giovedì 18 aprile 2019

Recensione: I sogni di mio padre







I sogni di mio padre
di Barack Obama

Editore: Garzanti
Prezzo cartaceo : € 20,00
Prezzo ebook: € 9,99 
Pagine: 480
Genere: Biografia

Questa storia ha inizio a New York quando, appena ventenne, Barack Obama riceve la notizia della morte di suo padre in un incidente stradale. È una scomparsa improvvisa che scatena un inarrestabile flusso di ricordi: la partenza della famiglia materna da un piccolo villaggio del Kansas verso le Hawaii; l’amore, nutrito dall’innocenza della gioventù e dallo spirito libertario dei primi anni Sessanta, tra sua madre e un giovane e promettente studente keniota; la separazione dal padre quando il piccolo Barack ha solo due anni; i dubbi e le paure che ben presto maturano in lui per l’incapacità di dare un senso al suo tormentoso passato. Questa emozionante odissea, alimentata dal profondo desiderio di comprendere le forze diversissime che hanno contribuito a plasmare la sua personalità, può terminare solamente dove tutto è iniziato: in Kenya. Qui Barack incontra la parte africana della sua famiglia, si confronta con le amare verità sulla vita di suo padre, e nella scelta di condividere le lotte delle sue sorelle e dei suoi fratelli africani si riconcilia finalmente con il proprio passato. Ispirata e toccante riflessione sul significato di identità scritta sotto forma di sincero e coinvolgente memoir ben nove anni prima della candidatura di Obama al Senato, I sogni di mio padre ha trasceso i confini della politica diventando un imprescindibile punto di riferimento letterario, e una lettura indispensabile per conoscere in profondità una delle personalità più carismatiche e affascinanti dei nostri giorni.




Dopo aver recensito ed amato il libro autobiografico scritto da Michelle non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di conoscere meglio l'ex Presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama. Non è sempre facile avvicinarsi ad una biografia, almeno per me che sono abituata a letture molto diverse, mi è capitato di imbattermi in flussi di coscienza tortuosi e senza fine che non hanno fatto altro che confondermi le idee. Devo ammettere che non è questo il caso, Barack Obama ci racconta i suoi primi trent'anni: la biografia si suddivide in quattro parti ed in ognuno dei quali Obama apre una porta sul suo passato a partire da suoi nonni in Kenya, passando attraverso i ricordi nebulosi del padre che gli ha trasmesso suo madre e che rimarranno per sempre nella sua memoria come un fantasma dal quale non è mai riuscito a liberarsi. Seguiamo Barack alle Hawaii sino ad arrivare al fulcro centrale di tutto il romanzo, la crescita e la ricerca della propria identità in un mondo sin troppo bianco. Ho divorato in pochi giorni questo libro, non sono riuscita quasi a staccarmene la prosa scelta da Obama è diretta, senza troppi giri di parole spesso l'ex Presidente non fa mistero di quello che ha passato, di quello che si cela nelle sue origini e di quello che ha dovuto passare per diventare l'uomo integro e carismatico che abbiamo conosciuto. Come per la biografia della moglie, non posso esimermi dal lodarlo e dal consigliarlo: questo libro ci permette di conoscere l'uomo che c'è dietro la figura dell'ex Presidente ed è impossibile resistere a questo richiamo.

Durata totale della lettura: cinque giorni 
Bevanda consigliata: Tè al melone
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni







"Chi è Barack Obama? Ascoltate la sua voce, conoscete l'uomo dietro l'ex Presidente. "


   

                                        

mercoledì 17 aprile 2019

5 Cose che...

Eccoci tornati ad una nuova puntata di questa bellissima rubrica ideata sempre dal blog Twins Book Lovers!

In questa rubrica i temi affrontati saranno molto vari, riguarderanno sempre il mondo dei libri, ma anche film, attori, serie tv…insomma…tutte cose che, da amanti dei libri, non potrete che approvare! Quindi, senza timore e senza indugio, vi presento il tema di oggi: 5 libri che mi sono entrati nel cuore




1. Mo Yan, Sorgo Rosso (红高粱家族), ediz italiana 1994



Un libro magnifico che ho letto all'inizio del mio studio della cultura cinese. Un realismo nelle descrizione che fa venire i brividi. Mo Yan é poi stato premiato del Nobel per la letteratura nel 2012.

