venerdì 25 maggio 2018

Blogtour: La locanda dei ricordi d'estate


Per finire al meglio questa settimana ecco una tappa imperdibile dedicata ad un romanzo davvero bellissimo. Di seguito troverete il calendario, mi raccomando non perdete nessuna delle tappe.




La locanda dei ricordi d'estate
La locanda dei ricordi d'estate
di Marissa Stapley

Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo cartaceo : € 17,90
Prezzo ebook: € 9,99 

Pagine: 300
Genere: Romance


Ci sono luoghi che hanno il potere di curare ogni ferita. Per Mae, quel luogo si chiama Alexandria Bay, la cittadina a nord di New York dove è cresciuta insieme ai nonni, che da sessant'anni mandano avanti con passione Summers' Inn, la locanda sul fiume. Lì sono di casa le sue memorie più care: il primo amore, il calore della famiglia, i pochi ricordi della mamma - con quei suoi consigli su «cosa fare quando fuori piove», quasi perle di saggezza per affrontare le piccole delusioni della vita. Ed è proprio lì, quindi, che Mae si rifugia il giorno in cui scopre che il suo futuro marito è sparito nel nulla, lasciando in bancarotta lei e tutti gli amici che avevano investito nella loro società. Ma le cose non sono più come prima. O forse è Mae a vederle sotto una luce diversa, adulta. Alla locanda, la nonna sta perdendo la lucidità di un tempo; sembra vivere in un passato di cui ricorda nitidamente ogni dettaglio e dal quale emerge all'improvviso, senza filtri, una rivelazione sconvolgente. In città, intanto, un incontro fortuito con Gabe, il suo primo grande amore, costringe Mae ad affrontare una volta per tutte la verità sulla fine della loro storia. Davanti a lei ci sono i segreti di una vita intera: un labirinto oscuro che dovrà attraversare se vorrà ritrovare la felicità per sé e la sua famiglia. Perché, se è vero che la casa è dove ti porta il cuore, a volte quel cuore ha bisogno di amore, perdono e buona volontà per rimettere insieme tutti i pezzi perduti per strada

Lasciate che vi presenti Mae, la protagonista di questo romanzo.

Come sempre la sua infanzia, l'odore della locanda e le risate di due bambini tornano da Mae ogni notte, nei suoi sogni. E come ogni notte si sveglia con la sensazione che quel passato sia destinato a rimanere tale. I ricordi effimeri dei suoi genitori, soprattutto della sua mamma ormai stanno diventando sempre più impalpabili e difficili da afferrare. La vita di Mae si ritrova di nuovo sottosopra, la terra sotto i suoi piedi ha ceduto quando ha scoperto che Peter, il suo fidanzato non era la persona che credeva che fosse e tutta la loro storia e soprattutto il loro futuro insieme non sono stati altro che castelli in aria destinati a crollare. L'unico posto che può salvarla è la locanda dei suoi nonni, tornare a casa sembra l'unica cosa ragionevole da fare. Il lettore conosce Mae nel bel mezzo di una crisi esistenziale ed è innegabile come, sin dalle primissime battute, si crei un legame con lei. L'aver perso i suoi genitori in tenera età l'ha resa fragile come il ghiaccio che ricopre il fiume della sua infanzia, grazie all'amore dei suoi nonni ed al suo migliore amico Gabe però è riuscita a rimanere a galla diventando una ragazza determinata. Quando però tutto il suo mondo di certezze crolla ecco che le fragilità del passato e la sofferenza tornano a galla, come si come il dolore misto alla rabbia per la fuga di Gabe si fa sempre più lancinante. L'autrice ha creato una protagonista difficile da dimenticare, è facile immedesimarsi in lei ed esserle vicina per tutta la durata della narrazione. L'intero romanzo ruota attorno al tema dell'amore e dell'amicizia, di quei legami così forti che riescono a superare anche le prove più difficili. Mae è una ragazza che ha tanto sofferto e che ha perso le figure più importanti della sua vita, ma ha saputo andare avanti aiutata dai nonni e dall'amore di Gabe. Ho apprezzato moltissimo la crescita personale di Mae che pagina dopo pagina conquista consapevolezza di sé stessa e degli altri, e capisce che ci sono scelte che non possono non essere fatte, anche se questo significa far soffrire qualcuno che amiamo. Una protagonista davvero interessante e tutta da scoprire, sono sicura che piacerà anche a voi.









