lunedì 10 agosto 2020

Recensione: Hair Therapy


Hair Therapy
di Serena Porcelli. La Sciampista

Editore: Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 16,00
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 288


Quanto spesso devo lavare i capelli? Ma la permanente li rovina? Perché ne perdo così tanti? Qual è il modo migliore per pettinarli? Come faccio a scegliere i prodotti giusti per me?Bianchi, tinti, fragili, crespi, riccissimi o lisci come spaghetti... quello dei capelli è un mondo sterminato ma in fondo quello che tutte noi vorremo sapere è: «Cosa devo fare per avere dei bei capelli e come posso prendermene cura anche da sola?».Proprio per rispondere a questa domanda, all'apparenza banale, Serena Porcelli ha dato vita alla Sciampista portando su Instagram consigli e informazioni preziose e diventando in brevissimo tempo un vero e proprio hair guru. Con questo libro Serena ci insegna a conoscere davvero i nostri capelli e a leggere le etichette, per scegliere i prodotti più adatti a noi; risponde una volta per tutte a domande “esistenziali” come “è meglio pettinarsi prima o dopo lo shampoo?”; sfata falsi miti che da sempre circondano la cura dei capelli. Un esempio su tutti?La classica spuntatina per rinforzarli e farli crescere più velocemente è solo una leggenda metropolitana! Hair Therapy è un percorso passo passo per diventare un po' Sciampiste anche noi e riuscire con pochi e semplici accorgimenti ad amare un po' di più i nostri capelli e ad amare alla fine un po' di più anche noi stesse.




I capelli parlano di noi e se loro stanno bene, anche noi lo saremo di conseguenza. Un semplice binomio carico di significati, emozioni e soprattutto… texture e colori! Non solo quelli delle capigliature ma anche di tutto il mondo che ruota intorno a esse: shampoo, balsami, trattamenti, accessori, spazzole, falsi miti e credenze, abitudini da perdere e altre da migliorare, ricette fai-da-te o da farsi fare. Questo variegato mondo è raccontato da Serena Porcelli che su Instagram è meglio conosciuta come La Sciampista, ex di Aldo Coppola, splendida mamma e guru dei capelli alle prese con il suo primo libro-manuale, per trasmettere a follower e non, la magia di concedersi un momento di coccole tutto per sé.
Si inizia scoprendo di più sulla struttura dei capelli (chi sono? E da cosa sono formati? Risposta: cellule morte!), il mercato della cosmesi a essi dedicato e tutte quelle parole strane che vanno a comporre i diversi prodotti dedicati alla detersione; per poi passare a imparare a riconoscere il tipo di capelli di ognuna di noi e lo shampoo più adatto a trattarli e con quale gestualità, trasformando il momento del lavaggio in un vero e proprio rito. Infine, l’ultima parte, è dedicata alle ricette fai-da-te da replicare a casa e provare su noi stesse, sulle amiche, sui figli o sui compagni. Il bello di Hair Therapy è che si può leggere tutto d’un fiato o assaporare un capitolo alla volta, magari proprio al momento del lavaggio per mettere subito in pratica i consigli della Sciampista. Ma soprattutto, si può riaprire tutte le volte che si ha un dubbio, si è in cerca di un consiglio o tra gli ingredienti dello shampoo è spuntato un tensioattivo di cui non si ha memoria. 

Lo sapevi che… la parola “shampoo” risale al 1762? È un termine anglo-indiano, derivato dall’hindi champo. Il primo a offrire questo servizio fu l’indiano Sake Dean Mahomed, che aprì un bagno pubblico per il lavaggio dei capelli, una sorta di bagno turco dove i clienti ricevevano il trattamento indiano di champi (lavaggio di capelli) oppure massaggi terapeutici da una persona le cui mani spuntavano fuori da fessure; questo tipo di “attenzione” rese il servizio particolarmente apprezzato anche dai re Giorgio IV e Guglielmo IV. Gli shampoo moderni, invece, furono introdotti nel 1930: Drene fu il primo shampoo (non saponetta) sintetico.


Durata totale della lettura: 2 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: infuso freddo
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni






      "Tutto parte dalla testa."


     Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

venerdì 7 agosto 2020

Recensione: Cous Cous Blues





Cous cous blues - Dario La Rosa - copertina

Cous Cous Blues
di Dario La Rosa

Editore: Bookabook
Prezzo cartaceo : € 14,00
Prezzo ebook : € 6,99
Pagine: 224
Genere: giallo

Iachìno Bavetta è un giornalista di satira. Ha appena fondato la rivista Ulapino, quando una morte improvvisa colpisce proprio il proprietario del mezzo a tre ruote avuto in prestito per lanciare la pubblicazione. Con il compare Gerlando, Iachìno si trova quindi invischiato in un intrigo da risolvere. In mezzo ci sono i profumi di Palermo, dei vicoli e del mare, uniti alle gustose ricette che ama preparare alla sua donna, Carmela, e ai suoi due figli. Dalle strade di Palermo alle limpide acque di Favignana per una pasta coi ricci e un nuovo caso da risolvere il passo è breve, sino ad arrivare a un borgo di montagna in cui volano i grifoni e si produce una salsiccia al pepe rosa. Con il suo fidato bassotto Arturo, un pizzico di fortuna e tanta ironia Iachìno cerca di far luce su omicidi e stranezze di cui la Sicilia è ricca.





