martedì 29 settembre 2026

Recensione: La giudice



  La giudice

 di James Patterson, Viola Davis

 Editore: Longanesi
 Prezzo: €19,50
 Pagine: 400
 Titolo originale: Judge Stone
 Traduzione a cura di: Annamaria Biavasco
 
 Mary Stone aiuta la popolazione di Union Springs, Alabama, offrendo pasti caldi nella sua fattoria di famiglia, e la difende nel suo ruolo di giudice della contea. È amata, rispettata. È in lizza per essere rieletta. Tutto cambia quando nella sua aula di tribunale viene portata la dottoressa Bria Gaines, accusata di aver praticato un aborto su una minorenne vittima di violenza. Per la legge, la condanna è indiscutibile. Per la morale, tutto è ancora da dibattere. Presto, il caso diventa di rilevanza nazionale e la giudice Stone si trova in una posizione complicata, strattonata da più parti perché emetta un verdetto esemplare. Per lei è sempre più difficile mantenere salda la propria indipendenza. Con l’arrivo da fuori città di due agguerriti avvocati, la situazione si fa ancora più tesa, ma l’accusa non è l’unico problema del tribunale di Union Springs. Le tensioni razziali nella comunità non si sono mai sopite, e tra i bianchi che animano le strade non ci sono solo manifestanti antiabortisti, ma anche suprematisti e membri del Ku Klux Klan. In un caso controverso, che rappresenta la resa dei conti per un’intera nazione, la giudice Mary Stone dovrà imparare a gestire un nuovo, difficile equilibrio tra le richieste del proprio ruolo e le necessità della sua coscienza, a costo di rischiare tutto ciò che ha. 




Avendo visto e amato profondamente "How to Get Away with Murder" con Viola Davis, appena ho scoperto che aveva scritto un romanzo insieme a Patterson ho contattato SUBITO la casa editrice! Non potevo certo lasciarmelo sfuggire! 
 Ho letto il romanzo immaginando la giudice con il volto dell'attrice stessa (come fare altrimenti?). 
 In un piccolo paese in cui la giudice Mary presiede il tribunale, una ragazza di tredici anni viene aiutata dalla dottoressa locale ad abortire. Secondo il codice penale vigente, l'aborto è considerato un reato di classe A. 
Il caso esplode rapidamente e sconvolge l'intera nazione, attirando entrambe le fazioni nel piccolo centro. Iniziano così manifestazioni sempre più aggressive: da una parte gli antiabortisti, tra cui non mancano razzisti e fanatici; dall'altra Planned Parenthood e chi vuole sostenere la ragazzina. Lei, nel frattempo, è in balia di una madre completamente disinteressata ai propri figli, che sembra sfruttare la situazione per ottenere visibilità e, probabilmente, anche denaro. A scuola viene bullizzata e trattata come una poco di buono. 
 Mary si trova a presiedere il caso e, mentre di solito è lucida e difficilmente si lascia coinvolgere emotivamente, questa volta qualcosa del suo passato rende tutto molto più personale. Inoltre, l'enorme attenzione mediatica che circonda il processo le sta causando minacce e un'eccessiva esposizione pubblica. Per quanto il romanzo si presenti inizialmente come un classico legal thriller, qui gli animi sono infiammati da entrambe le parti. 
Ad aumentare ulteriormente la tensione contribuisce il rapporto conflittuale tra la giudice e l'avvocato della difesa, che tenta costantemente di sminuirla e trattarla come inferiore. Mary viene spinta da ogni lato a ricusarsi e a trasferire il caso in una città più grande, con la scusa che il paese sia troppo piccolo per gestire una vicenda di tale portata. In realtà, dietro questa pressione si nascondono interessi politici e personali che tirano in direzioni opposte. 

Il processo prende avvio lentamente e tra enormi difficoltà legate alla sicurezza. Persino la scelta della giuria si rivela complicatissima. Il peso della situazione grava sulla giudice, ma ancora di più sull'imputata e sulla dottoressa. È una lotta tra bianchi e neri, tra donne e uomini che pensano di poter decidere per loro. Una battaglia feroce tra chi considera il feto un bambino a tutti gli effetti e chi difende il diritto di scelta di chi è incinta. Mary è senza dubbio il personaggio che più mi è rimasto impresso. Forte, intelligente e determinata, si trova a dover bilanciare il proprio senso della giustizia con emozioni che credeva di aver lasciato nel passato. Le sue fragilità la rendono molto umana e facile da comprendere. 
Una lettura scorrevolissima, che affronta un tema complesso senza mai perdere ritmo. Si legge in un battibaleno, consigliatissimo!

Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Tisana freadda alla lavanda
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Assassinio in Cornovaglia di Elisabeth George



Perché erano così arrabbiati? Per quale motivo ce l’avevano con lei? 
Quando pronunciavano il suo nome, lo facevano con disprezzo, con la faccia schifata."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta e condividi con noi la tua opinione!