lunedì 6 luglio 2020

Recensione: Quello che ancora non sai di me


Quello che ancora non sai di me
di Virginia Bramati


Editore: Giunti Editore
Prezzo Cartaceo: € 14,90 
Pagine: 300


Caterina è cresciuta in Calabria, circondata dal calore di una grande famiglia, è diventata insegnante di Latino e Greco e sta per sposarsi con Francesco: ha davvero tutto per essere felice. Ma allora perché, al momento di aggiornare la sua posizione nelle graduatorie ministeriali, invece di Cosenza le sue dita indicano come destinazione Brescia? E come spiegare ai genitori e a Francesco questi 1000 chilometri che per un intero anno scolastico li separeranno? Luca è avvocato, ma la missione che si è scelto è un’altra. In una grande villa donata da un benefattore a Sirmione, sul lago di Garda, ha dato vita non a un redditizio bed and breakfast di lusso bensì a una casa-famiglia per adolescenti allontanati dalle famiglie: sono ragazzi cui la vita ha tolto quasi tutto, e Luca – insieme alla pirotecnica Piera Mandelli, assistente sociale del Tribunale – vuole aiutarli a trovare il loro posto nel mondo. E poi c’è Carla, che da dietro la vetrina del suo negozio osserva tutti senza giudicare, che con un tocco di colore restituisce il sorriso alle sue clienti, che appoggia il phon su una pila di libri e ama il suo mestiere proprio perché – come la lettura – le offre la possibilità di ascoltare ogni giorno nuove storie: Carla, la parrucchiera di Sirmione. Sarà proprio lei ad aiutare Caterina, Luca e i ragazzi della casa-famiglia a scoprire ciò che ancora non sanno di sé…



Questo libro esprime al massimo un concetto fondamentale, quello secondo cui, molto spesso nella vita si finisca con l’incappare in moltissime difficoltà, ma la resilienza e la voglia di ricominciare per ognuno di noi, è ciò che ci permette di aprire nuove porte. Lo sa bene, la protagonista di questo romanzo, una donna semplice e dotata di molta fantasia. Una ragazza che si trova davanti ad una scelta fondamentale: iniziare una nuova esperienza di lavoro, che la porterà in una realtà completamente diversa, aprire dunque la porta sull’ignoto, oppure restare nella sua famiglia allargata, in un paesino seppur soffocante, ma rassicurante. Caterina e la cattedra al Nord, come punto iniziale di un cammino che cambierà la sua intera esistenza. Una storia d’amore che nasce in sordina, e che esplode in un’appassionante avventura, che attraversa tutta la bella Italia, trasportando il lettore in un sentimento ove la chimica, sembra ombra di dubbio, la fa da padrone. La storia d’amore tra l’insegnante calabrese e l’affascinante Luca (uomo a tratti, d’altri tempi), mi ha permesso di trascorrere delle spensierate serate d’estate, e mi auguro che possa fare lo stesso con coloro, che tra di voi, si appresteranno a leggere questo romanzo. Dieci mesi intensi che hanno cambiato la vita della protagonista, e che vi faranno venir voglia di compiere un viaggio in Calabria, ad agosto, quando si raccolgono i pomodori e le famiglie si riuniscono per preparare la salsa. Ancora una volta la Bramati, ha saputo raccontare con semplicità, ed allo stesso tempo, rapire il lettore.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Granita alla menta
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Virginia Bramati




      "A volte basta un nuovo taglio di capelli, 
per sentirsi pronti ad una nuova vita"


                Si ringrazia molto la casa editrice Giunti per la copia omaggio.                            

venerdì 3 luglio 2020

Recensione: L'appuntamento degli insonni

L'appuntamento degli insonni
di Gabrielle Levy

Editore: Salani
Prezzo Cartaceo: € 8,99
Pagine: 224
Titolo originale: The Insomniac Society



Sono cinque e non potrebbero essere più diversi. Claire, Lena, Michèle, Hervé e Jacques  hanno una sola cosa in comune: l’insonnia. Seppure da strade parallele, tutti loro sono arrivati al limite e, nella speranza di liberarsi da questo male che li emargina ogni giorno di più, decidono di partecipare a degli incontri di gruppo. Rallentati, nervosi, gli appuntamenti sembrano non avere né capo né coda, ma nel corso delle settimane i racconti iniziano a fluire, i legami si allacciano e le notti diventano teatro di situazioni improbabili… Riusciranno, insieme, a reinventare le loro vite?
Ispirato alla sua esperienza, il romanzo d’esordio di Gabrielle Levy è una commedia delicata e avvincente, un antidoto alla paura di restare soli che trasmette forza e speranza. 


