mercoledì 28 ottobre 2026

Recensione: Un dolce ritorno a Starr's Fall

 

Un dolce ritorno a Starr's Fall

di Kate Hewitt


Editore: Newton Compton Editori

Prezzo Cartaceo: € 12,90
eBook: € 6,99
Pagine: 288
Titolo originale:  Coming Home to Starr's Fall
Traduzione a cura di:  Sara Meddi

Un’autrice da un milione di copie

Nessun posto è come casa

Un sogno da realizzare, un mistero da risolvere, un nuovo amore da vivere.

Il romanzo perfetto per chi ha amato Una mamma per amica e Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè.

In compagnia del suo adorato cane Max, Laurie Ellis arriva nella cittadina di Starr’s Fall con un sogno apparentemente bizzarro da realizzare: aprire un negozio, con pasticceria annessa, per gli amici a quattro zampe. La speranza di una nuova vita lontana dalla città comincia però a vacillare di fronte al torpore di strade semideserte, costellate da saracinesche abbassate. Riuscirà mai a trovare clienti per far decollare la sua attività? Qualcuno sembra pensare di no: Joshua Reilly, l’affascinante ma scontroso gestore della libreria locale, ritiene ridicola l’idea di una pasticceria per cani, ma Laurie non si lascia abbattere. Ha un’altra motivazione, segreta, per trattenersi a Starr’s Fall, legata al suo passato. E così, invece di arrendersi, cerca rifugio proprio nelle storie della libreria di Joshua, ignara che lì potrebbe trovarsi la chiave per risolvere un mistero che la tormenta da sempre. E chissà che Joshua, proprio grazie alla vicinanza di Laurie, non trovi il coraggio di togliersi la corazza e mostrarle i suoi veri sentimenti...

«Con oltre un milione di copie vendute, Kate Hewitt si conferma una delle voci più affidabili e amate della narrativa d’evasione e del romance contemporaneo.» 

Publishers Weekly


Ci sono luoghi che arrivano nella nostra vita proprio quando sentiamo il bisogno di cambiare qualcosa, di lasciarci alle spalle vecchie ferite e ritrovare quella serenità che, per un motivo o per un altro, sembra essersi smarrita. Starr’s Fall è uno di questi luoghi, una cittadina che appare un po’ spenta, ma che nasconde ancora sogni, storie e nuove possibilità.

In Un dolce ritorno a Starr’s Fall, Kate Hewitt ci accompagna accanto a Laurie Ellis, una donna che arriva in città con il suo inseparabile cane Max e un progetto speciale, aprire un negozio con una pasticceria dedicata agli amici a quattro zampe. Il suo entusiasmo, però, si scontra con una realtà tutt’altro che semplice e con Joshua Reilly, il proprietario di una libreria locale che non sembra affatto convinto delle sue idee.

Tra i due nasce una dinamica fatta di differenze, diffidenze e possibilità ancora tutte da scoprire. Ma dietro le prime impressioni si nascondono fragilità che non sempre è facile mostrare, mentre il passato di Laurie custodisce domande alle quali lei stessa desidera trovare risposta.

Ciò che rende interessante questa storia è il tema del ricominciare. Perché cambiare città, inseguire un sogno o incontrare qualcuno capace di mettere in discussione le nostre certezze non significa necessariamente aver superato ciò che ci ha feriti. A volte il passato continua a seguirci, chiedendoci di essere ascoltato prima di poter davvero guardare avanti.

Anche Starr’s Fall sembra riflettere questo bisogno di rinascita. La cittadina, con le sue difficoltà e le sue attività in crisi, diventa lo sfondo di una riflessione più ampia, proprio come le persone, anche i luoghi possono avere bisogno di qualcuno che torni a credere nelle loro possibilità.

L’atmosfera accogliente, la presenza di Max, la libreria e il progetto di Laurie contribuiscono a creare una cornice romantica e delicata, mentre il mistero legato al passato aggiunge curiosità alla vicenda. Al centro rimane soprattutto la possibilità di imparare a fidarsi, abbassare le proprie difese e accettare che non tutte le seconde possibilità arrivano quando siamo pronti a riconoscerle.

