mercoledì 20 novembre 2019

Recensione: Nata di luna buona.


Nata di luna buona
di Iva Zanicchi


Editore: Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 18,00
Pagine: 320


Che avessi una bella voce me lo dicevano tutti, cantavo nell’osteria della nonna, facevo il contralto in un coro di alpini, cantavo in chiesa in occasione di battesimi e persino di funerali: volevo sempre cantare e non sapevo come fare. Mio papà, che non era tanto contento di quella mia passione, mi aveva costruito una piccola casetta su un albero vicino casa e mi mandava lì a esprimermi pur di non sentirmi. Da quando cantava a squarciagola nella casetta sull’albero a Vaglie di Ligonchio, un puntino isolato sull’Appennino tosco-emiliano lontano da tutto e da tutti, Iva Zanicchi di strada ne ha fatta parecchia e, dopo aver esordito su un palco appena ventenne, non si è più fermata. Castrocaro, Canzonissima, dieci Festival di Sanremo, il Madison Square Garden, la celebre tournée teatrale con Walter Chiari, Ok il prezzo è giusto!: Iva ha lasciato un segno indelebile nella storia dello spettacolo e della canzone. E da Alberto Sordi a Marcello Mastroianni, da Federico Fellini a Giuseppe Ungaretti, Mina e Giorgio Gaber, la sua carriera è costellata di straordinari incontri. Unica donna a vincere per tre volte il Festival, Iva non ha però mai tradito le sue origini ed è rimasta, successo dopo successo, una semplice e genuina ragazza Nata di luna buona. In questo libro racconta per la prima volta tutta la sua vita con lo stile schietto che da sempre la contraddistingue: un viaggio dall’infanzia a oggi attraverso teneri ricordi, divertenti retroscena ed episodi inediti, impreziosito da una galleria fotografica con tanti scatti privati.



Quando parlo di Iva Zanicchi, non posso che ricordare mia nonna materna (da poco scomparsa), lei l’ha sempre adorata, sia come cantante sia come presentatrici; per tale motivo, ho deciso di leggere questo libro, ero curiosa in primis, e in secondo luogo, volevo dare un tributo (del tutto particolare) alla memoria di una delle donne più importanti della mia vita, attraverso la lettura dell’autobiografia di uno dei suoi personaggi preferiti del mondo dello spettacolo. Un libro che attraversa diversi aspetti della vita della Zanicchi (alcuni a me, del tutto sconosciuti), ad esempio i diversi sacrifici affrontati nel corso dei primi anni della sua esistenza. Dopo l’armistizio, infatti, lei racconta che iniziò la guerra di Liberazione e diversi gruppi di partigiani si rifugiarono sui monti del suo paesino Natale da dove organizzavano le loro azioni. C’erano i partigiani “buoni” e quelli che non lo erano per niente. I primi erano alcuni bravi uomini che, sembra assurdo dirlo, portavano sempre un po’ di allegria in paese. Al loro arrivo, la Zanicchi, i suoi familiari, e buona parte dei residenti del suo villaggio venivano radunati tutti in piazzetta per accoglierli, le donne portavano pane e formaggio per riempire i loro tascapani. Quando se ne andavano, salutavano rassicurando la popolazione che avrebbero protetto loro dai tedeschi. Poi c’erano i partigiani comandati dal Lupo, un delinquente comune, alla guida di altri farabutti come lui usciti dalle galere di Modena. Erano loro i partigiani cattivi che terrorizzavano la povera gente, fin quasi ad averne più paura che dei tedeschi. Attraverso pagine ricche di preziosi spunti familiari, scoverete la natura più personale di Iva, quella di una donna proveniente da un paesino povero, che ha raggiunto non senza sacrificio il successo prima nel mondo della canzone italiana, poi in quello della televisione privata. Ho molto apprezzato che l’autrice non abbia celato alcuni pensieri che definirei, quasi controcorrente, ad esempio laddove racconta che in occasione di una delle sue vittorie al Festival di Sanremo (quello in cui, Tenco si uccise), lei si oppose fermamente (nonostante l’opposizione del suo manager), alla malsana proposta secondo cui: la vincitrice del Festival, con un grande fascio di rose rosse e l’aria contrita e addolorata, sarebbe dovuto andare a piangere sulla tomba del deceduto cantante/collega. Una scelta allora definita scomoda da molti. Tanto di cappello, per la fermezza d’animo. Un’autobiografia davvero ben scritta, che scorre veloce e fa conoscere il lato più “genuino” della nota presentatrice. Alla fine del romanzo, in allegato, potrete trovare anche una serie di bellissime foto (alcune molto personali).


Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Caffè alla nocciola
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore:Iva Zanicchi





      "Ci tengo tanto, l'ho scritto con grande amore"



            Si ringrazia molto la casa editrice Rizzoli per la copia omaggio.                            

martedì 19 novembre 2019

Recensione: Voto di Sangue. Le avventure della Primula Rossa

Voto di Sangue. Le avventure della Primula Rossa
di Emma Orczy

Editore:  Fazi Editore
Prezzo cartaceo: 15,00 € 
Prezzo ebook: 7,99 €
Pagine: 240


Francia, 1784. Paul Déroulède è un borghese entrato a far parte degli ambienti aristocratici in virtù della sua ricchezza, senza però esserne davvero accettato. Durante una serata mondana, a causa di una parola fuori posto, viene coinvolto in un duello che costerà la vita al suo avversario, il giovane Visconte de Marny.
All’inizio del regno del Terrore, nell’estate del 1793, la Francia è cambiata e le origini borghesi di Déroulède gli sono valse la fiducia del popolo: il cittadino-deputato, grande benefattore, è infatti molto stimato. Un uomo gentile, pronto a rischiare la propria sicurezza e quella delle persone a lui care per salvare una ragazza di origini aristocratiche che si è attirata la furia della folla e accoglierla in casa sua.
Ma Juliette, la ragazza, l’aristo, è la sorella del Visconte de Marny e ha solennemente giurato davanti a Dio che avrebbe fatto ogni cosa in suo potere per uccidere Paul Déroulède, o perlomeno provocarne la rovina. E nei giorni in cui la ghigliottina continua a reclamare nuovo sangue, mentre il popolo esulta furioso, non sembra affatto difficile mantenere questo giuramento. Quando però Juliette incontra la persona che ha odiato per un decennio, scopre che questi è un uomo buono e compassionevole. Ma il suo voto è solenne e non può più tirarsi indietro.
Pubblicato per la prima volta nel 1906, Voto di sangue è il sequel de La Primula Rossa. Dopo l’immenso successo del primo romanzo, Emma Orczy torna per raccontare un nuovo capitolo delle avventure dell’inafferrabile Primula Rossa, l’eroe “reazionario”, fiero oppositore della barbarie rivoluzionaria nel nome dell’Ancien Régime.