Trama: 

Nella zona a nordest di Gaomi, distretto rurale della provincia cinese dello Shandong, il sorgo regna incontrastato sulla vita di contadini ed artigiani, l'odore dolce ed intenso del vino che ne viene distillato nel periodo della maturazione, così simile a quello del sangue, raggiunge ogni casa ed ansa del fiume Moshui. In mezzo agli alti fusti del sorgo scorre la storia di Yu Zhan'ao e della sua singolare famiglia, narrata da un nipote, grazie alle testimonianze ed ai ricordi raccolti dai pochi sopravvissuti ad una serie di episodi oscuri e violenti, come i tempi in cui hanno vissuto. Tra continui flashback, si dispiega la storia di un ragazzo orfano di padre che la vita ha costretto a crescere in fretta, il suo incontro fatale con la bella Dai Fengliang, obbligata ad un matrimonio disgraziato con il figlio malato di un ricco distillatore locale, e la loro tenace e disperata lotta contro l'invasore giapponese. E come tutto questo abbia spinto Yu Zhan'ao a diventare assassino ed eroe, brigante e guerriero coraggioso, sempre in lotta contro tutto e tutti. Si troverà in tempi diversi a dover fronteggiare le insidie dell'autorità costituita, nelle vesti dell'astuto capo distretto Cao Mengjiu, a combattere la crudeltà degli spietati stranieri venuti da una terra lontana per portare violenza ed oppressione, ed a destreggiarsi in mezzo alle non meno insidiose formazioni di combattenti comunisti e nazionalisti, in lotta perenne tra loro non meno che contro il comune invasore. E tra storie di amore e di morte violenta, rituali magici e spiriti vendicativi, tra bande di cani feroci e uomini ridotti ad una vita spesso altrettanto misera e disperata, la storia giunge fino ai tempi recenti, quando il sorgo ha dovuto lasciar posto a varietà di culture ibride, segno di una vita che si è contaminata, allontanandosi dalle miserie ma anche dalla grandezza di un passato divenuto mito, ormai solo ricordo per vecchi dagli occhi troppo simili a quelli dei conigli.








2. Stendhal, Il Rosso e il Nero , 1830


Uno studio dei personaggi estremamente interessante, un'analisi psicologica della società attarverso il cinismo e l'ipocrisia nei rapporti umani che viviamo ogni giorno.

Trama: 


Julien Sorel è un giovane ambizioso, figlio del proprietario di una segheria. Dotato per le lettere latine e la teologia, studia sotto la tutela del curato Chélan della parrocchia di Verrières, piccola cittadina della Franca Contea (che l'autore dichiara di avere inventato appositamente). È un fervente ammiratore di Napoleone Bonaparte. Grazie ad un atteggiamento amorale riesce a soddisfare la sua sete di ascesa sociale.
Diventa precettore in casa di Monsieur Rênal, sindaco conservatore della cittadina. La sua ambizione lo spinge a conquistare la moglie di questo, Madame de Rênal, di cui però si innamora. Iniziano a spargersi delle voci nel paese e Rênal riceve una lettera anonima che lo informa dell'infedeltà della moglie. Julien decide allora di partire per Besançon e di entrare in seminario.
In seminario Julien riesce a farsi potenti amicizie. Alla fine viene assunto come segretario in casa del marchese de la Mole di cui attira ben presto le simpatie. In casa, a Parigi, conduce una vita mondana. La figlia del marchese, Mathilde, s'innamora di Julien. È però combattuta tra l'amore e il conservare una posizione sociale. Anche Julien si innamora e, grazie ad un astuto piano, riesce a farla capitolare.
Mathilde informa suo padre della sua intenzione di sposare Julien perché sa che aspetta un figlio. Il marchese sospetta che Julien sia un cacciatore di dote; ciò nonostante gli conferisce un titolo e una rendita. Quando il matrimonio sta per essere celebrato arriva però una lettera di Madame de Rênal la quale informa il marchese che Julien l'ha ingannata e che è in realtà un truffatore. La lettera è stata dettata dal nuovo curato di Verrières, ma il marchese de la Mole ci crede.
Julien, che vede tutti i suoi sogni e le sue speranze distrutte, va a Verrières, raggiunge Madame de Rênal in chiesa e la ferisce con un colpo di pistola. Viene imprigionato e condannato alla ghigliottina nonostante tutti gli intrighi architettati da Mathilde e l'affetto di Madame de Rênal che è sopravvissuta e che, colta dai rimorsi, lo perdona. Alla sua morte Mathilde recupera la sua testa e, prima di seppellirla, la bacia, emulando la vicenda eroica e romantica del suo avo Bonifazio De La Mole e della sua amante, da lei idolatrati. Madame de Rênal muore invece di disperazione tre giorni dopo.