In fondo, ricominciare non equivale a cancellare ciò che siamo stati, ma trovare il coraggio di non lasciare che il passato decida tutto il nostro futuro.

Un dolce ritorno a Starr’s Fall è una storia che intreccia romanticismo, mistero e desiderio di rinascita, ricordandoci che sentirsi a casa non vuol dire necessariamente tornare in un luogo conosciuto. A volte significa trovare persone e occasioni capaci di farci sentire finalmente accolti, anche con le nostre fragilità.

Una lettura da considerare per chi ama i romance ambientati nelle piccole cittadine, le storie di seconde possibilità e quei nuovi inizi che, un passo alla volta, possono cambiare il modo in cui guardiamo alla vita.


Durata  della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata: Pumpkin Spice Latte
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Consigliato a chi è piaciuto: Amore, zucche e cannella Isabelle Popp
Sito web dell'autrice: https://katehewittbooks.com/



"A volte, per ritrovare la strada di casa, dobbiamo prima avere il coraggio di affrontare ciò che abbiamo lasciato indietro."


 

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 26 ottobre 2026

La Biblioteca dei Bimbi: Victor e il suo Castello




Victor e il suo castello
testi e illustrazioni di Holly Swain


Editore: ZooLibri
Prezzo cartaceo: 18,00 €
Pagine: 32 
Formato: 28 x 22 cm
Titolo originale: Colin’s Castle
Traduzione: Greta Poli


Victor ha trovato il castello perfetto, ha le torri, il fossato, i corridoi lugubri... peccato che sia anche dotato di un’anatra. QUA!
L’anatra nella vasca. QUA! L’anatra sul divano.
Come farà il vampiro a trovare la pace nel castello perfetto?
La prima avventura di Victor, il vampiro vegetariano creato da Holly Swain con il suo tratto brillante e iconico.





“Victor e il suo castello” di Holly Swain è uno di quegli albi che ti fanno dimenticare tutto quello che pensavi di sapere sui vampiri.
Perché sì, Victor è un vampiro, ma non come tutti gli altri. Anzi, vi dirò di più: è un vampiro vegetariano! E già qui, con una dispensa che riserva qualche sorpresa, io ho iniziato a sorridere.
Victor ha finalmente comprato il SUO castello.
Enorme, silenzioso, perfetto per godersi un po' di meritata tranquillità. 
Peccato che non abbia fatto i conti con un'inquilina decisamente indesiderata: una papera. QUA!
E adesso come la mettiamo? Come possono convivere un vampiro brontolone e un'anatra che sembra aver deciso di non schiodarsi da lì? Non possono! O forse sì?
Victor le prova davvero tutte per liberarsi della sua rumorosissima ospite, escogitando piani sempre più improbabili (e divertenti!), ovviamente senza farle del male.
MA… siamo proprio sicuri che sia la papera il problema più grande? E se il castello avesse in serbo altre sorprese?
Holly Swain costruisce una storia dal ritmo vivace, giocando con gli stereotipi delle classiche storie di vampiri e ribaltandoli con una buona dose di ironia.
Victor vorrebbe essere il perfetto padrone di un castello gotico, misterioso e silenzioso… ma la realtà ha decisamente altri programmi! E il contrasto tra le sue aspirazioni e la presenza insistente della papera è una delle cose che ho trovato più spassose.
Lo stile di Holly Swain è sottile, “matitoso, ma anche acquarelloso” e ricchissimo di personalità. I personaggi sono buffi e un po' stralunati, perfetto per accompagnare una storia così surreale. Ho adorato anche la scelta dei colori: il bianco e nero, insieme al rosso, richiamano immediatamente l'immaginario vampiresco, ma poi arrivano tonalità inaspettate in un libro di vampiri che spiccano e rompono gli schemi. 
Le immagini sono semplici ma efficacissime, e i dettagli comici rendono ogni pagina una piccola sorpresa. 
Un albo divertente e imprevedibile, che gioca con le nostre aspettative e ci ricorda che, a volte, anche gli incontri più improbabili possono trasformarsi in qualcosa di speciale.
ZOOlibri, a quando il prossimo episodio? Perché adesso voglio sapere tutto di Victor!

