martedì 14 aprile 2015

Recensione: Un Mondo Senza Noi



Un Mondo Senza Noi
di Manuela Dviri

Prezzo cartaceo: € 17,50

Prezzo E-Book: € 8,99
Editore: Piemme
Titolo Originale: Un Mondo Senza Noi
Pagine: 391
Genere: Romanzo 


"La 'mia' Shoah, quella di molti ebrei italiani, è mia madre ragazzina che non trova il suo nome nel tabellone dei voti a scuola, perché gli ebrei sono a parte. Che non può ricevere un otto, perché i voti degli ebrei non possono superare quelli degli 'ariani'. È mio padre, che fino alla morte conserva il telegramma dell'amico Bruno, che gli dice di usare la sua casa, in caso di bisogno. La mia Shoah sono bambine che spariscono da scuola per sette anni e quando tornano nessuno gli chiede dove sono state. Prima delle leggi razziali, prima della Vergogna, mia madre, mio padre, i nonni, gli zii, i cugini, erano normali cittadini italiani. Finché non divennero 'di razza ebraica', e persero il lavoro, la dignità, la sicurezza, e infine rischiarono anche la vita: la scelta fu scappare, oppure morire. Qualcuno fu deportato. Qualcuno non tornò. Poi, mio padre e mia madre si conobbero in un campeggio ebraico, nel dopoguerra, e riconquistarono la 'normalità'. Grazie a loro sono qui. A raccontare. Di loro e degli altri". Manuela Dviri è una figlia che riscopre un po' alla volta un grande mosaico famigliare, ed è una madre che perde in guerra l'amato figlio ventenne e trova nel suo ricordo la forza di rinascere e di battersi perché ad altre madri sia risparmiata l'orribile sofferenza. Tra l'Israele di oggi e l'Italia di ieri risale i rivoli che si ricongiungono nel vasto fiume di una grande famiglia ebraica.



Mentre la guerra in Medio Oriente imperversa senza sosta e le bombe cadono dal cielo, Manuela decide di tornare a Padova dove la sua storia, quella che ha riscoperto da poco, ha fondato parte delle sue radici lontane. La mente di Manuela è ricca di immagini in bianco e nero che ritraggono i suoi antenati ebrei dall'Ottocento quando erano dapprima semplici  farmacisti sino al Novecento con le loro farmacie specializzate e famose. In un quadro dapprima abbozzato con semplici tratti in acquarello, si delineano figure importanti uomini tutti d'un pezzo che non sono mai scesi a compromessi, uomini e donne orgogliosi dello loro radici ebraiche e delle loro tradizioni. Con questo romanzo Manuela Dviri non solo rende omaggio ai suoi antenati ma riporta alla luce tanti personaggi onesti che hanno faticato ogni giorno per la loro vita e che con l'avvento delle leggi antisemite si sono visti spogliati di ogni avere e della loro identità. Non è il classico romanzo sulla Shoah ma è un inno alla vita e alla forza delle persone, un monumento a tutti gli ebrei che si sono visti togliere tutto, dai loro averi ai loro nomi e ai loro ricordi e che impotenti di fronte a quelle leggi non hanno potuto fare altro che ricordare chi erano nei loro cuori. Ma nel romanzo Manuela porta alla luce anche quelle persone, quegli italiani che non hanno fatto nulla, che non si sono imposti di fronte alle barbarie ma hanno proseguito per la loro strada felici che il destino non fosse il loro ed indifferenti alle sofferenze dei propri vicini ed amici ora diventati improvvisamente dei reietti. Questo grande romanzo vuole celebrare la vita e la memoria perchè solo così la storia può non ripetersi, solo così tutti quegli uomini, quelle donne e quei bambini vittime innocenti degli anni più bui della nostra storia moderna possono rivivere: nei nostri cuori e nelle nostre menti.


Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: Tè alla ciliegia

Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni





“Per non dimenticare bisogna ricordare i volti ed i nomi di tutte le persone che si sono perduti in quegli anni...”








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