mercoledì 20 gennaio 2021

Recensione: Thérèse e Isabelle




Thérèse e Isabelle

 di Violette Leduc

 Editore: Neri Pozza
 Prezzo: € 16,00
 Pagine: 128

Nella primavera del 1954 Simone de Beauvoir presenta alle edizioni Gallimard un romanzo che, con i suoi tormentati ménages à trois, ha molte affinità con L’Invitée, la sua opera d’esordio. Ravages è il titolo del libro, scritto da Violette Leduc, un’autrice nota allora soltanto a una ristretta schiera di ammiratori. De Beauvoir non manca di accompagnare il manoscritto con un giudizio molto lusinghiero. Violette Leduc è una sua protégée, di cui apprezza da tempo il talento.
Il comitato di lettura della Gallimard, in cui figurano scrittori quali Raymond Queneau e Jacques Lemarchand, approva la pubblicazione dell’opera a una sola condizione: emendare le prime centocinquanta pagine, giudicate «di un’oscenità incredibile».
Ravages esce cosí nel 1955 pesantemente purgato della prima parte dell’opera che racconta la storia d’amore, «sconvolgente per il cuore e per il corpo», tra Thérèse e Isabelle, dove la protagonista diciassettenne è la stessa Violette (all’anagrafe Thérèse, Andrée, Violette), e Isabelle è una compagna del collegio di Douai con la quale la scrittrice aveva vissuto la sua prima esperienza sentimentale.
Da quel momento in poi quelle prime centocinquanta pagine hanno una complicata storia editoriale. Nel 1966, dopo il grande successo di un’altra opera della Leduc, La Bâtarde, Gallimard le pubblica come racconto a sé stante, ma ancora mutilo e rimaneggiato dalla stessa Leduc. Soltanto nel 2000 Thérèse e Isabelle appare in edizione integrale presso la casa editrice francese e, nel 2002, in traduzione italiana.
Riproposto ora, a distanza di anni, la recezione dell’opera può andare al di là dello scandalo suscitato dalle scene erotiche, descritte nei piú impensabili dettagli, che coinvolgono le due giovani protagoniste. La lettura può finalmente soffermarsi sulla sorprendente scrittura della Leduc, su quella lingua, come scrive Sandra Petrignani nell’introduzione alla presente edizione, «opulenta eppure asciutta perché sempre esatta, luminosa e poetica, minuziosa e sensuale, violenta e dolcissima, cruda e ossessiva, che non somiglia a nient’altro e si alimenta quasi esclusivamente di vita vissuta».
L’opera della Leduc è accompagnata, in questa edizione, dalla postfazione all’edizione italiana del 2002 di Carlo Jansiti, cui si deve in larga parte la riscoperta e la rinnovata fortuna di Violette Leduc sulla scena letteraria internazionale.


Preparate i ventagli perchè questo breve romanzo è hot hot hot!

Scherzi a parte, ci troviamo davati a un romanzo che va apprezzato forse piú per la sua importanza storica che per la storia in sè.
Ci troviamo in un collegio femminile in cui inizialmente Thérèse sembra odiare Isabelle, i suoi capelli, i movimenti, tutto.
Si capisce ben presto che quello non è odio ma solo interesse insespresso e malcelato, qualcosa che Thérèse non si aspettava per niente.
Le due passano le notti a avvicinarsi, toccarsi, annusarsi, leccarsi, e il giorno a pensare alla notte successiva.
Non immaginatevi niente di volgare, la Leduc ha un modo di scrivere talmente poetico e visionario che alle volte si potrebbe addirittura avere il dubbio che si parli di sesso ma allo stesso tempo è estremamente audace e non lascia dubbi. Pare che Simone de Beauvoir sua cara amica, le avesse consigliato di eliminare alcune parti troppo spinte, il romanzo già cosí ha avuto un turbolento passato in ambito di pubblicazione.
Entrambe le ragazze non sembrano avere molta esperienza quindi vivono la passione mischiata al terrore di perdere l'altra, e sè stesse, cosí come esiste il costante panico di venire scoperte che aggiunge ancora piú phatos alla storia d'amore.
Nel romanzo riviviamo chiaramente quella passione e quel trasporto cieco dell'adolescenza, specialmente delle prime esperienze tra due donne. La storia fa parte della reale vita dell'autrice che ne parla ancora meglio in altri romanzi come La Bastarda.
Una storia appassionante ed erotica, di cui consiglia vivamente di leggere l'introduzione di Sandra Petrignani e la posfazione di Carlo Jansiti perchè ci fanno capire piú a fondo quanto fosse scabroso questo romanzo nel 1950.
Un perfetto esempio di scrittura francese, poetica ed erotica allo stesso momento, immagino che in lingua originale debba essere magnifico!

Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Acqua fredda
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: Dai 16 anni 


"La stessa morte nell’anima e nel corpo.
 Sí, ma la morte con una cetra, uno zuccherino nella testa."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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