venerdì 19 gennaio 2018

Recensione: Il sole è anche una stella

Il sole è anche una stella
di Nicola Yoon

Editore: Sperling & Kupfer 
Prezzo cartaceo: € 18,90
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 348
Titolo originale: The Sun Is also a Star

Natasha non crede né al caso né al destino. E neppure ai sogni: non si avverano mai. Sua madre dice che le cose succedono per una ragione. Ma Natasha è diversa. Crede piuttosto nella scienza e nella relazione causa-effetto. Ogni azione conduce necessariamente a un'altra e così via. Sono le azioni di ognuno a determinare il destino. Per intenderci, non è il tipo di ragazza che incontra un ragazzo carino in un polveroso negozio di dischi a New York e s'innamora di lui. Eppure è quel che accade, proprio a dodici ore dall'essere rimpatriata in Giamaica insieme alla sua famiglia.
Lui si chiama Daniel. È il figlio perfetto, studente modello e sempre all'altezza delle molte aspettative dei genitori. Quando è con Natasha, però, tutto è diverso. Qualcosa in lei gli suggerisce che il destino abbia in serbo un che di speciale - per entrambi. Ed è come se ogni momento della loro vita li avesse preparati solo per vivere questo meraviglioso, singolo istante.



È l'ultimo giorno che Natasha sta per passare a New York, dove è entrata illegalmente con la sua famiglia qualche anno fa, e tra qualche ora dovrà salire su un aereo per ritornare in Giamaica, la sua terra d'origine, e la giornata non può andare peggio di così. 
Daniel sta per affrontare il colloquio che gli cambierà la vita per sempre e non è molto entusiasta all'idea, ma lui è il figlio perfetto che ogni genitore vorrebbe, e si sente in dovere di farlo per non deluderli. È proprio in questo giorno in cui tutto sembra andare a rotoli per entrambi, che le loro vite si scontrano e tutto prende una piega diversa, inaspettata, perché non tutti gli incontri sono casuali, ci sono quelli dettati dal destino che aspettano solo il momento giusto per avverarsi. 
Daniel e Natasha sembrano non avere nulla in comune: lui è un eterno sognatore che crede al destino e all'amore che può sbocciare al primo sguardo, lei invece, è una ragazza concreta, con i piedi per terra che crede solo in ciò che ha una dimostrazione scientifica, e l'amore non rientra in questa categoria. L'incontro con Daniel, però accende qualcosa in lei, e le barriere che ha innalzato per non avere più delusioni, sembrano disintegrarsi con lui, ma cosa succederà dopo quell'incontro? 
Sebbene io abbia trovato un po' surreale il modo in cui si sono innamorati e in così poco tempo, quella di Natasha e Daniel è una storia che vi farà venire gli occhi a cuoricino, perché è dolce e romantica. Accade tutto in un solo giorno, eppure sembra durare più a lungo, per essere così denso di emozioni e avvenimenti. Lo stile dell'autrice rende la storia scorrevole e piacevole, i personaggi sono ben definiti; Daniel mi è piaciuto all'istante, perché diciamocelo, un ragazzo così dolce e pronto a fare pazzie per la donna che ama, non lo si incontra mica tutti i giorni! Natasha, invece, un po' mi somiglia, quindi sono entrata subito in sintonia col suo personaggio; è una ragazza che ha ricevuto una grande delusione dalla persona più importante della sua vita, e non crede più nell'amore. 
Questo romanzo può sembrare una banale storia d'amore tra ragazzi, invece le sue pagine racchiudono in sé molti altri elementi: i frammenti di storie dei personaggi secondari che incrociano le strade di Daniel e Natasha, arricchiscono il racconto dandogli un'impronta più coinvolgente, invece che distogliere dalla storia centrale. Il razzismo è un'altra nota importante che emerge tra le righe, un particolare che ho molto apprezzato in quanto è un tema di cui non è mai abbastanza parlarne, perché nessuno si senta solo in questa società inasprita da inutili pregiudizi.


Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Coca Cola alla stevia
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Sito dell'autore: Nicola Yoon




«Non credo nell'amore.»
«Non è mica una religione», obietta lui. «L'amore esiste comunque, che tu ci creda oppure no.»
 





5 cose che

Eccoci tornati ad una nuova puntata di questa bellissima rubrica ideata sempre dal blog Twins Book Lovers!

In questa rubrica i temi affrontati saranno molto vari, riguarderanno sempre il mondo dei libri, ma anche film, attori, serie tv…insomma…tutte cose che, da amanti dei libri, non potrete che approvare! Quindi, senza timore e senza indugio, vi presento il tema di oggi: 5 classici che mi vergogno di non aver letto



1. Sulla strada - Jack Kerouac

Ho sempre regalato questo romanzo per la sua importanza e per il contenuto assai importante ma ammetto a malincuore di non averlo mai letto. Vuoi per pigrizia vuoi perché non è mai stato il momento giusto non sono mai riuscita a prenderlo in mano..nonostante sia sullo scaffale da anni ormai..rimedierò!!




2. Il Dottor Zivago - Boris Pasternak

Ho proprio questa edizione a casa che era di mio padre. Un grande classico amato da molti, ammetto di non aver neppure mai visto la trasposizione cinematografica..è sempre stato nella lista dei prossimi romanzi ma ad oggi, alla veneranda età di 35 anni non l'ho ancora iniziato purtroppo..



3. Il vecchio e il mare - Ernest Hemingway

Uno dei romanzi preferiti di mia madre, ricordo che in adolescenza ha fatto di tutto per farmelo leggere dicendomi che mi stavo perdendo un classico della letteratura ed io, da testarda e bastian contrario, ho sempre rifiutato..ed ora sono abbastanza pentita ma voglio rimediare ed anche al più presto.





4. 1984 - George Orwell

Ricordo che alle medie ci hanno fatto leggere la fattoria degli animali che ho profondamente detestato, forse anche perché non l'ho mai compreso alla perfezione..e da lì ho sempre avuto il rifiuto per questo autore. Sono desiderosa di dare a lui una seconda chance, perché sono convinta di non averlo capito totalmente per la giovane età .




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5. Delitto e castigo - Fedor Dostoevskij

Non so perché ancora non ho letto questo romanzo, è sullo scaffale da almeno tre anni ed ogni volta rimando il momento..spero che questo 2018 ci possa finalmente far incontrare.





giovedì 18 gennaio 2018

Recensione: Camminando con Peety


Camminando con Peety
di Eric O'Grey


Editore:Sperling & Kupfer
Prezzo Cartaceo: € 9,90 
Pagine: 276
Titolo originale: Walking with Peety


Quando i medici gli prospettano non più di cinque anni di vita, Eric è pronto a rassegnarsi al peggio. È obeso, affetto da una grave forma di diabete e profondamente depresso. Come estremo tentativo, consulta una nuova dottoressa che gli prescrive una dieta diversa e un farmaco a cui nessun altro aveva pensato: un cane. E non un cane qualsiasi, ma un trovatello un po' malandato, proprio come lui, da adottare e portare a passeggio ogni giorno. Spiazzato e incredulo, Eric si rivolge a un rifugio per animali abbandonati ed è lì che fa la conoscenza di Peety: fin dal primo sguardo, tra i due scatta qualcosa di speciale, una profonda forma di comprensione che non ha bisogno di parole. Dopo essersi «adottati» a vicenda, cane e padrone incominciano un percorso di rinascita quasi miracoloso: giorno dopo giorno, riscoprono la libertà di camminare all'aria aperta, il piacere di giocare insieme e il gusto di incontrare nuovi amici, a due e a quattro zampe. In una parola, la gioia di vivere. Le passeggiate si allungano, il fiato migliora, il peso scende, lo spirito e il corpo guariscono, tanto che Eric diventa un ottimo runner. E soprattutto, grazie all'affetto incondizionato di Peety, trova il coraggio di riaprire il suo cuore e amare di nuovo… Camminando con Peety è la storia vera di un uomo che ha salvato un cane da un destino di abbandono e solitudine, e di un cane che ha salvato il suo padrone in tutti i modi in cui una persona può essere salvata. Una storia di amicizia e di speranza dedicata a chiunque abbia mai amato un cane e sa quanta gioia e quanta forza possa regalarci.



