Il Calamity Club di Kathryn Stockett Editore: Mondadori Prezzo: €24 Pagine: 744 Titolo originale: The Calamity Club Traduzione a cura di: Isabella Polli Dall’autrice di The Help, bestseller da 15 milioni di copie nel mondo, una storia indimenticabile di resilienza e amicizia, un inno alla forza delle donne e alla loro capacità di trasformare persino una calamità in un nuovo inizio. Mississippi, 1933. A soli undici anni, Margot “Meg” Lefleur ha imparato a sue spese che non può fidarsi di nessuno. Dal giorno in cui improvvisamente la sua adorata madre, Charlie, non è tornata a casa, Meg è diventata una delle bambine “non adottabili” dell’orfanotrofio della città, dove lotta ogni giorno per non perdere la speranza e mantenere vivo il suo spirito indomito. “È la speranza una creatura alata” recita una meravigliosa poesia che ha imparato a memoria. E quella poesia le ricorda la sua mamma. Quando incontra Birdie, Meg ha finalmente la sensazione che qualcuno si preoccupi davvero del suo futuro. È stata la disperazione a portare Birdie lì a Oxford: la Grande Depressione stringe la sua morsa e, se non paga le rate arretrate del mutuo, rischia di finire in mezzo alla strada. La giovane intende chiedere un prestito alla sorella, che ha sposato l’erede dei Tartt, una famiglia ricca e ben introdotta nei salotti dell’alta società. Molto presto, però, si rende conto che il loro benessere non è altro che una facciata sostenuta da un’impalcatura di bugie. Ma un giorno il caso conduce Charlie davanti alla porta di Birdie. Vittima di un sistema che l’ha ridotta sul lastrico per poi portarle via la figlia, Charlie non ha più nulla, tranne la sua intraprendenza. E propone a Birdie un piano audace ed estremamente rischioso, che potrebbe però risolvere i problemi di entrambe. È un’alleanza insolita, quella che si crea in casa Tartt, eppure fortissima, come accade tra persone che possono contare solo su ciò che hanno da darsi reciprocamente, sfidando ipocrisie e convenzioni. E, in un momento in cui alle donne viene negato ogni diritto, il loro piccolo atto di ribellione porterà conseguenze che non avrebbero mai immaginato… Arguto, commovente e irresistibilmente ironico, Il Calamity Club è una storia indimenticabile di resilienza e amicizia, un inno alla forza delle donne e alla loro capacità di trasformare persino una calamità in un nuovo inizio. |
Quando Mondadori mi ha gentilmente inviato questo libro, li avevo avvertiti che avrei impiegato un po’ di tempo a leggerlo, visto che si tratta di un vero e proprio “mattoncino”. E invece… l’ho divorato a una velocità impressionante.
Purtroppo non ho letto The Help, ma avevo visto il magnifico film tratto dal romanzo, quindi avevo davvero voglia di leggere qualcosa di Kathryn Stockett – e le aspettative non sono state deluse.
Il libro è ambientato negli anni ’30, nel Mississippi, nel pieno del Proibizionismo (immaginate bottiglie di alcol nascoste sotto le case o dentro scomparti segreti dei mobili) e di una società fortemente oppressiva. La “Lega contro il vizio” impone rigide regole morali: alle donne non è concesso studiare o lavorare, il loro unico scopo è sposarsi e fare figli, e solo all’interno della stessa “razza”.
Al centro della storia troviamo la piccola Meg, undici anni, abbandonata inspiegabilmente dalla madre e costretta a vivere in un orfanotrofio. Qui è sotto il controllo della terribile Miss Garnett, direttrice dell’istituto e presidente della Lega, che la tratta duramente, le nega l’istruzione e la rinchiude in stanze fredde e piene di muffa.
Parallelamente seguiamo anche Florence, una donna che si ritrova improvvisamente con la sorellina arrivata dal Delta – una terra calda, polverosa e dura. E proprio Birdie, la più piccola, è senza dubbio il mio personaggio preferito: apparentemente timida, con i suoi vestiti logori e l’aria dimessa, nasconde in realtà un talento incredibile come contabile. Riesce a farsi voler bene da tutti e, soprattutto, ha una grinta davvero invidiabile. È lei il vero perno attorno a cui ruota il romanzo: nonostante debba affrontare i propri conflitti morali e anche l’invidia della sorella, è capace di salvare tante anime con una forza silenziosa ma straordinaria.
Un altro aspetto che ho apprezzato molto è la ricerca storica: accurata, interessante, ma mai pesante o eccessiva al punto da rallentare la lettura. Anzi, si imparano tantissime cose lungo il percorso, anche su temi inaspettati come la prostituzione, con dettagli e terminologie dell’epoca che non mi sarei mai aspettata di scoprire (e che immagino siano stati anche particolarmente divertenti da tradurre).
Ma il vero cuore del romanzo è la sorellanza: l’aiuto reciproco tra donne, la capacità di rimboccarsi le maniche per sostenersi, salvandosi a vicenda e restando unite anche nei momenti più difficili. Le scene in cui queste donne provenienti da mondi diversi e con storie completamente differenti, si ritrovano attorno a un tavolo sono tra le più belle in assoluto: autentiche, potenti e profondamente emozionanti.
Non voglio svelare troppo, ma posso dire che questo romanzo ha davvero tutto: donne costrette a reinventarsi per sopravvivere, donne segnate da paure e ferite inflitte dalla vita e dagli uomini, ma anche capaci di reagire con forza. Ci sono le prime volte, i primi amori, i primi contatti con l’alcol, la scoperta della sessualità e delle malattie, e ci sono donne che lottano per studiare, persino per diventare medico, in un mondo che vorrebbe impedirglielo.
È un romanzo che costruisce un universo ricco di legami profondi, con una trama avvincente che non perde mai il filo e spinge a girare pagina dopo pagina senza riuscire a fermarsi. La scrittura è coinvolgente, a tratti anche ironica, soprattutto grazie al sarcasmo di una ragazzina che, nonostante i suoi undici anni, ha già visto troppo.
Un romanzo davvero favoloso: non volevo finisse mai.
Durata totale della lettura: Dieci giorni
Bevanda consigliata: Tisana al tiglio
Formato consigliato: CartaceoBevanda consigliata: Tisana al tiglio
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autrice: Kathryn Stockett
Consigliato a chi ha apprezzato: Come brace coperta di Alice Malerba





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