mercoledì 8 aprile 2020

Recensione: Ami

Ami
di Edoardo Erba

Editore: Mondadori
Prezzo Cartaceo: € 18,50
Pagine: 240



Marocco, 1984. Ami ha solo quattordici anni quando s’innamora e decide di scappare di casa con un ragazzo bello e ricco di cui non conosce neppure il nome. Lui ha una macchina elegante, e lei pensa che stiano andando a sposarsi, o su per giù. Che quello sia un viaggio di nozze, o su per giù. Ma è un inganno, e Ami, incinta, si ritrova da sola, persa fra le stradine di Tinghir.
La sua ingenuità ha una forza dirompente. Sa poco della vita ma si fida di quello che succede. E non si accorge di superare difficoltà che abbatterebbero chiunque. Partorisce il figlio Majid sulle montagne dell’Atlante, sotto la tenda di due pastori.
È entraîneuse a Casablanca, contrabbandiera a Melilla, bevitrice e clandestina per le strade polverose del Marocco. Finché non spende tutti i soldi guadagnati per un posto su uno 
yoct, come lo chiama lei, e avventurosamente raggiunge l’Europa alla ricerca di un futuro migliore per sé e per il piccolo.
Cambierà lingua e abitudini, affronterà nuove e imprevedibili difficoltà. Instancabile come un’eroina settecentesca, di nuovo cadrà, si rialzerà e ricomincerà più forte di prima, conservando la spontaneità, la fiducia negli altri e l’amore per il figlio Majid. Un figlio che la porterà a fare i conti col suo passato. Un ragazzo dal destino molto speciale.



Ami è una ragazza giovanissima di un paesino del Marocco, come tutte le ragazzine si innamora di un giovane più grande e data la sua innocenza decide di seguirlo scappando di casa. 
Il ragazzo è bello, ricco, ha la macchina e anche se Amina non conosce nemmeno il nome, si fida di lui che pensa che la sposerà.
Proprio così iniziamo le disavventure della ragazza, che ritrova incinta e viene abbandonata in un paesino ancora più sperduto del Marocco. Ovviamente non può tornare a casa in quelle condizioni ma in qualche modo ancora spera che lui torni a prenderla.
Ami però è una che senza rendersene conto ha le spalle larghe. Partorisce in mezzo a pastori sconosciuti nelle montagne, viene poi cacciata per questo e venduta da una donna ingrata e attaccata ai soldi. 
Si ritrova a fare la barmette in un locale, lavoro che lei crede sia soltanto legato al contare i tappi delle bottiglie venduti ma i clienti e soprattutto i padroni dei locali si aspettano molto di più. Attorno a lei girano una miriade di ragazze nelle stesse condizioni se non peggio, lei ha solo una cosa che la spinge a vivere ed è Majid, suo figlio, un bambino dolce e intelligente sin da subito.
Quando non può più continuare il lavoro lì cercherà di arrivare in Europa, tra viaggi nei traghetti di notte, baci di sostegno chiuse nei bagagli in un camion, urla e insulti di chi non la capisce, finalmente raggiunge l'Italia.
Anche qui si scontra con il razzismo e l'ignoranza di chi non ne vuole conoscere o comprendere le difficoltà ma lei ha una forza disumana e si impegna con tutta sé stessa in tutto quello che fa, che sia la scaricatrice di cassoni o la balia al figlio della cattiva signora Graziella.
Anche se è passato tanto tempo e lei è cresciuta, purtroppo si fa ancora influenzare dagli uomini che trovano sempre un modo di deriderla o farla sentire inferiore, come Faruk il marocchino che la obbligherà a iscrivere Majid alla scuola islamica.
Qui tutto cambierà e lei si ritroverà a superare la più grande delle difficoltà proprio nella sua casa. Le pene per la ragazza non sono finite e ancora una volta dovrà trovare dentro di lei la forza di andare avanti nonostante tutto.
Il romanzo è veramente bello, le pagine scivolano veloci come acqua e ho finito la lettura in due, tre giorni, non vedevo l'ora di sapere come andassero le cose per Amina. 
La cosa che ci lascia più senza parole è la giovanissima età della protagonista che non si rende conto di quanto sia forte e porta avanti ogni decisione senza un secondo di titubanza o di paura. 
Insomma quel tipo di coraggio che troviamo solo nel cuore di una donna.
Ho apprezzato molto la nota finale dell'autore che spiega come questa idea sia nata proprio da un personale errore di giudizio.
Un romanzo consigliato, una protagonista di una dolcezza disarmante che si ritrova senza nemmeno rendersene conto ad affrontare prove insormontabili. 
Una lezione di empatia per tutti e uno stupendo debutto come scrittore per Edoardo Erba.


Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata: Succo di frutta all'ananas
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 15 anni 





      "Siamo tutte zaniat, qui."




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 7 aprile 2020

Tiffany's Comics: Ariadne in the blue sky




Ariadne in the blue sky
di Norihiro Yagi

Editore: Star Comics
Prezzo Cartaceo: € 5,50 per volume
Pagine: 192
Serie: Serie da 2 volumi, in corso

Lacyl è un ragazzo cresciuto in una zona rurale, circondato dalla natura incontaminata e lontano dalla civiltà. Trascorre i suoi giorni in modo semplice, lavorando la terra, cacciando e sognando quella leggendaria "città volante nel cielo" di cui si narra nei suoi libri.

La sua esistenza cambia drasticamente quando, nella foresta vicino a casa, incontra una splendida ma misteriosa fanciulla dai modi aristocratici che, a causa di una misteriosa malattia, fluttua in cielo, e ha bisogno di speciali calzari particolarmente pesanti per poter camminare normalmente. Quando questa viene attaccata da dei misteriosi individui armati di possenti corazze meccaniche, Lacyl non può evitare di prendere la sua parte e soccorrerla. Non sa ancora di aver incontrato Leana, principessa dell'Impero di Ariadne – la città fluttuante del cielo!


Ho visto e sentito parlare molto di questo manga e ho voluto dargli una possibilità anche se di solito gli shounen non sono il mio genere preferito. La storia è quella di Lacyl e Leana. I due si incontrano per caso nella foresta, lui è un ragazzo comune cresciuto in una zona rurale, lei invece è la principessa di Ariadne, una delle città fluttuanti che è scappata sul pianeta per evitare il matrimonio che le è stato combinato. I nostri protagonisti non possono che essere più diversi, Leanna è affetta da una strana malattia che la fa volare, è un'aristocratica e dimostra di avere carattere per aver scelto la libertà piuttosto che sottomettersi ad un destino scelto da altri. Lacyl invece è semplice, sempre abituato a vivere nella tranquilla natura e il loro incontro lo sconvolge completamente, soprattutto da quando decide di aiutarla nella fuga, non facile fin dagli inizi. Il tema del viaggio che è uno dei miei preferiti, rende il manga dinamico e dona al tutto l'aspetto di un'avventura che viene voglia di seguire e vedere conclusa. I personaggi seppure piacevoli non mi hanno lasciato un granché, hanno sprazzi convincenti ma non rimangono, sembrano non avere una struttura ancora solida. La storia mi ha incuriosito, l'ho trovata ricca di azione e quindi sempre incalzante e ho gradito molto l'ambientazione fantasy che ha tante potenzialità che sono curiosa di vedere sviluppate nei volumi successivi. Un inizio promettente e che forse riserva ancora il suo meglio per il seguito che spero di scoprire presto.


Durata totale della lettura: Un giorno
Bevanda consigliata: Tè freddo alla pesca
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni




      "Una magica e coinvolgente avventura fantasy splendidamente disegnata da Norihiro Yagi, l'osannato autore di Claymore!"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 6 aprile 2020

Recensione: Difendersi. Una filosofia della violenza


Difendersi.
Una filosofia della violenza.
di Elsa Durlon


Editore: Fandango Libri Editore
Prezzo Cartaceo: € 19,00
Pagine: 256
Titolo originale: Se défendre. Une philosophie de la violence.



Nel 1685, il Codice Nero proibiva “agli schiavi di trasportare qualsiasi arma offensiva o grossi bastoni” pena la frusta. Nel diciannovesimo secolo, in Algeria, lo stato coloniale proibiva le armi agli indigeni, dando ai coloni il diritto di armarsi. Ancora oggi, nonostante gli insegnamenti della storia, alcune vite contano così poco che si può sparare alle spalle di un adolescente sostenendo che fosse aggressivo, armato e minaccioso. Una linea di demarcazione storica oppone i corpi “degni di essere difesi” da coloro che, disarmati o resi indifendibili, rimangono esposti alla violenza del potere dominante. Questo “disarmo” organizzato dei subordinati e degli oppressi a beneficio di una minoranza con il diritto permanente di possesso e uso impunito delle armi, pone direttamente la questione dell’uso della violenza per la difesa di ogni movimento di liberazione. Dalle suffragette ju-jitsu alle pratiche di insurrezione del ghetto di Varsavia e le Black Panther, passando per le brigate queer e i movimenti di resistenza contemporanei, Elsa Dorlin, filosofa a mani nude, traccia in quest’opera una storia costellare dell’autodifesa.