3. Paulo Cohelo, Undici minuti, 2003


Una protagonista in cui mi sono riconosciuta, la difficoltà di distaccare l'amore dal sesso, una scrittura onesta e aperta, senza fronzoli, senza frasi fatte o stereotipi, una descrizione matura del sesso e di cosa possa essere nelle diverse relazioni umane. 

Trama: 

Maria è una bambina di una piccola regione del Brasile, quando Coelho inizia a parlarcene. Sin da piccina la bimba sembra soffrire oltremodo per le delusioni amorose; quando diventa una giovane ragazza le delusioni continuano a farle male, nonché a procurarle derisioni e sguardi compassionevoli da parte delle amiche. Maria cresce, impara nuove cose a scuola ma soprattutto impara a conoscere gli uomini, cosicché in breve tempo è in grado di averne totalmente il controllo, sfruttando l'intelligenza e il suo fascino sempre maggiore. Ora Maria vuole imparare ancora più cose: la curiosità e il bisogno di una maggiore stabilità economica la spingono a essere sempre più intraprendente, finché un giorno non incontra qualcuno che le propone un lavoro in Europa e la sua vita cambierà drasticamente... Maria compirà numerose scelte di sua spontanea volontà, senza rendersi conto se siano giuste o sbagliate, ma solo mossa da un desiderio istintivo quanto cerebrale: il bisogno d'affetto. La ricerca dell'amore, l'amore vero che solo una donna matura può essere in grado di trovare, sarà il motore che muoverà tutta la sua vita, portandola infine a un approdo definitivo che la stessa Maria non si sarebbe mai aspettata.


4. Primo Levi, Se questo é un uomo, 1947



Un libro che ho letto inizialmente come compito per la scuola. Ritengo che dovrebbe essere obbligatorio come lettura a tutti, con una conseguente conversazione tra genitori e figli cosí come tra maestri, professori e studenti. Per insegnare che il male risiede in noi e che sta a noi decidere di seguirlo o meno. Per insegnare a cosa puó portare davvero una ideologia o seguire un certo tipo di persona o gruppo. Allo stesso modo per non dimenticare mai le atrocità che l'uomo ha compiuto ma anche che anche nei momenti peggiori le persone di buon cuore lo rimangono sempre.

Trama: 


Se questo è un uomo racconta la storia di Primo Levi, prigioniero per circa un anno a Auschwitz, prima della liberazione; in queste pagine l’autore ci racconta la disumana e disumanizzante vita nel campo: umiliazioni, offese, distruzione fisica e psicologica.
Fulcro del libro non è tanto l’orrore della deportazione, delle baracche e delle camere a gas, quanto l’abbrutimento dell’uomo, la sua identità limitata a un numero, la sua riduzione ad animale, per cui esiste solo l’istinto alla sopravvivenza e, quando anche questo viene meno, si riduce ad un’ombra consumata.








5. Nathaniel Hawthorne, La lettera scarlatta, 1850 


Il primo romanzo che mi ha fatto pensare alla forza di cui le donne sono capaci. Anche nella donna piú debole o maltrattata, troveremo sempre una forza e una luce interna che insegnano a chi la circonda. La A sul suo petto invece di distruggerla la rende solo piú forte e degna di rispetto.

