domenica 30 luglio 2017

Intervista Enrico Galiano

Buon pomeriggio cari lettori,
come state? Vi state riposando in questo ultimo weekend di luglio? 

Dopo avervi presentat, la recensione di Eppure cadiamo felici, torniamo oggi a parlare  di Enrico Galiano, autore italiano di grande talento, non perdetevi la bellissima intervista
che ci ha dedicato



Eppure cadiamo felici
di Enrico Galiano

Editore: Garzanti
Prezzo cartaceo: € 16,90
Prezzo Ebook: € 8,99 
Pagine: 384
Genere: Narrativa moderna


Ci sono storie capaci di toccare le emozioni più profonde: Eppure cadiamo felici è una di quelle. Enrico Galiano insegna lettere ed è stato nominato nella lista dei migliori cento professori d’Italia. I giovani lo adorano perché è in grado di dare loro una voce.

«Sai perché mi scrivo sul braccio tutti i giorni quelle parole, “la felicità è una cosa che cade”? Per ricordarmi sempre che la maggior parte della bellezza del mondo se ne sta lì, nascosta lì: nelle cose che cadono, nelle cose che nessuno nota, nelle cose che tutti buttano via.»

Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova. Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi. Ci sono storie capaci di toccare le emozioni più profonde: Eppure cadiamo felici è una di quelle. Enrico Galiano insegna lettere ed è stato nominato nella lista dei migliori cento professori d’Italia. I giovani lo adorano perché è in grado di dare loro una voce. Grazie al suo modo non convenzionale di insegnare, in breve tempo è diventato anche un vero fenomeno della rete: ogni giorno i suoi post su Facebook e i suoi video raggiungono milioni di visualizzazioni. Un romanzo su quel momento in cui il mondo ti sembra un nemico, ma basta appoggiare la testa su una spalla pronta a sorreggere, perché le emozioni non facciano più paura.









Ciao Enrico,
benvenuto da Reading at Tiffany's e grazie per aver accettato questa intervista.

1. La protagonista Gioia è davvero una ragazzina sopra le righe: leggendo il romanzo moltissime volte mi sono rispecchiata in lei. Quanto c'è di te nel suo personaggio?   
Diciamo moltissimo e pochissimo: c'è molto del me diciassettenne, quello sì, ma poi dopo un po? Gioia prende vita a sé e diventa un'altra cosa. Diciamo che ora la considero una mia amica con cui ogni tanto tornare a parlare.     
 2. Come ti è venuta l'idea della collezione di parole? E quale ti è più cara?   
Mi è venuta perché ne sono sempre stato affascinato e perché è molto coerente con questo personaggio (Gioia) che proprio non sopporta di foversi sempre tradurre per farsi capire dagli altri. La mia parola più cara è neach-gaoil, dal gaelico gallese, una parola che significa “la persona che vive dentro il tuo cuore”      
3. La voglia di Gioia di essere sempre schietta e vera, di parlare con il prossimo senza filtri rappresenta un pò quello che la nostra società ha perso grazie alla tecnologia sempre più dilagante.  Si è perso il contatto con la realtà ed anche i ragazzi di oggi hanno smesso di parlarsi preferendo le piattaforme dei social. Cosa ne pensi?  
 Penso che da un lato è vero, ma dall'altro i social hanno avuto il grande vantaggio di offrire comunque un veicolo di espressione che prima mancava e, in qualche modo, di dare voce anche ai timidi, quelli che in gruppo faticavano a parlare ora riescono a far sentire un po' di più la propria voce.     
4. Quanto c'è nel romanzo della tua esperienza di professore?  
Moltissimo. Praticamente tutto ciò che so di adolescenti, oltre alla mia vita da adolescente, lo devo al mio lavoro.      
5. Il professore di filosofia è una figura fondamentale nella vita di Gioia: l'unica figura adulta capace di ascoltarla e di darle degli imput. E' questo, secondo te, uno degli scopi dell'insegnamento? Io stessa avrei voluto un professore capace di incuriosirmi e di spronarmi a fare sempre di più.   
Lo scopo fondamentale dell'insegnamento non è dare ai ragazzi delle nozioni, bensì aiutare loro, anche attraverso le nozioni, a trovare sé stessi, i propri talenti, il proprio destino.      
6. Hai voglia di raccontarci qualcosa del tuo primo amore?   
 Un disastro completo. Friendzonato di brutto. Passavo le ore in vasca da bagno a piangere. Avevo dodici anni. Stendiamo qualche velo pietoso sopra, va'!      
7. Quale sarebbe la colonna sonora ideale per leggere il tuo romanzo? 
Tutte le canzoni dei Pink Floyd citate nel libro, Born to run di Bruce Springsteen, Firework di Katy Perry      
8. Se potessi coniare tu stesso un vocabolo nuovo, che rappresenti il tuo romanzo cosa mi risponderesti?  
 C'è una parola che manca, o almeno che io non ho trovato nella mia ricerca di parole intraducibili, e che nel libro ho chiamato “Cosalo”: è quando una ragazza, dopo l'amore, mette la guancia sul petto dell'amato. È forse la sensazione che descrive meglio questa storia fatta di tenerezza, ascolto e mistero.





                                            

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta e condividi con noi la tua opinione!