Bevanda consigliata:  Succo di Lampone (vegetariano anche lui… o forse no!)
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 3 anni
Sito dell'illustratrice: Holly Swain


"QUA!"

                                             Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 23 ottobre 2026

Recensione: Il nonno respirava con il mare

     

Il nonno respirava con il mare
di Trude Teige

Editore: Fazi
Prezzo Cartaceo: €19,50
Pagine: 336
Titolo originale: Morfar pustet med havet
Traduzione a cura di: Lucia Barni
 

Il nonno Konrad è sempre stato un punto di riferimento per Juni. Cresciuta insieme a lui e alla nonna Tekla su un’isola, ricorda bene le ore trascorse a guardare le onde del mare con il nonno ascoltando i racconti dei suoi viaggi. Ex marinaio, è stato proprio lui a insegnarle a respirare al ritmo delle onde. Ma Konrad non ha mai fatto parola del luogo che più di tutti lo ha segnato. E in effetti, tra le molte storie da lui narrate, c’è un grande vuoto: dov’era durante la guerra? E cosa si nasconde dietro quell’uomo mite che le ha sempre trasmesso sicurezza? Per Juni è finalmente giunto il momento di scoprire dove il suo amato nonno ha imparato a respirare con il mare.


1943. Nell’oceano Indiano, al largo delle coste di Giava, il mercantile su cui Konrad è marinaio semplice insieme al fratello Sverre viene attaccato dai giapponesi. Mentre Sverre e altri ufficiali vengono fatti prigionieri, Konrad riesce a salvarsi saltando su una scialuppa di salvataggio. Così, resta alla deriva per diciannove lunghi giorni, durante i quali il confine tra la vita e la morte si assottiglia sempre di più. Quando viene recuperato privo di sensi da alcuni pescatori e portato all’ospedale di Giava, è l’infermiera norvegese Sigrid a prendersi cura di lui, aiutandolo a ritrovare la pace. Ma la loro felicità durerà poco. Quale futuro li attende oltre il mare?


Dopo Quando la nonna ballava sotto la pioggia, un seguito appassionante che può essere letto anche in maniera indipendente. La drammatica vicenda del nonno Konrad raccontata dalla nipote Juni è una storia commovente sul destino, la speranza e l’amicizia; sulla sopravvivenza in tempi bui per il futuro e l’amore.



IIl nonno respirava con il mare è il secondo capitolo della trilogia di Trude Teige, una saga familiare iniziata con Quando la nonna ballava sotto la pioggia. Il perno attorno a cui ruotano i due romanzi è Juni, che, dopo averci svelato i segreti del passato della nonna Tekla, apre ora una porta sulla giovinezza e sulla storia del nonno Konrad. I due romanzi possono però essere letti anche autonomamente: cominciare dal secondo non guasta il piacere della lettura del primo, anzi, trovo che il finale incuriosisca e stimoli a recuperare la storia della nonna di Juni.

Con questo romanzo, ancora una volta Trude Teige trascina i lettori nelle atrocità e nelle sofferenze della guerra, ma soprattutto nelle conseguenze che questa lascia sulle vite delle persone e sulle loro storie future. Come Tekla, anche Konrad ha la fortuna di vivere un grande amore, ma conosce anche il dolore della perdita delle persone amate.

Lo scenario in cui si muovono i personaggi è certamente straordinario: la Seconda guerra mondiale, l'oceano, Giava, i campi di prigionia giapponesi. Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è stata la possibilità di conoscere una pagina di storia di cui sapevo pochissimo: quella dell'occupazione giapponese delle Indie orientali olandesi durante la Seconda guerra mondiale, una vicenda che trova relativamente poco spazio nei racconti più familiari del conflitto.

