venerdì 3 gennaio 2020

Recensione: Frankissstein

Frankissstein
Una storia d'amore
di Jeanette Winterson

Editore: Mondadori
Prezzo Cartaceo: € 19,50
Pagine: 336




Lago di Ginevra, 1816: la diciannovenne Mary Shelley sta scrivendo una storia su uno scienziato che crea una nuova forma di vita. Nella Gran Bretagna di oggi, alle prese con i tormenti della Brexit, un giovane medico transgender di nome Ry si innamora di Victor Stein, un professore noto al grande pubblico per le sue posizioni sull’intelligenza artificiale, che conduce alcuni esperimenti in una rete sotterranea di tunnel. Nel frattempo, Ron Lord, divorziato da poco e spalleggiato dalla mamma, scalpita per lanciare il prodotto che lo renderà ricchissimo: una nuova generazione di bambole del sesso per uomini soli di tutto il mondo. Sull’altra sponda dell’Atlantico, a Phoenix, in Arizona, una struttura criogenica ospita dozzine di corpi di uomini e donne che sono morti dal punto di vista medico e legale, ma che attendono di tornare in vita.
Cosa accadrà quando l’Homo sapiens non sarà più l’essere più intelligente del pianeta? Jeanette Winterson ci mostra quanto quel futuro sia già assai vicino.
Sospeso tra hard sciences e il romanticismo più sognante, Frankissstein affronta in modo originalissimo e affascinante i temi che da sempre sono al centro delle opere della Winterson: il genere, la lingua, la sessualità, i limiti della libertà individuale e la vita delle idee.


Un libro molto molto particolare. Se pensate di leggere una romanzo con una struttura standard, questo non è per voi. 
Le storie si affiancano e a volte si intrecciano, da una parte c'è la storia vera, il dialogo letterario e fisico svoltosi nell'estate che Mary Shelley, Lord Byron, Claire Clermont e John William Polidori hanno passato insieme in Svizzera dove Mary Shelley ha dato vita al suo Frankestein. Mary, una donna estremamente giovane messa da parte in una società ancora estremamente patriarcale, con un marito fedifrago e distante, dà vita ai discorsi su vita e morte, sulla perdita dei suoi figli conditi delle poesie del marito. D'altra parte una storia del giorno d'oggi ma forse ancor più del futuro, tanto da sembrare quasi fantascienza. Un certo Victor vuole trovare il modo di far rivivere i cervelli degli uomini. Le sue non sono solo idee filosofiche ma un vero proprio progetto splatter di mantenimento vascolare della testa del suo maestro e il tentativo di farla rivivere.
Tutto il romanzo è basato sullo scambio di opinioni di tutti i personaggi, su vita, morte, futuro, intelligenza artificiale, l'uso delle sex robot, il valore dell'anima.
Mi sono piaciuti molto gli spunti di riflessione che il romanzo accende, il valore della donna e del sesso nella società futura. Penso che per distaccarsi dalla serietà dei pensieri della Shelley, l'autrice abbia creato la storia con tratti decisi e brevi, dialoghi comuni e senza finezza senza mai perdere il fil rouge del romanzo, la morte o forse la vita?

Ci sono tantissimi personaggi divertenti,ognuno piú peculiare dell'altro! 
Bellissima la figura di Ry, transessuale che discerne da ogni etichetta che gli si possa dare e che ci insegna a considerare una persona per ciò che rappresenta e il suo valore e non i suoi attributi. 
Divertentissimo Ron, il venditore di bambole del sesso, con un progetto estremamente lungimirante per il futuro dell'umanità, con una madre femminista e un linguaggio a dir poco scurrile. 

Insomma un romanzo veramente unico, interessante e consigliato che non vi farà annoiare per niente, e vi farà ragionare su presente, passato e futuro.

 
 
 
Durata totale della lettura: 7 giorni
Bevanda consigliata: Spremuta d'arancia
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni 





      "Cosa distingue l’uomo – e tutti noi – dalle altre creature biologiche?
E che cosa ci distingue dalle macchine?"




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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