Iachìno e Geraldo hanno ricevuto in eredità la gestione del giornale satirico Ualpino da Tanino, morto da poco. Quando su un giornale compare un annuncio sul messo di trasporto di quest'ultimo faranno sorgere molti dubbi sulla sua morte. Inizia così il romanzo di Dario La Rosa che al lettore regala non solo una storia incredibile ma anche un affresco indimenticabile della bellissima Sicilia. Iachìno e Geraldo diventeranno le pedine di un gioco pericoloso quando inizieranno a scavare nel mistero della morte del loro amico e da semplici giornalisti satirici diventeranno dei veri e propri investigatori. La narrazione porta il lettore alla ricerca della verità, non solo quella che si nasconde dietro la morte di Tanino, ma anche dietro le vite dei due protagonisti. Iachìno è un uomo tutto d'un pezzo, ama il mare ed è assolutamente fedele alla sua famiglia. Dall'altra parte c'è Geraldo che ama invece la città e si contrappone a Iachìno dando vita ad un duo davvero incredibile. Seguiremo con ansia le indagini che li porteranno dal mare ai boschi della Sicilia, da Palermo a Favignana, dalla Cala rossa ai boschi dei Nebrodi. Cous cous blues è un romanzo giallo con un carico di ironia che rimarrà nel cuore del lettore. La storia affonda le sue radici nel passato, nei miti archaici che sono ancora presenti sull'isola, nella terra e nel mare della nostra bellissima Sicilia.

Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: tè alla pompelmo
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni



"Un viaggio nei profumi della Sicilia"


  Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
                                       

giovedì 6 agosto 2020

Recensione: Perché i gatti cadono sempre in piedi


Perché i gatti cadono sempre in piedi
di Gregory J. Gbur

Editore: Il Saggiatore
Prezzo Cartaceo: € 23,00
Pagine: 320
Titolo originale: Falling Felines and Fundamental Physics



Chi di noi non ha mai guardato un filmato di gatti sul web? Ammettiamolo, sono davvero carini, fanno acrobazie straordinarie e riescono ad atterrare sempre in piedi. Quest'ultima caratteristica è quasi proverbiale e ha contribuito non poco ad alimentare la leggenda delle loro nove vite. Eppure scienziati, matematici e pensatori hanno faticato a capire come fanno i gatti a compiere certi movimenti; le teorie che hanno proposto coinvolgono diverse branche della fisica e della biologia.
Gregory J. Gbur ha ricostruito con precisione e arguzia la storia scientifica della sinuosa elasticità dei gatti: l'entusiasmo del XIX secolo - ben prima dell'odierna invasione sui social - gli esperimenti temerari, il paradosso di Schrödinger, le ipotesi bizzarre e anche l'imbarazzata ammissione della comunità scientifica di non riuscire a comprendere la meccanica dei loro mirabolanti atterraggi.
Nel 1969 questa elegante mossa felina (battezzata "piega e torci") è stata finalmente spiegata, ma il gatto ha continuato a far parlare di sé: come protagonista di ricerche sul movimento degli astronauti in assenza di gravità, come modello per la costruzione di robot in grado di rimettersi in piedi senza danni o persino come autore di articoli universitari.
Perché i gatti cadono sempre in piedi è un'ode ai felini, alle loro misteriose doti fisiche e alle capacità straordinarie che hanno affascinato nei secoli pensatori e scienziati, contribuendo a graffianti rivelazioni sul funzionamento e sulla natura dell'universo.






Beh, che dire? Questo libro mi è piaciuto moltissimo. Adoro i gatti e tutto quello che li riguarda. Ho sempre avuto gatti da che ho memoria, ognuno dei miei gatti mi ha accompagnata in ogni fase della vita.
Sono carini, pelosi, coccolosi, divertenti, ti stupiscono sempre, capiscono tutto anche se non sempre lo danno a vedere. Di loro si è sempre scritto moltissimo. Sia che si parli di magia, sia di.... scienza! Nel suo libro, Greglry J. Gbur, fisico e genitore di un gatto, dà uno sguardo nella storia per trovare quegli scienziati che, incuriositi da questi piccoli meravigliosi felini, li hanno studiati, hanno fatto esperimenti e hanno scattato fotografie per cercare di capirli. E di capire soprattutto come fanno a cadere sempre in piedi. Le spiegazioni sono controverse ma sta di fatto che l'esplorazione non finisce. Il libro è molto ben scritto, incuriosisce, è ben studiato e sorprendentemente divertente. Ci sono anche delle belle illustrazioni, ne riporto una che mi ha colpito perché mette a confronto la caduta di un gatto con i movimenti di un astronauta in assenza di gravità.
Un libro imperdibile se amate questi piccoli grandi felini.
Ah, dimenticavo, l'autore dichiara che nessun gatto si è fatto male durante la scrittura di questo libro e, soprattutto, non provate a far cadere il vostro gatto per scoprire come fa a cadere in piedi!



Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: una bella limonata fresca
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni






      "Scienza, biologia, meccanica, storia, viaggi spaziali, robotica, sì anche gatti robot!"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

mercoledì 5 agosto 2020

Recensione: Verbum - Custos Verbi


Verbum - Custos Verbi
di Niccolò Raoul Vinicio Toderi

Editore: Bookabook
Prezzo cartaceo : € 18,00
Prezzo ebook : € 6,99
Pagine: 392

In un futuro lontano, la metropoli di Neo Babylon è l’ultimo baluardo dell’esistenza umana alla fine di un’era di guerre e sconvolgimenti. I migliori tra gli uomini hanno lasciato il pianeta in cerca di una nuova speranza, ma dopo mille anni non hanno ancora fatto ritorno.
Chi è rimasto ha ereditato un mondo in declino, progredito nella tecnologia ma irrigidito dalle ferree leggi che lo governano.
Fra le vie della città, degli individui capaci di scorgere il futuro attraverso le pieghe del tempo e dello spazio – i Custos – agiscono al servizio di un bene superiore ma incomprensibile per chi diffida del loro potere. Quando la città inizierà a tremare a causa di una serie di misteriosi attacchi terroristici, i Custos saranno l’unica possibilità per evitare l’estinzione del genere umano.




L'umanità è fuggita da Custos Verbi, i pochi rimasti hanno un unico obiettivo: resistere, perdurare, persistere. Da quel giorno Neo Babylon ha resistito e ha perdurato attingendo dal passato ha sviluppato la politica delle polis greche sino a diventare un'ologarchia. Tra le strade camminano i Custos, uomini mascherati  che agiscono nel nome di un bene superiore volti a perseguire la Verità. Le elezioni però si avvinano, cambierà finalmente qualcosa a Neo Babylon? L'autore Niccolò Toderi ha creato una saga incentrata sull'Antica Grecia in un mondo distopico: ecco quindi gli innamorati Orfeo ed Euridice, o Ade e Persefone che ritornano alla vita. I protagonisti del romanzo sono proprio i Custos: figure affascinanti detentori della Verità. Ma quindi in cosa consiste questa Verità? Noi comuni mortali siamo capaci di comprenderla o possiamo solo accettarla passivamente prendendone atto? Filosofia e distopia si mescolano in un romanzo fuori dai canoni che porta il lettore ad un livello superiore di intrattenimento. Un'idea originale quella di Toderi che riesce a uscire dalla mischia dei soliti distopici regalando al lettore un'avventura unica ed irripetibile. Sarà come tornare a scuola perchè i grandi filosofi del passato torneranno in un mondo nuovo, con regole nuove ma non così tanto lontane dal passato. Impossibile dimenticare questo romanzo.

Durata totale della lettura: tre giorni e mezzo
Bevanda consigliata: tè alla menta
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni



"resistere, perdurare, persistere"


  Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
                                       

Recensione: Il sogno

Il sogno
di Franck Thilliez
Titolo originale: Rêver
Editore: Fazi Editore
Prezzo Cartaceo: € 18,50
Prezzo ebook: € 12,99
Pagine: 510


Se non fosse per le sue cicatrici e le strane foto che tappezzano le pareti del suo ufficio, si direbbe che Abigaël sia una donna come le altre. Se non fosse per i momenti in cui sprofonda nel mondo dei sogni, si giurerebbe che dica il vero. Ma Abigaël, la psicologa che tutti si contendono per risolvere i casi criminali più intricati, soffre di una grave narcolessia che le rende tutto più difficile. Spesso per lei il confine tra sogno e realtà di confonde, ed è costretta a ricorrere a bruciature e tatuaggi per assicurarsi di essere sveglia e che quello che vede stia realmente accadendo. L'indagine a cui sta lavorando insieme al fidanzato poliziotto Frédéric riguarda un rapitore seriale di bambini, Freddy. I piccoli scomparsi finora sono tre, a quattro mesi di distanza l'uno dall'altro. Ogni rapimento viene annunciato con uno spaventapasseri che indossa gli abiti del bambino rapito precedentemente. Intanto, Abigaël è l'unica sopravvissuta a un terribile incidente d'auto di cui non ricorda nulla e dove hanno perso la vita suo padre e sua figlia. Presto capirà che molte cose di quell'episodio non tornano. E si renderà conto che Freddy sa più di quanto dovrebbe. E non è il solo. Ma per Abigaël il nemico più pericoloso rimane uno: se stessa.
Dopo "Il manoscritto", apprezzatissimo da critica e lettori, un nuovo romanzo a matrioska zeppo di colpi di scena che fonde thriller, pulp e suspense psicologica: un labirinto ipnotico e perfetto in cui perdersi, per sbucare in un finale che riannoda tutti i fili.






