lunedì 23 ottobre 2023

Recensione: Le femmine e i cani non possono entrare



 Le femmine e i cani non possono entrare.

 di Lilith

 Editore: Terre di Mezzo
 Prezzo: € 14
 Pagine: 200
 
 Troppe donne per pudore coprono lividi e abusi. Troppe minorenni sposano uomini anziani imposti dalla famiglia. Troppe non riescono a combattere il maschilismo che le schiaccia. Sradicate e isolate, vivono nella paura. Ma Lilith rifiuta di far passare il suo stesso calvario alla figlia: si ribella e scappa. Questo diario è la commovente e necessaria testimonianza di una rinascita che a molte è ancora preclusa. “Nessuna donna vuole dimostrare di essere una guerriera e nemmeno di trovarsi in un campo di battaglia. Perché sappiamo tutti che alla fine di una guerra in realtà nessuna parte esce mai come vincitore, in una guerra perdiamo tutti qualcosa, sempre.” Lilith “La voce di Lilith è sicuramente una voce dissonante e fuori dal coro. È unica, ma non è sola. Credo che sia importante per lei sapere che anche in Italia ci sono molte di noi pronte a sostenerla, a crederle e a dirle che ce l’ha fatta. Basta cenere. Ora è il tempo di volare.” Dalla postfazione di Mara Matta.




Per leggere questo romanzo ci vanno una sensibilità e allo stesso tempo una forza incredibili. 
L'autrice che non è una scrittrice di professione, ci racconta la sua vita. Pura e sincera e scevra di romanticismi. 
 La sua nascita in Bangladesh in una famiglia poverissima terrorizzata dalle cattiverie e violenze del padre. Una madre sofferente che sembra accettare le violenze senza reagire fino al punto di chiudere gli occhi anche sulle violenze rivolte alle figlie. Delle ragazzine vendute, al primo offerente senza dote, ancora bambine senza nessuna conoscenza di cosa gli uomini avrebbero fatto loro. Lilith si ritrova sposata ad un uomo violento, freddo, opportunista. Una bestia che si approfitta di lei, della sua salute e della sua fragilità mortificandila e distruggendone l'anima. 
Lei si sente uno straccio costantemente, non può scappare e l'unica fonte di amore che crede di avere è la madre che è rimasta in Pakistan quando lei è stata portata contro la sua volontà in Italia. Scopre però che la madre è vittima dello stesso ciclo di violenza al punto da essere diventata anche lei una carnefice, legata solo ai soldi e senza affetto. 
La sua vita in Italia non è delle migliori, il razzismo, gli uomini che pensano di avere il diritto di abusare di lei perché è povera e straniera. L'unica sua gioia era Joy sua figlia ma crescerla da sola, senza casa, senza denti e con la pelle scura non è facile; anche le donne che la aiutano sono sotto sotto innervosite da tutto l'aiuto ci cui questa ragazza ha bisogno e il razzismo che deriva da loro è forse quello che mi ha fatto male leggere perchè da delle donne ho aspetattive di comprensione e empatia diverse

Una storia forte e dolorosa, che ci presenta la vita di una ragazza povera del Bangladesh ma in cui le donne riconosceranno tanti atteggiamenti maschili giornalieri. Una ragazzina che ha subito una quantità incredibile di abusi e che non ha avuto la fortuna di ricevere amore e affetto ma che, spinta dall'amore per la figlia, ha ricostruito la propria vita con la forza e con I denti. 
Un insegnamento su come parole e gesti possano distruggere l'autostima di una persona e di conseguenza il suo futuro, non vi nascondo che go dovuto prendere delle pause dalla lettura perchè le scene vissute sono davvero crudeli
Assolutamente consigliato soprattutto a chi non conosce la reale situazione del Bangladesh e il suo modo di trattare le donne ma anche per ricordarci di quanto siamo fortunat* e di quanto possiamo aiutare gli altri. 
 
Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Cappuccino
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni



" Io non avrei potuto fare nulla per lei contro la sua volontà, 
non sapevo come salvare chi non voleva essere salvato."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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