martedì 27 luglio 2021

Recensione: L'albero dello zenzero

 



L'albero dello zenzero
di Oswald Wynd

 Editore: Garzanti
 Prezzo Cartaceo: €18
 Pagine: 368
 Titolo originale: The Ginger Tree


1903. Sbarcata in Cina dopo un lungo viaggio dalla Scozia, Mary incontra per la prima volta il suo promesso sposo e capisce subito che il loro non sarà un matrimonio felice. Mesi dopo, benché sia rimasta incinta, continua a sentirsi sempre più sola, mentre il marito è perso nei suoi affari. Fino al giorno in cui, durante una delle sue passeggiate, incontra Kurihama, un samurai discendente da una nobile famiglia giapponese. L’uomo è schivo e taciturno, ma riesce a trasmetterle il fascino del suo paese, magico e misterioso. Le racconta di una cultura millenaria e di leggende meravigliose. L’amore nasce senza preavviso: Mary sa che è sbagliato, proibito, ma sa anche che mai, prima d’ora, si è sentita così pienamente sé stessa. Quando la loro relazione viene scoperta, il marito la ripudia e le impedisce di vedere la figlia. La ferita che le lacera il cuore non si richiuderà mai più, ma Mary non è solo una madre, è anche una donna. Ha sogni, speranze, progetti. A questi deve aggrapparsi per non soccombere. Giorno dopo giorno si lascia ammaliare dalle luci, dalle tradizioni, dai costumi di Tokyo, dove ha deciso di vivere con Kurihama e il loro bambino. Lì spera di trovare l’affermazione personale e l’indipendenza tanto desiderate. Ma presto scopre che la difficoltà di raggiungerle, per una donna, è la stessa a qualsiasi latitudine. Così decide che farà di tutto per dimostrare ai suoi figli che un mondo migliore è possibile e che anche una donna è in grado di gestire un impero commerciale. Perché come l’albero dello zenzero può crescere anche sui terreni più sfavorevoli, così la forza di una donna può germogliare ovunque.



Un lungo viaggio dalla Scozia fino in Cina e poi in Giappone per una ragazzina giovane e inesperta, Mary,  che si sta dirigendo a Tianjin e poi Pechino per sposarsi con Richard. Ne seguiamo il viaggio tramite il suo diario personale e le lettere che scrive alla madre per raccontarle tutto nei minimi dettagli.
Nessuno le ha spiegato nulla del matrimonio, del come vivere da sposata, del come vivere senza famiglia dall'altra parte del mondo con un uomo che non conosce e in una società completamente diversa dalla sua. Quando lo incontrerà capirà subito che non sarà felice e che si sentirà sola come non mai. Cercherà il sostegno e la vicinanza di molte amiche ma solo con il misterioso Kurihama troverà un minuto di felicità. 
Quel minuto di gioia le farà perdere tutto, addirittura il diritto di abitare in Cina, inizierà allora la sua avventura in Giappone, anch'esso pieno di insidie e persone che le remano contro. Anche stavolta sembra che gli uomini scelgano tutto per lei incluso il suo destino.
Finalmente però, dopo aver perso tutto sembra iniziare a prendere delle decisioni, si vuole riscattare e costruire qualcosa per sé, scelta non semplice per una donna sola con il suo passato in un paese in guerra.
La trama del libro mi è interessata subito, ma devo ammettere che la lettura non lo è stata altrettanto. Tutta il romanzo mi è sembrato in un unico tono, nessun alto e basso, anche quando ci sono dei twist importanti, il ritmo non cambia mai.
Ho trovato più approfondite le descrizioni delle guerre e ribellioni in atto nei vari paesi piuttosto che la storia di Mary, è evidente la conoscenza approfondita dell'autore di entrambi i paesi e della storia che li riguarda
Il personaggio principale che dovrebbe risultare come questo arbusto di zenzero forte e straniero contro le intemperie, sembra onestamente più una foglia al vento delle decisioni degli uomini nella sua vita, non solo il marito, ma anche l'amante e il datore di lavoro.
Mi è piaciuto leggere di più sulle tradizioni giapponesi e la vita delle donne in quegli anni così come le regole da seguire di fronte a imperatrici e imperatori. Bellissimo il personaggio della Baronessa Sannoterra che mi è sembrata una luce di ribellione in un romanzo un po' troppo "educato" per la trama che ha. 

Vi avverto anche che ho letto recensioni molto diverse dalla mia quindi vi consiglio di leggere il romanzo e ditemi voi che ne pensate. 


Durata totale della lettura: 9 giorni
Bevanda consigliata: Aranciata
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: Dai 15 anni


"Non devo mai pronunciare quel nome. 
Non lo devo mai nominare.
 Non guarderò la pergamena"



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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