martedì 17 ottobre 2017

Recensione: Tulip Fever


Tulip Fever
di Deborah Moggach

Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo Cartaceo: € 17,90
Prezzo Cartaceo: € 9,99
Pagine: 276


Amsterdam, 1636. La città è tutta fermento e opulenza: il commercio prospera, le arti fioriscono. Come uno specchio, i canali rimandano l'immagine delle dimore più belle, tra cui quella di Cornelis Sandvoort, dove ora tutto è silenzioso e immobile: il ricco mercante e la sua giovanissima consorte, Sophia, stanno posando per il ritratto che li renderà immortali. Insieme a loro, nel dipinto, un vaso di tulipani: i fiori che, secondi soltanto alla sua bellissima moglie, sono la più grande passione di Cornelis. Così come di tutta l'Olanda, che sembra preda di una follia collettiva: i bulbi di tulipano valgono una fortuna, e c'è chi è disposto a ricorrere a ogni mezzo, lecito o illecito, pur di possedere quelli più pregiati. È Jan van Loos, uno degli artisti più promettenti del momento, a fissare su tela quella scena, che dovrà trasmettere per sempre magnificenza e armonia. Ma il suo occhio, attento ai minimi dettagli, sa penetrare l'apparenza e cogliere l'essenza più profonda. Il fuoco sotto la cenere, l'irrequietezza dietro l'obbedienza. Sarà per questo che, ogni volta che il suo sguardo indugia un istante in più su Sophia, il cuore della ragazza perde un battito. Giorno dopo giorno, tra il pittore e la sposa del mercante si instaura un dialogo muto, fatto di sorrisi furtivi e occhiate rubate. E mentre il ritratto prende forma, fuori dalla cornice prende vita una passione bruciante. Capace di consumare tutto ciò che incontra sul suo cammino, in una spirale inarrestabile di desiderio e inganno, sogno e illusione. Con pennellate intense di sensualità e suspense, Deborah Moggach ci immerge in un'epoca affascinante, un mondo brulicante di vita vera, un amore fatale.



Ho aspettato con ansia l'uscita di questo libro, tutto dalla copertina alla trama sembravano essere perfetti per me, ero già sicura mi sarebbe piaciuto, ma dopo averlo letto mi sono resa conto che non è stato affatto come me lo sarei aspettato, mi ha sorpreso in maniera positiva direi, dalla brevità dei capitoli, all'intreccio fitto e poco lineare, alle atmosfere decadenti di un'Olanda che non viene scelta spesso come sfondo di romanzi storici. Sophia, appartiene ad una famiglia che non possiede molto e che trova beneficio quando sposa il mercante Cornelis, lui ha perso la sua ed in lei ritrova tutto quello che ha perduto, purtroppo la differenza di età tra i due si sente e forse di amore proprio non è giusto parlare, Sophia però sembra provare quello che dovrebbe provare per suo marito, per l'artista Jan van Loos, un amore ovviamente sbagliato, eppure così forte da far credere tutto possibile. Questo non è il solito romanzo storico sdolcinato, la trama sembra spogliare i suoi personaggi regalandoci la loro essenza, mostrandoci le mille sfaccettature umane, le velleità, i limiti, il dramma, così è la realtà dell'animo umano e così anche se questa è solo una storia, i personaggi non lo sono affatto. Non dimentichiamo la location, Amsterdam, dove in quegli anni tutti sembrano essere contagiati dalla mania per i tulipani, questi fiori così particolari e colorati che provengono dal lontano Oriente e che sembrano diventare una vera e propria ossessione che si espande a macchia d'olio. Il libro si legge davvero velocemente, i capitoli sono stringati, ridotti all'essenziale e i personaggi si scambiano velocemente il ruolo di narratori rendendo molto efficace la trasposizione cinematografica che ammetto devo ancora vedere e che ho sentito dire, molti hanno preferito al libro, cosa davvero non comune. Una lettura sicuramente piacevole seppure effimera, tutto è concentrato, il ritmo è incalzante e il libro e la trama prima di accorgersene sono già finiti.


Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Tè ai frutti di bosco 
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Sito dell'autrice: Deborah Moggach





      "Quale segreto nasconde la donna del dipinto?"


Recensione: Nerve

Nerve
di Jeanne Ryan



Editore:  Newton Compton
Prezzo ebook: 4,99 € 
Prezzo cartaceo: 7,50 € (promo, altrimenti 10€)
Pagine: 256
Titolo originale: Nerve
Genere: YA



Quando viene selezionata come concorrente per Nerve, un gioco in diretta online, Vee non è sicura che avrà il coraggio necessario ad affrontare le sfide via via proposte. Eppure chiunque si nasconda dietro Nerve sembra conoscerla alla perfezione e sapere esattamente ciò che desidera: i premi sono allettanti e il suo partner nel gioco è il ragazzo perfetto, il brillante e sensuale Ian. 
In un primo momento tutto si rivela incredibilmente divertente: i fan di Vee e Ian tifano per loro e li spingono ad alzare la posta con imprese sempre più rischiose. Ma il gioco ha una svolta poco chiara quando i partecipanti vengono indirizzati verso una località segreta con altri cinque giocatori per il round del Gran Premio, la finale di Nerve. Improvvisamente stanno giocando il tutto per tutto e in palio c’è la loro vita. Fino a che punto il sangue freddo di Vee la sosterrà per andare avanti?




Ho finito di leggere questo libro parecchie settimane fa, ma queste ultime settimane sono stata letteralmente travolta dagli eventi e mi sono ritrovata a non avere un solo secondo libero per scrivere la recensione. Colpa mia, so che avrei dovuto fare di meglio ma davvero trovare del tempo libero è stata una sorta di missione impossibile.
 Ma veniamo a noi. Nerve è un libro che si legge tutto d’un fiato, in cui la storia è capace di calamitare l’attenzione del lettore, pagina dopo pagina. Tutto ha inizio quando Vee, timida ragazza del liceo, decide per una volta di fare la pazzia e si iscrive come partecipante a Nerve, il gioco-reality show del momento, dove si viene invitati a partecipare a delle sfide che vengono trasmesse online e che sono seguite da migliaia di persone. Peccato che Nerve si rivelerà essere molto più di un semplice gioco, e la povera Vee, assieme ad Ian, compagno che le è stato associato per le sfide, si ritroverà ben resto catapultata in un inquietante incubo.
Tra i due protagonisti, Vee è sicuramente quella che ho apprezzato di più. La sua insicurezza iniziale e il suo carattere da brava ragazza rendono facile provare empatia con questo personaggio, anche se ci sono stati dei momenti in cui le avrei voluto gridare “no, non farlo, no ne vale la pena!”. Con Ian, ahimè, non è stato amore a prima vista da parte mia, quindi eviterò di soffermarmi troppo su di lui. Non che l’autrice abbia sbagliato qualcosa nella caratterizzazione, sia chiaro! Qui faccio piena mea culpa: Ian non ha nulla che non vada come protagonista maschile, sono semplicemente io che non sono stata in grado di apprezzarlo appieno.
Per quel che riguarda il romanzo, sono rimasta molto colpita dalla sua verosimiglianza di con la realtà: insomma, quante persone seguirebbero davvero un programma come quello, se qualcuno decidesse davvero di realizzarlo? Tante, tantissime – è questa la verità: come non riusciamo a resistere alla visione di programmi come il Grande Fratello, allo stesso modo diverremmo dipendenti da Nerve e dalle sue sfide. E, lasciatemelo dire, questo è sicuramente uno degli aspetti più inquietanti di questa storia.
 Complessivamente, posso dirvi che è un romanzo che si ritrova pienamente nei canoni del genere young adult, ma che può essere tranquillamente letto anche da un pubblico più adulto alla ricerca di una storia adrenalinica con cui distrarsi per qualche ora.





Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata:  Limone e zenzero
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Jeanne Ryan










"Ecco cosa sei. Sei incredibilmente vera."



                                            

lunedì 16 ottobre 2017

Recensione: Siate ribelli, praticate gentilezza


Siate ribelli, praticate gentilezza
di Saverio Tommasi

Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo Cartaceo: € 16,90
Pagine: 216



«Crescete pure ma rimanete piccole, figlie mie. Fate dispetto a chi vi vorrebbe senza sogni pericolosi.»

«Un pilota perde un secondo a giro a ogni figlio che gli nasce» diceva Enzo Ferrari. È una frase bellissima. Significa capire che c'è qualcosa di più importante fuori da sé, e che quando ti nasce un figlio il successo non si misura più con i traguardi con cui l'hai misurato fino a quel momento. I figli sono l'occasione che ti regala la vita di guardarti allo specchio. Tutto quello che sei, quello in cui credi, quello per cui lotti non sono più solo il tuo modo di stare al mondo, ma si caricano di una nuova responsabilità. Da quando sono arrivate Caterina e Margherita (quattro anni e due scarsi), per Saverio raccontare storie con immagini e parole non è più solo un modo per fare il proprio lavoro. È gettare sul mondo uno sguardo che sarà, almeno inizialmente, anche il loro, è fare scelte di cui a loro più che a chiunque altro dovrà rendere conto.

In una lettera alle sue figlie, tra pappe dai colori indecenti e cambi di pannolini in alta quota, terribili gaffe e momenti di grande tenerezza, Saverio affronta i temi che più gli stanno a cuore: la tolleranza, i diritti dei più deboli, la lotta per l'uguaglianza, la denuncia di qualunque forma di razzismo e fascismo, i pericoli della rete. Con grande spontaneità, toni appassionati e talvolta irriverenti, Saverio Tommasi ci regala il gesto d'amore più grande che un uomo possa fare per i propri figli: raccontarsi davvero, a costo di abbassare qualunque difesa.



Se non fosse stato per questo blog probabilmente non avrei mai conosciuto e letto questo libro e sarebbe stato un peccato, sarebbe stato come non scoprire un piccolo tesoro prezioso. Per questo sono particolarmente fiera di essere stata attratta da questo titolo curioso, tra le varie proposte editoriali, e sono fortunata ad aver conosciuto la delicata e magica penna di Saverio Tommasi.
Purtroppo, prima di questa lettura, non conoscevo Saverio Tommasi, non ero mai entrata in contatto con il suo blog, con il suo lavoro e con la sua bella pazzia, ma dopo aver letto il suo libro mi sembra di conoscerlo come se avessimo condiviso insieme tante chiacchiere. E non può non essere così con una persona che riesce a scrivere in maniera così naturale e semplice degli argomenti più disparati, dai più delicati alle banalità. Invidio sinceramente il suo modo quasi fanciullesco di dire le cose, spesso e volentieri mi sono ritrovata a leggere nelle sue pagine pensieri, riflessioni che io ho fatto centinaia di volte nella mia testa ma che mai e poi mai sarei riuscita a rendere in maniera così brillante sulla carta. E la particolarità è che lo fa con una naturalezza disarmante, perché alla fine il bello è tutto lì: basta dirle le cose.
Personalmente, ho l'abitudine di avere sempre un'agenda in borsa, che mi serve a prendere appunti sulle letture da recensire, mi aiuta mettere nero su bianco riflessioni che emergono durante la lettura, piccoli spunti o semplicemente citazioni che mi hanno particolarmente colpita e che mi piace rileggere nel tempo. Ecco, durante la lettura di questo romanzo, la mia agenda non ha avuto tregua. Questo libro ha così tante riflessioni interessanti e magnificamente scritte che tutti dovrebbero leggere, dovrebbe essere tutta una citazione obbligatoria. Saverio Tommasi è il papà che riesce a parlare alle proprie figlie attraverso le pagine di un libro come ogni figlia vorrebbe che il proprio padre facesse, o guardando dalla prospettiva opposta, come ogni genitore vorrebbe fare con i propri figli. Saverio Tommasi è l'uomo che cerca di migliorarsi per le proprie figlie ma è anche l'uomo che non vuole mostrarsi meglio di quello che è, consapevole di pregi e difetti di questo mondo, vuole metterli entrambi nelle mani delle proprie figlie, rendendole preparate abbastanza da saperli gestire entrambi. Durante tutta la lettura di questo libro sono stata con il sorriso sulle labbra, affascinata e davvero colpita dalla semplicità e dalla profondità delle riflessioni dell'autore. Non potrò davvero fare a meno, quindi, di consigliare la lettura di questa piccola perla, a tutti coloro che mi vogliono bene, in primis, perché mi piace condividere con loro quello che mi ha regalato emozioni, e a tutti gli altri, perché quando una cosa bella è giusto condividerla.