Uno dei libri che più ho amato quando ero adolescente è stato "I tre moschettieri". Ancora oggi reputo che in cui Dumas era riuscito a catapultarmi nella Francia di Luigi XIII rasenti la perfezione e dovrebbe essere preso a modello da tutti gli scrittori che si avventurano nella scrittura dei romanzi storici. Ovviamente, ho cercato per anni qualche libro che potesse ripetere un incantesimo simile a quello che Dumas padre aveva lanciato su di me - e su migliaia di altri lettori, ne sono certa - ma la mia ricerca si è rivelata più infruttuosa di quella di Atlantide.
Poi, un giorno, mi sono imbattuta nei libri della baronessa Orczy. Anzi, no: nell'unico libro all'epoca reperibile in Italia scritto dalla baronessa Orczy - ovvero La Primula Rossa.
Incuriosita dal libro da cui prendeva il nome una delle espressioni che è ormai entrata nel linguaggio comune, diversi anni fa mi sono decisa a leggere quel romanzo. Meraviglia! Gioia e gaudio! Non ero nella Francia di Luigi XIII, ma in quella della Rivoluzione e del Terrore. Potevo sentire il rumore della folla nelle strade di Parigi, quello dei cavalli al galoppo nelle strade, lo sciabordio delle onde presso le bianche scogliere di Dover: la magia che aveva compiuto Dumas padre era finalmente riportata in vita da questa baronessa dal cognome che sembra un codice fiscale. Ma la cosa più bella è che La Primula Rossa era un'intera serie di libri, e io non vedevo l'ora di leggermela. Peccato che i libri successivi non fossero più reperibili in Italia almeno almeno dagli anni Sessanta.
Dopo questa doverosa premessa, potete capire la mia gioia incredula quando ho saputo che la Fazi stava per pubblicare "Voto di Sangue", il secondo volume della saga della Primula Rossa. Vi giuro, ancora un po' e mi sarei messa a piangere quando ho appreso la notizia.
Cosa posso dirvi di questo romanzo? Bello, bello, no, bellissimo. Leggendolo sono tornata a camminare nelle strade di Parigi nei cupi giorni del Terrore, ho avuto timore della folla francese, ho visto l'orrore delle prigioni in cui venivano rinchiusi tutti coloro ce si temeva fossero nemici del popolo. Ed è stato meraviglioso. La storia, oltre che sulla mia amata Primula Rossa, si concentra sulle vicende di due personaggi: il cittadino-deputato Paul Déroulède e la bella Juliette Marny, aristocratica decaduta ora che la Rivoluzione ha spazzato via tutti i titoli. Sebbene non si siano mai incontrarti prima, le loro vite si sono incrociate quando Luigi XVI era ancora il Re di Francia, poiché Paul aveva ucciso in duello il fratello maggiore di Juliette, ed il padre di Juliette le aveva fatto promettere che avrebbe cercato vendetta per il proprio fratello. E in un'epoca in cui basta un sussurro per condurre qualcuno alla ghigliottina, Juliette potrà avere l'occasione di vendicare finalmente il fratello e tener fede al suo giuramento - soprattutto se l'uomo che è oggetto della sua vendetta ha in mente di far fuggire di prigione la vedova Capeto - colei che noi conosciamo come Maria Antonietta, regina di Francia....
Cosa posso dirvi di più? Che spero che ne traggano presto una serie TV, perché farebbe davvero faville. Che sono grata alla Fazi per aver creduto in questo progetto e ha portato nelle librerie italiane un libro che aspettavo da quindici anni. E che questa serie non ve la vorrete perdere per nulla al mondo


Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata:  Infuso menta e lime
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Emma Orczy (Wikipedia)





"L'amore è dolce e tenero, e non giudica."

                                             Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Review Party: La casa delle bugie



Ben arrivati cari lettori e buon Martedì! Oggi ho il piacere di partecipare ad un bellissimo evento dedicato ad un romanzo davvero mozzafiato! Non dimenticatevi però di leggere anche le recensioni delle mie colleghe !

L'immagine può contenere: testo





La casa delle bugie - Ian Rankin - copertina
La casa delle bugie
di Ian Rankin

Editore: Rizzoli 
Prezzo cartaceo: € 19,50
Prezzo Ebook: € 10,99
Pagine: 446
Genere: Thriller


«Con chi ha parlato esattamente, Siobhan?»
«È un ex poliziotto, in pensione da qualche anno. Se lo conosco, sarà qui nl giro di un quarto d'ora.»
«Nel frattempo potrebbe dirci qualcosa di lui?»
«In un quarto d'ora?» Siobhan sbuffò. «Non renderei di certo giustizia a John Rebus.»
Ancora una volta Ian Rankin costruisce con grande abilità un impianto narrativo complesso, una casa degli specchi che confonde e disorienta il lettore, un teatro delle ombre al cui centro c’è di nuovo lui, John Rebus, sempre unico e dolorosamente umano. John Rebus è in pensione da un pezzo, ma la sua memoria no. Per questo, quando si diffonde la notizia che nei boschi di Edimburgo quattro ragazzini hanno trovato un cadavere dentro un'auto, lui sa già che si tratta di una Polo rossa e che il corpo appartiene a Stuart Bloom. Ha le manette ai piedi, ed è evidentemente morto da tempo. La sua scomparsa, in effetti, risale a dieci anni prima, quando le ricerche della polizia si erano risolte in un nulla di fatto. Rebus ricorda bene quella storia: la rabbia della famiglia Bloom, le accuse di corruzione piovute sulla sua squadra Certi casi, lui lo sa, ti seguono fino alla tomba. Però all'epoca quella zona era stata perlustrata a fondo, "decine di uomini, centinaia di ore". Perché solo ora il ritrovamento? La detective Siobhan Clarke, oggi alla guida del caso, cammina su un filo di seta; l'indagine precedente ha lasciato dietro di sé troppi punti oscuri, un magma denso di bugie e di segreti insabbiati. E dato che a condurla c'era anche John Rebus, vecchio amico di Clarke e discussa leggenda della polizia scozzese, mettersi ora a scavare nel passato è quasi un azzardo.