Quando ho terminato l'ultima pagina di questo romanzo non ci volevo credere. Da un lato non vedevo l'ora di arrivare alla fine, ma quando ci sono arrivata, avrei voluto che continuasse ancora. E....sono stata accontentata! Infatti lo scrittore ci lascia un messaggio proprio nelle ultime pagine che ci dà la possibilità di continuare. Come non ve lo dico, dovrete scoprirlo da soli, leggendolo tutto fino in fondo.
Abigaël è una brava psicologa che collabora con la Gendarmerie per i casi più difficili. È un personaggio complicato, soffre da sempre di narcolessia e anche mentre sta tenendo una riunione, improvvisamente deve dormire. Le bastano anche solo dieci minuti di sonno profondo per poi tornare esattamente dove aveva lasciato come se nulla fosse. Insieme alla Gendarmerie di Lille sta indagando su un rapitore di bambini, nome in codice Freddy, come Freddy Kruger. Ne ha già rapiti tre e le indagini non portano a nulla. Ed è già passato un anno. Intanto Abigaël riceve la telefonata di suo padre, gendarme di frontiera in pensione che non sentiva da molto tempo, che le annuncia di voler fare un weekend con lei e sua figlia Léa. Abigaël ha una vita complicata, la sua narcolessia la costringe a prendere un farmaco per regolare il sonno e permetterle di vivere una vita più o meno normale, ma questo la porta a fare sogni intensi, che vive come se fosse sveglia e che annota ogni giorno su un diario, ormai da molti anni. E i sogni sono sempre più dei veri e propri incubi. Tanto che lei li trasforma anche in opere dove mescola sapientemente disegni con foto, e sono spaventosi. Ma un terribile incidente trasforma il suo weekend con il padre e la figlia in una tragedia. Abigaël è distrutta, l'ombra di se stessa. Va a vivere da Frédéric, gendarme con il quale collabora alle indagini e cui il padre aveva salvato la vita. Intanto compare un nuovo spaventapasseri, a poca distanza dal luogo dove è avvenuto l'incidente. E questo significa che un quarto bambino è stato rapito. E uno viene rilasciato. È terrorizzato dal buio, combatte contro il sonno e non riesce a spiegare dove è stato per quasi un anno. Ricordi confusi, mezze frasi che parlano di un'isola e di segni, ma nulla di più. Perché il bimbo rapito è stato rilasciato? Qual è lo scopo dei rapimenti? Nel frattempo Abigaël scopre alcune cose sul padre che non aveva mai sospettato e inizia un'indagine parallela per arrivare alla verità. In un giallo che ha appena letto trova delle analogie con l'indagine in corso, ma come faceva lo scrittore a conoscere alcuni dei dettagli riportati nel libro che, in teoria, sono riservati e in alcuni casi intimi e non a conoscenza di nessuno? E sempre di più Abigaël lotta tra la realtà e gli incubi. Per capire se sia sveglia o stia sognando si provoca delle ferite. Prima delle semplici punture con un ago, se sanguina è sveglia, altrimenti sta sognando. Poi passa alle bruciature con la brace di una sigaretta, fino a tatuarsi all'interno della coscia le frasi più significative che ha paura di dimenticare. Le capita di dimenticare cosa sia successo per due giorni interi, rischia di impazzire. Poco alla volta inizia a nutrire sospetti e a pensare che qualcuno le stia somministrando a sua insaputa il farmaco che prende ogni giorno ma in dosi superiori, per far sì che si senta sempre più confusa. E molti sono gli interrogativi che il lettore si pone leggendo capitolo dopo capitolo. La storia va avanti e indietro nel tempo, a formare una matassa intricata da seguire ma per questo ancora più avvincente.
Prestate molta attenzione durante la lettura, ci sono indizi nascosti in ogni pagina che a una lettura superficiale potrebbero sfuggire.
Intenso e appassionante, da leggere!
E date un'occhiata nel blog anche alla recensione del primo libro di Frank Thilliez, Il Manoscritto, vivamente consigliato.


Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: infuso di frutti rossi con ghiaccio
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni






      "Dove finisce il sogno e dove inizia la realtà?"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

martedì 4 agosto 2020

Recensione: Una donna quasi perfetta






Una donna quasi perfetta
di Madeline St John

Editore: Garzanti
Prezzo cartaceo : € 16,00
Prezzo ebook: € 9,90 
Pagine: 240
Genere: Narrativa moderna

Londra. Attraverso le grandi finestre si scorgono sontuosi salotti, tovaglie ricamate e, immancabile, un servizio da tè in fine porcellana. Intorno a quei tavolini elegantemente apparecchiati, con una tazza in mano, le donne si confidano le une con le altre, si danno manforte, si studiano tra mezzi sorrisi e cenni d’intesa. È così anche per Flora, Gillian e Lydia, tutte e tre convinte di avere una vita quasi perfetta. La prima ha un marito che ama e tre splendidi bambini. Gillian ha una relazione con un uomo sposato che spera possa trasformarsi in qualcosa di più. Infine Lydia è sicura di poter vincere la medaglia di “amica dell’anno”. Quando le loro strade si incrociano, però, capiscono che non sempre le cose vanno come si desidera: è il momento di scegliere che persone vogliono essere, che tipo di donne vogliono diventare. Al di là di quello che la società richiede loro. Al di là di quello che si aspettano gli uomini che hanno accanto. Perché, per quanto sia più semplice avere qualcuno vicino che ci consigli che cosa dire e che cosa fare, e prendere decisioni non convenzionali possa fare paura, Flora, Gillian e Lydia stanno per scoprire che è la sola strada verso la libertà.

