lunedì 31 luglio 2017

Recensione: Da domani mi alzo presto

   
Da domani mi alzo presto
di Simona Toma

Editore: Sperling & Kupfer 
Prezzo cartaceo: € 17,90
Prezzo ebook:  € 9,99
Pagine: 252


«Milano era per me quell'attimo beato e irripetibile nella vita in cui si spalanca davanti a te tutta la meraviglia del mondo… E poi, all'improvviso, mi sono ritrovata depressa in pigiama e spalmata sul divano dei miei.» Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L'ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento. Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l'abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l'altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta. Per fortuna però ci sono l'inarrestabile cugina Giulia - l'unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l'ex marito - e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell'uomo schivo e dai modi un po' formali. Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.




Michela è una trentaseienne le cui certezze lavorative e sentimentali le sono crollate addosso in un solo giorno, ritrovandosi in meno di 24 ore col cuore infranto, senza più un lavoro e una casa in cui vivere. Decide così di fare le valigie e salutare la sua amata Milano, per fare ritorno a casa dei suoi in una piccola città del sud, da cui anni prima è scappata per partire alla ricerca di un futuro brillante, quel futuro a cui adesso non vuole e non riesce a pensare più. Passa intere giornate a letto o spalmata sul divano a guardare la tv, rubando il posto al gatto Emanuele, a fumare sigarette sul balcone, senza separarsi nemmeno per un minuto dal suo fedele e unico amico Lexotan, che sostituisce addirittura ai suoi pasti, diventando quasi pelle e ossa. Michela è ormai entrata nel circolo vizioso del dolce far nulla, limitando i suoi contatti esterni per non incappare in chiacchiere scomode e di facciata con chiunque potrebbe incontrare una volta varcata la soglia della sua comfort zone. Avere per casa uno “zombie” nullafacente e depresso, però, non è quello che vuole la madre di Michela per sua figlia, che chiama in suo soccorso la cugina Giulia, l’unica che potrebbe far uscire Michela dal suo guscio e farla aprire di nuovo alla vita e agli altri. La situazione di Michela però non sta a cuore solo alla sua famiglia, ma anche alla piccola Aurora che ogni giorno curiosamente osserva Michela dal suo balcone, per capire cosa sia successo di così brutto a quella strana ragazza magra e sempre triste, da non voler mettere il piede fuori di casa; diventa così per Aurora una sorta di missione da compiere, per poter scrivere poi un giorno tutto questo sul suo quaderno dei ricordi, su cui annota ogni giorno le cose belle che le accadono.
Lo ammetto, non amo particolarmente la gente che si autocommisera quindi non sono entrata subito in sintonia con il personaggio di Michela, al contrario mi ha irritata sin dall’inizio col suo modo di vedere tutto nero intorno e non fare nulla per riprendere in mano la sua vita, se non ritornare a casa da mamma e papà a 36 anni suonati! Michela però, pessimismo e depressione a parte, si rivela poi essere anche una persona ironica e questo è un aspetto del personaggio che me l’ha fatto apprezzare un po’ di più, mettendo da parte l’antipatia che ho provato inizialmente nei suoi confronti. I personaggi che invece ho apprezzato fin da subito sono la cugina Giulia che colleziona ex mariti, e ha una visione della vita singolare e umoristica che mi ha fatto ridere in più di un’occasione, e Aurora, la piccola impicciona e testarda vicina di Michela, a cui è impossibile non affezionarsi, infatti la storia non sarebbe la stessa senza la sua presenza e le pagine del suo tenero quaderno dei ricordi. Seppure questo libro risulti una lettura leggera e poco impegnativa, non è da sottovalutare, per la storia raccontata che può essere simile a quella di uno di noi, e per la capacità con cui l’autrice con ironia spinge il lettore a munirsi sempre di buoni propositi nella vita, e a rimboccarsi le maniche nei momenti bui, perché qualcosa di buono può trovarsi proprio dietro l’angolo, basta solo continuare a sperare e credere che tutto sia possibile.


Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Tè freddo zenzero e curcuma
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Sito dell'autore: Simona Toma



 



"Dicono che più sei intelligente più sei depresso, perché il gioco della vita lo sgami subito e le aspettative le riduci a zero."




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