lunedì 29 maggio 2017

Recensione: Basil

Basil
di Wilkie Collins

Editore: Fazi
Prezzo cartaceo: € 20,00
Prezzo Ebook: € 9,99 
Titolo Originale: Basil
Pagine: 334
Genere: Giall, Thriller


Giovane rampollo di una famiglia aristocratica, Basil si innamora perdutamente e a prima vista della figlia di un commerciante, incontrata per caso su un omnibus. Da quel momento la sua vita cessa di scorrere sui quieti binari di sempre per imboccare la strada ignota e accidentata che conduce alla tragedia. La decisione di sposarsi in segreto con la giovane Margaret, tanto vanitosa quanto priva di scrupoli, per non scatenare le ire del padre, saldamente ancorato ai propri pregiudizi sociali; la condiscendenza con cui accetta, su richiesta del suocero, di aspettare un anno prima di consumare il matrimonio: ogni passo, ogni singola scelta compiuta da Basil in buona fede si rivelerà un errore, e il cammino che avrebbe dovuto condurlo alla felicità gli spalancherà improvvisamente le porte di un baratro di abiezione e di ferocia. E il lettore verrà trascinato con lui fino in fondo, oltre l’apparenza della ordinaria, ma non per questo meno angosciosa, normalità. Uno spaccato della società inglese della seconda metà dell’Ottocento, divisa tra una classe nobiliare arroccata sui propri privilegi e una borghesia mercantile in piena ascesa, Basil, pubblicato nel 1852, è il secondo romanzo scritto da Wilkie Collins: quello che lo rivelò al grande pubblico. Il sesso, la violenza, l’adulterio, la follia e la morte sono trattati con un’audacia che all’epoca fece molto scalpore, scandalizzando la stampa benpensante e deliziando il pubblico.  
«La scrittura in questa storia è ammirevole. Fare la conoscenza di Basil è stato molto gratificante». Charles Dickens  
«Le risorse di Wilkie Collins sono inesauribili». T.S. Eliot  «È impossibile smettere di leggere Wilkie Collins». Alessandro Baricco  
«I romanzi di Wilkie Collins sono viaggi irresistibili: agganciano subito il lettore, che quando parte non riesce più a smettere». Leonetta Bentivoglio










Basil è il secondogenito di una famiglia antichissima inglese, suo padre vanta antenati sin dai primi fondatori del regno e ne va fiero, per lui non esiste niente di più importante dell'onore. Durante un viaggio in omnibus alla ricerca dell'ispirazione per il suo romanzo, Basil si innamora di una giovane donna, la figlia di un mercante di stoffe e decide di corteggiarla arrivando a stipulare un contratto pur di sposarla. Sciocco ed accecato dall'amore Basil firmando quel foglio perderà non solo il suo onore ma sarà la facile di prede di due doppiogiochisti arrivisti. Questo romanzo quando venne pubblicato fece scalpore e portò alla ribalta il suo autore, facendolo conoscere dal grande pubblico in tutta la sua magnificenza. La storia di Basil non solo riporta uno spaccato della società inglese vittoriana che affascina ma ci propone un personaggio ingenuo e sprovveduto che si è fidato dell'idea romantica dell'amore. La narrazione è ben orchestrata con tanti colpi di scena che regalano un ritmo incalzante, ma sono soprattutto i pensieri di Basil che colpiscono al cuore il lettore permettendogli di immedesimarsi nella storia. Una confessione a cuore aperto quella del protagonista che si pente delle sue scelte, si sente in colpa per essere stato cieco e stolto ma soprattutto sa di aver per sempre perduto il rispetto del padre. Non conoscevo Wilkie Collins e me ne pento amaramente, sono contenta di aver avuto la possibilità di scoprirlo con questo romanzo in quanto il suo stile narrativo ed i suoi personaggi me l'hanno fatto amare. Assolutamente consigliato.

Durata totale della lettura: tre
Bevanda consigliata:  Tè alla pesca
Formato consigliato: cartaceo

Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Sito dell'autore: Wilkie Collins Wikipedia





"Un giovane uomo innamorato dell'idea dell'amore."



                      
   

                                        

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