martedì 25 ottobre 2022

Recensione: La moglie del lobotomista



 La moglie del lobotomista

 di Samantha Greene Woodruff

 Editore: Newton Compton Editori
 Prezzo: € 9,90
 Pagine: 288
 Titolo originale: The Lobotomist's wife
 

 Ruth Emeraldine ha una missione: aiutare coloro che soffrono di disturbi mentali. Da quando suo fratello, reduce della Grande Guerra, si è tolto la vita, non ha mai smesso di domandarsi se, con il giusto aiuto, avrebbe potuto essere salvato. L’incontro con un affascinante medico, il dottor Robert Apter, un giovane e brillante studioso delle tecniche più all’avanguardia nella cura delle malattie mentali, sembra scritto nel destino. Ruth si innamora perdutamente di Robert, e accetta di sposarlo così da affiancarlo e sostenerlo nelle sue sfiancanti sessioni di lavoro, durante le quali sperimenta un trattamento che – entrambi ne sono convinti – rivoluzionerà per sempre la medicina: la lobotomia. Con il passare del tempo, però, l’intervento non sembra portare i risultati sperati, anzi. Molti pazienti perdono la vita, ma Robert sostiene che sia un male necessario per perfezionare la cura. Dopo l’ennesimo fallimento, Ruth comincia a sospettare che il marito non sia motivato dall’interesse per i malati, ma solo da una folle quanto spietata ambizione. E così, quando a una nuova giovane paziente, Margaret, viene prescritta la lobotomia, capisce che è arrivato il momento di opporsi. E quella decisione cambierà il corso della sua e di molte altre vite.




Partiamo dal fatto che questo romanzo si basa su una storia vera, l'autrice ci spiega alla fine che non tutto è proprio vero ma sicuramente è ispirato ad alcuni eventi realmente accaduti. Secondo me saperlo prima di leggere cambia tutta la visione del romanzo!
Il romanzo è scorrevole e la storia interessante, la nostra protagonista, figlia di un direttore di ospedale, viene cresciuta come essere inferiore dato che non è il figlio maschio. 
Il figlio maschio in realta in famiglia c'è ma i suoi problemi mentali causati dalla guerra lo ostacolano e lo portano al declino. 
Proprio da questa esperienza col fratello lei scopre la sua vocazione, quella di aiutare gli altri e soprattutto le famiglie che hanno le stesse problematiche e non sanno come aiutare i propri cari. Per anni lavora all'Emeraldine, l'ospedale del padre dedicato ai problemi mentali, anche se il padre sembra non essere mai d'accordo e soprattutto le crea una mancanza di fiducia che la accompagna per tutta la vita. 
L'unica cosa che interessa alla nostra protagonista, nonostante la bellezza e la ricchezza, è la salute dei suoi pazienti, passa le giornate con loro e ne valuta personalmente i miglioramenti gionalieri. A differenza del padre, lei è aperta a nuove tecniche e si informa sempre sui miglioramenti che si possono apportare all'ospedale. Proprio questo la porta a conoscere il dottor Adler, famoso nel campo con molte idee rivoluzionarie, tra cui proprio la lobotomia. Il romanzo ci racconta le evoluzioni della scoperta e soprattutto dei risultati.
L'amore tra i due si sposa perfettamente con l'amore per la medicina e il paziente o perlomeno questo vale all'inizio. I successi però sembrano dare alla testa del dottore che inizia a lobotomizzare tutti i suoi pazienti, anche quelli che gioverebbero di più di una diversa cura. 
Come reagirà la moglie?
Un romanzo molto carino con storie vere davvero tristi. Una donna con la sindrome dell'impostore fortissima, dato che ha il piglio di una leonessa e gestisce sempre tutto perfettamente. 
Si sa però che l'amore ci rende scemi..

Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Cappuccino
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


"Non riconosceva più la persona che le restituiva lo sguardo dallo specchio, 
ma era così felice che non le importava."

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio


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