Un ragazzo scomparso, indagini su indagini che hanno portato solo ad un buco nell'acqua, una famiglia che vuole giustizia. Sono passati molti anni da quando Stuart Bloom è scomparso nel nulla, molti investigatori e poliziotti nel frattempo hanno cambiato distretto e molti, come Rebus, sono andati in pensione. Quando alcuni ragazzi ritrovano una macchina in un bosco con all'interno un cadavere Rebus sa che si tratta di Bloom, sa anche che la verità è dietro l'angolo ma sarà una cosa buona? Ian Rankin porta il lettore in un thriller mozzafiato, con dinamiche non solo investigative ma anche psicologiche che lo incuriosiscono: chi si nasconde dietro la morte di Bloom? Ma soprattutto cosa nascondono i vecchi poliziotti? La nuova leva, rappresentata da Clarke ha riaperto il caso e con esso un armadio disseminato di scheletri e di indagini approssimative, errori ed insabbiamenti che non risparmieranno nessuno: dietro la morte di Bloom nessuno è innocente, neppure il più integerrimo dei poliziotti, tutti hanno contribuito al passare del tempo senza un vero colpevole. Impossibile non rimanere affascinati dallo stile narrativo dell'autore e dai personaggi che come gemme su una corona splendono grazie ad un accurata dovizia di particolari che li rendono assolutamente tridimensionali. La narrazione scorre veloce nonostante il lettore si ritrovi di fronte ad un tomo di quasi cinquecento pagine, l'interrogativo sarà sempre quello: chi ha ucciso Bloom? Impossibile cercare di carpire dall'autore un qualche indizio, il finale vi sorprenderà.

Durata totale della lettura: quattro giorni 
Bevanda consigliata: Tè ai frutti rossi
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 17 anni




"Chi è davvero innocente?"


   
                                

                                         Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

lunedì 18 novembre 2019

Rubrica: 5 cose che


 Eccoci tornati ad una nuova puntata di questa bellissima rubrica ideata sempre 
dal blog Twins Book Lovers!


In questa rubrica i temi affrontati saranno molto vari, riguarderanno sempre il mondo dei libri, ma anche film, attori, serie tv…insomma…tutte cose che, da amanti dei libri, non potrete che approvare! Quindi, è con immenso piacere che vi presento il tema di oggi: 
5 dediche iniziali che mi hanno colpita.





1. DANIEL PENNAC - SIGNORI BAMBINI
All'amico Pierre Boutron, che mentre io scrivevo questo romanzo raccontava la stessa storia al cinema. Leggerà queste righe solo il giorno in cui io vedrò il suo.
È stata questa la regola del gioco.




2. LOUISE PENNY - CASE DI VETRO
A Lise Desrosiers, che ho trovato in giardino e che ora abita nel mio cuore.




3. JOHN R. LANSDALE - LA NOTTE DEL DRIVE-IN
Questo romanzo è dedicato al mio ottimo amico David Webb, e ai nostri incontri notturni al famoso (famoso per noi, per lo meno) trash theater. Io porto le patatine, Dave; tu pensa ai beveraggi.


4. BEN PHILIPPE - THE FIELD GUIDE TO THE NORTH AMERICAN TEENAGER
A mia madre, Belzie. Sarei stato un medico terribile, mamma. I miei pazienti sarebbero morti.



5. SHANNON HALE - AUSTENLAND
A Colin Firth. Sei veramente un grande, ma sono sposata, forse è meglio se restiamo solo amici.





Recensione: Ciarli e le dodici Ere



Ciarli e le dodici Ere
di Emanuela Scotti

Editore: 0111 Edizioni
Prezzo cartaceo : € 15,90
Prezzo ebook: € 6,99
Pagine: 373

A seguito di una lettera lasciatale da sua nonna pochi giorni prima della morte, Ciarli trova una misteriosa sfera che, dopo qualche giorno, comincia a emettere strane voci e suoni curiosi. Per Ciarli questo sarà l’inizio di una meravigliosa avventura in mondi paralleli e straordinari, con creature inaspettate che riempiranno una parte importante della sua vita.
In un mondo dove le tecnologie più avanzate e il medioevo sembrano essersi fusi, Ciarli dovrà ristabilire l’equilibrio della barriera spazio-dimensionale dei nostri mondi.