Il romanzo inizia con Hélène una esperta del sonno che inizia la riunione con un gruppo di gente che a primo acchito può  sembrare strampalata, 
Lena una studentessa che non si è ancora ripresa dal padre che ha abbandonato la famiglia per un'altra donna, la sua rabbia la sveglia e la tiene sveglia tanto da preferire andare a lavorare piuttosto che provare a riaddormentarsi. 
Hervé, un contabile che inizialmente lavorava in una compagnia che gli concedeva un sonnellino pomeridiano, essendo a conoscenza del problema, una volta sballati i suoi ritmi del "sonno", i risultati sul lavoro iniziano a scarseggiare. 
Jacques, uno psicologo che si imbottisce di sonniferi e che sta sveglio ogni notte aspettando la misteriosa chiamata di una certa Marie. 
Michélè, la mia storia preferita, una signora di una certa età che ha perso tre figli prima della nascita . Siccome non riesce a dormire, la notte lascia il marito nel letto e sgattaiola in chiesa dove parla coi figli. 
Claire la nostra iniziale protagonista, sposata con Paul che ha un bimbo, è ormai completamente distaccata dalla realtà a causa della mancanza di sonno, non è affidabile, Paul ormai non la sopporta più in nulla, quell'amore iniziale sembra completamente svanito. 
Da insonne capisco perfettamente come si sente una delle protagoniste, anzi è lei a capire me, quella mancanza totale di sonno, quei continui microsuoni che durante la notte ti fanno credere di essere in procinto di attacco di ladri/farabutti/alieni da un momento all'altro, il fastidio nel guardare gli altri dormire e magari russare pure, aumentando quel concerto di suoni spaccatimpani. 
Ma non solo, il distacco dalla realtà, la corsa al tentare di recuperare anche solo 5 minuti di sonno durante il giorno (missione impossibile) che allontana ancora di più la possibilità di un sonno decente la notte. 
Tutti i protagonisti si allontanano e sono allontanati proprio per le conseguenze della loro insonnia, sono ormai completamente sfasati e irraggiungibili se non da chi si trovi nella stessa situazione. L'abbandono, l'assenza di qualcosa a volte è proprio la causa scatenante dell'insonnia. 
Hélène cerca di rimanere professionale e cambiare i ritmi di sonno/veglia del gruppo che però è restio ai cambiamenti e preferisce concentrarsi sull'aiutarsi l'uno con l'altro. Non troveranno la cura all'insonnia ma almeno hanno trovato una famiglia che li capisca. 

Un libro che consiglio a chiunque soffra d'insonnia e so che siete tanti là fuori; ancora più consigliato a chi non ne soffre ma a che fare con qualcuno che è sveglio tutta la notte, perché vi rendiate conto dell'enorme difficoltà che vivono queste persone nella vita di ogni giorno. 
Chi dorme non si rende conto di quanto la mancanza di sonno possa incidere sulla lucidità. 
Per chi invece non ha mai avuto a che fare con la mancanza di sonno, un'informazione, quello che leggete è vero, non è esagerato o inventato, è veramente così. 


Durata totale della lettura: 3 giorni
Bevanda consigliata: Americano
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 15 anni 





      "Il sonno è svanito. 
Come un trucco di magia ripetuto ogni notte, 
senza che riesca mai a capire che cosa ci sia sotto."




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 2 luglio 2020

Recensione: Uccidere ancora

Uccidere ancora
di Patricia Gibney

Titolo originale: The lost child
Editore: Newton Compton
Prezzo Cartaceo: € 9,90
Prezzo ebook: € 4,99
Pagine: 432


Quando in una fattoria viene ritrovato il corpo di una donna riverso in una pozza di sangue, la detective Lottie Parker viene inviata nella remota campagna irlandese per indagare.
La scena del crimine racconta di un'aggressione brutale: ci sono vetri rotti, sedie fracassate e un cadavere martoriato. Cosa può avere scatenato una rabbia così feroce? Un impermeabile nero pare l'indizio decisivo per identificare il killer, ma una scoperta sconvolgente cambia tutte le carte in tavola: l'omicidio pare legato a un caso risalente a molti anni prima, che ruotava intorno al manicomio di St. Declan, l'ultima indagine del padre della detective Parker, prima che si togiesse la vita. Mentre Lottie si interroga sugli oscuri segreti del suo passato, una ragazza scompare, e nel frattempo una persona orrendamente mutilata viene abbandonata sugli scalini dell'ospedale. Ed è subito chiaro che se vuole impedire all'assassino di uccidere ancora, la detective Parker dovrà affrontare ancora una volta i suoi demoni personali.






