martedì 4 agosto 2020

Recensione: Una donna quasi perfetta






Una donna quasi perfetta
di Madeline St John

Editore: Garzanti
Prezzo cartaceo : € 16,00
Prezzo ebook: € 9,90 
Pagine: 240
Genere: Narrativa moderna

Londra. Attraverso le grandi finestre si scorgono sontuosi salotti, tovaglie ricamate e, immancabile, un servizio da tè in fine porcellana. Intorno a quei tavolini elegantemente apparecchiati, con una tazza in mano, le donne si confidano le une con le altre, si danno manforte, si studiano tra mezzi sorrisi e cenni d’intesa. È così anche per Flora, Gillian e Lydia, tutte e tre convinte di avere una vita quasi perfetta. La prima ha un marito che ama e tre splendidi bambini. Gillian ha una relazione con un uomo sposato che spera possa trasformarsi in qualcosa di più. Infine Lydia è sicura di poter vincere la medaglia di “amica dell’anno”. Quando le loro strade si incrociano, però, capiscono che non sempre le cose vanno come si desidera: è il momento di scegliere che persone vogliono essere, che tipo di donne vogliono diventare. Al di là di quello che la società richiede loro. Al di là di quello che si aspettano gli uomini che hanno accanto. Perché, per quanto sia più semplice avere qualcuno vicino che ci consigli che cosa dire e che cosa fare, e prendere decisioni non convenzionali possa fare paura, Flora, Gillian e Lydia stanno per scoprire che è la sola strada verso la libertà.

Le signore in nero di Madeleine St John è stato la sorpresa editoriale del 2019. Per mesi in vetta alle classifiche grazie a un passaparola inarrestabile, ha convinto la stampa più autorevole. Un’autrice di cui la letteratura aveva bisogno e che ora approda in libreria con un altro gioiello. Una storia in cui tre donne hanno il coraggio di anteporre ciò che desiderano dalla vita a ciò che il mondo si aspetta da loro. Una scelta che, per una donna, non è mai scontata, in qualunque epoca e a qualunque età.





Flora e Simon sono sposati e hanno tre fili: la loro vita è tranquilla fatta di dialoghi e di piccoli rituali che sembrano legarli. Ma quando Flora parte con i figli per una vacanza in Francia succede l'impensabile: Simon ad una cena incontra Gillian ed è subito un colpo di fulmine. Le protagoniste di questo romanzo sono tre donne Flora, Gillian e Lydia. La prima come abbiamo visto incarna lo stereotipo della moglie e madre che ha lasciato dietro di sè chi era per dedicarsi anima e corpo agli altri. Adesso che la figlia più grande sta crescendo e Simon è sempre più assente Flora sente di dover fare qualcosa per ritrovarsi e inizia dalla fede e dalla chiesa. Poi c'è Gillian una donna indipendente che non vuole legarsi proprio perchè non vuole perdere la propria indipendenza. Ma che nel rapporto con Simon cercherà proprio quel qualcosa di più che ha sempre negato a sè stessa di volere. Ed infine c'è Lydia amica di Flora che si ritroverà a custodire il segreto di Simon per salvare la propria amica dal dolore. Tre donne, tre punti di vista totalmente differenti sulla vita e sull'amore: in questo secondo romanzo Madeline St. John cambia registro rispetto al primo romanzo e scava nelle vite delle donne, per stimolarle ad evadere dagli stereotipi e spronandole ad essere sempre loro stesse. Una lettura totalmente diversa rispetto a Signore in nero: la narrazione è diversa così come il ritmo che non sempre ha incontrato i miei gusti, ma alla fine posso dire che è stata una lettura interessante e diversa.


Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: tè alla pesca
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni


"Chi è davvero Flora? e soprattutto chi è suo marito Simon?"


  Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
                                       

Recensione: Non è mai troppo tardi.