Ciarli è una ragazza a cui è appena morta la nonna a cui era molto legata e con cui condivideva la passione per i cavalli di cui si prendeva cura della sua fattoria. È un evento non facile da affrontare, se non fosse per una piccola distrazione dovuta a una lettera che la nonna le ha scritto prima di morire. Più che una lettera, sembra sia una filastrocca che cerca di comunicarle qualcosa di importante. È così che Ciarli si reca in soffitta per cercare di dare un senso a quelle frasi, e lì una scatola di metallo attira la sua attenzione, al cui interno trova una sfera vuota senza nemmeno un po’ di neve all’interno da scuotere. Incuriosita decide di esaminarla con calma nella sua camera, ma quando nota che i suoi genitori scambiano quella sfera per una tela, realizza che quell’oggetto ha qualcosa di speciale che deve assolutamente comprendere. Dalla sfera le arrivano di volta in volta degli strani segnali e si trova improvvisamente catapultata in un’altra realtà in cui farà scoperte inimmaginabili. Non voglio però svelarti altro perché non voglio rovinarti certamente la lettura!
Questo libro ha tutti i presupposti per essere un buon fantasy avvincente, ma per quel che mi riguarda non c’è stato quel colpo di fulmine che mi aspettavo. La storia è andata avanti con un ritmo molto lento e ho trovato al suo interno troppi dialoghi, dettagli che non mi hanno fatto apprezzare a pieno un libro che diversamente avrei apprezzato sicuramente. 

Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Té all'ibisco
Formato consigliato: Cartaceo 
Età di lettura consigliata: dai 15 anni






Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

Recensione: La città delle ragazze





Copertina di: La città delle ragazze

La città delle ragazze

di Elizabeth Gilbert

Editore: Rizzoli
Prezzo cartaceo : € 20,00
Prezzo ebook: € 9,99 
Pagine: 496
Genere: Narrativa modernaa

Feste strepitose, attori seducenti, dive egocentriche e poi musica, risate, luci che si accendono. Vivian Morris ha novantacinque anni, ma se chiude gli occhi torna a essere la diciannovenne che dopo un fallimentare tentativo al college si è ritrovata a sbirciare dietro le quinte del vivace e sgangherato tea-tro gestito da sua zia Peg. L’anno è il 1940, la città New York, gli ambienti sono quelli del Lily Playhouse, un odeon pazzo dove le ragazze in cerca di fortuna si offrono al mondo, all’arte, agli uomini. Vivian inciampa in questo fiume in piena e ne è trascinata via, complice il fascino di Celia, soubrette dal corpo meraviglioso e con la voce cupa da gatta randagia. Mentre la ragazza scopre di avere un talento come costumista, zia Peg la accoglie nel suo regno esploso, al centro della città più sognata e ai margini della sua ricchezza. Dove bisogna scrollarsi di dosso la provincia impressa nel passo e negli occhi. La città delle ragazze è la storia di un’educazione sentimentale gioiosa, la rappresentazione di un universo che non teme di mostrarsi famelico, rumoroso, fragile e mosso da un’inquietudine costante. Amato dalla migliore critica americana, che ha trovato in questa scrittura uno sguardo illuminante e onesto sulla natura e il carattere del desiderio femminile, ecco il nuovo romanzo di Elizabeth Gilbert.