Ed ecco una nuova indagine della detective Lotti Parker. Vedova dell'adorato marito, vive con i suoi tre figli e un nipote molto piccolo, nato da Katie, la figlia più grande. La sua non è una vita facile, il lavoro investigativo la tiene lontana dalla famiglia anche fino a tardi ogni giorno. Ha un rapporto difficile con la madre. Il padre, un poliziotto, si è tolto la vita molti anni prima sorprendendo tutti. Lottie aveva anche un fratello Eddie, scomparso improvvisamente e i cui resti sono stati ritrovati solo di recente. Ma Lottie Parker è una persona forte, che non si dà mai per vinta. Con il suo partner, il Sergente Mark Boyd, ha un rapporto di stima e di massima fiducia, anche se non mancano i conflitti. Lui è in grado di sostenerla e di guidarla quando sembra che la disperazione rischia di prendere il sopravvento sulla sua determinazione e si preoccupa che non ricada nell'alcolismo.
Tutto inizia con il ritrovamento di una anziana signora brutalmente uccisa in casa della figlia, che risulta scomparsa. A scoprirla è la nipote Emma che, di ritorno dalla casa dell'amica, vede dalla finestra la scena raccapricciante. Lottie Parker viene incaricata delle indagini e mano a mano che inizia a scavare, si trova di fronte a un intricato groviglio di legami che portano a pensare che anche suo padre fosse in qualche modo legato a questi eventi. Difficile trovare il filo di questa matassa intricata dove avvenimenti di molti anni prima tornano ad essere attuali e a creare connessioni tra le persone. La determinazione di Lottie a evitare che ci siano altri omicidi e a scavare nel passato per trovare risposte a domande rimaste per troppo tempo senza risposte, la portano a un passo dalla follia. Un romanzo dove i ruoli si ribaltano e dove la verità che alla fine verrà a galla sarà un vero colpo di scena, totalmente inaspettato per il detective Parker.
Da leggere tutto d'un fiato.


Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: limonata ghiacciata
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni






      "Un'infanzia terribile e ingiusta può portare alla follia."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

mercoledì 1 luglio 2020

Challenge 2020 - Bookish Corner: Sorcery of Thorns


Va avanti questo mese anche la Challenge "Bookish Corner" dove i protagonisti sono i libri in lingua. 
Insieme con la mia partner in crime Sara del blog Bookspedia abbiamo deciso di leggere sei libri ancora inediti in Italia, condividendo le nostre recensioni una volta ogni due mesi. Ne abbiamo scelti tre a testa e già solo dalle copertine sembrano molto promettenti. Vi va di scoprirli insieme a noi?

Questa è la volta di un libro scelto da Sara che ha una copertina stupenda e che sono molto contenta di aver letto, se volete saperne di più vi lasciamo le nostre opinioni.



Sorcery of Thorns 
di Margaret Rogerson

Editore: McElderry Books
Prezzo Cartaceo: € 12,00
Pagine: 464

Testo liberamente tradotto da Sabrina:
"Tutti gli stregoni sono diabolici" Elisabeth lo sa da sempre. Adottata da neonata da una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, Elisabeth è cresciuta circondata da grimori magici capaci di trasformarsi in creature mostruose se provocati che protestano costantemente intrappolati da catene di acciaio.
Quando un sabotaggio riesce a liberare il grimorio più pericoloso della biblioteca, Elisabeth viene accusata di alto tradimento e viene mandata a giudizio nella capitale.
Senza nessuno a cui rivolgersi se non al suo nemico giurato lo stregone Nathaniel Thorn e il suo misterioso  servitore demone, Elisabeth si ritrova nel mezzo di un complotto antico di secoli.
Non è solo il destino delle Grandi Biblioteche ad essere in pericolo ma quello del mondo intero.









Recensione a cura di Sabrina (Kait):


Questo è un libro che desideravo leggere da tanto e che sono contenta sia stato scelto per questa challenge. Un fantasy young adult che mi ha ricordato vagamente il cartone della Bella e la Bestia, anche se in questo caso Belle ovvero Elisabeth è più combattiva e determinata e perde l'innocenza principesca del film, il suo amore per i libri però rimane, anche se in questo caso si tratta di libri magici.
Elisabeth Scrivener è orfana ed è cresciuta nella biblioteca di Summershall, una delle Grandi Biblioteche di Austermeer dove vengono protetti i grimori magici che racchiudono incantesimi antichi e la storia di generazioni di stregoni. Fin da piccola è abituata ad essere circondata da libri più o meno pericolosi, i grimori sono divisi in categorie, la decima ovvero l'ultima è quella a cui appartengono quelli più potenti, questi magici volumi se provocati si posso trasformare in mostri di pelle e inchiostro che portano solo devastazione. Elisabeth è solo un'apprendista e per riuscire a fronteggiare i pericoli che un grimorio di classe dieci presenta se trasformato in un mostruoso Malefict deve allenarsi ancora tanto, il suo sogno è quello di diventare una guardiana e proteggere il regno proprio da questo tipo di magia. La sua tranquillità e i suoi piani per il futuro vengono però stravolti quando la biblioteca viene sabotata e viene liberato un Malefict classe dieci che uccide la direttrice. Elisabeth arriva sulla scena troppo tardi e viene accusata di essere la colpevole e viene subito scortata a giudizio nella capitale dallo stregone Nathaniel Thorn e il suo servitore demone Silas, quelli che diventeranno ufficialmente i suoi compagni in un viaggio alla scoperta della verità e del colpevole che si nasconde dietro ai diversi attacchi che vedremo cadere sulle Grandi Biblioteche del regno.