Le signore in nero di Madeleine St John è stato la sorpresa editoriale del 2019. Per mesi in vetta alle classifiche grazie a un passaparola inarrestabile, ha convinto la stampa più autorevole. Un’autrice di cui la letteratura aveva bisogno e che ora approda in libreria con un altro gioiello. Una storia in cui tre donne hanno il coraggio di anteporre ciò che desiderano dalla vita a ciò che il mondo si aspetta da loro. Una scelta che, per una donna, non è mai scontata, in qualunque epoca e a qualunque età.





Flora e Simon sono sposati e hanno tre fili: la loro vita è tranquilla fatta di dialoghi e di piccoli rituali che sembrano legarli. Ma quando Flora parte con i figli per una vacanza in Francia succede l'impensabile: Simon ad una cena incontra Gillian ed è subito un colpo di fulmine. Le protagoniste di questo romanzo sono tre donne Flora, Gillian e Lydia. La prima come abbiamo visto incarna lo stereotipo della moglie e madre che ha lasciato dietro di sè chi era per dedicarsi anima e corpo agli altri. Adesso che la figlia più grande sta crescendo e Simon è sempre più assente Flora sente di dover fare qualcosa per ritrovarsi e inizia dalla fede e dalla chiesa. Poi c'è Gillian una donna indipendente che non vuole legarsi proprio perchè non vuole perdere la propria indipendenza. Ma che nel rapporto con Simon cercherà proprio quel qualcosa di più che ha sempre negato a sè stessa di volere. Ed infine c'è Lydia amica di Flora che si ritroverà a custodire il segreto di Simon per salvare la propria amica dal dolore. Tre donne, tre punti di vista totalmente differenti sulla vita e sull'amore: in questo secondo romanzo Madeline St. John cambia registro rispetto al primo romanzo e scava nelle vite delle donne, per stimolarle ad evadere dagli stereotipi e spronandole ad essere sempre loro stesse. Una lettura totalmente diversa rispetto a Signore in nero: la narrazione è diversa così come il ritmo che non sempre ha incontrato i miei gusti, ma alla fine posso dire che è stata una lettura interessante e diversa.


Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: tè alla pesca
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni


"Chi è davvero Flora? e soprattutto chi è suo marito Simon?"


  Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
                                       

Recensione: Non è mai troppo tardi.


Non è mai troppo tardiNon è mai troppo tardi
di Stefania Russo


Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo Cartaceo: € 15,90 
Pagine: 240


Mi chiamo Annarita, ho ottantaquattro anni e vivo nel Mostro di cemento, un anonimo complesso residenziale nella periferia di Milano, su una stramaledetta sedia a rotelle. Non si può certo dire che io sia autosufficiente, ma per fortuna posso contare sull'aiuto di Olga, una donnona rumena premurosa e gentile. Ho anche una figlia, Katia, che vive proprio nella palazzina qui accanto, ma non ha più tempo ormai da dedicare alla sua vecchia. C'è una cosa, però, per cui le sarò per sempre grata: sua figlia Stella, la mia affettuosa nipotina sedicenne, la mia felicità quotidiana. Trascorro le mie giornate tra un caffè con i vicini e i romanzi che Olga mi legge, trascinandomi, di tanto in tanto, nel cortile del Mostro, dove ho conosciuto questo strambo vicinato con cui mi sono trovata a vivere: le vecchiette con cui vado a messa, Alessio - il fidanzatino di Stella - e gli altri ragazzotti con i pantaloni strappati, il giovane e instancabile Totò e don Antonio, su cui tutti possiamo sempre contare. Non ho mai visto il Mostro così animato come nelle ultime settimane, tanti vicini disposti a donare il loro tempo e altrettanti a pagare per imparare a impastare il pane o a usare il computer. Si chiama Banca del Tempo. L'idea è venuta a Stella: chi vuole può rendersi disponibile offrendo dei corsi, e il denaro raccolto dai partecipanti servirà ad aiutare la sorella di Olga, gravemente malata. Speriamo solo che non sia troppo tardi...