giovedì 24 maggio 2018

Recensione: L'uomo che dorme


L'uomo che dorme
di Nicholas Eames



Editore:  Rizzoli
Prezzo cartaceo: 17,00 € 
Prezzo ebook: 9,99 €
Pagine: 280
Genere: narrativa, noir


Da un po’ di tempo, Antonio Costanza ha preso la vita contromano: non per scelta e nemmeno per ostinazione. A quarant’anni, è vittima di un’indolenza che niente riesce a scalfire, neppure i brutali omicidi di due prostitute. Non sarebbe troppo grave se Antonio fosse solo Antonio. Invece è anche il dottor Costanza, psichiatra e consulente del Tribunale per i crimini violenti. Uno che se la vede con disadattati cronici, finti pazzi e bastardi veri. Così, quando l’ombra di un serial killer si allunga su Salerno, città sospesa tra vecchi sapori di provincia e vanità da metropoli sul mare, Antonio fa l’impossibile per non essere coinvolto. Vagamente sociopatico e teneramente narcisista, se ne resta ripiegato in un guscio di piccole fobie, appresso alle scelte dell’ex compagna e a un rapporto complicato con il figlio. La sveglia però sta suonando, tanto più che di mezzo ci si mette una giornalista dal sorriso favoloso. Il sonno della svogliatezza è finito e al dottor Costanza toccherà sondare la mente omicida di uomini che odiano le donne, trascinato in un caso in cui la Legge sembra incapace di fare giustizia. Corrado De Rosa attinge alla sua esperienza di psichiatra, perito in vicende giudiziarie eccellenti, per costruire una commedia nera dal tono amaro e scanzonato. La dedica a una generazione a tratti infantile, maldestra in amore, che è cresciuta con i Lego rimanendo incastrata tra i mattoncini colorati delle possibilità e le macerie del disincanto.




Confesso: ci ho messo un'eternità a leggere questo libro. Cioè, non che 12 giorni siano davvero tanti se si lavora a tempo strapieno e alla sera, rientrati a casa, c'è solo la forza di svenire sul letto implorando Morfeo di non accogliermi tra le sue braccia finché non mi sono tolta almeno le scarpe. Ma per i miei soliti standard sì, dodici giorni sono l'equivalente di un'era geologica.
Confesso: non è stata solo colpa del poco tempo a disposizione. Ho avuto difficoltà ad entrare in sintonia con questo romanzo. Non che sia brutto (anzi!) o che l'autore non sia bravo. Lo stile narrativo ricorda un po' Montalbàn, e forse ha anche qualcosa di Pennac: due scrittori dall'indubbio talento, ma con cui personalmente non è mai amore a primo capitolo (ci metto un po' a prendere il ritmo con loro). E, così come mi capita ogni volta che leggo qualcosa di questi due autori, anche con questo romanzo ci ho messo un po' ad ingranare con la lettura, riuscendo a carburare davvero solo dopo aver superato un terzo del romanzo.
C'è da dire che questo giallo (o forse noir, o forse ancora qualcos'altro) si discosta dagli altri romanzi del genere, sia per toni che per complessità. Sono tre gli elementi di cui dobbiamo tenere conto quando lo andiamo a leggere: il romanzo poliziesco, l'impronta fortemente psicologica e l'analisi sociologica.
Il primo è costituito dal "caso": due donne sono state brutalmente uccise, e serpeggia nell'aria la sensazione che qui non si sia davanti ad uno di quei soliti delitti estivi, ma che si tratti di omicidi seriali. Un po' fa tenerezza l'ispettore Cantillo, incaricato di seguire le indagini di un caso che sembra fatto apposta per finire sui giornali e fargli perdere il sonno per la sua complessità.
Il secondo elemento è, per certi versi, indissolubilmente legato al primo - e al contempo ne è indipendente: Antonio Costanza, il protagonista di questo romanzo, altro non è che uno psichiatra ed è chiamato a effettuare delle perizie proprio in merito a questo caso. La psicologia, quindi, non si concretizza in una fine caratterizzazione dei personaggi, quanto piuttosto nella descrizione di stati di disagio psicologico - ansia, depressione, narcisismo & company - che caratterizzano sia i personaggi di questo romanzo che, in fondo, un po' tutti noi. E pure l'autore è uno psichiatra di professione, e viene da chiedersi quante ne avrà viste, in tanti anni di professione.
Terza, l'analisi sociologica: in realtà qui dovrei parlare di atmosfera, o forse "mood", che permea il romanzo. Eppure, leggendo questo romanzo continuava ad emergere nella mia mente, tipo reperto archeologico, il ricordo dei tempi dell'università della "società liquida" di Zygmunt Bauman ed il concetto che l'incertezza è l'unica certezza.
Quindi, ecco: avrete capito che questo romanzo non è certo scontato, che si presta a diversi piani di lettura e che non è una di quelle letture a cui ci si può approcciare dopo aver mandato in vacanza tutti i neuroni. Non se lo si vuole apprezzare davvero, almeno.