Elisabeth è un'eroina coraggiosa e intelligente, mi piace per il rapporto che ha con i libri e le biblioteche che è anche quello che la rende "speciale". Il suo è un personaggio che matura nel corso della storia e impara a dubitare a mettersi in discussione facendo tesoro del risultato. Nathaniel è un personaggio affascinante, nasconde tanti segreti che vien voglia di scoprire e spesso ci si dimentica della sua età. Scapolo ambito, lui preferisce la vita solitaria, su di me ha fatto colpo la sua lealtà, si dimostra una persona di cui ci si può fidare e che infonde sicurezza. Infine Silas, il servitore demone, il mio personaggio preferito, ricco di sfumature diverse, lui, come tanti suoi simili, ha accettato di servire il suo padrone umano nutrendo la sua magia in cambio di alcuni anni della sua anima, anime di cui i demoni sono sempre affamati.

Questa squadra assortita rende molto facile fare il tifo per loro e la loro missione anche se devo ammettere che la maggior parte dell'azione è concentrata soprattutto sul finale rendendo un po' più lenta la lettura dei primi capitoli. Si intuisce facilmente su chi è improntata la storia d'amore, tenera ma che non ruba troppo l'attenzione, le dinamiche più belle ed interessanti secondo me si concentrano più sul sul trio in generale e mi hanno fatto emozionare.
La loro avventura è incorniciata da un bellissimo regno dalle sfumature gotiche che ci viene descritto minuziosamente in ogni dettaglio, la magia brulica ovunque e la vita mondana è fatta di balli e cene con la società più altolocata che si contrappone al mondo delle biblioteche, più severo e ordinato ma che comunque ci cattura e che per chi ama leggere è il luogo dei sogni.
Libro decisamente approvato, gli scenari e le atmosfere mi hanno catturano e la trama mi ha fatto sognare e mentre lo leggevo non riuscivo a metterlo giù, mi piaceva rifugiarmi in queste pagine dal sapore magico e misterioso tutto da scoprire.



Recensione a cura di Sara (Bookspedia):

Elisabeth è la vera protagonista di questa storia, una ragazza orfana che è cresciuta tra le mura della Biblioteca che custodisce, non ha mai saputo nulla della sua famiglia ma neppure le è mai mancata perchè è sempre stata circondata da libri che ha sempre sentito come qualcosa di caro, come degli amici e degli affetti veri. La vita di Elisabeth tuttavia non è caratterizzata da tristezza, lei è felice della sua vita e infatti non vede l'ora di poter diventare una Guardiana e quindi proteggere tutti i libri magici all'interno della Biblioteca ma allo stesso tempo anche proteggere se stessa e gli altri da alcuni Grimori che possono essere estremamente pericolosi e, se importunati, possono addirittura trasformarsi in mostri. Le sue giornate quindi scorrono tutte uguali, tranne quando conosce da vicino per la prima volta uno Stregone, Nathaniel, venuto in visita proprio in Biblioteca, qualcosa di diverso dal solito quindi che Elisabeth accetta con estrema curiosità. Quello che invece non può prevedere è che la sua Biblioteca, il suo rifugio, la sua casa, venga sabotata e nel processo la persona che ha sempre creduto il lei, la Direttrice, viene uccisa, mandando in fumo tutti gli anni di addestramento e diventando quindi lei stessa la prima sospettata di questa tragedia. Ma Elisabeth non è certo una persona che si fa mettere i piedi in testa e infatti non può certo arrendersi e scontare una pena che non le appartiene, non quando scopre che questo potrebbe essere solo l'inizio e che anche le altre Biblioteche potrebbero avere una sorte simile. Ecco perchè il ritorno di Nathaniel, che si offre di scortarla alla capitale dove verrà giudicata per le sue azioni, è propizio perchè sebbene si siano incontrati per poco, si conoscono e quindi Elisabeth può far leva proprio su questo, sperando di essere creduta e di ricevere l'aiuto giusto per salvare il regno. Ecco quindi che Elisabeth non può che essere una protagonista coraggiosa e determinata, che non si lascia certo abbattere da nulla e che non si tira indietro davanti alle diffiicoltà, una ragazza che vuole fare la cosa giusta nonostante il costo, una protagonista che attraverso questo viaggio diventerà una vera eroina e noi non possiamo che fare il tifo per lei.