Poiché il modo di scrivere di Saverio Tommasi credo che non abbia bisogno di presentazioni, vi lascio qui di seguito un estratto del libro, che non è altro che una piccola riflessione, di quelle che potremmo fare tutti quanti durante una cena o un aperitivo al bar, ma che a lui, per la nostra invidia, riesce meglio:

C’è gente che dice che i social network andrebbero chiusi per migliorare i rapporti interpersonali, ma secondo me sarebbe come dire: «Rendiamo illegale il divorzio, così la gente potrebbe continuare ad amarsi».
I social sono come un bar. In un bar si possono fare tante cose, come sui social. A chi pensa che i social abbiano rovinato la società, e un po’ anche i bar, io direi due cose, bambine mie. La prima è questa: quando fu inventata la stampa, qualcuno pensò che fosse inutile perché già esistevano gli amanuensi, che alla notizia di Gutenberg iniziarono a strapparsi i capelli. E a mettere in giro voci come: «Chi volete che compri un libro stampato? È molto più romantico un libro scritto a mano».
Quando al cinema fu introdotto il sonoro e gli attori iniziarono a parlare, qualcuno disse: «A chi volete che interessi sentire degli attori che parlano? Per quello c’è il teatro, il cinema sarà per sempre sinonimo di cinema muto».
Quando è nato Netflix, i produttori di film dissero: «Non potrà mai farci concorrenza».
Prima che tu nascessi, cara Margherita, temevo di non poter mai volere tanto bene a un’altra bambina come ne volevo a Caterina. Mi sbagliavo anche io. Ora a entrambe vi voglio bene da morire, anzi da vivere.
Questo per dire che i cambiamenti fanno sempre un po’ paura, ma sapendolo possiamo imparare a gestire i timori, e il modo migliore per farlo è essere aperti ai cambiamenti. Perché il mondo intorno cambierebbe an- che se noi provassimo a rimanere aggrappati all’ultimo scoglio del secolo passato. E cambiare, tutto sommato, è bellissimo. Come volere bene a due bambine invece che
a una sola. Il bene non è un portafoglio con una certa quantità di denaro dentro, che finito quello si può solo ricominciare a lavorare, aspettando il quindici del mese e l’accredito. Il bene somiglia più a una patatina fritta, che mangiata la prima hai subito voglia della seconda. Perché il bene è per gente affamata, e golosa, d’amore.
La seconda cosa, che alla prima è collegata, è questa: non si torna indietro, almeno non a breve o medio termine, qualunque sia la vostra opinione. Si possono provare a correggere gli errori, anzi si deve, ma le lancette dell’orologio non scorreranno mai verso sinistra.
Significa che qualunque sia la vostra opinione sui social network, con questi bisogna confrontarsi. Significa che potete scegliere di non usare Facebook, ma non potrete parlare di comunicazione senza porvi la questione dei social, perché oggi la maggior parte dell’informazione passa attraverso le pagine di Mark Zuckerberg.
Perciò sarebbe più interessante pensare a come migliorare l’approccio e la consapevolezza dei social invece di dire: Si stava meglio prima. Anche perché, sfortunatamente, sono anche io abbastanza vecchio per ricordarmi il prima, e non mi sembra di ricordare che prima si stesse meglio. Il bullismo c’era, anche se veniva denunciato molto meno, c’era la violenza ed esistevano i tradimenti.
E se vostra moglie vi sgama leggendo il vostro messenger non è colpa della moglie, ma di quello che
scrivete. E un po’ anche del fatto che le avete dato la password. 


Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Pink lemonade
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: Dai 12 anni
Sito dell'autore: Saverio Tommasi 






      "Quando puoi scegliere fra avere ragione ed essere gentile, scegli sempre di essere gentile."


domenica 15 ottobre 2017

Recensione: Il tuo anno perfetto inizia da qui

Il tuo anno perfetto inizia da qui
di Charlotte Lucas

Editore: Garzanti 
Prezzo cartaceo: € 17,60
Prezzo ebook:  € 9,99
Pagine: 444
Titolo originale: Dein perfektes Jahr

Tutti, almeno una volta, abbiamo iniziato l’anno impugnando una lista di buoni propositi. Ma per Jonathan non è così. Intrappolato in una vita monotona, ha perso la fiducia in un futuro diverso. Fino a quando, il primo gennaio, trova un’agenda piena di appuntamenti già fissati per tutto l’anno. Per uno come lui sono impegni troppo stravaganti, lontani dalla sua solita vita: camminare a piedi nudi sull’erba, dormire sotto le stelle, svegliarsi all’alba per assistere al sorgere del sole. Eppure, senza sapere di chi l’agenda, decide di andare al primo appuntamento. E qui, inaspettatamente, riceve una piccola grande lezione: bisogna imparare a dare oltre che ricevere, e mostrarsi sempre grati di quello che si ha. Parole semplici che hanno il potere di smuovere qualcosa nell’ostinato Jonathan. Di incoraggiarlo ad aprire di nuovo il suo cuore e tornare a sperare. Forse era destino che quell’agenda trovasse proprio lui. Forse è arrivato il momento di accettare la sfida del cambiamento e di riscoprire la bellezza delle piccole cose: dal piacere per la lettura allo stupore di un cielo stellato. A poco a poco, appuntamento dopo appuntamento, sorpresa dopo sorpresa, Jonathan torna a gustare sensazioni ed emozioni che credeva non potessero tornare. Ma quell’agenda speciale ha in serbo altri segreti da fargli scoprire. Perché chi l’ha riempita di impegni l’ha fatto per un atto d’amore. Un ultimo regalo alla persona più importante della sua esistenza. Un regalo per ricordare che la vita è il tesoro più prezioso ed è troppo breve per lasciare che, senza che ce ne accorgiamo, ci scivoli tra le dita.