Durata totale della lettura: Dodici giorni
Bevanda consigliata:  Infuso ortica e betulla
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Corrado De Rosa













"Una diagnosi non si nega a nessuno."



                                            

Recensione: Lost. Mi sono persa il fidanzato


Lost. Mi sono persa il fidanzato
di Carina Rissi

Editore: Rizzoli Libri
Prezzo Cartaceo: € 19,00
Pagine: 434
Titolo originale: Perdida


Tu cosa faresti, se una sera, in un bar, perdessi il tuo prezioso e insostituibile amico: il cellulare? La prima cosa che fa Sofia – 24 anni, brasiliana, con una vita mediamente monotona fatta di un lavoro che non le piace, un capo che non le piace e un’amica fidanzata con un ragazzo che non le piace – è uscire di casa a razzo, il mattino dopo, in minigonna e All Star, per andare a comprare un cellulare nuovo. Ma la città è deserta, e vuoto è anche il negozio dove mette piede; qui, una commessa le affida uno strano telefono. A Sofia basterà accenderlo e d’un tratto la sua vita conoscerà un memorabile contraccolpo: accecata da una forte luce bianca, quando riapre gli occhi si ritrova in un mondo completamente sconosciuto. Intorno a lei sono spariti i palazzi, le strade, le piazze della sua città. È ancora confusa, quando in lontananza vede avvicinarsi un giovane in abiti d’epoca e in sella a un cavallo... Un bel problema. Tanto più che, di lì a poco, Sofia scoprirà di essere stata catapultata indietro nel tempo, nel lontano 1830. 



Amo i libri con i viaggi nel tempo e se poi si viaggia nel passato mi invitate a nozze perché è l'atmosfera perfetta per i miei libri preferiti. A viaggiare con noi è Sofia, una ragazza decisamente moderna che si ritrova catapultata nel 1830 quando va a comprarsi un cellulare nuovo. Sofia ci mette un pochino a credere dove si trova, tutto quello che c'era intorno è sparito per dare spazio ad un'epoca del passato con gentiluomini a cavallo come Ian, che è la prima persona che conosce in questa realtà diversa, e senza nessuna comodità del ventunesimo secolo. I dialoghi sono divertenti, sono tanti i momenti in cui la lettura ci fa sorridere e vedere la protagonista abituarsi ad un mondo così diverso intenerisce, sicuramente ci fa riflettere, nel corso della storia tante cose sono cambiate ma spesso in un'era moderna come la nostra essendo troppo distratti ci dimentichiamo delle cose più semplici che la nostra Sofia sta imparando di nuovo ad apprezzare, proprio lei che tra il computer e cellulare non aveva mai immaginato la sua vita senza connessione. Tanti i richiami che mi hanno fatto ricordare Jane Austen che non a caso è anche l'autrice preferita della protagonista e quindi inevitabile la parte rosa di questa storia, dolce e che fa sognare, Ian è perfetto in tutto e sfido chiunque a non innamorarsene all'istante. Questo è il primo di una serie di quattro volumi e di sicuro mi piacerebbe molto leggere gli altri visto che questo inizio è stato decisamente piacevole, spero che continuando la storia non perda freschezza e brio che di sicuro mi hanno colpito in particolar modo e che differenziano questa lettura da altre simili. Da leggere per viaggiare e lasciarci cullare dalla dolcezza dell'amore, quello senza tempo.