Insieme ad Elisabeth in questa folle lotta contro il tempo per salvare le altre Biblioteche ma soprattutto per far capire all'intero Regno che esiste una minaccia da cui devono proteggersi, ci sono Nathaniel e Silas.
Nathaniel è uno Stregone molto potente quanto misterioso, un ragazzo che sicuramente appare perfetto e senza problemi ma che in verità soffre moltissimo per il suo passato e ha ancora incubi a riguardo. Non è certamente una persona che apre la sua vita alla prima arrivata e bisogna ammettere che al principio non sa nemmeno se credere ad Elisabeth, il suo coinvolgimento nasce solo perchè incuriosito dalla ragazza, non certamente per bontà d'animo, anche se ovviamente più ci addentriamo nella storia e più ci viene rivelato di questo personaggio, quindi non si può che innamorarsi di lui, anche se non è sempre incline a fare la cosa giusta. Il personaggio invece che più mi ha stupito è Silas, un demone e precisamente il demone legato a Nathaniel, per cui mi aspettavo di provare paura o semplicemente odio, che invece è riuscito a farsi strada nel mio cuore per il suo essere semplicemente se stesso, un demone che non si nasconde e che non si finge di essere un santo, un demone che tuttavia si infligge più colpe di quelle che ha e che sembra provare affetto sincero per Nathaniel, anche se non lo da a vedere e se è contro la sua natura di demone, un personaggio che si affezionerà anche a Elisabeth e che diventerà un alleato prezioso.

Il mondo creato dall'autrice, sebbene parli di demoni, stregoni e magia e quindi tutti elementi già visti, per come lo ha reso è estremamente originale: in questo romanzo ci sono Biblioteche molto particolari che vengono costantemente controllate perchè al loro interno non ci sono solo libri, ma dei veri e propri grimori, oggetti molto potenti e pericolosi che infatti vengono classificati secondo una specifica scala che misura quanto possono essere portatori di guai. Questi libri tuttavia più sono potenti e più possono influenzare il lettore, parlandogli, entrando nella loro mente per esempio ed è spesso estremamente difficile resistergli. Questi Grimori di fatto appartengono agli Stregoni, i quali hanno speso energie per costruirli e, dovesse accadere qualcosa a questi libri, la perderebbero. Ovviamente non esiste solo una biblioteca in particolare che custodisce tutta questa magia, ma ce ne sono diverse e tutte attentamente custodite, tranne per il fatto che come ogni Biblioteca che si rispetti abbiamo dei passaggi segreti di cui pochissime persone ne sanno la locazione e che possono sfruttare a loro vantaggio, in questo caso per impossessarsi di libri che non dovrebbero, come di fatto scoprie la nostra protagonista, la quale si ritrova ad essere in una posizione molto scomoda e soprattutto in mezzo a sotterfugi e manipolazioni che ovviamente le rendono la vita estremamente difficile, ma che allo stesso tempo non la fanno scappare da quello che crede sia giusto fare. E' per questo che si ritrova a collaborare con lo Stregone Nathaniel e con il suo demone Silas, perchè in questo mondo abbiamo demoni che si legano agli stregoni e che di fatto si prendon cura di loro in cambio di qualche anno della loro vita. Silas è il primo demone che incontriamo e ovviamente è facile giudicarlo, così come è molto semplice provare empatia per lui perchè non si nasconde dietro una faccia falsa, è consapevole di quello che è e di cosa ha fatto, è un demone e si è portati ad odiarlo perchè questa è la regola, ma l'autrice in questo caso riesce a farci cambiare idea e a permetterci di conoscerli meglio.