Ho amato questo libro, fin dalle prime pagine. Semplice e molto attinente alla realtà di tante persone che nelle nostre metropoli, vivono nelle periferie, nei famigerati “mostri di cemento” le case popolari, che sono un corollario dell’umanità più vera e preziosa. L’arzilla anziana protagonista di questo libro è una di loro: Annarita, ormai nella terza età da tempo, insegna al lettore che questa è la fase della vita in cui, le perdite ed i lutti, sono ormai normale routine. Gli amici iniziano a scomparire, uno dopo l’altro, mentre voi rimarrete lì a chiedervi quando sarà il vostro turno. L’età in cui capita anche di rimanere vedovi, così come è accaduto alla protagonista, che ha perso l’amato marito. Annarita da un paio d’anni (all’inizio della vicenda) non riesce più a deambulare. Si muove pochissimo, ed esce raramente. Olga una signora dell’Est, si prende cura della nostra arzilla vecchietta. Un romanzo che descrive alla perfezione la realtà di tanti anziani italiani, le difficoltà economiche con cui quotidianamente si trovano ad avere a che fare. La pensione che non basta mai, a volte la possibilità concreta di non riuscire a portare un piatto a tavola, oppure rimanere senza luce o gas per qualche giorno. Non crediate pur tuttavia, che la storia sia triste, anzi è spassosa. Annarita è una vera supereroina ina in carrozzina. Saprà mobilitarsi con l’amata nipote Stella, per creare una Banca del Tempo, al solo scopo di aiutare la sua amica/badante in un’impresa disperata. Annarita è un personaggio delizioso, d’altri tempi, armata di enorme spirito d’animo e di coraggio nonostante la condizione invalidante e l’età. L’umanità è ancora capace di piccoli/grandi prodigi. Un romanzo che con toni semplici e molto attinenti alla realtà di tutti noi, riesce ad emozionare. Una comunità che si mobilita spinta da uno scopo comune, valori basilari come la collaborazione e lo scambio reciproco. In fondo, come dice Annarita, il mondo in cui viviamo, dovrebbe essere un luogo in cui tutti noi, trascorriamo il tempo che ci è concesso distribuendo baci bavosi e fregandocene del giudizio degli altri. Un libro che ci meritiamo: per diffondere solidarietà e bontà in questo a volte, troppo arido mondo.

Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Cedrata
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Stefania Russo




      "Però non si può negare, che sono stata davvero ganza, non è così?"



       Si ringrazia molto la casa editrice per la copia in omaggio.   

lunedì 3 agosto 2020

Recensioni: Predatori e prede




Copertina di: Predatori e prede

Predatori e prede
di Kathy Reichs

Editore: Rizzoli
Prezzo cartaceo : € 19,00
Prezzo ebook: € 9,90 
Pagine: 464
Genere: Thriller, giallo

Charlotte, North Carolina, è stretta nella morsa del caldo. In quest’atmosfera soffocante, l’antropologa forense Temperance Brennan sta facendo i conti con i postumi di un pesante intervento chirurgico, sballottata tra continui attacchi di emicrania, sogni ossessivi, visioni. Quando riceve quelle foto sconvolgenti da un mittente sconosciuto, per un attimo crede di essere piombata in un’altra allucinazione, di essere dentro l’ennesimo scherzo giocato dal suo cervello sfinito: le immagini mostrano un uomo in una sacca mortuaria, uno scempio di carne e ossa, il volto deturpato, mani e piedi amputati. Tempe non sa a chi appartengano quei brandelli umani, né perché quegli scatti siano stati inviati proprio a lei. Ma qualche giorno dopo, il ritrovamento in aperta campagna di un cadavere martoriato apre la pista a una serie di indizi, da cui emergono dei collegamenti con vecchi casi di bambini scomparsi: un mosaico dell’orrore che Brennan deve e vuole ricomporre, nonostante sia costretta a muoversi ai margini della scena per espresso volere del suo nuovo capo. Determinata a risalire all’identità dell’uomo senza faccia, Temperance si avventura così in una solitaria, azzardata indagine. Fino a toccare con mano quanto pericolosamente possa assottigliarsi il confine che separa la vita reale dalla realtà tumultuosa degli incubi.





La vita di Temperance è cambiata repentinamente: il suo aneurisma è sotto controllo, sua madre sta affrontando la chemio mentre organizza il suo matrimonio e dopo la morte di Larabee al suo posto è subentrata Margot Heavner che sta facendo di tutto per estrometterla da qualsiasi indagine. Adoro moltissimo il personaggio della Brennan che ho conosciuto attraverso la serie tv Bones, ammetto però di non aver letto l'intera serie di libri. Nonostante abbia saltato un bel pò di casi è stato comunque facile tirare le fila degli eventi accaduti precedentemente e questo mi ha permesso di apprezzare la storia. La Brennan che ho ritrovato è una donna cambiata: dopo la perdita di Larabee e la diagnosi dell'aneurisma è più insicura e affannata, essere fuori da giochi e dalla indagini ufficiali ha peggiorato la sua situazione. Ma sappiamo benissimo che Tempe ha sempre un asso nella manica e niente potrà impedirle di fare ricerche e di investigare in solitaria. Ho trovato davvero entusiasmante il personaggio di Skinny che l'ha affiancata durante le indagini: polemico e schivo ma anche capace di seguire la nostra beniamina in una ricerca affannata della verità. Come ormai è noto il personaggio della Brennan è l'alter ego dell'autrice che in questo romanzo ha messo molto di sè stessa, come si può leggere nel capitolo conclusivo. In questo romanzo non è l'indagine il perno ma la Brennan: spogliata delle sue sicurezze, del suo laboratorio è alla disperata ricerca di risposte su chi è e su come potrà andare avanti d'ora in poi. Un romanzo introspettivo e di cuore rispetto al solito, l'indagine come al solito è caratterizzata di particolari che faranno piacere agli amanti del genere.

