mercoledì 1 aprile 2020

Recensione: La città dal mantello rosso





La città dal mantello rosso
di Asli Erdogan

Editore: Garzanti
Prezzo cartaceo : € 17,00
Prezzo ebook: € 9,99 
Pagine: 156
Genere: Narrativa moderna


In queste terre semiselvagge posso tracciare il passato che desidero. Quando il taxi la deposita nel distretto periferico di Santa Teresa non c’è nessuno ad aspettarla. Nessuno che dia il benvenuto alla trentenne Özgür, sbarcata da Istanbul a Rio de Janeiro per intraprendere la carriera di insegnante. Ma questa inattesa solitudine non le fa paura. Al contrario, in una città traboccante di fascino e mistero, si sente investita di una libertà inedita. Del potere straordinario di lasciarsi attraversare dallo spirito del luogo e riscrivere la propria storia da capo, quasi fosse una pagina vergine in attesa della prima traccia di inchiostro. Comincia così l’iniziazione di Özgür a Rio de Janeiro e alla nuova sé stessa. Un passo alla volta, nel cuore pulsante della megalopoli brasiliana, la giovane conosce un mondo inconsueto, dove le contraddizioni convivono in perfetta armonia. Quella di Özgür è una vertigine senza fine. Un viaggio in un labirinto che la mette di fronte a un’identità personale in costante mutamento. Un viaggio che può concludersi solo con un libro, quello che Özgür scriverà per dare senso all’alienazione che l’ha trasfigurata e resa la donna che è oggi e che forse sarà anche domani.

La città dal mantello rosso è stato salutato dalla critica e dalla stampa più autorevole come il capolavoro indiscusso di Aslı Erdogan, l’opera che le è valsa un posto più che meritato nel panorama letterario internazionale. Con stile essenziale e immaginifico, l’autrice dipinge un quadro vivido e lucidissimo dell’estrema fragilità umana. E ci ricorda che la nostra identità non è mai definita né definitiva, ma è un percorso che dura una vita intera.




Quella che si propone di fronte agli occhi Özgür non è la Rio del carnevale, non è la Rio colorate e festante ma è quella rozza, puzzolente e triste delle favelas. La città di Rio si dispiega tra baie e sabbia finissima, tra palazzi moderni e lussuosi e favelas fatte di baracche e di marciume dove le persone vengono dimenticate. Özgür ormai è a Rio da due anni: questa città l'ha violentata con i suoi eccessi, l'ha resa inerme con il suo caldo soffocante e l'ha cambiata profondamente. Potrebbe tornare alla sua Istanbul dove non dovrebbe più vivere di stenti, ma non può, non prima di aver chiuso i conti con questa città. Özgür scrive, ossessivamente, su ogni cosa che le capita a tiro quando non ha con sè il suo quaderno verde, scrive di Rio, scrive un romanzo sulla città dal mantello rosso. In un attimo il lettore si ritrova in un vortice discendente verso la follia della protagonista, riesce ad avvertirne l'urgenza di raccontare la sua storia in maniera febbrile per liberarsi delle catene che la costringono a rimanere in quella casa, in mezzo alla feccia di Rio. La città dal mantello rosso non è un romanzo qualsiasi, è un resoconto adrenalico di una discesa agli inferi: Asli Erdogan attraverso una narrazione incalzante con pochissimi dialoghi riesce ad incatenare il lettore alle pagine sino all'epilogo finale. Si può amare un romanzo così crudo? Assolutamente sì: personalmente ho apprezzato molto il ritratto disincantato di una città che vede al suo interno convivere la borghesia e la povertà più assoluta, dove le mezze misure non esistono, dove le anime si perdono e ne escono cambiate radicalmente. 

Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: Tè freddo alla papaya
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni







"Siete pronti a scendere nell'inferno?"


   

                                        

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