Margaret Rogerson è un'autrice che mi ha incuriosito fin da subito con il suo romanzo d'esordio, An Enchantment of Ravens, che tuttavia devo ancora leggere ma che trovo estremamente interessante anche se ho sentito pareri discordanti a riguardo, però quando ho visto questo suo secondo romanzo e ovviamente la copertina, non ho saputo resistere al suo richiamo e ovviamente dovevo sfruttare il primo momento libero per leggerlo e la challenge con la mia fida compagna di letture in lingua è capitata proprio a fagiolo. Devo dire che il livello di inglese è sicuramente più complesso rispetto ad altri che ho letto in questi mesi e questo significa che serve del tempo a chi non è madrelingua per entrare nella storia, ma lo stile dell'autrice è molto fluido e la narrazione è ricca di colpi di scena, tanto da non riuscire facilment a fermarsi una volta iniziata la lettura. Quello che più mi è piaciuto, sebbene io non sempr ne sia un'amante, sono state le descrizioni dei luoghi in cui è ambientata la storia e questo significa pagine e pagine in cui ci vengono presentate librerie magiche, in cui non si può che sognare di perdersi al loro interno. Un altro punto a favore di questa storia è il suo essere un libro autoconclusivo che quindi finisce senza lasciare in sospeso e, sebbene alla fine della storia i personaggi iniziano a mancare al lettore, il viaggio vissuto insieme a loro vale decisamente la pena. Parliamo di un fantasy, certamente, ma non può certo mancare un pizzico di romance e questa volta l'autrice noto che ha ascoltato le critiche che le sono state fatte nel romanzo precedente perchè non si è servita di un instalove ma ha sviluppato prima i personaggi, ha reso possibile un contesto in cui si conoscono e solo successivamente è entrata in scena la parte romantica, dettaglio che non disdegno mai ma che ovviamente preferisco se ben curato, come in questo caso. Sorcery of Thorns era un libro dalle aspettative altissime che è riuscito ad essere all'altezza di quello che speravo, una lettura davvero intrigante e originale che ovviamente consiglio a chi legge in lingua e per gli altri invece spero che venga presto tradotto in Italia, anche solo per rileggerlo e perdermi di nuovo in questo mondo.



Cosa ne pensate? Trovate di seguito il calendario dei libri che abbiamo scelto per questa challenge!

Febbraio - Girls of paper and fire
Aprile - What is hidden? 
Giugno - Sorcery of Thorns 
Agosto - Etiquette & Spionage 
Ottobre - To kill a kingdom 
Dicembre - The Whishing Thread 

Libri scelti da Sara




Libri scelti da Sabrina



Che ne pensate? Vi incuriosiscono questi libri?

Recensione: I panni degli altri



I panni degli altri
I panni degli altri
Di A. Andrea Pinna

Editore: Mondadori
Prezzo cartaceo : € 17,00
Prezzo ebook: € 9,90 
Pagine: 192
Genere: Narrativa moderna

«Eugenio, quali sono i tuoi panni?» chiese Cristiàn.

«Sono un commesso, un esperto di moda, uno che sta cercando di sopravvivere al trattamento di Clelia.» «Stop, attenzione: tu potrai essere esperto di moda, anche se l’autoreferenzialità è il secondo male del mondo, dopo l’inesperienza. Ma non sei un commesso! Sai che cosa ci vuole per essere un commesso?» «Saperne di moda.» «Altro errore. Tu non hai sbagliato perché hai detto “bucherellato” invece di “traforato”, o hai chiesto la taglia alla cliente. O, meglio, non solo per questo. Tu hai sbagliato perché non hai avuto em-pa-ti-a. Non hai saputo vestire i suoi panni.» Finché non aveva iniziato il tirocinio da Dimanche, la boutique più esclusiva di Cagliari, Eugenio quelle domande non se le era mai poste. Era sempre stato il figlio minore, quello che seguiva una strada già tracciata dagli altri per lui. Aveva fatto il Classico e si era poi iscritto a Giurisprudenza per inerzia, seguendo le orme di sua sorella Gilda. Eppure sapeva di essere diverso, di non essere a suo agio nei panni del futuro magistrato, del fidanzato virile e passionale: a lui piacevano le riviste di moda, i vestiti, sapere la differenza tra “décolleté open-toe” e “slingback“.

Ed è tra clienti tanto ricche quanto taccagne, contesse cleptomani, viziatissime figlie di papà e, soprattutto, grazie a Clelia, un capo alla Miranda de Il diavolo veste Prada, che Eugenio è costretto finalmente a fare i conti con se stesso, a scegliere tra la giurisprudenza e la sua passione, tra quello che vuole la sua famiglia per lui e i suoi sogni, tra vestire i panni degli altri oppure, per una volta, provare a vestire i propri.

Del resto niente può mettere in discussione le proprie certezze come cercare di gestire le invasioni barbariche delle clienti che si scatenano da Dimanche durante i saldi.