Non è mai troppo tardiNon è mai troppo tardi
di Stefania Russo


Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo Cartaceo: € 15,90 
Pagine: 240


Mi chiamo Annarita, ho ottantaquattro anni e vivo nel Mostro di cemento, un anonimo complesso residenziale nella periferia di Milano, su una stramaledetta sedia a rotelle. Non si può certo dire che io sia autosufficiente, ma per fortuna posso contare sull'aiuto di Olga, una donnona rumena premurosa e gentile. Ho anche una figlia, Katia, che vive proprio nella palazzina qui accanto, ma non ha più tempo ormai da dedicare alla sua vecchia. C'è una cosa, però, per cui le sarò per sempre grata: sua figlia Stella, la mia affettuosa nipotina sedicenne, la mia felicità quotidiana. Trascorro le mie giornate tra un caffè con i vicini e i romanzi che Olga mi legge, trascinandomi, di tanto in tanto, nel cortile del Mostro, dove ho conosciuto questo strambo vicinato con cui mi sono trovata a vivere: le vecchiette con cui vado a messa, Alessio - il fidanzatino di Stella - e gli altri ragazzotti con i pantaloni strappati, il giovane e instancabile Totò e don Antonio, su cui tutti possiamo sempre contare. Non ho mai visto il Mostro così animato come nelle ultime settimane, tanti vicini disposti a donare il loro tempo e altrettanti a pagare per imparare a impastare il pane o a usare il computer. Si chiama Banca del Tempo. L'idea è venuta a Stella: chi vuole può rendersi disponibile offrendo dei corsi, e il denaro raccolto dai partecipanti servirà ad aiutare la sorella di Olga, gravemente malata. Speriamo solo che non sia troppo tardi...



Ho amato questo libro, fin dalle prime pagine. Semplice e molto attinente alla realtà di tante persone che nelle nostre metropoli, vivono nelle periferie, nei famigerati “mostri di cemento” le case popolari, che sono un corollario dell’umanità più vera e preziosa. L’arzilla anziana protagonista di questo libro è una di loro: Annarita, ormai nella terza età da tempo, insegna al lettore che questa è la fase della vita in cui, le perdite ed i lutti, sono ormai normale routine. Gli amici iniziano a scomparire, uno dopo l’altro, mentre voi rimarrete lì a chiedervi quando sarà il vostro turno. L’età in cui capita anche di rimanere vedovi, così come è accaduto alla protagonista, che ha perso l’amato marito. Annarita da un paio d’anni (all’inizio della vicenda) non riesce più a deambulare. Si muove pochissimo, ed esce raramente. Olga una signora dell’Est, si prende cura della nostra arzilla vecchietta. Un romanzo che descrive alla perfezione la realtà di tanti anziani italiani, le difficoltà economiche con cui quotidianamente si trovano ad avere a che fare. La pensione che non basta mai, a volte la possibilità concreta di non riuscire a portare un piatto a tavola, oppure rimanere senza luce o gas per qualche giorno. Non crediate pur tuttavia, che la storia sia triste, anzi è spassosa. Annarita è una vera supereroina ina in carrozzina. Saprà mobilitarsi con l’amata nipote Stella, per creare una Banca del Tempo, al solo scopo di aiutare la sua amica/badante in un’impresa disperata. Annarita è un personaggio delizioso, d’altri tempi, armata di enorme spirito d’animo e di coraggio nonostante la condizione invalidante e l’età. L’umanità è ancora capace di piccoli/grandi prodigi. Un romanzo che con toni semplici e molto attinenti alla realtà di tutti noi, riesce ad emozionare. Una comunità che si mobilita spinta da uno scopo comune, valori basilari come la collaborazione e lo scambio reciproco. In fondo, come dice Annarita, il mondo in cui viviamo, dovrebbe essere un luogo in cui tutti noi, trascorriamo il tempo che ci è concesso distribuendo baci bavosi e fregandocene del giudizio degli altri. Un libro che ci meritiamo: per diffondere solidarietà e bontà in questo a volte, troppo arido mondo.

Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Cedrata
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Stefania Russo




      "Però non si può negare, che sono stata davvero ganza, non è così?"