Durata totale della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: Aranciata rossa
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autrice: Carina Rissi






      "Una storia perfetta per chi abbia voglia di perdersi in un sogno romantico tra crinoline e spassosi equivoci."

Review Party: Mamme coraggiose per figli ribelli


Ben arrivati cari lettori e buon Giovedi! Oggi ho il piacere di partecipare ad un bellissimo evento dedicato ad un libro che ho davvero amato molto e che spero piacerà anche a voi! Non dimenticatevi però di leggere anche le recensioni delle mie colleghe !








Mamme coraggiose per figli ribelli
di Giada Sundas

Editore: Garzanti
Prezzo cartaceo: € 17,60
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 208
Genere: Narrativa Moderna


È dai due anni in poi che inizia la vera ribellione dei figli, una tacita dichiarazione di guerra alle madri e alla loro pazienza infinita. Giada è mamma di Mya, una vivace bambina di tre anni. Da quando l’ha abbracciata per la prima volta, la sua vita si è trasformata in un’altalena di momenti indimenticabili e crisi impreviste che nemmeno il più illustre manuale del genitore provetto insegna ad arginare. E se superato il primo anno di pappe, strilli indecifrabili e rigurgiti imprevisti si crede che il peggio sia passato, ci si sbaglia di grosso. Nessuno lo sa meglio di Giada. Ora che sua figlia cresce un poco ogni giorno, le sfide quotidiane si moltiplicano. Perché è dai due anni in poi che inizia la vera ribellione dei figli, una tacita dichiarazione di guerra alle madri e alla loro pazienza infinita. Ninna nanne e pannolini sono niente in confronto alle storie della buonanotte che sembrano non finire mai, ai “perché” che entrano in testa come tormentoni estivi o ai “no” che diventano mantra e unica risposta a tutte le domande. Per non parlare poi delle gite in piscina, vere e proprie discese agli inferi, dove bisogna inseguire i figli con la crema solare o improvvisarsi bagnini per impedire loro di bere tutta l’acqua delle vasche. Giada si è presto resta conto che in questi casi non c’è da allarmarsi se non si ha la soluzione giusta a portata di mano. Perché quando si tratta di fare la madre non esistono rigide istruzioni o consigli insindacabili. Ci vuole solo coraggio a volontà. Il coraggio di accettare che ci sono giornate in cui tutto fila liscio come l’olio e giornate in cui non si vede l’ora di spegnere la luce per non sentire più strilli insopportabili. Di affrontare ogni cosa un passo alla volta, seguendo il proprio istinto di madre e anche sbagliando. Perché l’imperfezione è l’unica regola universalmente valida. Proprio quell’imperfezione che scalda il cuore quando un figlio si avvicina e si lascia sfuggire un “ti voglio bene anch’io” e fa sorridere di fronte alle sue ribellioni quotidiane, dalla maglietta indossata volutamente al contrario alla modalità muso lungo per sempre ai capricci dal tempismo perfetto passando per il gelato spalmato sulla maglietta, il mal di pancia da indigestione di caramelle e quella favola preferita ormai raccontata migliaia di volte. È l’insieme di tutti questi istanti imperfetti ed esilaranti a rendere le mamme sempre più coraggiose e i figli meravigliosamente ribelli.