Eugenio ha seguito le orme di sua sorella negli studi, ha sempre rigato dritto, ha fatto le scelte giuste che tutti si sarebbero aspettati da lui, ha seguito il percorso che era stato tracciato sino a quando non ha iniziato un tirocinio da Dimanche. E' facile seguire una strada già battuta, è facile scegliere le cose più semplici e sicure anche se ci sembrano "scelte avventurose", è più facile tenere un profilo basso e confondersi nella massa. Ci vuole coraggio, ci vuole fegato a uscire dalla zona sicura per seguire il proprio cuore. Chi è Eugenio? Che cosa vuole realmente? Quanti di noi si possono ritrovare in Eugenio prima di Dimanche? Prima di aver ammesso soprattutto con sé stesso chi è e cosa vuole realmente dalla vita? Penso la maggioranza di noi. Io stessa mi sono ritrovata in lui, io che ho sempre voluto fare studi classici ma che alla fine ho scelto il linguistico per seguire i miei compagni, perché non avevo il fegato di scegliere per me stessa. Impossibile non ridere quando si tratta di Andrea Pinna ma è anche impossibile non riflettere mentre si legge il suo romanzo. A metà tra il Diavolo veste Prada e un romanzo introspettivo I panni degli altri riesce a stupire il lettore, a farlo ragionare e lo porto di fronte ad una domanda fondamentale: chi sono io? Eugenio ha sempre avuto timore di fronte a questa domanda, nel suo cuore ha tenuto nascosto l'amore per la moda e ha preferito vestire appunto i panni degli altri, i panni di un bravo figlio studioso e giudizioso a discapito di chi era veramente. Ma alla fine si sa, la vita ti pone di fronte ad un bivio ed è stato impossibile per Eugenio continuare a mentire a sé stesso. E voi siete stati così coraggiosi?

Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: tè al pompelmo
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni



"Em-pa-ti-a"


  Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
                                       

martedì 30 giugno 2020

Recensione: Io sono Zelda




Io sono Zelda - E questa è la mia leggenda
di Andrew MacDonald

Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo cartaceo : € 17,90
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 368


Per Zelda MacLeish «il mondo è un posto dove le cose che contano di più sono il coraggio e far parte di una tribù, in cui siamo tutti vichinghi che remano insieme al ritmo dello stesso tamburo.» Zelda adora i vichinghi: ne conosce a memoria tradizioni e miti, ne ammira il coraggio e la possibilità che offrivano a tutti di diventare eroi di una leggenda. Anche alle donne (le valchirie erano più forti di tutti). Anche alle persone quasi invisibili come lei. Zelda è invisibile perché è diversa, che, come è solita spiegare, «è un modo più carino per dire ritardata». È nata con un disturbo cognitivo per il quale gli altri non la ritengono in grado di decidere per se stessa, anche se ormai ha ventun anni e ha le idee molto chiare sulla vita, che organizza rigorosamente in liste da seguire. A prendersi cura di lei è Gert: il suo fratello, il suo guerriero, l'unica famiglia che le resti. Gert è bravissimo a sopravvivere alle battaglie della vita, ma anche a mettersi nei guai. Così, quando Zelda scopre che il fratello ha trovato un metodo discutibile e pericoloso per guadagnare i soldi necessari a mantenere entrambi, decide di prendere in mano la situazione. Ben presto, si ritroverà alle prese con una sfida che metterà a dura prova il suo coraggio vichingo e si scoprirà disposta a tutto pur di scrivere da sola la sua leggenda. Anche ad andare contro le regole, se si tratta di salvare la sua tribù.


Zelda non è una ragazza come le altre, è quella che viene definita "diversa" e diversa lo è davvero ma solo perché è speciale, ha qualcosa in più. Zelda ha un calendario speciale che ogni giorno le fa imparare una parola del giorno per imparare sempre più nuovi vocaboli. Non le piace dare la mano, la dà soltanto a chi rispetta e l'abbraccio è concesso solo ai pochi membri della sua tribù. Sì, perché Zelda ha una passione infinita per il mondo dei vichinghi, e come ogni vichingo anche lei ha una sua tribù. È convinta che anche lei sia una guerriera, così come Gert suo fratello, l'unica famiglia che le è rimasta.
L'infanzia di Zelda non è stata per niente facile e felice, ma Gert ha cercato di renderle la vita meno un inferno e proprio a causa di ciò, finisce per mettersi nei guai. Zelda non immagina nemmeno che suo fratello invece di andare al college come le ha promesso, si è messo in affari con persone tutto fuorché oneste. Quando tutto però viene a galla, è proprio Zelda che tira fuori le unghie e cerca di salvare il fratello, perché anche se agli occhi di tutti lei è una debole, è lei la vera vichinga di tutta l'intera storia. 
È una ragazza che nonostante le sue difficoltà non si arrende, si prende giorno per giorno le sue piccole vittorie lottando per la sua indipendenza e per dimostrare a tutti che no, lei non è una "ritardata" come molti la definiscono, ma lei è semplicemente una vichinga e come da tale combatte ogni giorno con le unghie e con i denti.
Se mi è piaciuto questo libro? L'ho adorato e a stento ho trattenuto le lacrime, perché Zelda è una persona che ti entra nel cuore da subito e per me è stato impossibile non fare il tifo per lei e non commuovermi ad ogni sua conquista! Leggetelo, perché vi stupirà e vi darà tanto su cui riflettere.

Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Tè freddo alla pesca
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni




«Non serve essere perfetti per diventare eroi.»

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

Recensione: Trio

Trio
di Dacia Maraini

Editore: Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 15,20
Pagine: 112

Sicilia, 1743. Il loro legame viene da lontano, e ha radici profonde. È nato quando, ancora bambine, Agata e Annuzza hanno imparato l'arte tutta femminile del ricamo sotto lo sguardo severo di suor Mendola; è cresciuto nutrendosi delle avventure del Cid e Ximena, lette insieme in giardino, ad alta voce, in bocca il sapore dolce di una gremolata alla fragola; ha resistito alle capriole del destino, che hanno fatto di Agata la sposa di Girolamo e di Annuzza una giovane donna ancora libera dalle soggezioni e dalle gioie del matrimonio. Ora, mentre un'epidemia di peste sta decimando la popolazione di Messina, le due amiche coltivano a distanza il loro rapporto in punta di penna, perché la paura del contagio le ha allontanate dalla città ma non ha spento la voglia di far parte l'una della vita dell'altra. E anche se è lo stesso uomo ad accendere i loro desideri, e il cuore scalpita per imporre le proprie ragioni, Agata e Annuzza sapranno difendere dalla gelosia e dalle convenzioni del mondo la loro amicizia, che racconta meglio di qualunque altro sentimento le donne che hanno scelto di essere. Il ritorno di Dacia Maraini alla narrazione storica dopo La lunga vita di Marianna Ucrìa, uno dei suoi libri più amati, è un romanzo intenso e delicato, pervaso dai colori e dagli odori della sua Sicilia, che attraverso il filtro di un passato mai così vicino parla di ognuno di noi, e di cosa può salvarci quando fuori tutto crolla.


Il romanzo mi ha spiazzata subito perché quando ho letto che si parlava di due donne innamorate dello stesso uomo ero convinta di trovarmi davanti a urla, litigi e tirate di capelli. Queste due donne invece si vogliono bene, tengono l'una all'altra come sorelle e nessuna delle due cerca di schiacciare o infangare l'altra solo per raggiungere Girolamo, l'uomo Indeciso. (GO GILRS!).
Le due ragazze d'altronde si conoscono da molto prima dell'arrivo del marito di Agata, da quando la suora le sgridava e giocavano assieme da piccoline per le strade di Palermo. 
Le due donne che si sono spostate in paesini di campagna per scampare all'epidemia, sono circondate dalla peste e il loro unico modo per non pensarci sono le letture in comune e le lettere che si scambiano in cui spesso si ricordano della loro bellissima amicizia. Le notizie che arrivano da Messina ma a breve anche da altre città sono tremende, altissimo numero di contagiati e ancora più di morti, le donne cercano di distrarsi con i ricordi della fanciullezza e l'odore del mosto dei vigneti vicini.
Di Girolamo sappiamo poco, solo che è bellissimo, testardo e chiuso in sé e che parla d'amore sia all'una che all'altra senza riuscire a decidere tra le due, ma incredibilmente la sua figura passa in secondo piano, le donne e la loro unione viene prima di tutto.

La storia di come una sorellanza, anche se non di sangue, sia più importante di tutto, più dell'amore per un uomo, più della distanza. Un insegnamento per tutte le donne all'allontanamento, anche solo parziale, dalla gelosia e dalla cattiveria. La dolcezza di queste lettere mi ha sorpresa e cullata, nonostante la particolarità dell'argomento. Ho apprezzato molto la lettura di questo breve racconto dell'affetto fra donne che si capiscono e si amano. Mi piace anche come l'autrice sia stata ispirata e ritrovare questa storia durante la pandemia in cui ci troviamo ora e ha deciso di dargli un tocco di tenerezza, insomma la storia si svolge nel 1743 ma potrebbe essere tranquillamente oggi. 

Primo romanzo che leggo della Maraini e decisamente ora sono incuriosita a leggerne altri.
Consigliatissimo. 


Durata totale della lettura: un paio di ore
Bevanda consigliata: liquore al miele
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 15 anni 





      "Vuole risolvere da solo la questione, vuole essere libero e nello stesso tempo legato. 
Ma a chi delle due? 
A te di cui ha subìto il fascino come avesse bevuto un vino stregato o 
a me che ha amato e da cui ha avuto una figlia?"




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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