Prezzo Cartaceo: € 12,90 eBook: € 6,99 Pagine: 288 Titolo originale: Dear Debbie Traduzione a cura di: Eleonora Motta L’autrice più venduta al mondo |
Freida McFadden torna con un nuovo thriller psicologico e ci presenta una protagonista decisamente particolare: Debbie Mullen.
Debbie è una moglie e una madre che conduce una vita apparentemente normale. Da anni si occupa della rubrica “Cara Debbie”, attraverso la quale ascolta i problemi di altre donne e cerca di offrire loro una soluzione. È abituata a osservare le situazioni degli altri con lucidità, a trovare le parole giuste e, soprattutto, a dispensare consigli. Ma quando è la sua vita a complicarsi, mantenere quella stessa lucidità diventa tutt’altro che semplice.
Fin dalle prime pagine, Debbie mi ha incuriosita proprio perché non è la classica protagonista perfetta, quella con cui è facile entrare immediatamente in sintonia. È un personaggio pieno di sfumature, con i suoi difetti, le sue insicurezze e le sue contraddizioni. In alcuni momenti è difficile comprenderla fino in fondo, in altri ci si ritrova quasi a giustificarne i comportamenti. Ed è proprio questa ambivalenza a renderla interessante.
Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui McFadden costruisce il personaggio partendo dalla sua quotidianità. Debbie, prima ancora di essere la protagonista di un thriller, è una donna alle prese con la famiglia, il lavoro, le aspettative degli altri e quelle che ha nei confronti di se stessa. Dietro la persona che sembra avere sempre una risposta per tutti emerge così qualcuno che, forse, non ha mai avuto davvero il tempo di chiedersi cosa volesse per sé.
Ed è proprio questo contrasto che ho trovato particolarmente interessante: quanto è facile dare consigli agli altri quando non siamo noi a dover affrontare le conseguenze delle nostre scelte?
La storia parte da una situazione che potrebbe sembrare quasi ordinaria, ma l’autrice riesce progressivamente a introdurre elementi di tensione che cambiano la percezione di ciò che stiamo leggendo.
Ho apprezzato molto è anche la componente ironica, nonostante sia un thriller psicologico, Cara Debbie non mantiene per tutto il tempo un'atmosfera cupa e pesante. Alcune situazioni sono raccontate con un’ironia che mi ha strappato più di un sorriso e che, a mio parere, si sposa bene con il carattere della protagonista, questo rende la lettura più dinamica e impedisce alla storia di diventare troppo opprimente.
Come spesso accade nei romanzi di Freida McFadden, anche lo stile contribuisce molto alla scorrevolezza. La scrittura è semplice, diretta e senza troppi fronzoli, mentre i capitoli brevi permettono di procedere velocemente. È una di quelle letture che si prestano particolarmente bene a essere affrontate anche quando si ha poco tempo, perché ogni capitolo lascia abbastanza curiosità da spingere a continuare e proprio questa è uno degli elementi che, secondo me, funzionano meglio.
L’autrice non svela immediatamente tutte le sue carte, ma accompagna il lettore attraverso una serie di situazioni che invitano a farsi delle domande. Mi sono ritrovata più volte a formulare delle ipotesi e a cambiare idea, cercando di capire dove volesse portarci la storia. Il romanzo non si limita a costruire mistero intorno a ciò che accade, ma utilizza la situazione per mostrarci una protagonista che, nel corso della storia, diventa sempre più difficile da interpretare. Questo continuo oscillare tra ciò che pensiamo di sapere e ciò che potremmo aver frainteso rende la lettura coinvolgente.
Altro tema fondamentale e interessante del romanzo è quello delle apparenze, quello che vediamo dall’esterno non sempre corrisponde a ciò che accade realmente dietro le porte di casa. E quando una persona passa gran parte della propria vita cercando di apparire in un certo modo agli occhi degli altri, prima o poi diventa inevitabile chiedersi cosa ci sia davvero dietro quell’immagine.



