mercoledì 10 giugno 2026

Recensione: La figlia preferita

 

La figlia preferita
di Morgan Dick

Prezzo Cartaceo: €19,00
Prezzo Ebook: €9,99
Pagine: 372
Titolo originale: Favorite Daughter
Traduzione a cura di: Silvia Castoldi

Due sconosciute. Nulla in comune. A parte il padre. 

Mickey e Arlo sono sorellastre, ma non di sono mai parlate né incontrate. Quando Mickey era bambina il padre a ha abbandonato lei e la madre condannandole a una vita di disagi e ristrettezze. Mickey, da allora, ha deciso di eliminarlo dai suoi pensieri. Sta bene senza di lui: sì, beve, ma solo qualche volta; sì, sul suo conto ci sono 181 dollari, ma il lavoro come maestra d’asilo le dà grandi soddisfazioni. Non ha nulla a che spartire con Arlo, la cocca di papà, brillante psicologa cresciuta nell’agio che del padre adora tutto: la sua risata, il suo savoir faire, il profumo della sua acqua di colonia. Quando lui muore, però, per lei le cose si mettono male. Essere una terapeuta non l’ha fatto preparata al lutto e, come se non bastasse, l’amato papà ha deciso di lasciare l’intera eredità a Mickey. Cinque milioni di dollari. Ma a una condizione: Mickey dovrà sottoporsi a un ciclo di psicoterapia prima di poter ricevere il denaro. La psicologa designata è proprio Arlo. Lavorando insieme come terapeuta e paziente, senza sapere di essere in realtà sorelle, le due donne si ritroveranno a intraprendere un percorso che potrà distruggerle o salvarle entrambe.

La figlia preferita, frizzante romanzo d’esordio di Morgan Dick, è un’irresistibile commedia nera: tra funerali, sedute di psicoterapia e un ampio spettro di disfunzionalità familiari, affronta temi come l’abbandono, la sorellanza e la dipendenza tenendo il lettore costantemente in bilico tra il riso e il pianto.



Mickey ed Arlo sono sorellastre, ma nella realtà dei fatti sono due sconosciute.

Due vite totalmente differenti. Michelle, Mickey per chi la conosce, è una semplice  maestra d’asilo, ama profondamente il suo lavoro e ci mette tutta se stessa, forse fin troppo. Riesce infatti a farsi sospendere quando in buona fede riaccompagna il piccolo Ian a casa perché la giovane mamma del piccolo non si presenta a prenderlo a scuola. Non ha un rapporto stretto con sua madre e il padre è  andato via di casa quando lei era solo una bambina. Arlo, o Charlotte, viceversa, ha una vita agiata, è un’affermata psicoterapeuta, ama la sua famiglia. 
Ma un giorno, all’improvviso la vita di entrambe cambia drasticamente: loro padre decide di lasciare tutto il suo patrimonio, ben cinque milioni, a Mickey, escludendo totalmente Arlo dal testamento. Mickey è sconvolta, suo padre cerca in qualche modo di sanare, di ripagare l’assenza dalla sua vita? In ogni caso potrà avere quei soldi solo ad una condizione: che concluda un ciclo di sedute da una psicoterapeuta designata. Anche Arlo è sconvolta, anche se, ovviamente, non in positivo: lei che ha accudito il padre durante la malattia, che lo ha visto spegnersi, è stata esclusa dal testamento? Le sembra una cosa folle. Quello che entrambe ignorano è che Michelle dovrà affrontare le sedute proprio da Charlotte, è proprio lei la psicoterapeuta designata dal padre. 

Da qui parte il tutto, Mickey Morris comincia le sedute, Arlo cerca di capire perché suo padre non le ha lasciato proprio niente, va a parlare con “‘ex moglie di suo padre, la madre di Michelle, pensando che potesse aver lasciato tutto a lei. Non si dà pace. 

Ma a cosa porteranno queste sedute di psicoterapia? Faranno sì che le due giovani si riconoscano, si odino, si amino? Qual era lo scopo del padre? Perché farle incontrare?  Dovrete leggerlo per andare a fondo a questa storia!

Ho apprezzato particolarmente la scrittura di Morgan Dick, scorrevole e d’impatto, non annoia mai il lettore. Un romanzo che scorre veloce tra sfortuna e fortuna, tra dipendenze e problemi familiari. Mi ha colpito molto anche il modo in cui vengono descritte le personalità dei personaggi, che sembrano prendere vita dalla penna dell’autore. 

Consigliato!

Durata  della lettura:  Cinque giorni
Bevanda consigliata: Caffè nero
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Website dell'autore: Morgan Dick
Consigliato a chi è piaciuto: I numeri non dicono bugie, di Claudia Mincione 



"Le aveva costrette ad incontrarsi - due sorelle, entrambe fuori di testa, anche se in modo diverso - nella speranza che riuscissero a guarirsi a vicenda le proprie ferite, rimediando così ai suoi torti. Era una soluzione disgustosa, manipolatoria e molto elegante."
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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