Giada Sundas con il suo primo libro ci ha regalato il racconto della sua gravidanza e della nascita della sua splendida bambina Mya: con ironia ed autocritica ha toccato molti punti importanti per una donna, il corpo che cambia, l'insofferenza e soprattutto la paura del dopo. Quando ho avuto il piacere di leggere il suo primo libro mio figlio aveva poco più di un anno ed è stata un'esperienza bellissima: ricordo di aver riso un sacco e di essermi ritrovata nelle sue parole, le mie paure e le mie ansie anche quelle che solitamente tra mamme ci si nasconde per paura di essere giudicate erano lì, nero su bianco ed io non ero più l'unica. Adesso con questo secondo romanzo Giada ci racconta cosa vuol dire fronteggiare quel piccolo mostro fatto di No e capricci che fino a poco tempo fa era una bambina dolce ed innocente. Inutile dire che ho letteralmente divorato il suo romanzo, ricordo che ero sul divano e mio figlio stava giocando a distruggere la pista del treno che mi aveva appena fatto costruire pestando sui binari con un ippopotamo. Erano quasi le sette e mezza di sera quindi l'ora di cena, ho alzato lo sguardo e ho detto "Dani andiamo a fare la pappa?" ho ricevuto un secco "No!" senza diritto di replica. I terribili due anni sembrano quasi un mostro mitologico, tramandato di generazione in generazione quasi a voler preparare le mamme al peggio...esagerazione? Direi di no. Come sempre con grande ironia e capacità di autoanalisi Giada si mette a nudo, ci spiega i suoi (ma anche i nostri) fallimenti, le due debolezze ma soprattutto il suo grandissimo amore per la sua piccola Mya. Penso che i suoi romanzi siano fonte di ispirazione per tutte le mamme che spesso si sentono incomprese o peggio, pensano di essere sbagliate a perdere la pazienza ogni due per tre, assolutamente cattive a pensare che vorrebbero solo tornare a dormire una notte intera, sono certa che molte di loro troverebbero il conforto necessario nelle sue parole e nelle sue esperienze. A differenza di altri romanzi l'autrice non giudica anzi, ci da accesso ai suoi limiti e li condivide per permettere a tutte le mamme di sentirsi meno sole. Un secondo romanzo che conquista, un ottimo regalo per le amiche e per noi stesse.



Durata totale della lettura: un giorno e mezzo
Bevanda consigliata: Tè alla menta
Formato consigliato: cartaceo

Età di lettura consigliata: da 16 anni







"Siete pronti a scoprire cosa si nasconde nei Terrible Two?"

                      
   

                                        

mercoledì 23 maggio 2018

Recensione: Uomini che restano

Uomini che restano
di Sara Ratttaro

Editore: Sperling&Kupfer
Prezzo cartaceo: € 16,90
Prezzo Ebook: € 9,99
Pagine: 250
Genere: Narrativa Moderna
«Sara Rattaro conosce le donne e sa dipingerle con mano sapiente.» - TTL - La Stampa
«La vita è ricca di cose improvvise. Rivelazioni, confidenze, scoperte. La vita è il tuo personale modo di stare in viaggio mentre gli altri decidono per te.»
All’inizio non si accorgono nemmeno l’una dell’altra, ognuna rapita dal panorama di Genova, ognuna intenta a scrivere sul cielo limpido pensieri che dentro fanno troppo male. Fosca e Valeria si incontrano per caso nella loro città, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro lunga storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un’amicizia vera, di quelle che ti fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. Ti libera da chi sa soltanto fuggire, per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco: affetti tenaci, nuovi amici e amici di sempre, amori che non fanno promesse a metà. Sara Rattaro racconta le nostre emozioni come se sapesse leggerci dentro. Sono nostre le paure e le speranze, le illusioni e gli smarrimenti di fronte alle mille variabili dell’amore, alle traiettorie imprevedibili dell’esistenza. Sono eroi normali quelli che vincono in questa storia, donne e uomini che hanno il coraggio di lottare nei momenti più duri, di accettarsi senza indossare maschere, di tenere aperta la porta del cuore per esporsi al destino e ricominciare.












