lunedì 13 novembre 2017

Recensione: Il bisogno di pensare


Il bisogno di pensare

di Vito Mancuso


Editore:Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 16,00 
Pagine: 191



Perché vivete? Quale scopo date al vostro essere qui? Cosa volete da voi stessi?» In questo nuovo libro Vito Mancuso ingaggia un dialogo serrato con i suoi lettori per risalire alle sorgenti di un bisogno primordiale dell’uomo, di una speciale capacità che ci caratterizza in modo peculiare distinguendoci da tutti gli altri esseri viventi: il nostro bisogno di pensare. È a partire da questa urgenza interiore, strettamente legata al desiderio e al sogno di una vita diversa e migliore, che Vito Mancuso ci sprona a tornare a «pensare con il cuore», senza barriere, preconcetti o tabù, e senza altro dogma che la ricerca costante del Bene. Così, nel movimento ora logico ora caotico delle nostre esistenze, questo libro diventa una guida capace di orientarci in quei momenti in cui siamo chiamati a scegliere se resistere strenuamente oppure arrenderci al flusso della vita. E, nei tempi sempre più indecifrabili che ci troviamo ad affrontare, ci invita a prestare attenzione al valore infinito di ogni istante, per raggiungere quella desiderata pace interiore, quell’equilibrio tanto atteso di chi ha finalmente trovato un senso al suo essere al mondo.



Questo saggio, nasce da un’esigenza ben precisa: spiegare la distinzione tra chi si pone le domande esistenziali e chi no. L’autore da parte sua, rileva che: lui appartiene a quegli esseri umani che hanno bisogno di pensare, e rileva bisogno, non necessita. Nel linguaggio ordinario i due termini sono sinonimi, indicano l’urgenza di procurarsi qualcosa che manca e che serve, o anche di sbarazzarsi di qualcosa che grava e procura disagio, come quando diciamo di avere “un bisognino”. Ma Mancuso, qui li distingue, intendendo la necessita come un’urgenza che nasce da fuori, da una realtà esterna al soggetto e che gli s’impone, e che per questo e fredda, severa, meccanica; e intendendo il bisogno come un’urgenza che nasce da dentro e che lo rende strettamente imparentato con il desiderio, e che per questo e caldo, ardente, potenzialmente creativo. Riprende, in altri termini, la differenza posta da Aristotele tra cose necessarie e cose buone, laddove le prime sono amate per causa di altro perché servono alla vita (per esempio, il denaro), mentre le seconde sono amate per se stesse, “anche qualora non ne derivi nulla di diverso” e per questo “devono essere dette buone in senso proprio” (per esempio, la foresta o il mare). Leggendo i diversi passaggi di questo libro, si evince che: La realtà e che siamo rimasti privi di punti fermi esterni a noi, e per questo oggi e molto più difficile di un tempo stabilire la posizione di un punto fermo interiore che dia un baricentro e stabilita alla nostra vita. Non ci sono punti fermi a livello astronomico, perche l’universo ci si manifesta come un infinito mollusco senza centro, informe, proteiforme, spaventoso. Non ci sono punti fermi a livello biologico, perche l’essere umano non e più considerato con quell’alto sentire della tradizione umanista che lo concepiva come il vertice della natura, ma come un animale tra i tanti anche lui dominato dal “gene egoista”. Non ci sono punti fermi a livello storico, perche la lettura del passato hanno perso completamente quell’aura mitica di un tempo che parlava di eroi e di patria e si gloriava dei suoi inni e dei suoi stendardi, perché ora le vicende storiche appaiono del tutto prive di un disegno superiore, e finito il tempo degli eroi della patria e anche il tempo della patria, e da decenni ormai l’Occidente non e più il vertice della società umana ma appare sempre più sulla via del tramonto, proprio come vuole il suo nome (dal verbo latino occidere, “cadere”, con riferimento al sole). Un’analisi lucida e dettagliata, frutto di un lavoro intenso che attirerà la vostra attenzione e curiosità; perché anche voi possiate elaborare alla fine di questa lettura, un pensiero, che sia prima di tutto, un pensiero che si fa “vita”.


Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Un caffè macchiato freddo
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Vito Mancuso









  "  Dove trarre l'energia, per camminare
 in equilibro sulla fune della vita?"





                            

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