Serie di Temperance Brennan:

  1. Corpi freddi
  2. Cadaveri innocenti 
  3. Resti umani 
  4. Viaggio fatale 
  5. Il villaggio degli innocenti 
  6. Ceneri 
  7. Morte di lunedì 
  8. Ossario
  9. Carne e ossa 
  10. Skeleton 
  11. Le ossa del diavolo 
  12. Duecentosei ossa 
  13. Le ossa del ragno 
  14. La cacciatrice di ossa 
  15. La voce delle ossa
  16. Le ossa dei perduti 
  17. Le ossa non mentono 
  18. La verità delle ossa 
  19. Ossa - The Collection
  20. Ossa di ghiaccio 
  21. Predatori e prede 


Durata totale della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: tè alla menta
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni



"Un nuovo caso per la Brennan."


  Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
                                       

La Biblioteca dei bimbi: L'omino del blu



L'omino del blu
di Cristina Bellemo e Maria Moya


Editore: Zoolibri
Prezzo Cartaceo: € 15,00
Pagine: 32

L’omino del blu raggiunse il centro della piazza e si mise a proclamare: «Vengano, signore e signori, vengano. È arrivato l’OMINO DEL BLU. Vendo pezzi di cielo d’ogni genere e sfumatura, a buon prezzo, in liquidazione. Vengano, vengano, prego, signore e signori!».



L’omino del Blu è una favola moderna, che insegna a grandi e piccini ad amare la natura ed il suo splendore. Non c’è bisogno a volte, di andare lontano, basta alzare gli occhi al cielo e gioire delle piccole cose che la terra ci offre. L’autrice insegna ai bimbi (e probabilmente anche ai genitori), che a volte, basta davvero alzare lo sguardo dai nostri display e/o smartphone, per scoprire che c’è “la grande bellezza” intorno a noi. Imparare ancora ad osservare il cielo, a dare delle forme alle nuvole in esso contenute, per il bene nostro e dei nostri animi. In ciascuno di noi, dovrebbe vivere “un omino del Blu”, come quello di cui si narra nel libro e che giunge un giorno per caso nella città di Torone, dove uomini d’affari e donne in carriera, si erano persino scordate di scrutare il cielo che è sempre rimasto lì, sopra le loro teste, “incastrato tra un grattacielo e l’altro”. Un racconto delizioso, sull’amore per le cose semplici ed imperniato sull’invito ad apprezzare tutto quanto di più naturale possibile, la nostra realtà quotidiana ci conceda. Mamme, spegnete il vostro “display”, e godetevi la lettura di questo gioiellino con i vostri bimbi (perché no, in un bel prato, a “cielo aperto”).


Durata totale della lettura: 1 ora
Bevanda consigliata: Succo di frutta all'albicocca
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 4 anni (con l'aiuto della mamma lettrice)
Sito dell'autore: Cristina Bellemo; Maria Moya





      "Pezzi di cielo blu per la felicità di tutti."




                       Si ringrazia molto la casa editrice ZOO Libri per la copia in omaggio.                            

venerdì 31 luglio 2020

Recensione: Le parole che non posso dirti




Le parole che non posso dirti
di Tommy Wallach

Editore: Piemme
Prezzo cartaceo : € 16,50
Pagine: 272
Titolo Originale: Thanks for the trouble


Parker Santé non spiccica una parola da cinque anni, per l'esattezza da quando suo padre è morto. Così, mentre i suoi compagni di classe programmano il proprio futuro, lui bazzica le hall degli hotel osservando gli ospiti. Ed è proprio al Palace Hotel che Parker incontra una ragazza dai capelli color argento che si fa chiamare Zelda, che sostiene di essere un po' più vecchia di quanto sembri e che vuole uccidersi. In sua compagnia, Parker scoprirà che, per quanti guai la vita ti riservi, esistono sempre ottime ragioni per buttare i piedi giù dal letto ogni mattina.