Il romanzo della Durlon è un chiaro racconto (a tratti storici), della storia dell’autodifesa. In questo romanzo, ovviamente non poteva mancare lo stretto riferimento al concetto del “morire per la patria”. La regolamentazione del lecito uso delle forze armate è strettamente legata alle concezioni moderne del diritto delle persone, inteso come la fonte teorica dei dibattiti sulla legittimità o l’illegittimità dell’uso della violenza per sé. La legittima difesa, in una certa misura, è anticamente un principio comune al diritto privato e al diritto pubblico e internazionale (in quest’ultimo caso è relativo in particolare al diritto degli Stati di usare legittimamente la violenza sul loro territorio o nel caso di conflitti tra Stati). Particolarmente interessanti le riflessioni che l’autrice ha compiuto in merito alla violenza compiuta sulle donne (perpetrata per anni, e giunta fino alla nostra epoca moderna); e nel dettaglio il ritratto di questo problematica nei tempi recenti, così come viene compiuta dai mass media. Questa modalità di politicizzazione delle violenze funziona su tre presupposti. Primo: l’idea che se si offre visibilità a un problema allora questo diventa reale; secondo: la realtà di un fenomeno diventa una realtà per tutti quando si smuovono le emozioni,4 in modo particolare l’empatia; terzo: che mostrando le conseguenze di un atto o di una pratica si arriva a toccare gli autori di questi atti in quanto soggetti morali, suscettibili di prendere coscienza dell’inciviltà, dell’illegalità, dell’immoralità o del pericolo (sanitario, sociale, umano) dei loro atti. La favola di Bella, citata a tal esempio, è una novella che spinge e profonde riflessioni. Quando le prede si mettono a cacciare non diventano a loro volta cacciatori. Si difendono per necessità. Tuttavia, nella generalizzazione di un tale mondo della predazione, assistiamo alla trasformazione di tutti-e in prede. È lo sradicamento di qualsiasi tipo di alterità o, piuttosto, della riduzione del possibile all’ordine della minaccia e del pericolo; si tratta anche dello sradicamento di qualsiasi conflittualità politica. Un saggio che diventa la voce di tutti i movimenti collettivi militanti di lotta femminista.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Caffè decaffeinato
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Elsa Dorlin





      "Storia costellare dell'autodifesa"



                           Si ringrazia molto la casa editrice Fandango per la copia omaggio.                            

venerdì 3 aprile 2020

Rubrica: 5 cose che


 Eccoci tornati ad una nuova puntata di questa bellissima rubrica ideata sempre 
dal blog Twins Book Lovers!


In questa rubrica i temi affrontati saranno molto vari, riguarderanno sempre il mondo dei libri, ma anche film, attori, serie tv…insomma…tutte cose che, da amanti dei libri, non potrete che approvare! Quindi, è con immenso piacere che vi auguro una buona pausa con il tema di oggi, anche se in realtà sono molti di più ecco i

5 cose che faccio nel tempo libero quando non leggo.





1. Guardo serie TV.
La sera, se sono stanca e non ho voglia di leggere, mi scelgo una serie tv e, con una bella tazza di tisana, mi accomodo sul divano insieme alla mia famiglia e me la guardo in tutta tranquillità. La scelta non è sempre facile perché bisogna accontentare tutti. Di preferenza meglio se la serie ti mette a disposizione un bel po' di puntate per fare una full immersion fino a che non finisce! Due serie che hanno messo d'accordo tutti sono Breaking Bad (ci sono ben 6 stagioni....) e Better call Saul (siamo a 4). Ve le consiglio. 




2. Lavoro a maglia o all'uncinetto.
Premetto che non sono bravissima, ma trovo molto rilassante, quando ho un po' di tempo a disposizione, prendere un uncinetto o dei ferri da maglia, qualche gomitolo, e scateno la fantasia. Faccio di solito cose semplici, borse, bikini, sciarpe . Per me o da regalare. È qualcosa che è tornato anche un po' di moda negli ultimi anni anche tra le ragazze più giovani e lo trovo una bella cosa. A me ricorda molto la mia mamma che, quando ero piccola, mi insegnava questa arte magica. Ci avete mai provato?




