martedì 27 marzo 2018

Recensione: L'ultimo di noi

L'ultimo di noi
di Adelaïde de Clermont-Tonnerre

Editore: Sperling & Kupfer 
Prezzo cartaceo: € 18,90
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 396
Titolo originale: Le dernier des nôtres

Dresda, 1945. La città è illuminata senza tregua da una pioggia di bombe e da un rogo che avvolge in un abbraccio fatale edifici, corpi, speranze. Ma anche in quell'Apocalisse non cessa di compiersi il miracolo della vita: prima di spirare, una giovane donna dà alla luce il bambino che porta in grembo. Affidandolo alla carità di estranei, consegna loro anche il nome e il cognome del piccolo orfano, come una promessa di futuro. New York, 1969. Nella Manhattan di Andy Warhol e Jimi Hendrix, vibrante di libertà e cambiamento, un giovane imprenditore rampante è pronto a tutto pur di conquistarsi un posto nel mondo e nel cuore dell'unica donna che è riuscita a farlo innamorare. Lui, Werner, orfano di genitori ignoti, adottato a tre anni da una famiglia umile, è convinto di poter scrivere la propria esistenza da zero. Lei, Rebecca, figlia di uno degli uomini più facoltosi d'America, è uno spirito libero. La passione li travolge senza limiti. Ma la felicità ha le ore contate. Alla vista di Werner, la madre di Rebecca è sconvolta, come se quel viso avesse risvegliato in lei incubi inconfessabili. Da un giorno all'altro, Rebecca scompare, senza una parola. All'improvviso, il futuro di cui Werner si credeva padrone gli è negato. C'è qualcosa, nelle sue origini oscure, che rischia di separarlo per sempre dalla donna della sua vita. Una tara nel sangue. Una colpa da riscattare. Se vuole davvero lottare per il suo amore, Werner dovrà fare i conti con il passato, ripercorrere a ritroso la Storia alla ricerca della verità, seguendo l'unico filo che lo lega alle sue radici, quel nome e quel cognome tramandati fedelmente in una frase ricamata dentro i suoi vestiti di bimbo: «Si chiama Werner Zilch. Non cambiategli il nome, è l'ultimo di noi».



Germania 1945. In una cittadina rasa al suolo dai bombardamenti, intorno a tanta morte e distruzione, avviene il miracolo della nascita di una nuova vita, e nonostante le condizioni in cui versano i sopravvissuti nella cittadina non sono delle migliori, quel bambino bisognoso di qualcuno che si prenda cura di lui, dona a tutti loro un motivo a cui aggrapparsi per continuare a lottare.
Vent’anni dopo, a Manhattan, Werner Zilch, è un ragazzo che ha fatto molti sacrifici per arrivare dove è oggi, con il suo amico e socio Marcus, sono riusciti a fondare un’impresa immobiliare, a farsi conoscere e ottenere i primi traguardi professionali ed economici. Werner ha grandi successi anche con le donne, non è un tipo sentimentale che si affeziona a quelle donne che al primo sguardo cadono ai suoi piedi, eppure un giorno incontra una bionda che gli fa perdere letteralmente la testa, ciò in cui nessuna è riuscita prima d’ora. Dopo un inizio rocambolesco e fuori dal comune, tra i due nasce un’ottima intesa che li coinvolge in una passione travolgente, e quando sembra che stia andando tutto per il verso giusto fra loro, ecco che qualcosa rischia di mandare all’aria il loro rapporto. Improvvisamente il passato di Werner piomba sulla sua vita portando con sé incertezze e possibili scheletri nella storia della sua famiglia biologica, che Werner è disposto a voler scoprire nonostante questo possa rivelarsi doloroso.
La trama di “L’ultimo di noi” mi ha colpito subito, sembrava avere tutti gli elementi per piacermi: una storia d’amore, un uomo adottato che è all’oscuro del suo passato che all’improvviso si ripresenta minacciando le sue certezze future, misteri da risolvere, insomma, un libro che di certo non mi avrebbe annoiata! Bene, queste erano le mie aspettative, ma la realtà è stata ben diversa, infatti ho faticato ad ingranare con la lettura perché l’ho trovata poco scorrevole e a tratti noiosa. Qualcosa è cambiato solo dopo essere arrivata a metà libro, quando la storia mi è risultata più interessante, infatti poi da lì ho terminato il libro nel giro di poche ore leggendolo con avidità e voglia di scoprire la verità. Sono dispiaciuta che ho apprezzato il libro solo dopo la seconda metà, perché dietro al mistero e alla storia d’amore, tra le pagine si cela molto altro di più significativo, quali gli effetti di quel terribile nemico che è la guerra, le condizioni a cui sono stati sottoposti i deportati nei campi di concentramento, tutta la malvagità che vi è stata dietro, e soprattutto il dolore che provocano certe cicatrici, fisiche e mentali, che restano sempre vivide sulla pelle nonostante il passare del tempo. 


Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Earl Grey
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni





“Fin dal suo arrivo, Armande aveva notato che, su ogni capo di vestiario contenuto nella piccola sacca lasciata dall'agenzia per le adozioni, era ricamata questa frase:
«Si chiama Werner Zilch. Non cambiategli il nome, è l'ultimo di noi».






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