È mattino presto e Jonathan affronta il primo giorno dell'anno nuovo facendo jogging sulle rive dell'Alster, proprio come ogni mattina. Quel giorno però accade qualcosa di insolito; alla sua bici, lasciata qualche metro più in là, è stata poggiata una borsa con un'agenda al suo interno. Il suo forte senso del dovere civile gli dice di portare quell'agenda all'ufficio degli oggetti smarriti in modo che il proprietario può facilmente trovarla, ma la curiosità che gli  trasmette quell'agenda lo fa desistere dal farlo. Quella che per uno strano caso del destino si trova tra le mani, non è una semplice agenda: è dell'anno appena iniziato e per un curioso motivo, su ogni pagina sono scritti impegni programmati fino all'ultimo giorno dell'anno, come se quell'anno dovesse essere perfetto e vissuto al meglio senza perdere nessuna occasione. La vita di Jonathan è asettica e scandita da una noiosa routine da cui fatica a uscirne fuori, ma quell'agenda può essere per lui un qualcosa di speciale che lo sprona a uscire dalla sua comfort zone e provare a vivere diversamente, perché a volte si ha solo bisogno di qualcuno che ci prenda per mano e ci sproni ad agire per essere finalmente felici.
Tutti dovrebbero leggere questo libro; è in grado di far riflettere e riconsiderare la propria vita al punto da chiedersi se si è realmente felici e se si sta godendo della vita, apprezzandola per quella che è. Credo che in molti si ritroveranno nel personaggio di Jonathan, che vede la vita scorrergli davanti senza fare mai nulla per goderne a pieno. Il libro, oltre a mettere in evidenza l'importanza di darsi da fare per essere felici, tratta un altro tema importante, ovvero quello del suicidio, un argomento non facile da raccontare e anche da affrontare nel corso della lettura per chi ha subito un trauma di questo genere da vicino, e quello che è il difficile e lungo percorso da affrontare dopo una grande perdita e soprattutto in queste determinate circostanze. "Il tuo anno perfetto inizia da qui" è un vero e proprio inno alla vita, e un sincero invito a vivere la vita al meglio perché, nonostante a volte sia difficile da affrontare, essa è un bene prezioso e come tale è importante prendersene cura.


Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Tè zenzero e curcuma
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni








"La maggior parte delle persone faceva sempre le stesse cose, seguiva il tran tran delle proprie abitudini e alla fine si stupiva che ne derivassero sempre le stesse conseguenze. E Jonathan non era certo un'eccezione. Solo da quando aveva trovato l'agenda, la sua vita si era riempita di avvenimenti insoliti."





sabato 14 ottobre 2017

Recensione: Bello, elegante e con la fede al dito.


Bello, elegante e con la fede al dito.
di Andrea Vitali


Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 18,60
Pagine: 288



Vista dal treno, la riva orientale del lago di Como è un vero spettacolo: tra una galleria e l’altra appaiono scorci di paesaggio da mozzare il fiato. Ne subisce il fascino Adalberto Casteggi, quarantenne, bello ed elegante oculista con studio a Milano. Si è innamorato del lago andando su e giù in ferrovia per sostituire qualche volta un collega all’ospedale di Bellano. Su quelle sponde ha stabilito ora il suo buen retiro, deliziato anche dalla compagnia di una sua paziente del luogo. Si chiama Rosa Pescegalli. Ha trentasei anni e li porta benissimo. Gestisce una profumeria e ha fatto palpitare parecchi cuori. È bella davvero, ma con gli uomini ha preso un po’ le distanze, dopo una sofferta storia con un fascinoso calciatore del Lecco. Adesso li fa girare come vuole e quando vuole lei, ma niente impegni. Il dottore ne resta imbambolato, e stordito da tanta bellezza dimentica che, come tutte le cose belle, anche questa ha un suo prezzo. Un prezzo che bisognerebbe valutare se è il caso di pagare tutto o no, perché dietro l’oro luccicante del lago, delle montagne e soprattutto dello sguardo magnetico di Rosa (e della sua scollatura), si nascondono vecchi rancori e velenosi desideri di vendetta.