Nonostante questi presupposti e la scorrevolezza della narrazione, però, non sono riuscita a sentirmi particolarmente coinvolta nelle vicende dei protagonisti. Le loro storie sono senza dubbio drammatiche, ma non sempre il dramma degli eventi si traduce, almeno per me, in un altrettanto forte coinvolgimento emotivo. Ho continuato a leggere con interesse, senza però incontrare personaggi o momenti destinati a rimanermi particolarmente impressi.

Quello che mi porto a casa, oltre a un pezzo di conoscenza storica in più, è la consapevolezza che dovremmo, se non sempre almeno di tanto in tanto, ricordarci che dei nostri familiari - genitori, nonni, bisnonni, e chissà cosa ancora scopriremmo andando più indietro - conosciamo soltanto la punta dell'iceberg.

La trilogia di Trude Teige è quindi una saga sulla sopravvivenza, sulla memoria e sulla continuità. Ma noi saremmo davvero preparati ad andare oltre quella punta dell'iceberg e scoprire chi erano i nostri familiari prima di diventare le persone che abbiamo conosciuto, quali vite hanno vissuto, quali scelte hanno fatto e quali segreti hanno custodito?

Durata della lettura:  Cinque giorni
Bevanda consigliata: Una tazza di tè nero di Giava, caldo
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Consigliato a chi è piaciuto: Quando la nonna ballava sotto la pioggia, di Trude Teige
, e Le assaggiatrici, di Rosella Postorino

"Diceva sempre che il modo in cui ci si sente dipende da come si affronta ciò che ci succede"  


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 21 ottobre 2026

Recensione: Cervello felice, vita felice

 

Cervello felice, vita felice
di Rangan Chatterjee

Prezzo cartaceo: € 12,90
Prezzo ebook: € 5,99
Pagine: 256
Titolo originale: Happy Mind, Happy Life
Traduzione a cura di: Marco Machera

Bestseller numero 1 del Sunday Times

10 semplici modi per sentirsi bene ogni giorno

La felicità è una pratica, non una destinazione. Spesso la consideriamo qualcosa da inseguire, una ricompensa che raggiungeremo quando finalmente tutto sarà al posto giusto. Ma se invece la felicità non fosse un risultato, bensì la base che determina il modo in cui affrontiamo la quotidianità? Attingendo a oltre vent’anni di esperienza come medico, il dottor Rangan Chatterjee ha visto che spesso la motivazione e la forza di volontà non bastano: il vero benessere diventa possibile solo quando impariamo a coltivare ciò che lui chiama “felicità di base”; ovvero una forma di gioia stabile e resiliente che non dipende dalle circostanze. Questo libro unisce scienza, storie vere ed esercizi pratici per mostrare come le piccole scelte di ogni giorno possano portare a cambiamenti duraturi.



