venerdì 19 febbraio 2021

Recensione: L’acqua del lago non è mai dolce

L'acqua del lago non è mai dolce

di Giulia Caminito

Editore: Bompiani
Prezzo Cartaceo: € 18,00
Prezzo ebook: € 11,99
Pagine: 304

Odore di alghe limacciose e sabbia densa, odore di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: è il lago di Bracciano, dove approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, donna fiera fino alla testardaggine che da sola si occupa di un marito disabile e di quattro figli. Antonia è onestissima, Antonia non scende a compromessi, Antonia crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua unica figlia femmina a contare solo sulla propria capacità di tenere alta la testa. E Gaia impara: a non lamentarsi, a salire ogni giorno su un regionale per andare a scuola, a leggere libri, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo. Sembra che questa ragazzina piena di lentiggini chini il capo: invece quando leva lo sguardo i suoi occhi hanno una luce nerissima. Ogni moto di ragionevolezza precipita dentro di lei come in quelle notti in cui corre a fari spenti nel buio in sella a un motorino. Alla banalità insapore della vita, a un torto subìto Gaia reagisce con violenza imprevedibile, con la determinazione di una divinità muta. Sono gli anni duemila, Gaia e i suoi amici crescono in un mondo dal quale le grandi battaglie politiche e civili sono lontane, vicino c’è solo il piccolo cabotaggio degli oggetti posseduti o negati, dei primi sms, le acque immobili di un’esistenza priva di orizzonti. 
Giulia Caminito dà vita a un romanzo ancorato nella realtà e insieme percorso da un’inquietudine radicale, che fa di una scrittura essenziale e misurata, spigolosa e poetica l’ultimo baluardo contro i fantasmi che incombono. Il lago è uno specchio magico: sul fondo, insieme al presepe sommerso, vediamo la giovinezza, la sua ostinata sfida all’infelicità.




L’approccio alla lettura de “L’acqua del lago non è mai dolce” è come la sua protagonista: schiva e graffiante, sospettosa di chi le si avvicina, ma curiosa di scoprire se c’è un caldo affetto da rivolgerle. Così si presenta Gaia e la sua famiglia difficile – la mamma Antonia, il papà Massimo disabile, il fratello Mariano e i due fratelli gemelli, insicura e schiacciata dal mondo degli ultimi che la circonda fin dalla sua nascita e che sembra peggiorare o restare stabile nel migliore dei casi, senza possibilità di fare un balzo in avanti. La diffidenza inziale si sgretola presto però, per lasciar spazio alla voglia di scoprire di più, accompagnare per mano Gaia nel suo percorso di crescita, dalle medie al liceo con il dubbio sull’università – immancabili i momenti in cui si ha il desiderio di fare un balzo nelle pagine, per abbracciarla e indirizzarla lungo la via tortuosa. 

Tortuoso come a volte è il linguaggio utilizzato da Giulia Caminito per descrivere le situazioni. Anzi, sembra quasi plasmarsi a seconda della scena – felice, triste, piena di rabbia e rancore, per scegliere così parole dure, spezzate, elenchi al limite con l’ossessività per dar voce alla paura, al dolore, all’inadeguatezza di chi sa di crescere diverso dagli altri. 

Così le pagine scorrono in quello che non solo è il racconto della crescita, dell’adolescenza, dell’irrequietezza della gioventù in costante ricerca di se stessa, ma anche della povertà, strana non solo per il suo essere fastidiosa, complessa da vivere e da osservare, ma soprattutto per le sue sembianze odierne camuffate sotto quelle di inizio di secolo scorso. Così Gaia risulta ancora più diversa, più lontana dai suoi coetanei, più cupa e piena di sentimenti rabbiosi verso un presente e futuro ancor più sghembo. 

Un graffiante e bellissimo romanzo di formazione, emozionante e sincero, che guarda alle generazioni odierne – impossibile non sentirsi chiamati in causa, protagonisti di riflesso o solo di passaggio di qualche capitolo. Inoltre, lo stile evocativo della Caminito affascina, calamita della realtà più triste e al contempo tuffo nella bellezza che può emergere dalle difficoltà. Non a caso è anche tra le proposte dei candidati per il Premio Strega 2021. 
 
Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: caffè
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


      "Io respiro forte nel casco, ingoio rabbia, tutta quella che ho tenuto celata, quella che ho travestito per le grandi occasioni, quella che ho guardato ballare a distanza, quella che m’hanno vietato e che invece mi appartiene e voglio coltivare, sento il collo appesantito, le mani calde, doloranti."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta e condividi con noi la tua opinione!