giovedì 12 marzo 2026

Recensione: La mia casa lontano da qui

 


La mia casa lontano da qui
di Amy Tintera

 Editore: Elliot Edizioni
Prezzo cartaceo: € 18
Pagine: 144
Traduzione: Chetro De Carolis
Titolo originale: Celle qui fugue


Il suo matrimonio si sta rapidamente disintegrando, così Alice lascia la città e smette di dare notizie di sé. Dopo un periodo di vagabondaggi decide di tornare, ma non nella sua casa: prende prima in affitto un bilocale, poi conosce Siham, una giovane donna di pochi anni più grande di sua figlia, che l’accoglie nella sua minuscola casa in subaffitto. Questa singolare, vitale e imprevedibile convivenza tra donne di generazioni diverse offrirà ad Alice la forza per riprendere finalmente in mano la propria vita.

Le infinite sfumature dell’amore e della coppia – la passione e poi l’usura dei rapporti, i dubbi, i sentimenti contrastanti e le false certezze – vengono esplorate dall’autrice con uno sguardo poetico e profondo, attento a una risorsa fondamentale ma spesso sottovalutata: la solidarietà femminile. Con questo romanzo, Cécile Tlili si conferma come una delle voci più significative della letteratura francese contemporanea.



Una scrittura capace di esplorare nel profondo i sentimenti umani e l'intricato mondo delle relazioni di coppia e di famiglia, e di comunicarli al lettore con una sincerità e lucidità accompagnate da una vena poetica. Così Cécile Tlili ci introduce nell'intimità dei sentimenti della donna protagonista del romanzo, Alice, che dopo essere stata freddamente lasciata dal marito, decide senza pensarci troppo di scappare di casa e non dare notizie di sé per un po', né al marito Damien, né alla figlia Romane. 
Procedendo con la lettura diventa sempre più incalzante la percezione che un confronto con il marito sarà inevitabile, così come un ritorno a una nuova realtà ancora tutta da costruire, senza l'amato Damien che - nella percezione della donna - l'ha brutalmente esclusa dalla sua vita. 
Il lettore ha la percezione di vagare fianco a fianco con Alice, in una dimensione quasi onirica di vita sospesa tra passato e presente, che si sa non potrà durare a lungo. Durante questa sua fuga Alice si ritroverà a riscoprire nuovi aspetti di se stessa, oltre che a fare incontri inaspettati, come quello con la sua giovane vicina Siham, con cui instaura un rapporto davvero singolare. Se infatti inizialmente è la ragazza a supportare Alice, offrendole ospitalità nel suo appartamento, col passare del tempo la protagonista si ritrova in più occasioni a difenderla e aiutarla, proprio come avrebbe fatto con sua figlia, che ormai non sente da tempo. Questa inaspettata amicizia avrà risvolti importanti per entrambe che, in modo diverso, si ritroveranno a doversi confrontare con la realtà e a riprendere in mano le proprie vite.
Un romanzo delicato e poetico capace di restituirci con parole intime e cristalline il sentire del cuore umano. Non aspettate oltre e correte a leggerlo! 


Durata totale della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata:  spremuta d'arancia
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 15 anni




"Sprofondavamo insieme in quella forma di dolcezza familiare, e mentre io imparavo quel nuovo ritmo, la calma dopo la tempesta, la tenerezza al posto del desiderio e della rabbia, Damien moriva di noia."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 11 marzo 2026

Recensione: Casa dolce casa



  Casa dolce casa

 di Nedra Tyre

 Editore: Edizioni Le Assassine
 Prezzo: € 18
 Pagine: 184
 Titolo originale: Death of an Intruder
 Traduzione a cura di: Barbara Monteverdi

