venerdì 6 marzo 2026

Recensione: Un'ultima goccia di sole


Un'ultima goccia di sole
di Emma Stonex

Editore: Mondadori
Titolo OriginaleThe Last Drop of Sunshine 
Prezzo Cartaceo: € 21,00 
Prezzo E-book:  € 13,99 
Pagine: 360 
Traduzione a cura di: Manuela Faimali
  

Gennaio 1989. In un’ordinaria e gelida mattina d’inverno, Bridget “Birdie” Keller si sveglia con una notizia che in un istante spezza e stravolge la sua normalità: Jimmy Maguire, l’uomo che ha ucciso sua sorella Providence diciotto anni prima, sta per tornare in libertà. È il momento che Birdie stava aspettando e così, lasciati i figli a scuola, parte per Londra con una pistola nella borsa e un solo obiettivo: trovare Maguire e ottenere la sua vendetta. Ma ogni storia può essere raccontata da più punti di vista e, dietro ciò che Birdie ha sempre creduto di sapere, si celano bugie e segreti rimasti a lungo sepolti. È davvero Jimmy l’assassino di Providence? O è forse l’unica persona di cui lei possa realmente fidarsi? E, quando la verità verrà finalmente a galla, lascerà vincere il rancore o riuscirà a scegliere il perdono? Dopo il successo internazionale dei Guardiani del faro, Emma Stonex torna con un nuovo thriller mozzafiato, immerso nella suggestiva e inquietante bellezza delle campagne del Devon. Un mistero travolgente e magnetico, pieno di colpi di scena, che intreccia due vite segnate da un crimine terribile e racconta una storia indimenticabile di amore e vendetta.



16 gennaio 1989. Il giorno che Bridget Keller pensava non sarebbe mai arrivato, stava facendo colazione, doveva ancora svegliare e preparare i bambini per la scuola, suo marito stava per uscire e sarebbe stato via per un paio di giorni per lavoro, quando arrivò la chiamata: “E’ oggi”. Jimmy Maguire sta per uscire di prigione e Bridget aspetta questo momento da diciotto lunghi anni, da quando lui ha ucciso sua sorella Providence, ricorda ancora il giorno in cui ritirò tutta l’eredità della nonna e la usò per comprarsi una pistola. Ora è giunta finalmente l’occasione per fare giustizia. Un'ultima goccia di sole è un thriller dalla doppia prospettiva, in primis quella di Bridget, moglie devota e madre affettuosa di due bambini, che si porta appresso un passato tormentato e doloroso che ancora fa ombra sulla sua vita. Da bambina la madre scappò abbandonandola alle cure della nonna che la fece crescere in un ambiente amorevole ma poco agiato. Quando alla porta di casa trovarono una bambina infagotatta dentro una cassetta per le mele, Bridget sentì immediatamente nascere dentro di lei uno scopo, quella bambina era sua sorella, lo sapeva, e lei da quel momento l’avrebbe protetta per sempre. Per questa ragione ora Bridget si ritrova a inseguire un ex detenuto a cui hanno appena concesso la libertà condizionale, con l’obiettivo di liberare il mondo dalla sua presenza. La sua prospettiva è contraddittoria, Bridget prova un immenso sentimento di odio che nonostante il passare degli anni e l’evolversi della vita non si è mai placato e che ora la sta spingendo a un gesto inesorabilmente irreversibile, questa determinazione si va però spesso a scontrare con quella che è la sua vita attuale, con i ricordi dei suoi figli e di suo marito. La sua mente cammina senza sosta in bilico su una linea sottilissima che separa il presente e il passato, l’amore per la sua attuale famiglia e l’odio che prova nei confronti di chi ha distrutto la sua vita diciotto anni prima. In secondo luogo la prospettiva di James Maguire, che ha appena passato diciotto anni della sua vita in carcere con l’accusa di omicidio. Lui però non ha mai confessato, con il suo linguaggio scontroso e scurrile continua ad affermare che l’omicidio non sia avvenuto per mano sua ma che di certo lui non ha fatto nulla per impedire ciò che è accaduto. Di certo lui non è mai stato un santo, ma non ha ucciso Providence, anzi, le voleva bene, era l'unica amica che avesse mai avuto, ma nessuno gli ha creduto diciotto anni fa, perciò perché qualcuno dovrebbe credergli ora? Il filo conduttore della narrazione è ben chiaro sin dalle prime pagine del libro, ma la verità è ben celata nella memoria di Maguire, che la racconterà pagina dopo pagina attraverso i suoi stessi ricordi.