Chiunque abbia un cane, o più semplicemente ami questa razza, non potrà fare a meno di leggere questo libro. Io ne sono rimasta divertita, estasiata, profondamente attratta. Eric soffre di una grave malattia, è obeso, e profondamente depresso. Il suo medico gli prescrive una medicina, in grado (a mio parere) di risolvere ogni problema di salute: un cane! Un amico peloso in grado di sciogliere qualsiasi problematica e scaldare il cuore del padrone. Un vecchio cane abbandonato che condurrà il protagonista di questo romanzo, in un viaggio molto più lungo di tutti i giri e le gite che egli sia mai riuscito a regalargli nei cinque anni trascorsi insieme. Eric era perfettamente consapevole di come il suo amico fidato lo avesse aiutato a iniziare una nuova vita, che speravo di continuare per sempre. Anche lui, l’aveva aiutato a rinascere, ed è per questo che alla fine della loro avventura insieme, diverrà penoso osservarlo camminare: anche se scodinzolava e aveva gli occhi luminosi come sempre, procedeva un po’ più lento del solito. La storia della rinascita di un uomo, che impara a risalire la china, dal buco nero della depressione, grazie ad un magico cucciolo, il piccolo Peety. Non esiste una certificazione ufficiale per i cani guida negli Stati Uniti, niente targhette o documenti. La pettorina non è obbligatoria, le persone le usano solo perché tutti sappiano subito che si tratta di un cane di servizio. Peety pur tuttavia, s’impegnerà nel diventare la guida “ della vita” (aggiungerei di Eric), accompagnandolo e spronandolo (a modo suo), a non mollare, lungo il cammino della rinascita. Per Eric, Peety significherà persina la riscoperta dell’amore. Non vi nascondo (non vi svelo troppo per non rovinarmi la lettura), che il finale mi ha strappato qualche lacrima, ma non di tristezza, bensì di profonda gratitudine. Finisco dicendo, che a noi tutti, servirebbe un Peety nelle nostre vite, un piccolo, peloso, angelo custode a quattro zampe, una sorta di portale di accesso al mondo, una guida. Ho trovato stupenda la frase finale dell’autore, molto espressiva: “Dio ci manda degli angeli nella vita, ma non sempre sotto forma di esseri umani”.


Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Un cappuccino chiaro
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Eric O'Grey





      "Un angelo a quattro zampe."



                            

Recensione: Un assassino all'amo


Un assassino all'amo
di Jessica Fletcher


Editore:Sperling & Kupfer
Prezzo Cartaceo: € 17,90 
Pagine: 308
Titolo originale: Hook, Line, and Murder


  Un assassino all'amo Jessica Fletcher Come ogni anno, sui laghi e i torrenti che circondano la famosa cittadina del Maine, Cabot Cove, si svolge il tradizionale torneo di pesca. Jessica è stata tra le prime a iscriversi alla gara e, in vista della sua partecipazione, ha affittato un piccolo cottage a Moon Lake, immerso nella foresta. Una sedia a dondolo sul portico, il profumo dei pini e il riflesso del sole che si specchia nell'acqua: la situazione perfetta per trascorrere un po' di tempo in solitudine, rilassandosi sulla riva del lago, in compagnia di un buon libro, nell'attesa che i pesci abbocchino. Jessica si sta già pregustando il suo sogno di pace, quando la moglie dello sceriffo, Maureen, si unisce a lei. A far loro da guida nella competizione è Brian Kinney, un ex detenuto. A dispetto del suo passato, Brian sembra una persona perbene, impegnata a ricostruirsi una vita come padre di famiglia e guida forestale. Ma non appena il suo complice, condannato per omicidio, evade di prigione in cerca di vendetta e l'avvocato dei due uomini viene trovato assassinato, tutto è messo in discussione. Autorità locali, statali e federali si precipitano a Cabot Cove. E la tensione sale con la scomparsa di Maureen. Così, Jessica si trova presto intrappolata in una rete di menzogne, inganni e secondi fini. Saprà trovare l'esca giusta per far abboccare l'assassino?