3. Preparo dolci.
Per una che non ama i dolci è un bel match! Ebbene sì, io non amo particolarmente le torte e i dolci in generale, a parte la panna montata e il gelato al cioccolato e menta. Però ho una passione per la preparazione dei dolci. Strano eh? Perché dietro la preparazione di una torta, anche della più semplice, ci sono dei passaggi fondamentali, a partire dalla scelta degli ingredienti, al loro dosaggio e alle tecniche. I miei figli qualche anno fa a Natale mi hanno regalato il libro " Il grande manuale del Pasticciere", con tutte le preparazioni base per gli impasti, le creme, le glasse etc. Mi sono sfidata e ho voluto preparare una torta che aveva ben 5 preparazioni diverse da fare tutte in sequenza, tenendo conto dei tempi di posa e di raffreddamento oltre che a quelli di cottura. È stata dura ma ce l'ho fatta. Insomma, il risultato finale non era proprio come nella foto sul libro, però era proprio buona!


4. Vado a farmi un giro in bici.
Adoro la bici. Quando vado a lavorare la uso tutti i giorni e sono attrezzata anche per quando piove. Mi dà un senso di libertà che non ha eguali. Certo a Milano, dove vivo, bisogna fare molta attenzione, ci sono molte auto però negli ultimi anni anche molte piste ciclabili. Con la bici vai dove vuoi, non dipendi dagli orari dei mezzi pubblici e puoi goderti la pedalata immersa nei tuoi pensieri. Sì, non ascolto musica mentre vado in bici perché è bene essere presenti e sentire quello che ti succede intorno. Quando ho un po' più di tempo vado al Bosco in città che non è lontano da casa mia e in un quarto d'ora mi immergo in un vero e proprio bosco con sentieri, orti, fattorie, laghetti. Questa è una delle cose che mi mancano tanto in questo periodo dove, giustamente, siamo chiusi in casa, ma appena sarà possibile, via!



5. Mi alleno.
Non ho mai amato andare in palestra ma bisogna fare qualcosa per mantenersi in forma. Quando posso mi ritaglio un'ora per fare un po' di ginnastica, o yoga, o stretching. Dipende dall'umore. Non sono molto costante, ma quando riesco ad allenarmi poi sto decisamente meglio. Psicologicamente perché so di avere fatto qualcosa per me e fisicamente perché mi sento proprio bene. Non sono il tipo da jogging o da sport competitivi, ma un po' di sano movimento, grazie anche ai numerosi tutorial che si trovano in rete, perché no?





Recensione: Discutere con gli zombie

Discutere con gli zombie

di Paul Krugman

Editore: Garzanti

Prezzo Cartaceo: € 24,00
Pagine: 420
Titolo originale: Arguing with Zombies. Economics, Politics, and the Fight for a Better Future



Quella del Premio Nobel Paul Krugman è una delle voci più autorevoli al mondo in campo economico: i suoi libri e i suoi editoriali sono tradotti in decine di lingue, e ovunque non mancano di suscitare dibattito, polemiche, discussioni. Ma lo studioso è allo stesso tempo un popolare divulgatore capace di spiegare con semplicità le teorie economiche più complesse, e di svelare cosa si cela dietro le scelte a volte poco comprensibili di governi e multinazionali. In questo suo ultimo, atteso libro, Krugman affronta i temi decisivi al centro del dibattito pubblico dei nostri giorni: il ruolo futuro dell’Unione europea, i rischi della Brexit, le nuove strategie commerciali delle potenze mondiali; e senza mancare di offrire soluzioni originali e commenti taglienti, si scaglia contro i sovranismi e i populismi su entrambe le sponde dell’Atlantico, mette in guardia dalle riforme dell’amministrazione Trump nell’anno delle elezioni presidenziali, e con coraggio sfata tutte quelle convinzioni che le evidenze avrebbero dovuto definitivamente far mettere da parte decenni se non secoli fa, e che invece continuano a sopravvivere come zombie e a divorare il cervello di commentatori, intellettuali e di molti, troppi politici.



