giovedì 28 gennaio 2021

Recensione: I passi di mia madre

 



I passi di mia madre

di Elena Mearini

Editore:Morellini editore
Prezzo Cartaceo: € 15,90
Pagine: 160

«Non rividi più la faccia di mia madre, lei con alcool e strofinaccio in cucina, i bigodini in testa dal bagno alla camera, i tacchi a spillo dal corridoio alla porta, le mani sul volante, un anello in ogni dito e unghie rosso corallo, lei che m’infila lo zaino sulle spalle davanti all’ingresso della scuola e dice corri che è tardi. (...) Sempre via dal tempo, mia madre. Era prevedibile che se ne andasse via anche da noi.»



Ho partecipato alla conferenza stampa di presentazione di questo libro, e devo ammettere che è stata un’esperienza davvero magnifica, grande professionalità ed amore per la lettura. Se a questo, aggiungiamo poi, che una delle colonne portanti di questa casa editrice, è l’autrice Sara Rattaro, credo che il quadro sia completo. Che altro dire? Il titolo di cui vi parlerò oggi, è un romanzo profondo ed intimo, che indaga su uno dei rapporti più complessi che ciascuno di noi, si trova nella propria esistenza ad affrontare, e faticosamente costruire: il rapporto madre e figlia. Una madre assente, che crea una lacuna nell’esistenza della figlia (anche nell’età adulta), e che la costringe ad una vita fatta di briciole, e ad appoggiarsi ad un uomo che non si può certo definire il principe azzurro. Invece lui è la cosa qualunque che ora serve alla protagonista. Marco è il mobile, la lampada o la poltrona che rende più soppor¬tabile la sua stanza sgombra. Terribile a mio giudizio, la visione della madre nei confronti del corpo della protagonista (fin dall’adolescenza): Il suo corpo non le piaceva, per lei era una bambina scoordinata, senza quell’armonia tipica dell’atleta, dove ogni muscolo risponde all’altro con tono e parola esatti. Lo capiva dai suoi occhi, quando si passava da una stagione all’altra e andavano insieme a fare compere con la scusa del cambio armadio. La figlia provava i vestiti e lei la guardava come se fosse un errore grammaticale grave. Era sbagliata con il cappotto dell’inverno e con il co¬stume dell’estate, una figlia da correzione costante. I suoi sguardi erano sottolineature rosse, mettevano ad¬dosso la vergogna di esistere. Da qui il rapporto errato con il cibo, nota dolente per molte ragazze e donne ancora oggi. Una figlia e la sua ricerca ossessiva di una madre, perché a volte, nella vita per andare avanti, dobbiamo semplicemente avere il coraggio di voltarci un secondo indietro, e chiudere i conti con il passato, magari lasciando semplicemente andare tutto, anche i rancori. Un viaggio emozionante, un’autrice da non lasciarsi sfuggire.(In allegato anche la playlist Spotify da associare alla lettura del romanzo).

Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Thè alla vaniglia
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Elena Mearini




      "La ricerca di un amore mancato"



                            
                              Si ringrazia molto la casa editrice Morellini per la copia in omaggio.

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