Una nuova avventura per la signora Fletcher, questa volta ambientato in un particolare periodo dell’anno per la sua cittadina: la gara di pesca di Cabot Cove. Il torneo di pesca di Cabot Cove è una competizio¬ne sportiva annuale che si tiene sui laghi e sui torren¬ti locali. Invece di pesare il pesce, i partecipanti devo¬no depositarlo su una specie di righello insieme alla licenza di pesca, con il numero bene in evidenza, fo¬tografare il tutto e poi ributtare l’animale in acqua. I premi sono stabiliti in base al tipo di pesce, e le foto dei vincitori sono esposte nella vetrina di Nudd’s Bait & Tackle perché tutti le possano ammirare. Peccato che a guastare la tranquilla atmosfera dell’evento, ci si metterà un evaso. Nonostante ciò, lo sceriffo Mort Metzger ha invitato i suoi concittadini a continuare con la solita routi¬ne quotidiana e a non pensare all’omicida recente¬mente evaso dal penitenziario di Warren, assicu¬randoli che oramai l’uomo dev’essere a molte ore di distanza, da qualche parte lungo il confine con il Canada. Come se non bastasse, nel corso dell’evento citato, si aggiungerà l’improvvisa scomparsa di un’amica della signora Fletcher, Maureen. Sullo sfondo di questa nuova avventura, i meravigliosi boschi del Maine. Chi come me, ama questo personaggio, non potrà apprezzare questa nuova avventura dell’arzilla e caratteristica investigatrice. La premiazione del torneo di pesca di Cabot Cove è sempre occasione di gioia e allegria, ma quell’anno aveva assunto un significato speciale. Riuscirà Maureen Metzger (la donna scomparsa) e tornare sana e salva a casa? Una sola certezza vi rimarrà alla fine di questo romanzo: l’anno prossimo sarà Jessica Fletcher a catturare il pesce più grosso!


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Caffè e latte
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Jessica Fletcher









      "La nostra investigatrice, saprà trovare
 l'esca giusta per far abboccare l'assassino?."





                            

mercoledì 17 gennaio 2018

Recensione: Il grande sogno


Il grande sogno
di Sam Shepard


Editore: Il saggiatore
Prezzo Cartaceo: € 18,00
Pagine: 181
Titolo originale: Great Dream of Heaven


Un lungo cavo telefonico percorre le sterminate routes della California da Coalinga a Los Angeles. La voce di un uomo entra elettricamente in una cornetta e annuncia alla moglie che non tornerà a casa. Intanto, attraverso il vasto deserto dello Utah, sulle note di A Lover’s Question una figlia trasporta in un’urna le ceneri della madre. Nei grandi boschi del Nord, da diciotto anni marito e moglie siedono sulle stesse sedie arancioni che danno sul molo. La superficie del lago riflette, poco prima che affondino, i ricordi di un’irrecuperabile giovinezza. Dall’Arizona all’Indiana, verso l’Illinois, e poi giù attraverso la straniera Santa Fe, lungo le sponde uraniche del Colorado fino alla periferia di Twentynine Palms, Sam Shepard snoda la rotta di un viaggio di scoperta e mistificazione, epicedio intonato alla sua America e a ciò che ne resta, nella spietata solitudine di cowboy ormai invecchiati. Brevi sprazzi di quotidianità, frammenti appuntiti di irrealtà, logore istantanee americane che riscrivono il mito del Grande sogno spostandolo al di là della frontiera, dove la visionarietà dell’ambizione rinsecchisce nella desolazione di una waste land allucinata, e la temerarietà dello spirito western languisce nella muta malinconia delle speranze svanite. È questo il paradiso perduto che Shepard riporta alla luce attraverso diciotto brevi prose di dolore, a metà fra narrazione e sceneggiatura, fra commedia e dramma, che intonano il requiem del sogno americano e, insieme, il suo sconfinato miserere.