Con questo libro, Krugman riesce a sfoggiare a pieno tutta la sua saggezza e conoscenza.  
Partendo dal titolo, l’autore parla di ‘zombie’, riferendosi al concetto che riguarda tutta quella classe politico/economica che crede (e purtroppo ha sempre creduto) che fornendo più soldi ai ricchi, la ‘middle class’ potesse in qualche modo uscirne avvantaggiata: solo uno zombie può infatti credere ad una teoria del genere. 
Krugman attua un’analisi approfondita sul sistema economico americano, partendo dall’amata/odiata riforma Obama Care, la bolla finanziaria, la crisi economica e tutte le conseguenze da esse derivate. Il lavoro dell’autore si basa sul collezionare le sue opinioni prese da articoli di giornali del ‘New York Times’ abbinandole ad una accurata ricerca scientifico-economica volta a spiegare alcuni drammi dei nostri tempi.
Ho trovato molto interessante tutta la parte relativa all’Euro, all’austerità e i vari commenti su come questo cocktail di ricette economiche di dubbia riuscita siano molto di moda, nonostante il loro palese insuccesso e di come questo sia più o meno diretta conseguenza di Trump e di una destra populista incalzante in Europa.
Consiglio questo libro se avete interessi riguardo il mondo economico attuale, anche se non tutte le parti sono accessibili e di facile lettura a chi non ha un minimo di conoscenza del settore.
Krguman, come sempre mi sorprende in positivo e posso riconfermare che i suoi scritti sono molto esaustivi dal punto di vista scientifico e, al tempo stesso, gradevoli alla lettura. 


Durata totale della lettura: 7 giorni
Bevanda consigliata: Caffe' Americano
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 18 anni




      "Nonostante ciò la politica non è cambiata affatto e le idee dell’élite sono sempre le stesse. Com’è possibile? Wren-Lewis colpisce nel segno: i politici selezionano economisti che confermino le loro idee tendenziose"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 2 aprile 2020

Recensione: La dragunera

La dragunera
di Linda Barbarino

Editore: Il Saggiatore
Prezzo Cartaceo: € 17
Pagine: 168



Rosa farebbe di tutto per tornare nella sua casa di bambina, quando volava tra le braccia di suo padre e cantava su un terrazzino profumato di basilico. Ma Rosa non può tornare, perché la casa è in rovina e lei per sopravvivere è diventata la puttana del paese. Ogni sabato Paolo le manda un  fischio alla  finestra per comperare qualche ora del suo amore. Ogni sabato la porta di Rosa si apre per farlo entrare. Paolo lavora le vigne di famiglia ed è ossessionato da un’altra donna che odia e desidera con uguale ferocia, una donna che dovrebbe tenere lontano, perché è la moglie di suo fratello e  fin dal nome evoca tempesta e sciagura. La Dragunera, così la chiamano, è una  fimmina sensuale e altera, i suoi capelli sono  li di vento, i suoi occhi ramarri lo visitano in sogno; c’è chi dice che sia una strega. Cammina annaccata sui tacchi fra la basole delle viuzze, il seno che pare disegnato sotto la vestina stretta, il volto senza vergogna e senza paura.
La Dragunera è il racconto di una Sicilia ruvida e incantata, in cui si muovono personaggi dolcissimi e brutali, che hanno labbra vermiglie e unghie sporche di terra. Narratrice visionaria e sanguigna, capace di unire l’inventiva dialettale di Camilleri all’intensità emotiva di Elena Ferrante, Linda Barbarino canta una storia d’amore e di magia: la saga di una famiglia a un passo dalla  fine, travolta da voracità e invidia. Il romanzo avvolgente di una magara e di una prostituta che conosceva l’amore.




Una storia vera, sporca, di pelle, sangue, sudore, profumi e vendetta.
Paolo e Biagio sono due fratelli, non potrebbero essere più diversi, Paolo è uguale a suo padre Tano, lavoratore, forte, determinato e organizzato nel suo lavoro, sa come gestire la terra, come fare la vigna, insomma sembra nato per sostenere la famiglia, Biagio, che le mani se le è sporcate ben poco, se ne era andato al nord a lavorare ma poi era tornato al sud e in tutta fretta si era spostato proprio lei, la Dragunera, quella che tutti sanno essere la magara, la strega, quella che tutti tengono lontana.
Paolo invece non è ancora sposato e l'unica femmina con cui ha rapporti è Rosa la Sciandra, la bottana che si fanno tutti, quella che ha perso tutta la famiglia e da piccola era stata data a una zia che la odiava e non le ha lasciato niente nemmeno da morta. 
Lei non aveva che il suo corpo di cui vivere, lo stesso corpo che veniva preso in giro e infastidito dalla sorella Anna, quella più grande, più forte, più veloce e sicuramente più sveglia. L'unica sua gioia è proprio Paolo, lei lo ama, lo venera, lo aspetta come una moglie e lo coccola come una sposina, anche quando Paolo si sposerà davvero, anche se solo per interesse, lei lo continuerà ad amare. Certo non vive di altro che di ricordi bellissimi della casa d'infanzia e tremendi della sorella e dei suoi continui attacchi, ma che fine ha fatto quella sorella? La zia glielo ammetterà solo in punto di morte, Rosa mai si sarebbe aspettata questa fine per la sorella.
La madre dei ragazzi cerca di riavvicinarli in ogno modo ma non si rende conta di dover fare i conti proprio con la dragunera, i suoi malefici, la sua influenza e la sua femminilità.