       Si ringrazia molto la casa editrice per la copia in omaggio.   

lunedì 3 agosto 2020

Recensioni: Predatori e prede




Copertina di: Predatori e prede

Predatori e prede
di Kathy Reichs

Editore: Rizzoli
Prezzo cartaceo : € 19,00
Prezzo ebook: € 9,90 
Pagine: 464
Genere: Thriller, giallo

Charlotte, North Carolina, è stretta nella morsa del caldo. In quest’atmosfera soffocante, l’antropologa forense Temperance Brennan sta facendo i conti con i postumi di un pesante intervento chirurgico, sballottata tra continui attacchi di emicrania, sogni ossessivi, visioni. Quando riceve quelle foto sconvolgenti da un mittente sconosciuto, per un attimo crede di essere piombata in un’altra allucinazione, di essere dentro l’ennesimo scherzo giocato dal suo cervello sfinito: le immagini mostrano un uomo in una sacca mortuaria, uno scempio di carne e ossa, il volto deturpato, mani e piedi amputati. Tempe non sa a chi appartengano quei brandelli umani, né perché quegli scatti siano stati inviati proprio a lei. Ma qualche giorno dopo, il ritrovamento in aperta campagna di un cadavere martoriato apre la pista a una serie di indizi, da cui emergono dei collegamenti con vecchi casi di bambini scomparsi: un mosaico dell’orrore che Brennan deve e vuole ricomporre, nonostante sia costretta a muoversi ai margini della scena per espresso volere del suo nuovo capo. Determinata a risalire all’identità dell’uomo senza faccia, Temperance si avventura così in una solitaria, azzardata indagine. Fino a toccare con mano quanto pericolosamente possa assottigliarsi il confine che separa la vita reale dalla realtà tumultuosa degli incubi.





La vita di Temperance è cambiata repentinamente: il suo aneurisma è sotto controllo, sua madre sta affrontando la chemio mentre organizza il suo matrimonio e dopo la morte di Larabee al suo posto è subentrata Margot Heavner che sta facendo di tutto per estrometterla da qualsiasi indagine. Adoro moltissimo il personaggio della Brennan che ho conosciuto attraverso la serie tv Bones, ammetto però di non aver letto l'intera serie di libri. Nonostante abbia saltato un bel pò di casi è stato comunque facile tirare le fila degli eventi accaduti precedentemente e questo mi ha permesso di apprezzare la storia. La Brennan che ho ritrovato è una donna cambiata: dopo la perdita di Larabee e la diagnosi dell'aneurisma è più insicura e affannata, essere fuori da giochi e dalla indagini ufficiali ha peggiorato la sua situazione. Ma sappiamo benissimo che Tempe ha sempre un asso nella manica e niente potrà impedirle di fare ricerche e di investigare in solitaria. Ho trovato davvero entusiasmante il personaggio di Skinny che l'ha affiancata durante le indagini: polemico e schivo ma anche capace di seguire la nostra beniamina in una ricerca affannata della verità. Come ormai è noto il personaggio della Brennan è l'alter ego dell'autrice che in questo romanzo ha messo molto di sè stessa, come si può leggere nel capitolo conclusivo. In questo romanzo non è l'indagine il perno ma la Brennan: spogliata delle sue sicurezze, del suo laboratorio è alla disperata ricerca di risposte su chi è e su come potrà andare avanti d'ora in poi. Un romanzo introspettivo e di cuore rispetto al solito, l'indagine come al solito è caratterizzata di particolari che faranno piacere agli amanti del genere.

Serie di Temperance Brennan:

  1. Corpi freddi
  2. Cadaveri innocenti 
  3. Resti umani 
  4. Viaggio fatale 
  5. Il villaggio degli innocenti 
  6. Ceneri 
  7. Morte di lunedì 
  8. Ossario
  9. Carne e ossa 
  10. Skeleton 
  11. Le ossa del diavolo 
  12. Duecentosei ossa 
  13. Le ossa del ragno 
  14. La cacciatrice di ossa 
  15. La voce delle ossa
  16. Le ossa dei perduti 
  17. Le ossa non mentono 
  18. La verità delle ossa 
  19. Ossa - The Collection
  20. Ossa di ghiaccio 
  21. Predatori e prede 


Durata totale della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: tè alla menta
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni



"Un nuovo caso per la Brennan."


  Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
                                       

La Biblioteca dei bimbi: L'omino del blu



L'omino del blu
di Cristina Bellemo e Maria Moya


Editore: Zoolibri
Prezzo Cartaceo: € 15,00
Pagine: 32

L’omino del blu raggiunse il centro della piazza e si mise a proclamare: «Vengano, signore e signori, vengano. È arrivato l’OMINO DEL BLU. Vendo pezzi di cielo d’ogni genere e sfumatura, a buon prezzo, in liquidazione. Vengano, vengano, prego, signore e signori!».



