lunedì 15 giugno 2026

Recensione: Supernova

 


Supernova
Quando nasce una madre: le trasformazioni di cui nessuno ti ha mai parlato
di Nina Gigante
 Editore: Aboca Edizioni
Prezzo cartaceo: € 22
Pagine: 240

Diventare madre non è un interruttore che si accende con il parto, ma un evento cosmico fatto di collasso e rinascita insieme.
Un libro per ripensare il concetto di maternità e smontare i miti più tossici della nostra cultura.

Quando nasce un bambino, tutti gli sguardi sono rivolti a lui. I manuali di gravidanza ci spiegano come curare il cordone ombelicale, come interpretare i pianti e affrontare le notti insonni. 
Ma cosa succede alla donna che lo ha appena messo al mondo? Dove finisce la persona che è stata per decenni e chi è la sconosciuta che ora abita il suo corpo? 
In Supernova, la giornalista Nina Gigante analizza la trasformazione più radicale, complessa e ignorata nella vita di una donna. Con una scrittura onesta, poetica e documentata, ci svela che diventare madri non è un interruttore che si accende all’istante con il parto. È un evento cosmico che prevede un collasso e una rinascita insieme, proprio come una supernova, un’esplosione da cui si genera un universo nuovo. Attraverso un intreccio illuminante di neuroscienze, antropologia, psicologia, femminismo e vissuto personale, questo libro ci regala le parole che ci sono finora mancate per descrivere questa metamorfosi, a partire dal concetto rivoluzionario di matrescenza – un processo profondo e turbolento, paragonabile all’adolescenza – per smontare, via via, i miti più tossici della nostra cultura e indagare le verità più scomode del post partum. Accetteremo che l’amore e la cura si imparano nella relazione, e non sentirsi “subito madri” non fa di noi delle madri sbagliate. Ci concederemo il diritto di provare ambivalenza, rabbia, fatica e persino pentimento. Reclameremo la necessità di un tempo lento, riscoprendo le reti di cura e le tradizioni dimenticate in una società che ci vuole subito performanti. Impareremo che la gravidanza e la cura non “rimbambiscono” il cervello, ma lo riorganizzano e lo specializzano. Infine condivideremo il peso del carico mentale e della solitudine per riportare la maternità al centro del discorso politico e sociale. Supernova non è l’ennesimo libro su come crescere un figlio felice.
È una mappa essenziale per chi si sente fuori fuoco, per chi non si riconosce più e per chi vuole abitare la propria maternità con consapevolezza, libertà e una gioia nuova, ruvida e autentica.




Che siate già madri, che vogliate diventarlo o che non vogliate saperne di avere dei figli, Supernova è una lettura che non può mancare nella vostra libreria. 
Con lucidità, serietà e onestà, Nina Gigante ci restituisce una riflessione sulla maternità lontana dai luoghi comuni e dalla narrazione dominante nella società attuale, ancora troppo spesso marcata da un'impronta patriarcale e bambino-centrica. 
Concetto chiave che permea l'intero testo è che diventare madre è un processo, non uno stato di fatto che si acquisisce di diritto con la gravidanza o subito dopo il parto, così come le tante sfumature collegate a questo enorme cambiamento umano. Si parla infatti non di maternità, quanto di matrescenza, ad indicare una fase della vita per alcuni aspetti paragonabile all'adolescenza in termini di cambiamenti fisici, ormonali e identitari, che prosegue per anni, se non per l'intero arco della vita di una donna. Già con questa scelta lessicale, Nina Gigante si erge contro i falsi miti e tabù del diventare madri, ancora troppo spesso taciuti e dati per accettabili in quanto socialmente condivisi. Proprio come la supernova del titolo, infatti, l'esperienza della matrescenza è tanto un'esplosione straordinaria di luce quanto un accumularsi di detriti di un'identità femminile passata tutta da ricostruire. Ed è proprio da lì che occorre partire, ponendo la donna diventata madre al centro della narrazione e non esclusivamente il suo bambino o la sua bambina. Una necessità messa in luce in modo esplicito nella seconda sezione del libro, dedicata proprio al cosiddetto quarto trimestre, ossia il primo periodo che segue il parto e la nascita, troppo spesso relegato a una dimensione individuale in cui la "mamma" esiste unicamente in funzione di suo figlio, nel suo ruolo di accudimento. 
Un saggio, un reportage, un diario personale: una bussola per ritrovarsi in uno dei più straordinari vissuti umani, avendo il coraggio di riconoscere e convivere anche con emozioni e stati d'animo scomodi, come rabbia, frustrazione e tristezza, per brillare di luce nuova in un universo di cura e attenzione reciproca. 

Durata totale della lettura: cinque giorni
Bevanda consigliata: succo al mango
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni



"Nessuna mappa è definitiva, tantomeno questa mia. Ma una cosa, in questi quattro anni di matrescenza incarnata, studio, esplosione e ricomposizione, l’ho capita: nessuna di noi può farlo da sola. La cura non è mai stata un fatto individuale. È una costellazione, o non è. Ma allora perché è ancora così difficile dirlo? Oggi possiamo parlare di aborto, di endometriosi, di contraccezione e menopausa con una certa libertà. Ma se diciamo che fare figli è faticoso, che a volte non ce la facciamo, che abbiamo paura, ci si stringe intorno il silenzio. Come se la madre fosse ancora una figura mitica, non pienamente umana."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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