La vita di Fosca sembra prevedibile ed assolutamente appagante, sposata con un uomo che conosce sin dall'università, un lavoro che la soddisfa ed una schiera di amici sinceri con i quali ha deciso di sorprendere il marito con una festa per il suo compleanno. Da fuori sembra una giornata perfetta per una coppia perfetta, quello che però Fosca non sa è che Lorenzo ha una sorpresa ben più grande per lei: ha deciso di andarsene, non può più sopportare il peso di questo segreto. A Genova vivono Valeria e Sergio ed anche loro se li osservassimo da fuori sembrerebbero una coppia normale, peccato che anche lui nasconda qualcosa.
Fosca e Valeria si ritrovano sullo stesso tetto e nei loro occhi l'una coglie la disperazione dell'altra, la vita in frantumi, le certezze di sempre buttate al vento e la domanda che cosa farò adesso? cosa ne sarà di me? Due donne spezzate, tradite e messe alla prova da quegli uomini che avrebbero dovuto condividere con loro il percorso della vita e che invece hanno scelto di scappare vuoi per codardia o per necessità. Impossibile non rimanere incastrati, avvinghiati ed intrappolati in un romanzo di Sara Rattaro, solo lei riesce a cattura l'attenzione con poche righe, solo lei riesce a farmi rimanere incollata alle sue pagine per ore ed ore. I suoi romanzi sono carichi di riflessioni, ma soprattutto i suoi personaggi primari e secondari non sono messi lì per caso: ognuno ha una propria funzione, anche chi ferisce alla fine verrà rivalutato. Valeria e Fosca sono l'una lo specchio dell'altra: le loro storie si mescolano, le loro sofferenze diventano una sola così come la loro risalita, perchè sì sa che c'è sempre qualcuno che soffre di più e quindi bisogna rialzarsi, bisogna smetterla di autocommiserarsi. Le protagoniste dei romanzi di Sara sono sempre donne come noi, con pensieri ed affani, con i cuori gonfi di amore o a pezzi, sono piccoli particolari che l'autrice utilizza per caratterizarle che fa sì che sia immediato il riconoscimento della lettrice nelle loro storie e nasca quindi un feeling immediato. Ma questa volta non sono solo loro ad essere protagoniste, ci sono anche le due controparti e cioè chi le ha ferite: da una parte c'è Sergio che ha scelto la via più facile per scappare lasciando Valeria nel momento peggiore, dall'altra parte c'è Lorenzo un uomo fragile e spezzato anche lui che ha cercato per troppo tempo di essere la persona che tutti volevano che fosse. Le loro vite si intrecciano regalando al lettore una storia indimenticabile, che scava nel profondo dell'anima sino a mettere radici profonde.




Durata totale della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: Tè nero alla rosa
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni






"Lasciate che queste due donne parlino al vostro cuore. "


   

                                        

Recensione: L'ultimo pellegrino


L'ultimo pellegrino
di Gard Sveen



Editore:  Marsilio
Prezzo cartaceo: 19,50 € 
Prezzo ebook: 9,99€
Pagine: 573
Genere: giallo, storico



Carl Oscar Krogh, ottantacinque anni e un passato in prima linea nella resistenza norvegese, viene trovato morto nella sua sontuosa villa sulle colline a nord di Oslo in un radioso mattino di giugno. È stato ripetutamente accoltellato, colpito con una tale brutalità da essere quasi irriconoscibile. Solo tre settimane prima, nei boschi del Nordmarka, non lontano dalla capitale, erano stati rinvenuti i resti di tre persone uccise negli anni della Seconda guerra mondiale. L’ispettore Tommy Bergmann, il cui carattere solitario e scostante nasconde un passato con cui non ha ancora fatto i conti e una storia d’amore rovinata dalla violenza, è convinto che tra i due casi ci sia un nesso. Le sue ricerche fra eccentrici professori di storia, testimoni logorati dalla vita e archivi dimenticati fanno emergere lo stretto legame che univa Krogh a un leggendario combattente, morto in circostanze misteriose a guerra ormai conclusa, e finiscono per focalizzarsi sulla seducente figura di Agnes Gerner, una donna bella e coraggiosa, spia audace al servizio degli inglesi nella Norvegia occupata dai nazisti. Catapultato negli anni bui del conflitto, Bergmann si ritrova in un intricato labirinto di miti e menzogne dove tutto sembra essere in vendita; un mondo ambiguo in cui, accanto a chi dice che il più grande onore è riuscire a sopravvivere, c’è anche chi è disposto a tutto per amore.