Vivian è arrivata penultima nella classifica della sua classe, un anno di college buttato al vento, inutili le ramanzine dei suoi genitori e la pressione, la scuola e l'istruzione non fanno per lei. Così Vivian, una ragazza di buona famiglia che non ha mai dovuto faticare un giorno in tutta la sua vita e che ha sempre avuto di più di tutti gli altri nonostante la Depressione, viene mandata a New York dalla zia Peg come punizione per i suoi insuccessi. Quello che però i suoi genitori non sanno è che questa scelta le cambierà totalmente la vita. Elizabeth Gilbert, autrice famosa per aver dato vita ad un romanzo meraviglio quale Mangia, Prega, Ama torna sugli scaffali delle librerie con un romanzo nuovo, epistolare, anche se di esso ha davvero poco e con una trama che incontrerà il gusto di molti. Nonostante io abbia sullo scaffale ormai da parecchi anni il primo libro di questa autrice mi sono ritrovata a "conoscerla" per la prima volta con questo romanzo e l'impressione che ne ho avuto è stata davvero positiva. Andiamo però per gradi: come dicevo prima questo non è un romanzo epistolare, Vivvie non riceverà mai delle risposte, ma è una lunga ed univoca lettera che la protagonista, ormai novantacinquenne, scrive ad Angela. In quasi cinquecento pagine la protagonista le racconterà la sua vita per quella che è stata, senza filtri e senza peli sulla lingua, anche con una buona dose di autocritica in merito alle frivolezze dettate dalla giovane età. Un romanzo che molte chiavi di lettura in base anche al lettore che lo prenderà in mano e lo farà suo, in definitiva però è una lettura piacevole indicata per queste giornate uggiose.


Durata totale della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: cioccolata calda
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni




"Lustrini, luci della ribalta e soprattutto New York negli anni d'oro."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio   

                                        

sabato 16 novembre 2019

Recensione: Le poesie si possono disegnare



Le poesie si possono disegnare
di Giulio Mosca "Il Baffo"

Editore: Longanesi
Prezzo cartaceo : € 14,90
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 224

Certe volte le parole non bastano a descrivere l’intensità di un attimo, la potenza del primo amore, la forza di un’amicizia, il panico che ti corrode quando meno te lo aspetti. Certe volte le parole non bastano, ma si può provare a dar loro una forma. Si possono disegnare.


Da un po’ seguo Giulio Mosca alias @ilbaffogram su Instagram, e non appena ha annunciato con un suo post, la pubblicazione del suo libro di poesie con i suoi disegni, non ho potuto far finta di nulla perché volevo averlo tra le mie mani, la curiosità era forte. “Le poesie si possono disegnare” inizia con una premessa sincera, Giulio ha scritto di getto tutte quelle frasi lasciandosi travolgere dai suoi pensieri e dalle sue emozioni. Il libro non segue un ordine cronologico con cui leggerlo, ma è diviso per capitoli, ognuno contenente un tema diverso quindi qui sta a te la scelta di leggere il libro pagina dopo pagina o saltare da un capitolo all’altro. Non è bello che un autore ti dia la libertà di scelta? È un aspetto che ho apprezzato, anche se devo essere sincera, ho letto tutto il libro in ordine di pagina come avrei fatto con qualsiasi altro romanzo! Cos'è stato per me questo libro? Un concentrato di verità, pensieri profondi sulla felicità e la solitudine, sull’amore. Direi che è un libro sincero sulla vita in ogni suo piccolo dettaglio e i disegni che accompagnano questi pensieri, lo rendono un libro da guardare e riguardare fino a quando non te ne “stanchi”!

Durata totale della lettura: Un'ora
Bevanda consigliata: Tè alla cannella
Formato consigliato: Cartaceo 
Età di lettura consigliata: dai 17 anni



"E poi ci sono i baci che li hanno inventati per dirsi tutto senza dire niente."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

venerdì 15 novembre 2019

Recensione: La ragazza delle meraviglie





        
La ragazza delle meraviglie
di Lavinia Petti

Editore:
Longanesi
Prezzo cartaceo : € 19,50
Prezzo ebook: € 9,99 
Pagine: 448
Genere: Narrativa moderna

Napoli, quartiere Forcella. In una fredda notte d’inverno, una neonata viene abbandonata nella Ruota degli Esposti dell’ospedale dell’Annunziata. Al collo ha una catenina di rame con due misteriosi oggetti, una chiave arrugginita e una moneta antichissima. Adottata da una famiglia di estrazione popolare, Francesca Annunziata, che si fa chiamare Fanny, trascorre nelle campagne del Moiariello che sovrastano la città un’infanzia libera e selvaggia, fatta di avventure solitarie alla scoperta di vecchi ruderi e di notti popolate da sogni inquietanti, forse premonitori, che le valgono l’appellativo di janara, strega. Alla vigilia dei suoi quattordici anni, la ragazza scopre per puro caso la verità sul suo passato. Furiosa per quello che considera un vero e proprio tradimento da parte delle persone più importanti della sua vita, Fanny scappa di casa e trova rifugio in una grotta vicino al mare. Per la prima volta è del tutto sola, e ha con sé soltanto gli oggetti con cui è stata trovata. Nonostante l’impresa le paia impossibile, decide di andare alla ricerca dei suoi veri genitori proprio a partire da quegli enigmatici amuleti. E in questa avventura verrà aiutata e ostacolata da una fantasmagorica galleria di personaggi partoriti dagli anfratti più arcani della città.
In una Napoli oscura e segreta di primordiale e inquietante bellezza, dove si venerano antichi dèi, i morti si confondono con i vivi e le leggende sembrano prendere vita, Lavinia Petti intreccia una storia di amore e morte che porterà Fanny alla scoperta delle proprie origini e forse delle origini di un’intera città.