Trama: 

XVII, in una Boston puritana dalla mentalità poco disposta al perdono; qui vive Hester, che all’inizio della vicenda ci viene mostrata su un patibolo, davanti all’intera città, con una A scarlatta, la A di adultera, cucita sul petto. Hester è infatti una donna che ha preceduto il marito nel Massachusetts e che qui ha avuto una figlia, Pearl, da una relazione illegittima.Hester si rifiuta di rivelare il nome del padre della bambina, che si tratta del reverendo Dimmesdale, un uomo molto rispettato in città, che però si tormenta per quello che ha fatto, considerandosi un ipocrita in quanto predica contro il peccato ma è stato lui il primo a peccare.
Hester tace per non mettere in cattiva luce l’uomo che ama e decide di far ricadere solo su di sé la colpa. Tuttavia il marito della donna, arrivato in città, si mette a indagare sotto falso nome, per trovare l’uomo con cui la moglie lo ha tradito, con lo scopo di vendicarsi.
Una ricerca che dura sette anni e che porta a una tragica conclusione.


Molto difficile sceglierne solo 5!! Qualcuno li ha letti?


Recensione: L'ultimo ballo



L'ultimo ballo
di Mary Higgins Clark
Editore: Sperling&Kupfer
Prezzo edizione cartacea:
 € 19,90
Prezzo ebook: € 9,90
Pagine: 320
Titolo originale: I've got my eyes on you




«C'è una cosa MOLTO IMPORTANTE di cui ti devo parlare quando arrivi a casa!!!» È l'ultimo messaggio che Aline Dowling ha ricevuto da sua sorella minore Kerry, che non vede da quasi tre anni. Ma Aline non potrà mai chiedere alla sorella diciottenne che cosa intendesse con quelle parole misteriose, perché Kerry è stata uccisa quella notte stessa. Qualcuno l'ha colpita alla testa con una mazza da golf facendola cadere nella piscina di casa. È proprio lì che Aline e i suoi genitori la ritrovano ormai senza vita. Delle indagini viene incaricato il brillante ispettore Michael Wilson che, con l'aiuto e la complicità di Aline, cercherà di risolvere il caso con tutte le sue forze. I sospetti si concentrano fin da subito su Alan, il fidanzato di Kerry, con cui la ragazza aveva litigato la sera stessa dell'omicidio. Ma tutto è più difficile di quel che sembra: non ci sono impronte sull'arma del delitto e nessuno pare aver notato niente di strano. Nessuno tranne Jamie Chapman, il ventenne vicino di casa dei Dowling affetto da ritardo mentale. Jamie, dalla finestra di camera sua, ha visto tutto. Ha visto il «Grande Uomo» colpire Kerry. Ha visto la ragazza cadere in piscina. Ha visto il sangue e la mazza da golf. Ma Jamie non può dirlo a nessuno. Questo è il suo segreto.




Ci sono tutti gli ingredienti di un classico thriller: la vittima, Kerry, una giovane ragazza benestante, il fidanzato geloso, la sorella Aline, più grande che le è molto affezionata, un ispettore di polizia, Michael Wilson, affascinante e scaltro, un vicino, Jamie, con un ritardo mentale, belle case di un quartiere residenziale per cittadini benestanti.
L'omicidio arriva subito, Kerry, una bellissima ragazza di buona famiglia, viene assassinata a casa sua, dopo la festa che ha dato per salutare i compagni prima di partire per l'università. A scoprire il cadavere, la sorella, appena arrivata da Londra, la vede nella piscina, senza vita. Il primo sospettato è naturalmente il fidanzato geloso, con il quale aveva avuto un litigio proprio durante la festa. Ma il tutto è successo sotto gli occhi innocenti di Jamie, il vicino di casa di sempre, un ragazzo di vent'anni affetto da un ritardo mentale che però promette alla madre di non dire nulla perché potrebbe essere incolpato del delitto. Poi ci sono le amiche, una in particolare, che era molto affezionata a Kerry: sa qualcosa ma non si apre a nessuno, né ai suoi genitori, né tantomeno alla polizia. A guidare le indagini è l'ispettore Michael Wilson, giovane, molto abile nel suo lavoro e che non lascia nulla al caso. Tra mezze rivelazioni, indizi e colpi di scena, si snoda il racconto, infarcito anche di sentimenti. Aline, infatti, si trova a essere corteggiata da un professore di Kerry, ora suo collega da quando lei ha iniziato a lavorare presso la scuola locale come consulente per gli studenti, e dall'ispettore Wilson. Ma chi sarà alla fine il colpevole? Si scoprirà solo nelle ultime pagine, perché per tutto il libro si passa da un sospettato ad un altro, senza arrivare a capire chi sia veramente. Il finale mi ha lasciata un po' sorpresa, anche se avevo il dubbio che l'omicida fosse proprio quella persona che si è rivelata alla fine, non avrei immaginato il suo movente. Se volete un libro intrigante ma che scorre via veloce, questo è quello che fa per voi.



Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata: te freddo al limone
Formato consigliato: edizione cartacea
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autrice: Mary Higgins Clark







   
   "Io non sono andato a nuotare in piscina con Kerry."


  

martedì 16 aprile 2019

Review Party: L'avvocato colpevole


Ben trovati a tutti per il 
Review Party dedicato al romanzo L'avvocato colpevole edito da Piemme. John Fairfax è lo pseudonimo di William Brodrick, che nel suo passato è stato un noto avvocato, prima di diventare scrittore a tempo pieno. Questo è il primo romanzo di quella che è destinata a diventare una serie.  Vi invito a scoprire il suo libro grazie alle recensioni del Review Party. 








L'avvoato colpevole
di John Fairfax

Editore: Piemme
Prezzo Cartaceo: € 19,00
Pagine: 384
Titolo originale: Summary Justice

Condannato per omicidio,
è tornato in tribunale.
Questa volta come avvocato.
E nessuno più di lui sa
che la legge può sbagliare.
Quando William Benson, appena ventenne, viene condannato all'ergastolo per un omicidio che non ha commesso, c'è un pensiero che lo ossessiona: come può la giustizia commettere un errore così plateale? Forse è per questo che in carcere sceglie di studiare legge. La stessa legge che gli ha rovinato la vita. Dieci anni dopo, ormai diventato avvocato dietro le sbarre, viene scarcerato: per somma ironia, confessando ciò che non ha commesso - quindi mentendo -, ha ottenuto uno sconto di pena.
Peccato che, per tutti, William Benson altri non sia che un assassino. Un reo confesso che ora recita la parte dell'avvocato: chi accetterà di farsi difendere da lui? C'è solo una persona che non gli volta le spalle: Tess de Vere. Stagista dello studio legale che anni prima aveva difeso Benson, Tess era stata l'unica a credere alla sua innocenza. E adesso, avvocatessa in carriera, è di nuovo l'unica a fidarsi di lui. Insieme, difenderanno una donna accusata dell'omicidio dell'amante, che sembra condannata in partenza - proprio come era successo a William. Insieme, proveranno a far trionfare la giustizia in cui, nonostante tutto, vogliono ancora credere.
Perché l'avvocato colpevole è pronto a tornare in tribunale, questa volta da vincitore.
Una nuova, talentuosa voce del legal thriller anglosassone, da un autore di straordinaria bravura, già paragonato a John Grisham.