L'ultimo pellegrino è un romanzo che non ti aspetti. Non vi sto mentendo se vi dico che è tra i migliori gialli letti in questo 2018. A lettura ultimata, mi sono resa conto di quanto questo libro mi fosse entrato nell'anima, tanto che ora che ve lo devo recensire quasi mi mancano le parole per descrivere la bellezza, e ho paura di non riuscire a trasmettervi tutto quello che vorrei.
Inizio col dirvi che con questo libro non è stato amore a prima vista. Fin dalle prime pagine la narrazione avviene su due piani temporali: il primo inizia nel 1945, quando la Seconda Guerra Mondiale si è appena conclusa anche lassù in terra scandinava. La guerra ha lasciato sul campo tante vittime, ma ci sono anche molti misteri che non trovano una soluzione. Ma alcuni punti sono rimasti in sospeso, ed i fatti della guerra continuano, in un modo misterioso a mietere vittime.
Questi primi capitoli appaiono forse un po' confusi, e io ne ho capito davvero il senso solo dopo un po' che mi sono inoltrata nella lettura - quindi non scoraggiatevi se inizialmente vi sembrerà di non capirci una cippa. Tutto ha un senso, e queste prime pagine di fatto aiutano a sollevare una domanda che poi sarà uno dei temi chiave del libro: durante un conflitto, quand'è che si è di fronte ad un omicidio e quando, invece, l'uccisione di una persona - sia essa un combattente o un civile - è semplicemente uno dei modi in cui la guerra si declina?
La seconda linea temporale si svolge nel 2003. Nel Nordmarka, una foresta vicino a Oslo, vengono trovati tre scheletri. Tocca all'ispettore Tommy Bermann cercare di scoprire qualcosa su di loro, ma le indagini sembrano fin da subito alquanto difficili. Queste tre persone sembrano essere state uccise con un colpo di pistola in una sorta di esecuzione, e sembrano essere lì da tempo, forse dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. E uno di questi scheletri è più piccolo degli altri, e sembra appartenere ad una bambina. Bermann scopre che durante il conflitto erano sparite tre donne nello stesso giorno: Agnes Gerner, fidanzata di Gustav Lande, un industriale norvegese vedovo e che collaborava con i tedeschi, la figlia di Lande e una domestica che lavorava per Lande.
E qui arriva il colpo di genio dell'autore: nuovo salto temporale, siamo nel 1939 in Inghilterra. E lì c'è Agnes, una delle tre vittime del Nordmarka. Non è più uno scheletro semi-anonimo, ma un personaggio dotato di una personalità, pensieri, sentimenti. Improvvisamente conosciamo la sua storia personale, che non è quello che ci stavamo immaginando. Lei non è la fidanzata di un facoltoso norvegese che collabora con i tedeschi. No, lei è stata arruolata nei Servizi Segreti Britannici e sta per tornare in Norvegia dove, sfruttando la posizione filo-nazista della sua famiglia, cercherà di diventare l'amante di qualche norvegese che collabora con i tedeschi, e raccoglierà e passerà informazioni alla Resistenza Norvegese e all'esercito inglese. Ed ecco che quindi tutto ciò che ci eravamo immaginati fino a quel momento cambia. Come mai Agnes è stata uccisa? I tedeschi l'hanno scoperta? Ma allora perché hanno ucciso anche la figlia del suo fidanzato? O l'ha uccisa la Resistenza? Magari non sa sapevano del suo ruolo e la credevano una collaborazionista? Oppure lo sapevano e l'hanno uccisa lo stesso - e allora perché lo hanno fatto? L'Ispettore Bermann scoprirà mai questo particolare, che mette tutto ciò che abbiamo pensato fino a quel momento sotto una nuova luce?
Nel frattempo, nel 2003, un ex ministro norvegese - nonché uno dei capi della Resistenza norvegese ai tempi della Guerra, viene trovato morto. Ucciso con un coltello della gioventù hitleriana, pochi giorni dopo che quei tre scheletri sono riemersi nel Nordmarka. Può essere davvero una coincidenza? Oppure i due casi sono legati da un indissolubile filo che unisce passato e presente?
Ho amato questo libro - nonostante, lo confesso, l'ispettore Bermann debba ancora entrare completamente nelle mie grazie.
L'ho amato perché non è una lettura come tante altre. L'ho amato perché mi ha fatto camminare nelle strade di Oslo durante l'Occupazione, conoscere la Resistenza norvegese, provare anch'io lo stesso terrore di Agnes dell'essere scoperti. Gard Sveen, infatti, ci regala una finestra rara sulla vita quotidiana della Norvegia occupata dai nazisti, un'occasione unica per poter conoscere cosa è avvenuto in un Paese come la Norvegia che tanto spesso ignoriamo quando parliamo della Seconda Guerra Mondiale.
L'ho amato perché mi ha fatto riflettere su cosa sia davvero un crimine e su quanto la presenza o meno di un conflitto faccia cambiare a tutti la prospettiva sulla morte di una persona - soldato, civile, donna, bambino che sia.
L'ho amato davvero tanto, e spero davvero che anche voi vogliate dare a questo libro un'opportunità. Non ve ne pentirete.






Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata:  Infuso al rosmarino
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Gard Sveen










"May God have mercy of your soul."



                                            

martedì 22 maggio 2018

Recensione: La primula rossa

la primula rossa
La primula rossa
di Emma Orczy

Editore: Fazi
Prezzo cartaceo: € 13,00
Prezzo Ebook: € 6,99
Pagine: 308
Genere: Romanzo storico

Parigi, anno di grazia 1792. Il Regime del Terrore semina il caos. I “maledetti aristos”, sventurati discendenti delle famiglie aristocratiche francesi, vengono mandati a morte dall’implacabile tribunale del popolo: ogni giorno le teste di uomini, donne e bambini cadono sotto la lama della ghigliottina. Ma in loro aiuto interviene un personaggio inafferrabile e misterioso, il quale, attraverso rocambolesche e ingegnose fughe, riesce a portare oltremanica i perseguitati del regime, nella libera Inghilterra. Dietro di sé non lascia tracce, se non il proprio marchio: un piccolo fiore scarlatto, che gli varrà il soprannome di Primula Rossa. Ma quale identità si cela dietro questo pseudonimo? Chi è l’audace salvatore, disposto a rischiare la propria vita in nome della nobile causa? L’incognita ossessiona l’astuto e crudele funzionario del governo francese Chauvelin e affascina l’alta società inglese: ma la soluzione del mistero si rivelerà tanto insospettabile quanto geniale.
La Primula Rossa, primo di un ciclo di romanzi scritto da Emma Orczy, è stato pubblicato nel 1905. Come scrive oggi Hilary Mantel, «la sua vera forza scaturisce dalla vivida qualità cinematografica della scrittura»: le immagini perfettamente inquadrate, l’emotività travolgente dei personaggi e l’equilibrio efficace tra narrazione e dialoghi hanno infatti conquistato generazioni di lettori e ispirato innumerevoli adattamenti per cinema, televisione e teatro. Ibrido tra spy story, romance e romanzo d’avventura, il ciclo della Primula Rossa viene qui presentato in una nuova traduzione.


«La sua vera forza scaturisce dalla vivida qualità cinematografica della scrittura».
Hilary Mantel










La lama della ghigliottina riluce di un colore scarlatto, il sangue dell'aristocrazia non è poi differente da quello del popolo che ora, libero finalmente dalle catene sazia la fame di vendetta attraverso il crudele taglio della testa. Alcuni nobili tentano la fuga: si mascherano, trovano rifugio nei carri che escono dalle porte di Parigi ma puntualmente vengono smascherati e messi a morte. Non tutti 'però finiscono sul patibolo, alcuni fortunati riescono a scappare ad a raggiungere l'Inghilterra grazie al famigerato "Primula rossa". Ma chi è costui? Come fa a far sparire chi protegge? Pubblicato per la prima volta nel 1905, la Primula rossa consacrò la sua autrice all'immortalità per aver donato ai lettori una spy story immortale, capace di catturare l'attenzione ed i consensi oggi come allora. In un susseguirsi di emozioni l'autrice intreccia alla perfezione un pizzico di romanzo storico con un po' di mistero il tutto condito con una buona dose di spionaggio alla 007. Per il lettore è facile entrare in sintonia con il suo stile narrativo: nonostante ci troviamo di fronte ad un romanzo che ha più di cento anni la Orzcy catalizza l'attenzione sull'intreccio senza appesantirlo con inutili orpelli e giri di parole. Ma chi si nasconde dietro il nome de La Primula Rossa? Ma soprattutto come fa a far sparire intere famiglie di aristocratici? Primo di una serie di dodici romanzi lascia il lettore con una buona di curiosità, il personaggio de La Primula Rossa poi riesce a catalizzare i favori di chiunque, nonostante l'autrice non gli regali la figura del personaggio principale: attorno a lui vorticheranno figure interessanti e di rilievo.



Durata totale della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: Tè nero alla rosa
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni






"Chi è la Primula Rossa?"


   

                                        
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...