La piccola Francesca Annunziata viene abbandonanta ancora in fasce nella Ruota degli Esposti con solo una catenina di rame con due ciondoli: un'antica moneta ed una vecchia chiave. La Fortuna però non le volterà le spalle perchè la piccola Fanny verrà adottata e crescerà amata dal più profondo del cuore. Dentro di lei però le domande in merito al suo passato si rincorrono così come le ombre che le hanno valso l'appellativo di janara. Secondo romanzo dell'autrice italiana Lavinia Petti che ha conquistato i lettori con Il ladro di nebbia incentrato di più sul mondo onirico, ritorna sugli scaffali con una nuova protagonista ed una Napoli a dir poco spettacolare. Attraverso gli occhi di Fanny il lettore conoscerà, per la prima volta come nel mio caso, una città multicolore, capace di nascondere nei vicoli più nascosti delle autentiche meraviglie. Lavinia rende sia Fanny che Napoli protagoniste di un romanzo che incanta, che scalda il cuore con una storia di formazione e di scoperta delle proprie radici. Attorno a Fanny vorticheranno figure ed ombre particolari, personaggi a dir poco suggestivi che daranno una nota di colore in più all'intera narrazione. Se come me non avete letto il primo romanzo di Lavinia non perdete questa occasione di scoprire un'autrice italiana assolutamente talentuosa.


Durata totale della lettura: quattro giorni
Bevanda consigliata: infuso alla menta
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni




"Una Napoli magica, una protagonista indimenticabile."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio   

                                        

Recensione: L'arte della truffa



L'arte della truffa

di Dan Davies

Titolo originale: Lying for Money
Editore: Il Saggiatore
Prezzo Cartaceo: € 23,00
Pagine: 280


Come le frodi più famose della storia rivelano il funzionamento del nostro mondo
Il primo caso di truffa sugli appalti pubblici è testimoniato dalla Bibbia. Spetta invece a Demostene l'onore di essere diventato famoso contrastando le frodi. Vince la palma della balla più sensazionale dell'Ottocento Sir Gregor MacGregor: riuscì a vendere terreni e concessioni di una nazione inesistente nell'America Centrale.
Mentre nel dopoguerra Anthony De Angelis, il "re dell'olio dell'insalata" dominava il mercato internazionale spacciando barili immaginari di olio di soia. E se Ponzi è passato alla storia con la sua truffa a piramide, i suoi eredi continuano a promettere agli incauti facili ricchezze investendo nei campi più bizzarri, dagli aspirapolvere all'allevamento di piccioni.
La verità è che la storia dell'economia è, anche, la storia delle truffe che l'hanno da sempre accompagnata. I trucchi per arricchirsi in maniera illegale possono essere genialmente semplici, inutilmente complicati, più o meno rischiosi, ma secondo Dan Davies sono tutti sintomi di falle e debolezze nei sistemi che regolano il mondo economico. Non è così difficile sfruttarle, abusando dell'altrui fiducia e dell'impossibilità di controllare ogni passaggio di una transazione per creare una falsa realtà - una ditta, un prodotto o un'intera miniera d'oro - allo scopo di fregare il prossimo e fare soldi sulla sua pelle.
Armato di una scrittura ironica e avvincente, Dan Davies, con L'arte della truffa, svela i retroscena e il funzionamento delle frodi più celebri, ripercorre le vicende, non certo esemplari, della loro arte e ci mostra come i meccanismi economici che stanno alla base della nostra società sono proprio gli stessi che che permettono ai truffatori di prosperare.