William Benson è accusato di avere ucciso un ragazzo dopo una discussione in un pub. Ha tutti contro. Nessuno gli crede anche se lui professa la propria innocenza e nega di essere in alcun modo coinvolto nell'omicidio.
Ma, nonostante sia difeso da un ottimo avvocato, viene condannato all'ergastolo. 
Ma chi è William Benson? Un ragazzo di 20 anni con un fratello disabile in seguito ad un incidente in bicicletta, al quale è molto legato. Nel momento in cui viene condannato, decide di studiare giurisprudenza, anche se il suo avvocato glielo sconsiglia perché sostiene che difficilmente gli verrà concesso, una volta laureato, di essere iscritto all'ordine degli avvocati e di esercitare la professione.
Ma in realtà è stata Tess de Vere, una stagista che ha assistito al processo, a suggerirglielo, forse l'unica persona, oltre a suo padre, a credere alla sua innocenza.
Ma per poter esercitare deve ammettere di essere stato l'autore dell'omicidio. Nonostante si sia sempre professato innocente decide di confessare la propria colpevolezza pur di poter esercitare. Dopo 11 anni in carcere, laureato, viene rilasciato e apre il proprio studio, iniziando così la professione di avvocato.
Un giorno, Tess de Vere coglie un frammento di una conversazione ad un tavolo vicino al suo mentre sta pranzando: due avvocati di un noto studio si stanno lamentando perché hanno perso una cliente che li ha lasciati per essere difesa da William Benson. Tess, che non aveva più avuto notizie di William e non sapeva che era riuscito a diventare avvocato decide, per riconoscere la sua determinazione e perseveranza, di aiutarlo affiancandolo in questo processo difficile, dove l'imputata sembra spacciata.
C'è una sorta di parallelismo tra il caso di Benson e quello di questa giovane donna, madre di un figlio disabile, accusata e già da tutti ritenuta colpevole dell'omicidio di quello che sembra essere stato il suo amante.
Ma Benson è veramente innocente come si è sempre professato? Perché Tess, in seguito a qualcosa che ha sentito e al fatto che, a tutti gli effetti, il caso di cui si stanno occupando sembra troppo simile al suo, inizia a indagare sul processo in seguito al quale William era stato condannato. 
E cosa si nasconde dietro il senso di colpa di William nei confronti del fratello? Forse ha avuto un ruolo nell'incidente che ne ha causato la disabilità.
È un bel libro, ben scritto, non eccede nei tecnicismi dell'avvocatura ma si vede che chi lo ha scritto ha un passato da avvocato. I personaggi sono molto ben descritti, di ognuno si riesce a percepire il carattere, la personalità e leggendo ci si sente assorbiti completamente dalla storia. In UK è già uscito anche il secondo libro che ha sempre come protagonisti Benson e De Vere e si vocifera che ne verrà tratta una serie televisiva. Ve lo consiglio, si legge tutto d'un fiato e il finale è una vera sorpresa.


Durata totale della lettura: 4 giorni 
Bevanda consigliata: tanto ca 
Formato consigliato: Cartaceo 
Età di lettura consigliata: dai 16 anni 





«Voglio diventare avvocato. Dimmi solo se ho una possibilità.»




    

                                        

lunedì 15 aprile 2019

Recensione: Contro i bambini

Contro i bambini
di Rosalba Santoro


Editore: Il Saggiatore
Prezzo Cartaceo: € 14,00
Pagine: 110



Rosalba Santoro è la tipica maestra benvoluta da tutti, bambini e genitori. Paziente e sensibile con i suoi alunni, appassionata del suo mestiere e divoratrice di romanzi e libri di poesia, è nata e cresciuta in Abruzzo durante la Seconda guerra mondiale e ha poi intrapreso la carriera scolastica.
Cinque anni dopo la sua morte, durante i lavori di ristrutturazione della sua vecchia casa, la nipote ha trovato in un cassetto della camera decine di pagine, manoscritte e sigillate con la ceralacca, dal contenuto inaspettato. Sul frontespizio, la scritta Contro i bambini. Si tratta di riflessioni catturate negli ultimi anni e stralci dei diari che la maestra Rosalba teneva quando insegnava; vi si trova una retrospettiva commossa della sua vita, ma anche lunghi e inverecondi sfoghi in cui Rosalba Santoro si rivela insospettabilmente cinica e risentita nei confronti degli allievi.

Contro i bambini è un’opera grezza e radicale, l’ombra di una donna che pur amando l’insegnamento si è sempre rifiutata di diventare madre, e una fotografia intima di una delle esperienze più importanti della nostra vita: l’inspiegabile e, per l’autrice, insensato desiderio di mettere al mondo dei figli.




Ma che bel libro! Mi sono immaginata la mia maestra delle elementari che tornava a casa dalle lezioni e lo scriveva alla sera. La nostra maestra racconta le sue vicende con gli alunni, ma si capisce subito che inizialmente lo faceva solo per sfogarsi, soprattutto all'inizio della sua carriera, per sfogarsi e alle volte scrivere i pensieri che non voleva perdere. Una donna di altri tempi su alcune cose, onesta, responsabile e devota al suo lavoro ma moderna allo stesso tempo, non vuole fare figli e perché dovrebbe essere giudicata per questo? Ha le sue amiche, i suoi viaggi, i suoi corsi e non è una sua priorità nella vita, d'altronde alle volte si fanno solo per un discorso egoistico che per amore.
"Sono contenta di non aver avuto figli. Dopotutto ne ho avuti intorno tanti, forse fin troppi."
Lei i bambini però li ha amati sempre durante la sua carriera, lo si capisce dal rispetto con cui ne parla, di come secondo lei le maestre debbano rispettare i cambiamenti e gli umori del bambino, perché per essere rispettati bisogna anche rispettare. 

