produzione delle cosiddette fake news) e l’importanza della libera espressione da parte delle minoranze.

Ho personalmente trovato i temi trattati e la lucidità con cui Matteotti esprime le sue idee tanto attuali quanto preoccupanti. In un mondo che pensa ai paletti da mettere tra le persone, la voce lucida di Matteotti risplende come un faro nella buia notte del fascismo (italiano e non solo).

Un libro per esperti e non, che ci aiuta a scoprire il presente attraverso una voce del passato: un cannocchiale all’incontrario, che ci avvicina alla verità guardandola da lontano.


Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Caffè Espresso, non zuccherato
Formato consigliato: Digitale
Età di lettura consigliata: dai 16 anni 





      "La classe che detiene il privilegio politico, [...] ritiene sia giunto il momento in cui essa, per difendere il suo privilegio, esce dalla legalità e si arma contro il proletariato".


   

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