Ho trovato questo libro estremamente interessante. È incredibile quanti innumerevoli modi creativi esistano per farci fregare.
E a renderlo tale è proprio l'analisi scientifica  di Dan Davies, basata su esempi reali, talmente assurdi da essere veri.
Da imprenditori che vendono falsi prodotti (inesistenti) a dipendenti che truffano pesantemente i propri datori di lavoro. E la cosa ancora più incredibile è che la truffa è sempre esistita e la troviamo dall'antichità a oggi e ci sarà sempre. Cambia il modo di fregare, gli strumenti diventano sempre più sofisticati, ma di fondo è la genialità del truffatore alla base di ogni imbroglio e quella è difficile da eliminare.
Ma il libro, attraverso l'analisi delle truffe più eclatanti, semplici o complicate e contorte che siano, è in realtà un'interessante sguardo all'inventiva umana, anche se in questo caso, applicata a obiettivi disonesti.
Il consiglio che ci dà Davies, con la sua scrittura ironica e scorrevole che rende la lettura molto avvincente, è: "Fidatevi, ma verificate."



Durata totale della lettura: da consultare un po' alla volta
Bevanda consigliata dall'autrice: tanto caffè
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni






      "La frode finanziaria è la gemella cattiva dell’economia moderna:
capire la prima ci fornisce idee molto precise sulla seconda."





Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

giovedì 14 novembre 2019

Review Party: La ragazza nella torre

Oggi giornata di Review Party e questa volta dedicato al libro edito Fanucci "La ragazza nella torre" di Katherine Arden che esce proprio oggi in libreria.




La ragazza nella torre
di Katherine Arden

Editore: Fanucci Editore
Prezzo Cartaceo: € 18,00
Pagine: 336
Titolo originale: The girl in the tower


Orfana e scacciata come strega dal suo villaggio, le opzioni di Vasja sono poche: rassegnarsi a trascorrere la vita in un convento, o permettere alla sorella maggiore di darla in sposa a un principe moscovita. Entrambe le opzioni la condannano a una vita in una torre, tagliata fuori dal vasto mondo che invece desidera esplorare. Così, sceglie l'avventura, travestendosi da ragazzo e cavalcando attraverso il bosco per sfuggire a un destino che altri hanno scritto per lei. Quando una battaglia contro alcuni banditi che hanno terrorizzato la campagna le fa guadagnare l'ammirazione del Grande principe di Mosca, lei deve nascondere attentamente il segreto della sua vera identità per rimanere nelle sue grazie, anche quando si rende conto che il regno è minacciato da una forza misteriosa che solo lei sarà in grado di fermare.








Che dire...approvato anche questo secondo capitolo, adesso che le aspettative si sono alzate diventa dura superarle con il capitolo finale, ma aspettiamo e speriamo presto di trovare la risposta. La prima cosa di cui ci rendiamo conto è come la Arden riesce a farci rientrare subito in sintonia con la trama. Ho letto il primo libro mesi fa quindi nella mia mente la storia era un po' sbiadita, mi sono bastate poche righe per risentirmi di nuovo in quella Russia antica, ricca di magia e folclore che avevo solo iniziato a scoprire.
La nostra protagonista Vasja ha un potere particolare, riesce a vedere gli spiriti della natura che sono invisibili agli occhi degli altri. L'eroina di questo capitolo è coraggiosa, è forte, lei è una donna che possiamo definire moderna e che non si lascia incatenare dagli obblighi e dalle costrizioni del suo tempo, lei ha bisogno di libertà e a costo di camuffarsi vuole esplorare e conoscere il mondo. Per noi lettori è emozionante lasciarci trascinare nel suo viaggio, vi ricordo che la penna della Arden è raffinata e precisa quindi le sue descrizioni ci faciliteranno il gioco. I viaggi spesso nascondono insidie e soprattutto per Vasja le cose iniziano a precipitare quasi da subito ma la sua determinazione e il suo dono speciale le torneranno spesso utili per riprendersi. Ho gradito tremendamente la nota rosa del romanzo, ovviamente! Non voglio rivelare molto ma è ben inserita nella storia e armoniosamente fa capolino per lasciarci un gusto zuccherino in bocca. Una brava autrice, una storia travolgente e facile da leggere, un libro che non delude.

Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Tè verde al finocchietto
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Katherine Arden


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
                                        
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