Ho conosciuto quest’autore a un festival letterario, uno dei tanti in cui egli presentava uno dei suoi numerosi libri, scritti nel corso degli ultimi anni. Anche con questa sua ultima produzione, i lettori che lo amano, non ne rimarranno delusi. Adalberto Casteggi, è il protagonista di questo libro: egli è un uomo che ormai si avvicina ai quarant’anni. Fortunato fin dalla nascita, si poteva definire una persona nata con la camicia. Dal punto di vista professionale: grande soddisfazione. Casa e studio a Milano, entrambi di proprietà; inizia a sentire la monotonia tuttavia, di una vita che tende a ripetersi sempre uguale, giorno dopo giorno. L’uomo è alla ricerca di una scossa di vitalità. Anche questo romanzo (come altri dello stesso autore), rileva tutto l’amore del Vitali, per la cittadina lacustre di Bellano; sarà, infatti, qui, che il dottor Casteggi cercherà casa, un piccolo rifugio lontano dal caos cittadino di Milano. A questo punto, entra in scena Rosa Pescegalli, proprietaria della profumeria Da Rosa (la donna si recherà dal medico, per curare un fastidioso orzaiolo). Una storia d’amore, ambientata negli anni sessanta, che fa comprendere come non si debba mai guardare indietro, nel momento in cui, la vita continua a scorrere in avanti. Nulla è perfetto nella vita, ma merita in ogni caso di essere vissuto fino in fondo. Alla fine come dice Rossella O’Hara: “ domani sarà un altro giorno”, e la bella Rosa lo capirà lei stessa nel corso di questa semplice, e comunque deliziosa trama. In allegato al romanzo, un chiaro specchietto di tutti i personaggi presenti nel libro. Un autore che merita di essere “riscoperto” ogni volta. L’atmosfera lacustre vi rapirà, come sempre.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Caffè marocchino
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Andrea Vitali










      "Un piccolo appartamento sul lago,
una bella ragazza senza inibizioni
e un medico affascinante
che sta per cacciarsi nei guai."





                            

venerdì 13 ottobre 2017

5 Cose che...

Eccoci tornati ad una nuova puntata di questa bellissima rubrica ideata sempre dal blog Twins Book Lovers!

In questa rubrica i temi affrontati saranno molto vari, riguarderanno sempre il mondo dei libri, ma anche film, attori, serie tv…insomma…tutte cose che, da amanti dei libri, non potrete che approvare! Quindi, senza timore e senza indugio, vi presento il tema di oggi: 5 libri di cui rimando la lettura da molto tempo.



1. Lo Hobbit
di J.R.R.Tolkien

I libri di Tolkien devo ammettere che sono tutti decisamente impegnativi, sia come numero di pagine sia per i contenuti anche se sono unici nel loro genere. Questo tipo di libri lidefinisco letture invernali, che miriprometto di leggere nelle brutte giornate invernali, ma poi per una scusa o un'altra finisco sempre di leggere altre cose, Tolkien prima o poi ti affronterò!




2. Le mille e una notte

Avevo iniziato questo libro tanto tempo fa, mi hanno sempre affascinato queste favole dal sapore orientale, diverse tra loro e che ti portano con la fantasia in un mondo lontano, purtroppo non sono mai riuscita a finirlo, anche perché mille storie non sono poche, spero sempre di recuperarne la lettura prima o poi.




3.Paula
di Isabel Allende

Isabel Allende è un'autrice che ho sempre adorato, mi sono innamorata dei suoi libri e trascinata dall'amore ho iniziato anche questo, galvanizzata anche dal fatto che ne avevo sentito parlare molto bene. Purtroppo non mi ha mai preso davvero tanto e non saprei dire come mai, ho provato varie volte a cercare di finirlo ma viene sempre messo da parte, vorrei sicuramente finirlo quindi va inserito nella lista di quelli da recuperare.




4. Io Uccido
di Giorgio Faletti

Ammetto, e non ne vado fiera, che non conosco molto Faletti come autore e mi dispiace davvero tanto e spesso mi riprometto di approfondirne la conoscenza. Questo libro 
è nella mia libreria da tantissimo tempo e devo trovare il tempo di leggerlo, mi vergogno infatti di averlo messo in lista ma alla fine recuperarlo si rivela sempre facile a dirsi e difficile a farsi. 





