mercoledì 4 ottobre 2023

Recensione: La bellezza intatta di Rosalind Bone

 


La bellezza intatta di Rosalind Bone      
di Alex McCarthy


Titolo originale:
The Unbroken Beauty of Rosalind Bone
Editore: Neri Pozza

Prezzo cartaceo: € 17
Pagine: 160
Traduzione di: 
Stefano Valenti

Catrin Bone vive nel villaggio gallese di Cwmcysgod con la madre Mary, una donna spigolosa e solitaria. Cwmcysgod, tetti di ardesia, piccole case a schiera annidate sul fianco di una collina, una fabbrica abbandonata, è un paese immutabile, sempre uguale a sé stesso, in cui i vicini spiano la strada da dietro le tende appena scostate e aspettano sera seduti sui bidoni nei cortili. Catrin dorme nella stessa stanza che è stata di sua zia, Rosalind Bone. Da quando ha memoria, ha sentito raccontare storie sulla sorella di sua madre, una ragazza a detta di tutti di una bellezza straordinaria ma, secondo i piú, fredda ed egoista. Egoista al punto da aver abbandonato il paese, in una notte di ventisette anni prima, senza lasciare nemmeno un biglietto. In fuga, come una criminale. Di lei rimane soltanto una fotografia, in fondo a un cassetto che Mary tiene ben chiuso come a volerne contenere l’influenza malefica. Rosalind era bella, e Mary non lo era. E solo dopo la scomparsa di Rosalind il paese si era accorto della sua esistenza, lei che era rimasta all’ombra di quella bellezza eccessiva, ingombrante, pericolosa. Ma Catrin, sedici anni quanti ne aveva Rosalind l’ultima volta che è stata vista, sente irresistibile il richiamo della foto di quella giovane donna che non ha mai conosciuto, e la guarda di nascosto ancora e ancora. Poi un giorno la ragazza soccorre una vagabonda, accasciata contro un muro. È in condizioni pietose, lurida e coperta di stracci, dice un’unica parola: «Fuoco». Nessuno la conosce. Nessuno si fa avanti per reclamarla. Le notizie sul suo stato di salute provocano nella gente del villaggio tutt’al piú reazioni di circostanza. Solo Catrin veglia al suo capezzale, aspettando che la sconosciuta riprenda coscienza. Ma gli abitanti di Cwmcysgod temono quel risveglio; sentono avvicinarsi la resa dei conti con i peccati del passato. Perché ci vuole un villaggio intero per allevare una bambina, per rovinare una donna, per nascondere qualcosa di orribile e guardare dall’altra parte.




Cwmcysgod è un villaggio di minatori come tanti altri sorti nelle campagne del Galles, un'accozzaglia di case in pietra e negozi di prima necessità al limitare dei fitti boschi di conifere in cui si manifestano emblematiche le meschinità e piccole grandiosità degli esseri umani. Tanti i personaggi in questo breve romanzo corale che come i grandi capolavori è capace di raccontare l'umanità in modo sottile ed espressivo, raccogliendo nei pochi le realtà comuni alla massa. Rosalind è la rosa centrale di questa grande composizione, la giovane donna la cui bellezza la rende suo malgrado fulcro di ogni bramosia e invidia della gente del paese: sua sorella Mary accecata dalla gelosia di essere sempre seconda agli occhi di tutti; le donne di Cwmcysgod che la trattano come un'arrogante sgualdrina che si adopera per tenere su di sé proprio quell'attenzione maschile a cui Rosalind vorrebbe riuscire a sfuggire, e che invece la tiene intrappolata. E poi ci sono i fratelli Daniel e Shane Clements, i teppistelli del paese che sfogano il dolore e la disperazione repressi in rabbia e fiamme; Catrin Bone che vive con una mamma agorafobica ed il fantasma misterioso della bellezza di sua zia Rosalind; c'è l'ottuagenaria signora Williams che è più vispa di quel che da a bere al paese, ed il vecchio Dai Bevel la cui demenza senile nasconde oscuri segreti. 

E' un romanzo breve ma intriso di vita, di bellezza e brutalità audace, scritto con stile asciutto e poetico che cattura l'attenzione e la trattiene ad ogni pagina, ad ogni cambio di prospettiva mentre la storia si dipana attraverso le tante voci di Cwmcysgod, alcune sussurrano segreti atroci...altre urlano le proprie ferite. Il dolore di Rosalind è una ferita aperta palpabile in ogni pagina del romanzo, le ingiustizie che questa bambina è costretta a subire per il solo incubo non richiesto di essere nata eccezionalmente bella, attirandosi addosso occhiate e gesti melmosi, inaudite cattiverie e vere e proprie violenze che tenteranno fino alla fine di distruggerle l'anima, ma altrettanto tangibili sono la sua tenacia e la sua voglia di sopravvivere, quelle di cui ogni donna deve armarsi quando capisce che il pericolo la segue come sua ombra. 

Questo esordio mi ha commossa molto, è un pugno allo stomaco che arriva silenzioso ma potente e straccia a brandelli il velo della rispettabilità, l'aria romantica dei piccoli paesi in cui sembra che niente di brutto possa mai accadere, scoprendone invece gli odii, le meschinità, le violenze, gli abusi che si muovono nel sottobosco, invisibili. Ci sono la Bella, incompresa e maltrattata, e la Bestia travestita da uomo qualunque, c'è il mostro dell'invidia che porta le sue vittime ad azioni mostruose, c'è il dramma del lutto e dei tanti modi in cui ci esplode dentro, c'è la violenza sulle donne...ma anche la violenza sociale delle etichette indelebili, l'aggressività e la rabbia maschili ma anche la vulnerabilità e l'eroismo dell'uomo onesto, la povertà che viene scambiata per bruttezza d'animo...e la bellezza fisica che viene scambiata per vanità. C'è l'amore tra sorelle, quello tra genitori e figli, quello acerbo tra giovani amici, quello di una donna alla deriva con la natura incontaminata. 

Non voglio dire di più sulla trama, audace e compatta, che voglio vi sorprenda e devasti come ha fatto con me. 

Durata totale della lettura: 3 giorni
Età consigliata: 16 anni 
Bevanda consigliata: Tè verde 
Formato consigliato: Cartaceo
Consigliato a chi ha apprezzato: Piccole cose da nulla di Claire Keegan



«  Suo padre è fedele, non le ha mai detto che è bella. Soltanto lui la crede buona. 
Rosalind è sola con la sua verità».


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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