Parker Santé incontra Zelda per caso, nel caffé del Palace Hotel dove lui si trova con l'intenzione di fare qualche furtarello tra i numeri turisti che si aggirano tra le hall dell'hotel. La sua attenzione viene attirata da questa giovane ragazza con i capelli color argento che nella borsetta tiene una mazzetta cicciotta di banconote e sembra non aver paura di spenderle liberamente. All'inizio la sua intenzione è quella di intascarsi il malloppo e correre via, ma l'espressione triste della ragazza lo colpisce e non riesce a rimanere indifferente, torna indietro e restituisce il maltolto, guadagnando un'amica e l'accordo più bizzarro della sua vita.
Zelda è il personaggio più insolito, mantiene un certo alone di mistero durante tutta la lettura, una donna di altri tempi, che ha viaggiato mezzo mondo e con una cultura enciclopedica, in sua presenza tutto acquista una luce speciale e anche la cosa più noiosa si trasforma in un momento indimenticabile e da una bella scossa alla vita di Parker che ha preso una piega particolarmente chiusa ed isolata, anche se lei della sua vita è stanca ed è pronta a lasciarsela alle spalle. Nonostante la particolarità del suo personaggio che vi assicuro trascina e affascina, il vero protagonista rimane Parker, lui è il narratore anche se le sue parole sono sempre e solo scritte, infatti ha smesso di parlare dopo la morte del padre. Seguendo il consiglio del suo terapista inizia a registrare tutte le sue giornate in diari che conserva in ordine cronologico, la sua voce attraverso le parole scritte è cinica e diretta e nasconde una dolcezza di cuore ed è molto semplice entrare in sintonia con lui. Grazie all'arrivo di Zelda lo vediamo piano piano uscire da quel guscio che si è costruito intorno, con il suo aiuto riesce a maturare e a crescere imparando a dare il giusto peso alle cose, soprattutto imparando ad apprezzare e a vivere a pieno ogni secondo del suo tempo e lo ricorda anche a noi che leggiamo.
Questo libro è stata una vera scoperta, l'autore attraverso la vita di due giovani ragazzi ci fa riflettere su aspetti della vita che alla fine non hanno età ed è riuscito a farlo con leggerezza rendendo questa storia una ventata di aria fresca che però non rimane effimera ma ci lascia degli spunti importanti che rimangono con noi anche a lettura ultimata. Una specie di favola moderna che stupisce e insegna come tutte le migliori favole sanno fare.


Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata:  Caffé con zucchero e panna
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Tommy Wallach





      "Nessuno vuole che le cose durino per sempre. Il più a lungo possibile, magari, quello si.



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Recensione: Il diavolo è nei dettagli



Il diavolo è nei dettagli
di Leïla Slimani

Editore: Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 8,00
Prezzo ebook: € 4,99
Pagine: 60

Sono i dettagli che cambiano il corso della Storia e del pensiero e Leïla Slimani ne coglie sei, sia dalla propria memoria privata sia da alcuni eventi collettivi che hanno segnato la società contemporanea degli ultimi anni. C’è il racconto dell’anziano Hamid, un uomo colto, considerato un saggio nei vicoli di Tangeri, travolto dall'irruenza del nipote Karim, che confusamente si scaglia contro gli sciiti in un dialogo improbabile e carico di amarezza. Ci sono i ricordi di Leïla bambina in Marocco, di come ha cominciato a coltivare la propria libertà scontrandosi con certe istituzioni dogmatiche. C’è la sua rabbia di parigina ferita dopo l’attentato a “Charlie Hebdo”. C’è, in ognuno di questi interventi, il richiamo all'impegno dell’intellettuale, all'urgenza di prendere posizione. Sei brevi capolavori dotati di un’inesauribile forza espressiva e caratterizzati da una prosa agile e rigorosa, sviluppati attorno a due temi di fondo: il pericolo dei fanatismi e le responsabilità della letteratura rispetto a quanto accade nel mondo, la sua capacità di modificare modi di vedere e pensare. Sei testi che dialogano tra di loro con naturalezza, trasportando il lettore tra il Marocco e la Francia e dando vita a riflessioni profonde.






Le parole di Leïla Slimani, seppur racchiuse in sei brevi capitoli – estratti di precedenti scritti, colpiscono il lettore e, per quello al primo incontro con la scrittrice nata a Rabbat (Marocco) e trasferitasi a Parigi per intraprendere la sua carriera da giornalista, lasciano ben intendere il suo sguardo tagliente verso l’attualità e tutto il suo impegno nella lotta al razzismo e al fanatismo noto invece, a chi la segue sin dalle prime pubblicazioni. Non a caso, nel 2017, il presidente Emmanuel Macron l’ha designata come sua rappresentante personale al Consiglio permanente dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia. È la società contemporanea francese e marocchina quella al centro del racconto che attinge all'attualità tanto quanto ai ricordi di bambina di Leïla. La lettura però, si snoda piana, senza incontrare parole difficili o richiami alla storia ardui da contestualizzare. Una scelta stilistica e tattica che permette di immergersi ancor di più in situazioni ben collocate nel tempo e nei luoghi, ma facilmente replicabili in un altrove molto vicino a chi legge, ritrovabili nella società e cultura globalizzata che contraddistingue l’era contemporanea. Verrà naturale, tra un capitolo e l’altro, prendersi una pausa e lasciar spazio a ciò che la Slimani vuole provocare nei suoi lettori: riflessioni, riflessioni sulla necessità di prendere posizioni, di far sentire la propria voce per far sì che la libertà di espressione e di essere non perda la sua caratteristica più preziosa: l’essere libera.


Durata totale della lettura: Un pomeriggio
Bevanda consigliata dall'autrice: Tè alla menta
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: Dai 20 anni






      "I dittatori lo sanno bene: istruendo gli uomini, corrono il rischio
di essere spodestati. E di vederli sfilare un giorno con la penna
in mano"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...