La storia di una famiglia siciliana di quelle che potrebbe avervi raccontato una nonna, questa donna famelica in una società totalmente matriarcale in cui l'uomo sbotta e sbraita ma alla fine sta sempre alle decisioni delle donne, le stesse donne che però sono sempre quelle che ci rimettono. 
Un romanzo decisamente originale e interessante, pieno di colori e calore, forse ostico a tratti per qualcuno che non mastichi per niente il siciliano ma sicuramente una lettura consigliata. 


Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata: Spremuta di arancia rossa
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni 





      "Al paese si diceva che era magara, ntisa la Dragunera, 
così la chiamavano, come la tempesta di vento e acqua a capo di verno."




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 1 aprile 2020

Recensione: Céline, leggenda di una lupa




Céline, leggenda di una lupa - Marianna De Angelis - copertina
Céline, leggenda di una lupa


di Marianna De Angelis

Editore: Bookabook
Prezzo cartaceo : € 10,00
Prezzo ebook: € 6,99 
Pagine: 88
Genere: Narrativa moderna

Tre grandi amici, tre sciatori esperti, una valanga. Nulla possono i tre uomini contro la potenza della montagna e due di loro perdono la vita. Anni dopo Matteo scopre un articolo di giornale ormai ingiallito che riporta la notizia di quella valanga e, con essa, della morte di suo padre. Si accende così in lui una flebile speranza di poter conoscere l'unico superstite, ormai molto anziano. Una corsa contro il tempo, un'incognita e un viaggio rischioso lo conducono a una baita nella Valle Maira e a un diario. Attraverso quelle pagine, scoprirà la verità sull'accaduto e qualcosa di più: una misteriosa fiaba che aleggia su tutta la vicenda e che riguarda una bambina, Céline, trasformatasi in lupo.




Matteo sta cercando di fare ordine tra le cose di sua madre appena mancata, ormai è stanco sono giorni che lavora senza sosta e a casa lo aspettano sua moglie e suo figlio. E' sera tardi e l'ultima cosa di cui ha voglia e di guardare cosa contiene uno scatolone pieno di vecchi fogli. Ma sarà proprio lì dentro, sotterrato da metri di polvere che troverà la risposta alla morte prematura del padre ed inizierà per lui una ricerca che gli cambierà per sempre la vita. Marianna De Angelis fa il suo esordio nella letteratura degli adulti con romanzo breve che sa regalare emozioni pure: con una scrittura semplice riesce ad avvicinarsi al cuore del lettore con una leggenda dolce amara che ha come protagonista una giovane lupa. L'autrice proviene dalla letteratura dedicata ai più piccini e si avvicina ai grandi con una storia pregna di sentimenti e di figure allegoriche che hanno un sentore di antico, di favole raccontate davanti al fuoco e il profumo di ricordi. Questo romanzo è qualcosa di magico e avvolgente come una coperta calda, lo stile narrativo senza fronzoli dell'autrice e la scelta della leggenda di Cèline hanno attirato sin dalle primissime battute i miei favori e le mie aspettative non sono state deluse. Matteo è un ragazzo che vuole delle risposte, quelle stesse risposte che la madre gli ha negato per non addolorarlo quando era piccolo: la si può biasimare? Forse, ma era una donna ed una madre rimasta prematuramente vedova con un bambino da crescere al quale voleva solo risparmargli un dolore. Ma il richiamo della montagna sì sa non lo si può contrastare, esso ti entra sotto pelle ed è stata la montagna a portarsi via suo padre. Ho apprezzato moltissimo questo romanzo che mi ha fatta evadere dalla clausura di questi giorni per alcune ore: ho respirato aria pulita che sa di neve e di speranza e ho sentito un richiamo, un ululato dentro al cuore.


Durata totale della lettura: qualche ora
Bevanda consigliata: cioccolata calda
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 14 anni







"Un ululato nella notte, un richiamo per il cuore."


   

                                        
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