  In una sonnolenta cittadina americana, la timida signorina Allison realizza il sogno di una vita indipendente: una casetta tutta per sé, grazie ai soldi ereditati dalla zia di cui si era presa cura a lungo. Pronta ad assaporare la tanto agognata solitudine e libertà, vede ben presto andare in frantumi il suo sogno, quando bussa alla sua porta la signorina Withers, un’intrusa ostinata e manipolatrice, che si insinua come un parassita nella sua esistenza con una dolcezza velenosa e un controllo insidioso. Quello che inizia come un cortese confronto domestico si trasforma in una battaglia di volontà passive-aggressive, dove ogni gesto quotidiano – dal passare il sale a tavola alle discussioni su spezie e routine – diventa arma letale. Nedra Tyre, maestra del giallo psicologico, tesse una suspense soffocante, che rivela abissi di disperazione e rancore sotto la patina delle buone maniere e in cui l’orrore non arriva dall’esterno, ma è seduto accanto nel salotto buono.




Immaginatevi una sera: bussano alla porta, aprite… e una signora che non avete mai visto entra in casa vostra. E non se ne va più. 

Com’è possibile? Ve lo chiederete voi — e me lo sono chiesta anch’io, rimanendo praticamente senza parole per gran parte del romanzo. Alison ha passato tutta la vita dedicandosi agli altri: prima ai genitori, poi alla zia anziana. L’unica vera gioia personale è la sua adorabile casetta, curata in ogni minimo dettaglio, scelta con passione e attenzione. 

Quel luogo, il suo spazio sacro, viene improvvisamente violato e sembra impossibile liberarsene… se non con la morte. Ma immaginate quanto possa essere difficile anche solo concepire un pensiero simile per una persona che fatica perfino a chiedere a qualcuno di andarsene! Per buona parte del romanzo ho trovato la situazione assolutamente surreale, e devo ammettere che questa sensazione mi ha anche aiutata a “salvare i nervi”. 

 La letteratura gialla è una delle poche cose che sembra scuoterla un po’, anche se finisce per alimentare ancora di più le sue fantasie di omicidio. Non voglio svelarvi come si evolve la storia, ma posso dirvi che il finale non è stato affatto quello che mi aspettavo. 

Consiglio vivamente di leggere la postfazione: aiuta a comprendere meglio un romanzo che, personalmente, mi ha fatto innervosire parecchio, ma che resta comunque uno dei primi esempi di psychological suspense. 

 Forse per un lettore moderno il ritmo può risultare piuttosto lento e questo rende più difficile entrare davvero in empatia con i personaggi.

Durata totale della lettura: Due giorni 
Bevanda consigliata: English Breakfast
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


"«Allison nacque allora un pensiero macabro e terribile: 
solo la morte avrebbe portato quella donna fuori dalla sua casa..». 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 6 marzo 2026

Recensione: Un'ultima goccia di sole


Un'ultima goccia di sole
di Emma Stonex

Editore: Mondadori
Titolo OriginaleThe Last Drop of Sunshine 
Prezzo Cartaceo: € 21,00 
Prezzo E-book:  € 13,99 
Pagine: 360 
Traduzione a cura di: Manuela Faimali
  

Gennaio 1989. In un’ordinaria e gelida mattina d’inverno, Bridget “Birdie” Keller si sveglia con una notizia che in un istante spezza e stravolge la sua normalità: Jimmy Maguire, l’uomo che ha ucciso sua sorella Providence diciotto anni prima, sta per tornare in libertà. È il momento che Birdie stava aspettando e così, lasciati i figli a scuola, parte per Londra con una pistola nella borsa e un solo obiettivo: trovare Maguire e ottenere la sua vendetta. Ma ogni storia può essere raccontata da più punti di vista e, dietro ciò che Birdie ha sempre creduto di sapere, si celano bugie e segreti rimasti a lungo sepolti. È davvero Jimmy l’assassino di Providence? O è forse l’unica persona di cui lei possa realmente fidarsi? E, quando la verità verrà finalmente a galla, lascerà vincere il rancore o riuscirà a scegliere il perdono? Dopo il successo internazionale dei Guardiani del faro, Emma Stonex torna con un nuovo thriller mozzafiato, immerso nella suggestiva e inquietante bellezza delle campagne del Devon. Un mistero travolgente e magnetico, pieno di colpi di scena, che intreccia due vite segnate da un crimine terribile e racconta una storia indimenticabile di amore e vendetta.