L’omino del Blu è una favola moderna, che insegna a grandi e piccini ad amare la natura ed il suo splendore. Non c’è bisogno a volte, di andare lontano, basta alzare gli occhi al cielo e gioire delle piccole cose che la terra ci offre. L’autrice insegna ai bimbi (e probabilmente anche ai genitori), che a volte, basta davvero alzare lo sguardo dai nostri display e/o smartphone, per scoprire che c’è “la grande bellezza” intorno a noi. Imparare ancora ad osservare il cielo, a dare delle forme alle nuvole in esso contenute, per il bene nostro e dei nostri animi. In ciascuno di noi, dovrebbe vivere “un omino del Blu”, come quello di cui si narra nel libro e che giunge un giorno per caso nella città di Torone, dove uomini d’affari e donne in carriera, si erano persino scordate di scrutare il cielo che è sempre rimasto lì, sopra le loro teste, “incastrato tra un grattacielo e l’altro”. Un racconto delizioso, sull’amore per le cose semplici ed imperniato sull’invito ad apprezzare tutto quanto di più naturale possibile, la nostra realtà quotidiana ci conceda. Mamme, spegnete il vostro “display”, e godetevi la lettura di questo gioiellino con i vostri bimbi (perché no, in un bel prato, a “cielo aperto”).


Durata totale della lettura: 1 ora
Bevanda consigliata: Succo di frutta all'albicocca
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 4 anni (con l'aiuto della mamma lettrice)
Sito dell'autore: Cristina Bellemo; Maria Moya





      "Pezzi di cielo blu per la felicità di tutti."




                       Si ringrazia molto la casa editrice ZOO Libri per la copia in omaggio.                            

venerdì 31 luglio 2020

Recensione: Le parole che non posso dirti




Le parole che non posso dirti
di Tommy Wallach

Editore: Piemme
Prezzo cartaceo : € 16,50
Pagine: 272
Titolo Originale: Thanks for the trouble


Parker Santé non spiccica una parola da cinque anni, per l'esattezza da quando suo padre è morto. Così, mentre i suoi compagni di classe programmano il proprio futuro, lui bazzica le hall degli hotel osservando gli ospiti. Ed è proprio al Palace Hotel che Parker incontra una ragazza dai capelli color argento che si fa chiamare Zelda, che sostiene di essere un po' più vecchia di quanto sembri e che vuole uccidersi. In sua compagnia, Parker scoprirà che, per quanti guai la vita ti riservi, esistono sempre ottime ragioni per buttare i piedi giù dal letto ogni mattina.


Parker Santé incontra Zelda per caso, nel caffé del Palace Hotel dove lui si trova con l'intenzione di fare qualche furtarello tra i numeri turisti che si aggirano tra le hall dell'hotel. La sua attenzione viene attirata da questa giovane ragazza con i capelli color argento che nella borsetta tiene una mazzetta cicciotta di banconote e sembra non aver paura di spenderle liberamente. All'inizio la sua intenzione è quella di intascarsi il malloppo e correre via, ma l'espressione triste della ragazza lo colpisce e non riesce a rimanere indifferente, torna indietro e restituisce il maltolto, guadagnando un'amica e l'accordo più bizzarro della sua vita.
Zelda è il personaggio più insolito, mantiene un certo alone di mistero durante tutta la lettura, una donna di altri tempi, che ha viaggiato mezzo mondo e con una cultura enciclopedica, in sua presenza tutto acquista una luce speciale e anche la cosa più noiosa si trasforma in un momento indimenticabile e da una bella scossa alla vita di Parker che ha preso una piega particolarmente chiusa ed isolata, anche se lei della sua vita è stanca ed è pronta a lasciarsela alle spalle. Nonostante la particolarità del suo personaggio che vi assicuro trascina e affascina, il vero protagonista rimane Parker, lui è il narratore anche se le sue parole sono sempre e solo scritte, infatti ha smesso di parlare dopo la morte del padre. Seguendo il consiglio del suo terapista inizia a registrare tutte le sue giornate in diari che conserva in ordine cronologico, la sua voce attraverso le parole scritte è cinica e diretta e nasconde una dolcezza di cuore ed è molto semplice entrare in sintonia con lui. Grazie all'arrivo di Zelda lo vediamo piano piano uscire da quel guscio che si è costruito intorno, con il suo aiuto riesce a maturare e a crescere imparando a dare il giusto peso alle cose, soprattutto imparando ad apprezzare e a vivere a pieno ogni secondo del suo tempo e lo ricorda anche a noi che leggiamo.
Questo libro è stata una vera scoperta, l'autore attraverso la vita di due giovani ragazzi ci fa riflettere su aspetti della vita che alla fine non hanno età ed è riuscito a farlo con leggerezza rendendo questa storia una ventata di aria fresca che però non rimane effimera ma ci lascia degli spunti importanti che rimangono con noi anche a lettura ultimata. Una specie di favola moderna che stupisce e insegna come tutte le migliori favole sanno fare.


Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata:  Caffé con zucchero e panna
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Tommy Wallach





      "Nessuno vuole che le cose durino per sempre. Il più a lungo possibile, magari, quello si.



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Recensione: Il diavolo è nei dettagli



Il diavolo è nei dettagli
di Leïla Slimani

Editore: Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 8,00
Prezzo ebook: € 4,99
Pagine: 60

Sono i dettagli che cambiano il corso della Storia e del pensiero e Leïla Slimani ne coglie sei, sia dalla propria memoria privata sia da alcuni eventi collettivi che hanno segnato la società contemporanea degli ultimi anni. C’è il racconto dell’anziano Hamid, un uomo colto, considerato un saggio nei vicoli di Tangeri, travolto dall'irruenza del nipote Karim, che confusamente si scaglia contro gli sciiti in un dialogo improbabile e carico di amarezza. Ci sono i ricordi di Leïla bambina in Marocco, di come ha cominciato a coltivare la propria libertà scontrandosi con certe istituzioni dogmatiche. C’è la sua rabbia di parigina ferita dopo l’attentato a “Charlie Hebdo”. C’è, in ognuno di questi interventi, il richiamo all'impegno dell’intellettuale, all'urgenza di prendere posizione. Sei brevi capolavori dotati di un’inesauribile forza espressiva e caratterizzati da una prosa agile e rigorosa, sviluppati attorno a due temi di fondo: il pericolo dei fanatismi e le responsabilità della letteratura rispetto a quanto accade nel mondo, la sua capacità di modificare modi di vedere e pensare. Sei testi che dialogano tra di loro con naturalezza, trasportando il lettore tra il Marocco e la Francia e dando vita a riflessioni profonde.






Le parole di Leïla Slimani, seppur racchiuse in sei brevi capitoli – estratti di precedenti scritti, colpiscono il lettore e, per quello al primo incontro con la scrittrice nata a Rabbat (Marocco) e trasferitasi a Parigi per intraprendere la sua carriera da giornalista, lasciano ben intendere il suo sguardo tagliente verso l’attualità e tutto il suo impegno nella lotta al razzismo e al fanatismo noto invece, a chi la segue sin dalle prime pubblicazioni. Non a caso, nel 2017, il presidente Emmanuel Macron l’ha designata come sua rappresentante personale al Consiglio permanente dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia. È la società contemporanea francese e marocchina quella al centro del racconto che attinge all'attualità tanto quanto ai ricordi di bambina di Leïla. La lettura però, si snoda piana, senza incontrare parole difficili o richiami alla storia ardui da contestualizzare. Una scelta stilistica e tattica che permette di immergersi ancor di più in situazioni ben collocate nel tempo e nei luoghi, ma facilmente replicabili in un altrove molto vicino a chi legge, ritrovabili nella società e cultura globalizzata che contraddistingue l’era contemporanea. Verrà naturale, tra un capitolo e l’altro, prendersi una pausa e lasciar spazio a ciò che la Slimani vuole provocare nei suoi lettori: riflessioni, riflessioni sulla necessità di prendere posizioni, di far sentire la propria voce per far sì che la libertà di espressione e di essere non perda la sua caratteristica più preziosa: l’essere libera.