Devo ammettere che ho amato molto Sam Shepard, sia come attore, che come sceneggiatore. Per la prima volta, mi sono ritrovata a leggere una sua opera letteraria. Una raccolta di racconti originali che hanno in comune, la nostalgia del “grande sogno americano”, e davvero ben scritti. A far da sfondo, i paesaggi americani sconfinati, e magici, che coloro che hanno seguito i suoi film conoscono alla perfezione. Malinconia, e magnificenza, raffigurate nella vita di cowboy ormai sulla “soglia del tramonto”. Ci sono passaggi per tutti i gusti, i miei preferiti, con certezza, in primis le riflessioni dedicate alle donne. Un nonno, un nipote, la sensazione provate nei confronti dell’universo femminile, peraltro con un punto di vista inedito per una lettrice donna come me. Antiche solitudini, perdite, senso di vuoto, donne che l’hanno lasciato, donne che hanno lasciato, una sfilata di bellezze. Una sfilata di bellezze, acqua passata, che ha comunque lasciato strascichi nel cuore di entrambi. Il desiderio di un nonno di proteggere il nipote, dalle ferite che l’amore può spesso creare nel cuore di un ignaro giovane uomo. Molto particolare, a mio giudizio, anche “ sconvolgimento”, un capitolo che narra dell’attesa di una donna, i più intimi sentimenti di un animo maschile, che ama la sua donna, e prova un profondo trambusto interiore. (A noi donnine, potrebbe far piacere osservare quest’universo tanto da vicino.) Un libro davvero particolare, in grado di dimostrare ancora una volta (non ce n’era bisogno a mio parere), la grandezza e bravura di un artista a tutto tondo. Lasciatemi dire che nelle note, ho letto che l’autore ha ringraziato “ Jesse”, presumo sia Jessica Lange, attrice meravigliosa, e suo grande amore, quello che lo stesso attore, ha definito “della vita”. Si vede molto che ho sempre parteggiato per loro? (Concedetemi una piccola divagazione personale).


Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Un caffè doppio
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore:Sam Shepard










      "È l’America di oggi, controversa
 definizione del nuovo millennio"





                            

Recensione: Le fragilità del cuore


Le fragilità del cuore
di Susan Elizabeth Phillips

Editore:Leggereditore
Prezzo Cartaceo: € 4,99
Pagine: 318
Titolo originale: Heroes Are my weakness


Annie Hewitt è un’attrice con poca fortuna, arrivata a Peregrine Island nel bel mezzo di una violenta tempesta di neve. Avvilita e al verde dopo aver speso tutti i risparmi per esaudire gli ultimi desideri della madre malata, non le rimane altro che una fastidiosa polmonite, due valigie rosse piene di burattini e un vecchio cottage, dove si nasconde una misteriosa eredità che potrebbe risollevare le sue finanze. Ma le giornate a Peregrine saranno tutt’altro che semplici per lei: destreggiandosi tra una vedova solitaria, una bambina muta e degli isolani ficcanaso, Annie scoprirà di essere impreparata ad affrontare la vita su quell’isola così fredda, selvaggia e inospitale. A complicare il tutto, l’inaspettato incontro con Theo Harp, l’uomo che le aveva spezzato il cuore quando entrambi erano solo adolescenti, diventato oggi uno scrittore solitario di romanzi horror. Ma quell’uomo sarà ancora temibile come lei ricorda o sarà una persona nuova? Intrappolati insieme in un’isola innevata al largo della costa del Maine, Annie non potrà più scappare dal passato e dovrà decidere se dare ascolto alla sua testa oppure al suo cuore...