16 gennaio 1989. Il giorno che Bridget Keller pensava non sarebbe mai arrivato, stava facendo colazione, doveva ancora svegliare e preparare i bambini per la scuola, suo marito stava per uscire e sarebbe stato via per un paio di giorni per lavoro, quando arrivò la chiamata: “E’ oggi”. Jimmy Maguire sta per uscire di prigione e Bridget aspetta questo momento da diciotto lunghi anni, da quando lui ha ucciso sua sorella Providence, ricorda ancora il giorno in cui ritirò tutta l’eredità della nonna e la usò per comprarsi una pistola. Ora è giunta finalmente l’occasione per fare giustizia. Un'ultima goccia di sole è un thriller dalla doppia prospettiva, in primis quella di Bridget, moglie devota e madre affettuosa di due bambini, che si porta appresso un passato tormentato e doloroso che ancora fa ombra sulla sua vita. Da bambina la madre scappò abbandonandola alle cure della nonna che la fece crescere in un ambiente amorevole ma poco agiato. Quando alla porta di casa trovarono una bambina infagotatta dentro una cassetta per le mele, Bridget sentì immediatamente nascere dentro di lei uno scopo, quella bambina era sua sorella, lo sapeva, e lei da quel momento l’avrebbe protetta per sempre. Per questa ragione ora Bridget si ritrova a inseguire un ex detenuto a cui hanno appena concesso la libertà condizionale, con l’obiettivo di liberare il mondo dalla sua presenza. La sua prospettiva è contraddittoria, Bridget prova un immenso sentimento di odio che nonostante il passare degli anni e l’evolversi della vita non si è mai placato e che ora la sta spingendo a un gesto inesorabilmente irreversibile, questa determinazione si va però spesso a scontrare con quella che è la sua vita attuale, con i ricordi dei suoi figli e di suo marito. La sua mente cammina senza sosta in bilico su una linea sottilissima che separa il presente e il passato, l’amore per la sua attuale famiglia e l’odio che prova nei confronti di chi ha distrutto la sua vita diciotto anni prima. In secondo luogo la prospettiva di James Maguire, che ha appena passato diciotto anni della sua vita in carcere con l’accusa di omicidio. Lui però non ha mai confessato, con il suo linguaggio scontroso e scurrile continua ad affermare che l’omicidio non sia avvenuto per mano sua ma che di certo lui non ha fatto nulla per impedire ciò che è accaduto. Di certo lui non è mai stato un santo, ma non ha ucciso Providence, anzi, le voleva bene, era l'unica amica che avesse mai avuto, ma nessuno gli ha creduto diciotto anni fa, perciò perché qualcuno dovrebbe credergli ora? Il filo conduttore della narrazione è ben chiaro sin dalle prime pagine del libro, ma la verità è ben celata nella memoria di Maguire, che la racconterà pagina dopo pagina attraverso i suoi stessi ricordi.

Un thriller dai risvolti inaspettati, ricco di salti temporali e dal ritmo incalzante che cattura senza fatica l'attenzione del lettore.



Durata  della lettura:  6 giorni
Bevanda consigliata: The nero con una fetta di limone
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Kill creatures. Bugie che uccidono, Rory Power



"La settimana in cui ho sparato a un uomo dritto in testa 
è cominciata come tutte le altre."