Durata totale della lettura: Un pomeriggio
Bevanda consigliata dall'autrice: Tè alla menta
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: Dai 20 anni






      "I dittatori lo sanno bene: istruendo gli uomini, corrono il rischio
di essere spodestati. E di vederli sfilare un giorno con la penna
in mano"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

giovedì 30 luglio 2020

Recensione: La ragazza senza nome


La ragazza senza nomeLa ragazza senza nome
di Elda Lanza


Editore: Salani
Prezzo Cartaceo: € 16,90 
Pagine: 224


Nella roggia di Sanpietro c’è un cadavere. Il corpo di una giovane donna è riverso nel canalone; nessuno sa chi sia, nessuno ne ha denunciato la scomparsa. 
L’ultima persona ad averla vista viva è Beatrice Longoni, che l’ha accolta in casa propria durante una notte buia e agitata. Ma Beatrice non fa in tempo a raccontare com’è andata, perché dopo che Max Gilardi ha deciso di assisterla, un’esplosione misteriosa la mette a tacere per sempre. 
E mentre la scia di sangue si allunga, inarrestabile, per Gilardi arriva il momento di scendere in campo e indagare su una catena di omicidi in cui niente è come sembra e il vero e il falso si intrecciano.



Quello di cui vi parlerò oggi, è un romanzo postumo. Elda Lanza ci ha lasciati da poco, e credo di poter dire, che per la letteratura italiana, ciò si possa irrimediabilmente definire alla pari di una grande perdita. Elda Lanza infatti, ha fatto in tempo a seguire questo romanzo e a rivederlo, con la sua solita cura dei particolari, prima di spegnersi nel novembre 2019. Un giallo scritto in modo davvero meritevole. Per giorni, la stampa e le televisioni si occupavano di quella ragazza senza nome trovata nella roggia di San¬pietro. Che da anni non era più una roggia, perché non ci passava un filo d’acqua. Era soltanto un fosso profondo pieno zeppo di rifiuti, non soltanto lattine e scatole e avanzi di cibo, ma anche catini vecchi, pen¬tole, sedie rotte. E una ragazza. L’aveva trovata un vecchio, la mattina presto. Era andato a rovistare se poteva trovare qualcosa di utile e spostando uno sgabello e un secchio aveva visto un braccio, poi la testa. Una scoperta macabra, che da inizio ad un giallo tipicamente italiano. Una ragazza, perché all’esame autoptico era stato accertato che avesse tra i quindici e i vent’anni e che fosse morta di una crisi cardiaca tra le due e le quat¬tro del mattino del ritrovamento. Il colpo d’arma da fuoco – seguivano modello e calibro della pistola e del proiettile – era stato sparato quando la ragazza era già morta. Non si era trovato il proiettile, ma si escludeva tassativamente che fosse quello rinvenuto da Di Do¬nato nella roggia, che apparteneva a una pistola più vecchia e di calibro inferiore. Gilardi viene chiamato ad indagare su questo misterioso omicidio. Egli aveva visto tanti morti nella sua carriera. Alcuni all’obitorio già ricomposti dall’anatomopatologo. Al¬tri sul posto dove erano stati uccisi o dove li aveva colti la morte per un improvviso malore. Nessuno aveva quell’atteggiamento e quell’espressione serena, quasi felice. Sembrava che dormisse. Ma questo l’avevano detto e scritto in tanti. Le avevano sparato al cuore. Perché? Non si erano accorti che era già morta? Eppure, l’anatomopatologo dottor Sanfelice aveva dichiarato senza incertezze che tra la morte naturale e il colpo di rivoltella erano pas¬sate almeno un paio d’ore: difficile immaginare che non avessero capito che era già morta. Perché rischia¬re? E dov’era finita la pallottola? E quell’altra, diversa e non compatibile, lasciata a venti metri di distanza, a che cosa era servita? Domande. Come ci ha insegnato Milan Kundera, la saggezza è avere per ogni cosa una domanda. Per un garbuglio di tante cose insieme non sarebbe bastata una domanda sola. Un mistero che coinvolgerà, trasportandovi nella bella Napoli. Un tragico destino che vi emozionerà fino in fondo. Vi do un suggerimento: prestate attenzione ad una tunica!


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Coca cola con ghiaccio
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Elda Lanza


      "C'era una volta, una ragazza senza nome..."



Si ringrazia molto la casa editrice per la copia in omaggio.
                            
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