Mi piace essere sincera nelle mie recensioni, e stavolta, mi rincresce ma devo ammettere che nonostante i buoni presupposti, questo romanzo non mi è  piaciuto. L’ho trovato noioso, senza particolari spunti "meritevoli" che possano lasciare un segno nel corso della lettura. Nulla che non meriti specifica attenzione. Una casa isolata, un uomo e una donna. Scrittore il primo, attrice la seconda. Non sono riuscita a sentirmi vicina al personaggio di Annie, non saprei dire, l’ho trovata un po’ superficiale: in sostanza l’intera trama, si svolge attorno al dilemma molto spesso ripetuto all’interno di numerosi romanzi dedicati alle donne (intendo i romance), vale a dire, l’attrazione incondizionata (e a volte involontaria); che si sviluppa nei confronti del cattivo, l’uomo dal lato oscuro che tanto smuove gli ormoni (concedetemi questa piccola riflessione personale).
Stando a quanto scritto dall’autrice, e ripetuto più volte nel corso del romanzo, alcune donne sono attratte da uomini instabili: a volte a causa delle proprie nevrosi e altre, se la donna in questione è una romantica, a causa dell’ingenua illusione che il proprio particolare genere di femminilità sia abbastanza potente da addomesticare uno di questi uomini poco affidabili.
 (Non fa una piega come ragionamento, che dite?). Delusione, questo il sentimento che ho provato alla fine della lettura di questo romanzo. Una storia che mi ha lasciato con l’amaro in bocca, un’attrazione per troppo tempo sopita, che alla fine esplode, trasformando il “cattivone” in un orsetto tenero e innamorato. Non saprei, credo che l’autrice stavolta abbia un po’ illuso le sue lettrici (compresa la sottoscritta). Attendo le vostre impressioni in merito.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Latte macchiato
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Susan Elizabeth Phillips








     
"La fine dell’inverno.
Un’isola solitaria al largo delle coste del Maine. 
Un uomo ed una donna."
 
 



                            

martedì 16 gennaio 2018

Recensione: Viktoria


Viktoria
di Gaia Cardinali

Editore: Tunué
Prezzo Cartaceo: € 14,90
Pagine: 112

Quando la sua famiglia lascia Strasburgo per trasferirsi in un piccolo borgo, dove tutto sembra statico e severo, Viktoria, incurante delle punizioni paterne e dei presagi sinistri del fratello malato, si abbandona al fascino della Foresta Nera e al dolce magnetismo di un legame proibito, finché la verità la richiama a sé per segnare il suo destino.
Gaia Cardinali firma una fiaba sbrigliata, fatta di colori densi e linee sicure, in cui l’amore e la ribellione si annodano alla perdita e al ritorno.



Una Graphic Novel davvero superba e che ho apprezzato dalle illustrazioni, alla trama e alle ambientazioni, con una particolare simpatia per la protagonista, Viktoria, che conquista fin dalla prima tavola. L'autrice ci conduce nella vita della giovane Viktoria che si trasferisce con il padre e il fratello a Strasburgo, in una piccola casetta circondata dai boschi che fin da subito si dimostrano scenario perfetto per le fantasie della nostra protagonista. La sua immaginazione è rara ed unica, è un dono senza controllo che però le fa compagnia e dove si rifugia spesso e volentieri durante le sue giornate, grazie a questa infatti giorno dopo giorno si spinge sempre più nel fitto del bosco circondante la sua dimora fino a che incontra e conosce Anya, una ragazza lupo. Le due ragazze sono molto diverse tra loro e diverse sono anche le loro famiglie, ma con il tempo sembrano stringere una bellissima amicizia fatta di risate e momenti felici trascorsi insieme nei boschi. La loro è una storia da scoprire pagina dopo pagina, ricca di fantasia e colori, che traspaiono al meglio grazie alle tavole piene dei vividi disegni di Gaia Cardinali che alla sua novel di esordio si presenta lasciando il segno nel lettore. Una Graphic Novel che mi è piaciuta tantissimo e che mi ha fatto volare in una dolcissima favola che consiglio a tutti e con tutti intendo grandi e piccini e speriamo che presto la Cardinali ci regali una nuova storia.



Durata totale della lettura: Un giorno
Bevanda consigliata: Succo alla banana
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 12 anni







      "In questa fiaba travolgente l’amore e la ribellione si annodano alla perdita e al ritorno."


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