mercoledì 31 gennaio 2024

Recensione: Dare la vita



 Dare la vita

 di Michela Murgia

 Editore: Rizzoli
 Prezzo: € 15
 Pagine: 128
 
 Si può essere madri di figlie e figli che si scelgono, e che a loro volta ci hanno scelte? Si può costruire una famiglia senza vincoli di sangue? La risposta è sì. La queerness familiare è ormai una realtà, e affrontarla una necessità politica, come lo è quella di un dialogo lucido e aperto sulla gestazione per altrə, un tema che mette in crisi la presunta radice dell’essere donne. Interrogarci, discutere intorno a questa radice significa sfidare il concetto di normalità e naturalità a cui siamo abituati. Michela Murgia lo ha fatto per anni, nei suoi libri e sui social, e nelle ultime settimane di vita ha raccolto i suoi pensieri per donarci questo pamphlet densissimo e prezioso, in cui ci racconta – partendo dall’esperienza personale – un altro modello di maternità, come si possa dare la vita senza generare biologicamente, come i legami d’anima possano sommarsi ai legami di sangue. Pagine straordinarie che ci permettono di entrare nelle infinite sfaccettature degli affetti e di comprendere come aprire all’altrə non riduce ma amplifica l’amore.




Vi dico giá che la parte più difficile di scrivere questa recensione è non quotare TUTTO!
Non c'è un'idea fuori posto, una parola sbagliata, un concetto espresso male...insomma tutto quello a cui la nostra amata Michela ci ha abituato. 
Il romanzo ha come fulcro di discussione la gravidanza e la maternità, il loro impatto e conseguenze sulla vita delle donne e come la politica italiana abbia un impatto su esse. 
Anche in questo caso, come in altri suoi romanzi, la Murgia scava in sé stessa e nelle proprie esperienze per raccontarci della difficoltá di definire "queer" nella societá italiana ancora profondamente cattolica e legata al bipolarismo del dentro/fuori, maschio/femmina, gay/etero. 
La stessa società tratta in modo dispari la maternità naturale, capitata, rubata, e quella di natura differente che sia essa tramite l'aiuto di una terza persona o l'assistenza medica. L'autrice parla poi della gestazione per altrə e come venga trattata legalmente in modo diametralmente opposto rispetto all'aborto, mi ha aperto gli occhi su come l'ostacolo economico che alle volte porta all'aborto, può allo stesso modo essere la causa della gestazione surrogata. 
Come al solito, così com'era stato per il divorzio, senza una legge che delimiti regole e divieti, le donne e le coppie che intraprendono questo percorso si ritrovano in un limbo di possibilità che la maggior parte delle volte non sostiene né un lato né tantomeno l'altro. 
Un testo di riferimento anche se non completato da lei, manca infatti quella chiusura finale e quei collegamenti nel romanzo a cui ci aveva abituato, nonostante questo è un lavoro stupendo. 
Come sempre i ragionamenti arrivano da domande che lei stessa si è posta, alcune vissute sulla pelle, altre legate a eventi accaduti in Italia e non solo, sono sicura che anche stavolta farà scatenare gli animi e obbligherá a mettere in discussione le proprie ideologie. 
Un romanzo da leggere lentamente, deglutendo con dolore ogni parola, un po' perché sono le ultime che la Murgia ci ha donato e un po' perché la realtà davvero ferisce costantemente. 

Soprattutto in un momento in cui si cerca di re-indottrinare le donne ad avere la maternitá come unico scopo della vita, la Murgia ci conferma che "Le donne italiane ricominceranno a dare la vita quando per farla venire al mondo e crescerla non sarà ̀ piu ̀ necessario amputare la propria".

Durata totale della lettura: Quattri giorni
Bevanda consigliata: Te alla cannella
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni

"A nessuno in realta ̀ importa una benamata minchia di cosa pensano le bambine e i bambini. 
 Il bambino, la bambina, abbraccia quel che trova e ama quel che offri da abbracciare"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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