 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 27 febbraio 2026

Recensione: La vedova

 

La Vedova
di Helene Flood

Titolo OriginaleEnken 
Prezzo Cartaceo: € 12,90 
Prezzo E-book:  € 1,99 
Pagine: 320
Traduzione a cura di: M. Podestà Heir
  

Prima che Erling morisse, c’era stata una serie di “quasi” incidenti piuttosto sospetti. Poi, un giorno, è uscito di casa e non è più tornato: stroncato da un infarto mentre era in bicicletta in mezzo alla strada. Ora Evy, sua moglie per quarantacinque anni, è sola nella grande casa. Ma qualcosa non torna. Oggetti che scompaiono, porte che si aprono da sole – persino quella della cantina, sempre rimasta chiusa a chiave. I figli le nascondono delle cose e lei inizia a dubitare di tutto. Quando un vecchio amico d’infanzia di Erling riappare dopo anni con una storia da raccontare, i sospetti si fanno più concreti: qualcuno voleva davvero far del male a Erling? È possibile che sia stato ucciso? E se chi lo braccava ora fosse sulle tracce di Evy?


La Vedova è un thriller psicologico che va ben oltre il semplice mistero, trascinando il lettore in un viaggio tra ricordi distorti, percezioni ambigue e ombre oscure della mente. Fin dalle prime pagine, il lettore viene catturato da un senso di tensione sottile ma costante, come se qualcosa di oscuro stesse per emergere da un momento all'altro. La narrazione è strutturata in capitoli che si muovono avanti e indietro nel tempo, alternando presente e passato in modo fluido ma ingannevole. Questa scelta stilistica non è solo un espediente narrativo, ma una vera e propria macchina del sospetto: ogni volta che pensi di aver compreso la vicenda, Flood ti costringe a riconsiderare tutto, a dubitare dei ricordi, delle azioni e perfino della voce narrante.

La protagonista, la vedova, è al centro di questo vortice psicologico. La donna è intrappolata in un lutto doloroso, ma ciò che rende la storia affascinante è la sua ambiguità morale: non sai mai se ciò che racconta è pura verità, una sua distorsione dei fatti, o addirittura una finzione costruita per proteggersi o manipolare chi ascolta. Questo continuo gioco tra realtà e illusione crea un senso di inquietudine che persiste anche dopo aver chiuso il libro.

La scrittura è precisa e penetrante. Il lettore percepisce il peso del silenzio, della solitudine, e l'eco costante di un passato che non smette di riaffiorare. I colpi di scena, pur numerosi, non risultano mai forzati: sono invece il risultato naturale di una trama ben costruita, che mette in discussione le certezze del lettore e lo costringe a interrogarsi sulla verità di ciò che vede e sente.

Al centro della storia ci sono anche le relazioni umane: Helene Flood esplora con grande profondità il modo in cui il dolore e il rimpianto possono deformare i ricordi, e come la percezione individuale possa trasformarsi in una vera e propria gabbia psicologica. I legami tra le persone, le colpe non dette, le omissioni ei silenzi diventano strumenti potenti di tensione narrativa, rendendo la storia non solo un thriller, ma anche un'indagine sulle fragilità e contraddizioni dell'animo umano. È un libro che ti lascia con il cuore in gola e con la mente in fermento, capace di suscitare emozioni contrastanti: paura, compassione, incredulità, curiosità.

In definitiva, La Vedova non è solo un romanzo da leggere, ma un'esperienza da vivere. È un invito a esplorare i significati più oscuri della mente, a dubitare delle apparenze ea confrontarsi con l'inquietante possibilità che la realtà possa essere solo un velo sottile sopra una verità molto più complessa e sfuggente.


Durata della lettura:   Due settimane 
Bevanda consigliata:    Grog caldo arricchito da una spruzzata di cannella 
Formato consigliato:    Cartaceo  
Età di lettura consigliata:   dai 18 anni    
Consigliato a chi ha apprezzato:La donna della camera numero 11, Ruth Ware 



«   Come se avessi potuto riportarlo a forza nel mondo, ma avessi fallito ».            


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...