mercoledì 16 gennaio 2019

Recensione: Quest'anno non scendo



Quest'anno non scendo
di Casa Surace

Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo cartaceo : € 16,90
Prezzo ebook: € 8,99
Pagine: 300

Antonio Capaccio è un giovane del Sud trapiantato al Nord. Dopo anni da fuorisede, tra università e stage, sta finalmente per raggiungere l'agognato obiettivo di ogni precario: il posto fisso. Ma è un sogno che si realizza a caro prezzo: Antonio dovrà restare a Milano durante le imminenti feste di Natale. Potrebbe sembrare una buona notizia, ma non per una famiglia del Sud: sua madre Antonietta, ricevuta la telefonata sul baldacchino che la porta in processione per le vie del paese nelle vesti di Santa Lucia, grida disperata, tra la folla scoppia il caos e mezzo paese finisce in ospedale. Al capezzale della moglie, Rocco Capaccio si gioca tutte le promesse che un uomo non farebbe mai, purché lei si risvegli. Arriva a giurare di portarla fino a Milano per trascorrere il Natale insieme al figlio. E allora, miracolosamente, la donna apre gli occhi.
Inizia così, a bordo di uno scassatissimo furgone Volkswagen anni Settanta, il viaggio verso Nord della famiglia Capaccio: genitori, nonni, fratello, zia, cugini e pure amici al seguito. Qualcuno affronta quei mille chilometri di asfalto con un desiderio segreto nel cuore: chi vuole fuggire per sempre dal paese, chi sfondare nella musica, chi ritrovare un amore perduto. Ci saranno sorprese e avventure, imprevisti e rivelazioni, tra epiche sfide di nonne ai fornelli, gemellaggi etilici Sud-Nord, nuovi amori e vecchi rancori. La famiglia rischierà di scoppiare, la destinazione sembrerà irraggiungibile.
Ma al grido «Nulla separa una famiglia a Natale», i Capaccio saranno pronti a sfoderare un intero arsenale di astuzie e tradizioni pur di compiere quella missione impossibile. TUTTINSIEME: perché una famiglia è una famiglia solo quando non si divide.


Antonio è uno dei tanti giovani che ha dovuto lasciare la sua amata terra del Sud e trasferirsi al Nord per studiare. Dopo anni di studio e di fatica dopo, il sogno di un posto di lavoro nell’azienda, in cui ha fatto lo stage, si è finalmente concretizzato. Presto il suo sogno però si trasforma in un incubo, infatti proprio a causa sua dovrà rimanere a Milano e non può scendere dalla sua famiglia per Natale. Per chi non è del Sud non può capire il dramma che può scatenarsi a una notizia simile, e persino Antonio non può aspettarsi una tale reazione. La triste notizia di suo figlio giunge ad Antonietta mentre è in processione per le strade del paese di San Vito. Lo spavento per l’annuncio fatto, le fa perdere i sensi con conseguenze sull’intero corteo che l’affiancava, e mezzo paese, banda compresa, termina la serata al pronto soccorso. Antonietta finisce addirittura in coma e il marito disperato di vedere sua moglie in quello stato, le fa promesse su promesse per scatenarle una reazione. Alla promessa di portarla su al Nord da suo figlio per Natale, Antonietta miracolosamente si risveglia e a Rocco non resta che organizzare il lungo viaggio insieme a tutta la numerosa famiglia. Il viaggio, a bordo di un vecchio furgoncino Volkswagen, sembra essere interminabile e piena di avventure e imprevisti, ma pur di trascorrere il Natale tutti insieme, tutto si supera.
Questo romanzo è nel puro stile Casa Surace. Cosa significa per chi non li conosce? Sempre ammesso che ci sia qualcuno che ancora non conosce l’allegria compagnia che ha invaso YouTube con i suoi video divertentissimi! Il libro è pieno d’amore, avventura, di risate, e anche di stereotipi tipici del Sud. Insomma, è un perfetto mix di tutte queste cose. Se state cercando un libro che vi faccia ridere e commuovere allo stesso tempo, questa storia è ciò che fa per voi. E poi è impossibile riuscire a resistere al fascino unico di Nonna Rosetta. Cosa state aspettando nel correre in libreria?


Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Spremuta d'arancia
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Sito dell'autore: Casa Surace




“Quanto era difficile riuscire a tenere strette le radici quando eri costretto a vedere pezzi di te partire lontano? E quanto coraggio ci vuole, invece, per partire e allontanarsi dalla propria Terra?”




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