5. Tom Jones
di Henry Fielding

Questo libro lo avevo scoperto all' università a causa di un esame di letteratura inglese, in teoria facendo parte dell'esame avrei dovuto leggerlo tutto invece mi sono dedicata ad una lettura piuttosto sommaria ripromettendomi di prendere del tempo per leggerlo bene dopo l'esame. Ecco...ancora non ci sono riuscita e mi spiace un sacco soprattutto perché trovo che la trama sia molto interessante.





Blog Tour Magic: 5 motivi per leggere la serie



Ciao a tutti! Oggi tocca a noi di Reading at Tiffany’s concludere questa blogtour dopo che vi sono state presentate le diverse Londre da Esmeralda viaggi e libri, Leggere romanticamente, Coffee & books, Il colore dei libri, dopo che vi abbiamo fatto sognare con il dreamcast di Bookish Advisor, dopo che avete scoperto in quale Londra viveste grazie a Bookspedia e dopo tutte le nostre recensioni, ora cercherò di ribadirvi, in soli 5 punti (troppo pochi!) perché DOVETE leggere questo libro e l’intera serie!!! 


E alllora, basta chiacchiere… ecco i miei 5 buoni motivi:



 


1. I personaggi

Non solo Kell e Lila (che sono senza dubbio entrati a far parte della mia Top10 come uno dei migliori duo!), il loro coraggio, la loro testardaggine e insolenza, per l’alchimia che si crea tra loro… Ma anche per la complessità della figura di Holland, il secondo Antari, un cattivo davvero cattivo? Oppure un cattivo per altri motivi ancora non ben chiari?; per Rhy, le sue gag, la sua dolcezza e la sua complicità con Kell; per i gemelli Danes che sono perfidi di una perfidia alla Games of Thrones; per tutti per i personaggi di contorno che sono davvero ben costruiti e che, se ci sono, un motivo c’è!







2. Il mantello di Kell

Io l’ho adorato! Come già detto nella mia recensione (qui) vorrei un’intero SPIN-OFF interamente dedicato a questo fantastico indumento che cambia colore, fattezze e stile in base a come lo si rigira. Una brillante genialità che vorrei davvero sapere come le è venuto in mente, alla Schwab!!!  






3. Le diverse London

Perché ognuna ha un’atmosfera diversa, una condizione magica diversa, un profumo e colori diversi. Perché siamo in un unico mondo fantasy caratterizzato da differenti ambientazioni ed atmosfere. Un’idea davvero geniale che ci fa viaggiare da un muro all’altro, da un mondo all’altro con un “semplice” incantesimo. Perché ogni Londra ci riserva delle sorprese diverse.






4. La misteriosa reliquia

Un oggetto antico, misterioso e tremendamente pericoloso che sarebbe dovuto essere andato distrutto e scomparso con la fine di Black London e che, eppure, ritroviamo nelle mani di Kell al quale porterà una infinità di guai. Che cos’è questa pietra nera? Qual è il suo potere? Chi lo ha fatto arrivare nelle mani di Kell e perché? Un mistero che potremo scoprire solo leggendo tutta la serie!






5. Se amate il Fantasy

Credetemi, negli ultimi tempi, quale orfana di romanzi come Lord of The Rings e di Harry Potter ho vagato alla ricerca di libri che potessero minimamente compensare questa mancanza… qualche libro si è avvicinato, ma mai nessuno mi aveva presa con lo ha fatto Magic!!! Se davvero amate il genere, allora vi consiglio (anzi, vi esorto!) ad acquistare una copia di Magic e a lasciarvi conquistare sin dalle prime pagine da Kell, dalle diverse Londra, dal mantello, da Lila, degli altri personaggi, dagli intrighi, dall’azione, dalle battaglie, dai dialoghi divertenti, dai misteri e dalla magia che pervade questa saga, dalla prima all’ultima pagina!




Insomma, non so cosa stiate aspettando... correte in libreria e acquistate la vostra copia di Magic!!!





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