E se la felicità non fosse qualcosa da inseguire continuamente, ma qualcosa che possiamo imparare a coltivare ogni giorno?
È da questa domanda che prende forma Cervello felice, vita felice di Rangan Chatterjee, un libro che invita a fermarsi, a guardarsi dentro e a riflettere su un aspetto fondamentale della nostra esistenza, il nostro benessere emotivo.
Viviamo in un mondo che ci spinge costantemente a fare di più, a raggiungere nuovi obiettivi, a essere sempre produttivi e a dimostrare il nostro valore. Corriamo da un impegno all'altro, spesso con la sensazione di non avere mai abbastanza tempo, e finiamo per rimandare la felicità a un momento futuro, quando tutto sarà finalmente al suo posto. Ma se, nel frattempo, ci stessimo perdendo qualcosa di importante?
Rangan Chatterjee, medico e autore attento al legame tra salute fisica e benessere mentale, ci invita a cambiare prospettiva. La felicità, ci suggerisce, non deve necessariamente dipendere da grandi cambiamenti o da circostanze perfette. Può nascere anche da piccoli gesti quotidiani, da una maggiore consapevolezza dei nostri pensieri e da un rapporto più gentile con noi stessi.
Uno degli aspetti più interessanti di questo percorso è proprio l'invito a smettere di essere i nostri giudici più severi. Quante volte ci rimproveriamo per un errore? Quante volte ci confrontiamo con gli altri, sentendoci inadeguati o in ritardo rispetto alle aspettative che ci siamo imposti? Imparare a trattarci con comprensione, senza rinunciare a crescere, può rappresentare un primo passo verso una serenità più autentica.
L'autore affronta anche il rapporto con la tecnologia, il peso delle critiche e l'importanza delle abitudini quotidiane. Temi vicini alla nostra esperienza, che ci portano a interrogarci sul modo in cui viviamo, sulle energie che disperdiamo e sull'attenzione che riserviamo a ciò che conta davvero.
Il messaggio che emerge è semplice, ma tutt'altro che scontato, non possiamo controllare ogni evento della nostra vita, né evitare tutte le difficoltà, ma possiamo imparare a costruire un rapporto diverso con noi stessi e con ciò che ci accade.
Naturalmente, non esistono formule magiche capaci di cancellare le preoccupazioni o di rendere ogni giornata luminosa. Il valore di un libro come questo sta piuttosto nell'offrirci spunti di riflessione e strumenti da sperimentare nella quotidianità, ricordandoci che il benessere è un percorso fatto di piccoli passi, tentativi e cambiamenti graduali.
La felicità, allora, non è necessariamente una meta lontana. È anche il modo in cui scegliamo di abitare il presente.
Cervello felice, vita felice è una lettura che si rivolge a chi sente il bisogno di rallentare, ritrovare il proprio equilibrio e riscoprire un modo più consapevole di vivere. Un invito a dedicare tempo non soltanto ai nostri doveri e ai nostri obiettivi, ma anche a noi stessi, ai nostri bisogni e a quelle piccole cose che, troppo spesso, diamo per scontate.
Perché prendersi cura della propria felicità non significa ignorare le difficoltà, ma imparare ad affrontarle senza dimenticare il proprio valore.
E forse la domanda da portare con sé, una volta chiuso il libro, è proprio questa, che cosa posso fare, oggi, per stare un po' meglio con me stesso?
A volte, il cambiamento comincia proprio da qui, da una domanda sincera, da un piccolo gesto e dalla decisione di non rimandare più a domani il tempo da dedicare al nostro benessere.
Una lettura per ricordarci che la felicità non richiede una vita perfetta, ma un modo diverso di vivere quella che abbiamo.

Durata della lettura: Sette giorni
Bevanda consigliata: Succo di mela
Formato consigliato: Cartaceo  
Sito web dell'autore: Dr Chatterjee

 


"Imparare a stare bene, un piccolo passo alla volta"      

 

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 19 ottobre 2026

Recensione: La persona peggiore



  La persona peggiore

 di Raffaella Silvestri

 Editore: Mondadori
 Prezzo: € 19
 Pagine: 192
 
 Altro che Mangia prega ama: la protagonista di questa storia a Bali ci va non dopo una separazione, ma subito dopo aver sposato l’uomo che ama e che ha inseguito per anni. Perché? Da cosa fugge? Non lo sa, ma si sente in trappola, e così decide di partire per un lungo viaggio da sola senza data di ritorno. Si sente la persona peggiore del mondo, e forse lo è. A Bali trova un distillato della schiuma dei nostri giorni: sesso, illusioni, nomadi contemporanei, persone arrivate da tutto il mondo per riscoprire se stesse praticando il tantra e lo yoga, persone che sono scappate da qualcosa, proprio come lei. Non le perdona e non si perdona, ma racconta, con lucidità e spietatezza, le avventure in cui si lancia – orge, danze, viaggi in motocicletta con maschi dai capelli lunghi e profumati – svelandone le assurdità e i legami neanche troppo nascosti con il patriarcato e il capitalismo. Ancora loro, sempre loro: non se ne può fuggire ma si può imparare a vederli, se si ha il coraggio di guardare dentro se stessi. Raffaella ce l’ha, anche se fa male. Ha il coraggio di lasciare solo per mesi l’uomo dei suoi sogni, il marito finlandese che si è trasferito in una Roma impossibile per stare con lei. Non sa se al ritorno lo troverà. Perché dovrebbe? Ma per una volta Penelope viaggia e Ulisse aspetta, costi quel che costi. Guardando a forme di romanzo nuove e ibride come quelle inaugurate da Rachel Cusk, Deborah Levy, Miranda July, Silvestri mette in scena, con un’ironia e un’intelligenza spudorate, una donna che obbedisce all’istinto di perdersi, disattendere ogni aspettativa, inseguire una qualche inafferrabile, forse inesistente, forma di libertà. La persona peggiore si può leggere come una commedia brillante o un’autofiction feroce, come un romanzo sul desiderio o la versione dissacrante e femminista di un romanzo inspirational: in ogni caso, sarà probabilmente la cosa più originale e divertente che leggerete quest’anno.  