Parla sempre con amore dei bambini anche quando ne descrive la puzza dovuta agli ormoni in crescita o le marachelle che combinavano, lo stesso amore di quando parla di Franco, il suo defunto marito che la capiva e ascoltava sempre.
Un libro da leggere tutto d'un fiato, leggero e cosparso di zucchero a velo, anche nei momenti di nervosismo e tristezza, abbiamo l'impressione che sia stato scritto dalla nostra zia preferita.
Una donna comunque all'avanguardia che già considerava il sistema scolastico attuale obsoleto.
Questo sarebbe un bellissimo regalo per qualcuno appassionato di insegnamento e che magari sta per iniziare la carriera come insegnante. 



Durata totale della lettura: 3 giorni
Bevanda consigliata: Succo al melograno
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 13 anni 





      "Ci si può anche riempire la bocca e la testa di buone intenzioni 
ma i bambini ve le demoliranno puntualmente."

domenica 14 aprile 2019

Recensione: Morire


Morire
(Una vita)
di Cory Taylor


Editore: Il saggiatore
Prezzo Cartaceo: € 20
Pagine: 151
Titolo originale: Dying


Nel 2005, poco prima del suo cinquantesimo compleanno, i medici le tolgono un neo dalla gamba destra. Melanoma, quarto stadio. Poi le metastasi, l’intervento al cervello, la diagnosi fatale. Cory Taylor ha sessant’anni e ormai pesa meno di un cane: sta morendo di cancro. Ma mentre il suo corpo svanisce Cory riesce nel più arduo dei compiti: descrivere l’esperienza del morire, l’esperienza di sapere che presto la propria vita avrà fine. Composto in poche settimane, Morire è il libretto aureo che contiene tutto ciò che la morte può insegnare alla vita. È una riflessione sull’esistenza, il ricordo di un vissuto, una meditazione sul nulla ma anche, anzi soprattutto, un grandioso tributo alla vita.



Questo romanzo è toccante, un vero inno alla vita, ed al suo significato più intrinseco. La protagonista, dopo l’asportazione di un melanoma si ritrova a dover combattere per la propria vita; in nome soprattutto dell’amore che prova per i figli, e della necessità di essere forte per loro. Pagine disperate che insegnano a conoscere una malattia terribile dei nostri tempi: il tumore (in ogni sua, maledetta forma). Il lettore, imparerà esattamente come è avvenuto per la protagonista, Cory (autrice dello stesso libro); che, il cancro ti insegna una cosa è che non facciamo altro che morire, a frotte. Basta andare nell’affollata sala d’attesa del reparto di oncologia di un qualunque grande ospedale. Ci si ritrova letteralmente circondati da persone che stanno morendo. Quando le incontri per strada tutti i giorni non puoi accorgertene, ma qui sono tutte in fila ad aspettare i risultati degli ultimi esami per scoprire se l’hanno spuntata anche questo mese. È uno spettacolo terribile, spaventoso. Le cose non sono come dovrebbero essere. Per molti di noi la morte è diventata qualcosa di innominabile, un silenzio mostruoso. Ma questo non aiuta chi sta morendo, persone che probabilmente non sono mai state tanto sole quanto lo sono adesso. Una descrizione chiara e cruda della fase terminale della malattia, che però si arricchisce di tanti ricordi della vita che è stata, per l’autrice stessa. Nel libro, anche uno spazio dedicato alla morte assistita come scelta autonoma del paziente.Oggi morire significa morire di più, morire più a lungo, sopportare più incertezza, sottoporre noi stessi e le nostre famiglie a più delusioni e disperazione. Dato che siamo in grado di vivere più a lungo, siamo anche condannati a morire più a lungo. Se è così, perché sorprendersi se alcuni di noi cercano i mezzi per mettere fine al calvario con dignità, quando ancora si ha la possibilità di decidere da soli?

Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Caffè doppio
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Cory Taylor







      "Quando stai morendo, può capitarti di provare una sorta
 di tenerezza perfino per i tuoi ricordi
 più infelici"




                            

sabato 13 aprile 2019

Recensione: Il secolo asiatico

Il secolo asiatico
di Parag Khanna


Editore: Fazi Editore
Prezzo Cartaceo: € 25,00
Pagine: 522
Titolo originale: The Future is Asian. Commerce, Conflict, and Culture in the 21st century


Il XIX è stato il secolo europeo. Il XX il secolo americano. Il XXI sarà il secolo asiatico? L’Asia si sta affermando come un sistema multipolare che va dall’Arabia Saudita al Giappone, dalla Russia all’Australia, estendendosi ben oltre il cosiddetto Estremo Oriente. In questo contesto, la Belt and Road Initiative, il grande progetto volto al rafforzamento delle infrastrutture e della cooperazione tra i paesi dell’Eurasia, è il primo passo mosso dalla Cina nella creazione di una nuova Via della Seta. Tuttavia, pur vedendosi riconosciuto lo status di potenza globale, la Cina non detiene un ruolo egemonico all’interno del sistema asiatico. Non si tratta più infatti, sottolinea lo studioso di relazioni internazionali Parag Khanna, di sapere chi sia il numero uno a livello mondiale, ma di capire quali sono i pilastri del nuovo ordine globale e come si stanno ridefinendo i loro rapporti: da una parte, la Cina rappresenta il motore principale nel processo di formazione del megasistema asiatico; dall’altra, le strategie militari ed energetiche, così come il governo tecnocratico e il conservatorismo sociale di impronta asiatica stanno necessariamente riorientando gli Stati Uniti e l’Europa. Il secolo asiatico metterà in discussione l’ordine unipolare occidentale, produrrà una fase di transizione del potere, ma non avrà come inevitabile conseguenza uno scontro tra le maggiori potenze quali Stati Uniti e Cina.
Ripercorrendo in una prospettiva asiatica la storia interna del megacontinente e il rapporto con l’Occidente, Khanna indaga il significato del fenomeno geopolitico e culturale chiamato “Asia”, fino ad affrontare il tema di un’ineludibile “asianizzazione del mondo”. Il futuro si prospetta dominato da una multipolarità globale, che non vedrà l’imporsi della Cina né il sostituirsi dell’Asia agli Stati Uniti e all’Europa.





Una dettagliata analisi della crescita asiatica nel corso degli ultimi decenni. L'autore mette il lettore occidentale completamente ignorante di storia e evoluzione asiatica, davanti a fatti compiuti e prove del boom di crescita asiatica, analizzandone principalmente ciò che è stato raggiunto e di cui molti paesi occidentali non si sono magari accorti. È infatti vero che purtroppo nell'immaginario collettivo immaginiamo ancora alcuni paesi asiatici come India, Cina e Singapore come retrogradi, poveri e poco evoluti.

La realtà è ben altra e questo testo ci spiega come ciò si sia svolto davanti ai nostri occhi senza che ce ne accorgessimo. C'è stato sicuramente un approfondito lavoro di ricerca nella produzione del testo, avrei magari apprezzato anche un'aggiunta di mappe e tavole cronoligiche per rendere il ricordo più semplice. 
Consigliato soprattutto a chi non conosce questa parte del mondo e quando ha letto il titolo ha pensato solo alla Cina mente invece ci sono una sfilza di paesi in una crescita esponenziale sia singolare sia come gruppo. Un esempio è la BRI la Belt and Road Initiative, grazie alla quale 68 paesi che comprendono i due terzi della popolazione e la metà del PIL mondiale, hanno creato il più grande piano coordinato di investimenti infrastrutturali della storia umana.




Durata totale della lettura: 10 giorni
Bevanda consigliata: Succo al melograno
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni 





      "Dopo secoli di colonialismo e di divisioni create dalla guerra fredda, oggi l’Asia sta ritrovando la sua coerenza. "

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