Un thriller dai risvolti inaspettati, ricco di salti temporali e dal ritmo incalzante che cattura senza fatica l'attenzione del lettore.



Durata  della lettura:  6 giorni
Bevanda consigliata: The nero con una fetta di limone
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Kill creatures. Bugie che uccidono, Rory Power



"La settimana in cui ho sparato a un uomo dritto in testa 
è cominciata come tutte le altre."

 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 27 febbraio 2026

Recensione: La vedova

 

La Vedova
di Helene Flood

Titolo OriginaleEnken 
Prezzo Cartaceo: € 12,90 
Prezzo E-book:  € 1,99 
Pagine: 320
Traduzione a cura di: M. Podestà Heir
  

Prima che Erling morisse, c’era stata una serie di “quasi” incidenti piuttosto sospetti. Poi, un giorno, è uscito di casa e non è più tornato: stroncato da un infarto mentre era in bicicletta in mezzo alla strada. Ora Evy, sua moglie per quarantacinque anni, è sola nella grande casa. Ma qualcosa non torna. Oggetti che scompaiono, porte che si aprono da sole – persino quella della cantina, sempre rimasta chiusa a chiave. I figli le nascondono delle cose e lei inizia a dubitare di tutto. Quando un vecchio amico d’infanzia di Erling riappare dopo anni con una storia da raccontare, i sospetti si fanno più concreti: qualcuno voleva davvero far del male a Erling? È possibile che sia stato ucciso? E se chi lo braccava ora fosse sulle tracce di Evy?


La Vedova è un thriller psicologico che va ben oltre il semplice mistero, trascinando il lettore in un viaggio tra ricordi distorti, percezioni ambigue e ombre oscure della mente. Fin dalle prime pagine, il lettore viene catturato da un senso di tensione sottile ma costante, come se qualcosa di oscuro stesse per emergere da un momento all'altro. La narrazione è strutturata in capitoli che si muovono avanti e indietro nel tempo, alternando presente e passato in modo fluido ma ingannevole. Questa scelta stilistica non è solo un espediente narrativo, ma una vera e propria macchina del sospetto: ogni volta che pensi di aver compreso la vicenda, Flood ti costringe a riconsiderare tutto, a dubitare dei ricordi, delle azioni e perfino della voce narrante.

La protagonista, la vedova, è al centro di questo vortice psicologico. La donna è intrappolata in un lutto doloroso, ma ciò che rende la storia affascinante è la sua ambiguità morale: non sai mai se ciò che racconta è pura verità, una sua distorsione dei fatti, o addirittura una finzione costruita per proteggersi o manipolare chi ascolta. Questo continuo gioco tra realtà e illusione crea un senso di inquietudine che persiste anche dopo aver chiuso il libro.

La scrittura è precisa e penetrante. Il lettore percepisce il peso del silenzio, della solitudine, e l'eco costante di un passato che non smette di riaffiorare. I colpi di scena, pur numerosi, non risultano mai forzati: sono invece il risultato naturale di una trama ben costruita, che mette in discussione le certezze del lettore e lo costringe a interrogarsi sulla verità di ciò che vede e sente.

Al centro della storia ci sono anche le relazioni umane: Helene Flood esplora con grande profondità il modo in cui il dolore e il rimpianto possono deformare i ricordi, e come la percezione individuale possa trasformarsi in una vera e propria gabbia psicologica. I legami tra le persone, le colpe non dette, le omissioni ei silenzi diventano strumenti potenti di tensione narrativa, rendendo la storia non solo un thriller, ma anche un'indagine sulle fragilità e contraddizioni dell'animo umano. È un libro che ti lascia con il cuore in gola e con la mente in fermento, capace di suscitare emozioni contrastanti: paura, compassione, incredulità, curiosità.

In definitiva, La Vedova non è solo un romanzo da leggere, ma un'esperienza da vivere. È un invito a esplorare i significati più oscuri della mente, a dubitare delle apparenze ea confrontarsi con l'inquietante possibilità che la realtà possa essere solo un velo sottile sopra una verità molto più complessa e sfuggente.


Durata della lettura:   Due settimane 
Bevanda consigliata:    Grog caldo arricchito da una spruzzata di cannella 
Formato consigliato:    Cartaceo  
Età di lettura consigliata:   dai 18 anni    
Consigliato a chi ha apprezzato:La donna della camera numero 11, Ruth Ware 



«   Come se avessi potuto riportarlo a forza nel mondo, ma avessi fallito ».            


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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