Già dal titolo si intuisce una certa insoddisfazione della protagonista verso sé stessa, ma voglio aggiungere una citazione che secondo me la descrive perfettamente: 

 "Io non lo dico per vantarmi, ma di base alla gente sto 
abbastanza sul cazzo. Mi distraggo mentre parlano,
 ho poca pazienza, interrompo di continuo con storie mie, 
o sparo a zero su conoscenze comuni; 
odio con passione e amo con parsimonia." 

Credo che queste poche righe facciano capire subito sia lo stile dissacrante e autoironico della scrittrice, sia il carattere della protagonista, dotata di una capacità di autoanalisi e giudizio davvero notevole. Raffaella si è appena sposata con Thomas, un ragazzo finlandese che sulla carta sembra perfetto: simpatico, intelligente, affascinante e, soprattutto, completamente privo di quel gene del maschio alfa e dell'uomo italiano geloso e soffocante. 
I due si trasferiscono a Roma, in una casa bellissima, forse un po' piccola, ma ricca di carattere. 
Eppure Raffaella non è felice. Così decide di lasciare tutto e partire per Bali per sei mesi. 
Farà davvero il corso di yoga che ha pagato? Ve lo spoilerò subito: no. E, soprattutto, non troverà quella serenità mentale che sembra inseguire. Le atmosfere balinesi, le esperienze e le persone che incontra sono agli antipodi rispetto alla sua vita quotidiana, ma a me è sembrato che Raffaella non voglia davvero uscire dai propri schemi mentali. Anzi, continua a riproporli costantemente. Il potere, il denaro e l'estetica, valori che sembrano guidare il mondo da cui cerca di scappare, la seguono anche a Bali e finiscono per risucchiarla nonostante la distanza. 
 Il romanzo è scritto con un linguaggio molto scorrevole, quasi come un lungo flusso di coscienza. Raffaella viene osservata soprattutto attraverso il proprio sguardo, ed è forse per questo che i pochi commenti esterni risultano così incisivi. In particolare quelli della sua coinquilina russa, che a un certo punto riesce a descriverla in poche frasi, ma con una lucidità disarmante. 
Questo libro ci ricorda che cambiare luogo non significa necessariamente cambiare sé stessi. Le esperienze trascendentali, i viaggi o le relazioni possono certamente influenzarci, ma solo se siamo disposti a lasciarci trasformare. Altrimenti rischiamo semplicemente di continuare a ripetere gli stessi pattern, anche dall'altra parte del mondo.

Consiglio questo libro soprattutto a chi ha intrapreso, o vorrebbe intraprendere, un percorso di terapia. Credo che in molti passaggi vi ritroverete a pensare: "questa cosa l'ho detta anch'io" oppure "su questo aspetto sto ancora lavorando". Raffaella è piena di contraddizioni, autosabotaggi e meccanismi di difesa che chi ha fatto un po' di lavoro su di sé riconoscerà facilmente. 
Ed è proprio questo che rende la sua voce così autentica e, a tratti, anche scomoda.

Durata totale della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata: Granita al limone
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autrice: Raffaella Silvestri


"Come mi era capitato in altri momenti importanti, vedevo le cose da fuori oppure mi ossessionavo sui microdettagli infelici."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio