martedì 31 gennaio 2012

Recensione: Le regole del gioco


Le regole del gioco
di Riccardo Perissich

Prezzo di copertina: € 17,60
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Data di uscita: 19 Gennaio 2012
Pagine: 396, rilegato
Lingua: Italiano
Genere: Giallo, Thriller

“Un complotto internazionale con epicentro in Italia. Un colonnello dei servizi segreti italiani e la sua squadra sono gli unici a poterlo sventare. Ma il gioco è più complesso e pericoloso di quanto possano immaginare, perchè esiste una sola regola: non fidarsi di nessuno."

Saint-Tropez, notte. Un’auto di lusso è parcheggiata in un cono d’ombra, a motore spento. Nell’abitacolo siede un uomo da solo, in attesa. Quattro colpi di pistola spezzano il silenzio e la vita dell’uomo. La vittima è Arkadij Orlov, un oligarca russo al centro di oscuri traffici e sorvegliato dai servizi segreti francesi e italiani. Che cosa nascondeva? Chi l’ha voluto morto e perché? Coinvolta per motivi torbidi nell’operazione di sorveglianza, la squadra di agenti capitanata dal colonnello Valente si trova alle prese con un enigma che, dopo l’omicidio di Orlov, assume contorni inquietanti e pericolosi. Orlov è soltanto una pedina in una misteriosa operazione, nome in codice «11/5», che pare nascondere una minaccia internazionale di enormi proporzioni, mascherata da un’intricata rete di tradimenti e coperture. Valente si troverà così nel cuore di un gioco delle parti fra russi, francesi, statunitensi e iraniani. Un gioco in cui ognuno ha un’agenda segreta da seguire e in cui distinguere il vero dal falso, gli alleati dai nemici, è quasi impossibile. Un gioco che mette in palio il prezzo più alto e che costringerà Valente a rischiare tutto: i colleghi, la reputazione, la famiglia e la vita stessa.


Questa prima opera di Riccardo Perissich è un intricato thriller dai contorni noir, adatto a tutti gli appassionati di gialli, e che riesce a tenere sulle spine il lettore fino all’ultima pagina. Ambientato principalmente a Roma, dove vive ed opera il Colonnello Giulio Valente, ma con eventi in Russia, America e Francia, questo libro tutto italiano ha un respiro decisamente internazionale, e racconta di un’operazione “11/5” che potrebbe mettere a rischio addirittura la pace mondiale. La prima vittima di questo misteriosa macchinazione è Arkadij Orlov, un imprenditore russo trovato assassinato a Saint-Tropez; purtroppo questo sarà solamente il primo di una serie di omicidi, a volte camuffati da incidenti, che la squadra di matrice russo-italiana, capitanata dal misterioso Vincent, metterà in atto. Il Colonnello Valente, coadiuvato da fedeli collaboratori come Connie ed Hans, tenta quindi di trovare una pista credibile che lo porti a sbrogliare questa fitta trama di ricatto e morte e, soprattutto, a scoprire chi fa il doppio gioco celandosi dietro la maschera di Vincent. Purtroppo però questo suo zelo professionale gli costerà non solo la carriera, ma anche gli affetti famigliari, oltre alla perdita di alcuni preziosi colleghi ed amici. Orchestrato con maestria dall’autore, questo libro ha tutti gli ingredienti necessari per garantire qualche ora di suspence, il tutto accompagnato da una scrittura sobria ma accattivante.

Durata della lettura: 7 giorni
Bevanda consigliata: thé alla cannella
Età di lettura consigliata: dai 17 anni








Per chi ama gli intrighi e la suspence.

Riccardo Perissich ha cominciato la sua carriera come giornalista e studioso di relazioni internazionali. In seguito ha lavorato per più di vent’anni a Bruxelles presso la Commissione Europea, dove è stato impegnato in vari negoziati internazionali, assumendo cariche decisionali ai massimi livelli. Tornato in Italia nel 1994, ha ricoperto incarichi direttivi in Pirelli, nel gruppo Telecom Italia e in Confindustria. Scrive regolarmente di problemi internazionali su giornali e riviste italiane e straniere.

domenica 29 gennaio 2012

Recensione: Warm Bodies



Warm Bodies
Isaac Marion


Prezzo di copertina:
€ 14,50
Formato: Brossura
Pagine: 269
Lingua: Italiano
Titolo originale: Warm Bodies
Lingua originale: Inglese
Editore: Fazi Editore
Collana: Lain
Anno di pubblicazione: 2011
Traduttore: T. Lo Porto
Generi: Distopico, Postapocalittico, Horror


R è un ragazzo in piena crisi esistenziale: è uno zombie. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, ma nutre molti sogni. La sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, ma dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di stupore, di nostalgia. Un giorno, mentre ne divora il cervello, R assaggia i ricordi di un ragazzo. Di lì a poco, per lui cambierà ogni cosa; intreccia una relazione con la ragazza della sua vittima, Julie, e sarà per lui un’esplosione di colori nel paesaggio grigio e monotono che lo circonda. Perché l’amore per lei lo trasformerà in un uomo (e in un morto) diverso, più combattivo e consapevole. Di qui avrà inizio una guerra feroce contro i suoi compagni d’un tempo, e una rinascita, le cui conseguenze saranno del tutto inimmaginabili…



"Cosa sono stato prima di morire? I miei vestiti cosa possono dirmi della mia vita passata?" Queste sono alcune delle molte domande che R., un giovane zombie, si pone quasi quotidianamente. Non ricorda niente della sua vita, solo l'iniziale del suo nome sa solo di essere uno zombie come gli altri suoi compagni. La sua "vita" è scandita dai bisogni primordiali come quello della fame e della ricerca di giovani cervelli. Tutto qui. Tutto si riduce a questo, fino a quando non incontra Julie. Warm Bodies è un romanzo quanto mai originale: il protagonista infatti non è il solito licantropo o vampiro, ma bensì uno zombie fatto di carne in decomposizione e di un cervello destinato a morire con il passare del tempo. R. è un personaggio autoironico che vive la sua nuova condizione non in maniera passiva, ma anzi, cerca stimoli di riflessione e si pone costantemente domande sulla sua natura. Nella prima parte del libro seguiamo R. nei suoi spostamenti e assistiamo alla caccia sua e dei suoi simili, non ci verranno risparmiati dei dettaglia macabri. Dopo la comparsa di Julie invece il romanzo si tinge di rosa e l'esistenza di R. cambia radicalmente: potrà uno zombie riscattarsi ed umanizzarsi? Il libro va letto sia per il tema centrale che per il modo fresco e scorrevole di scrivere del giovane autore. Un romanzo d'esordio fuori dagli schemi canonici che sa interessare e catturare l'attenzione del lettore. I personaggi sono caratterizzati alla perfezione: in un mondo disastrato dalle epidemie la speranza vive ancora nel cuore degli uomini e forse anche in quelli degli zombie! Consigliato a tutti, soprattutto a chi vuole leggere un romanzo diverso dal solito.

Durata della lettura: quattro giorni
Bevanda consigliata: succo di frutta
Età di lettura consigliata: dai 16 anni




Gli zombie non sono mai stati così intriganti



venerdì 27 gennaio 2012

Recensione: Amber

Amber
di Kathleen Winsor

Prezzo di copertina: € 14,90
Editore: Beat Edizioni
Collana: Super Beat
Data di uscita: 23 Novembre 2011
Pagine: 880, brossura
Lingua: Italiano
Titolo originale: Forever Amber
Lingua originale: Inglese
Traduzione: L. Agnoli Zucchini
Genere: Romanzo rosa, letteratura contemporanea

«Ricordo che la prima volta che lessi Amber rimasi impressionata dal suo coraggio, dalla sua temerarietà e dalla sua forza. Nel rileggere il romanzo ora non sono rimasta per niente delusa, anzi sono stata enormemente colpita dal femminismo sovversivo della Winsor e dagli scopi e dall’ambizione della sua immaginazione storica». Elaine Showalter, The Guardian

Nel 1944 un romanzo, ambientato esattamente tre secoli prima, precisamente nell’Inghilterra del 1644, scosse la società americana. Il romanzo fu vietato in 14 stati americani per i suoi numerosi riferimenti a rapporti sessuali, gravidanze illegittime, aborti ecc. Nella forma di un romanzo storico, camuffato da romanzo d’appendice, camuffato a sua volta da romance, si raccontava la storia di un’eroina, Amber St Clare, orfana abbandonata di nobili natali, che non esita a usare la sua bellezza e il suo fascino per farsi largo in un mondo a lei estraneo. Quello che infastidiva soprattutto i puritani giudici americani degli anni Quaranta, e la Chiesa cattolica che la bollò di indecenza, era che Amber St Clare rompeva gli schemi dell’eroina dei romanzi d’appendice, in trepida attesa del principe azzurro, per delineare l’inaspettato ritratto di una donna intraprendente, spregiudicata che non esita a fare libero uso della sua sessualità e, soprattutto, della sua astuzia per raggiungere i suoi scopi. Che cosa è, infatti, una donna che, nell’Inghilterra del Seicento in cui infuria la guerra civile, viene abbandonata appena neonata e adottata da una famiglia di contadini; a sedici anni rifiuta di sposare un contadino e fugge a Londra dopo aver conosciuto in una locanda Bruce Carlton, un militare di nobili origini di cui si innamora e dal quale ha un figlio; finisce in carcere, dove incontra il bandito Black Jack che la prende sotto la sua protezione e le insegna a rubare; diviene l’amante di un ufficiale che la fa assumere come attrice da una compagnia teatrale, dove alcuni nobili e persino Re Carlo II rimangono affascinati dalla sua bellezza; sposa Radcliffe, un nobile che le offre finalmente la posizione cui lei aspira; rimane vedova e diventa l’amante del re; vive a corte insieme al bambino, il figlio suo e di Bruce; viene scacciata dal re e decide di seguire Bruce Carlton in America, terra di avventura e di nuovi orizzonti? Che cosa è una donna simile se non il frutto di un’immaginazione femminile sovversiva per la sua epoca, la prima rappresentazione nel Novecento della donna ribelle al suo destino di madre e sposa devota?


Non lasciatevi ingannare dalle quasi mille pagine di questo volume: “Amber” è un libro che si legge in modo molto scorrevole e veloce, mai paghe delle mille sorprese che l’autrice ci ha riservato su questa affascinante eroina. Si tratta di Amber St Clare, la figlia segreta di due nobili morti poco dopo la sua nascita, che viene allevata da una famiglia di contadini. Forse in parte consapevole delle sue origini nobiliari, Amber dimostra subito, già a partire dai sedici anni, di non essere destinata ad una vita normale, che la vedrebbe maritata con un contadino del villaggio, attorniata da una schiera di bambini: infatti, non appena incontra Lord Bruce Carlton, nella locanda del paese, se ne innamora, e fugge a Londra con lui. Nella capitale Amber capisce di essere finalmente nel suo elemento: grazie al suo anfitrione, riceve un’educazione, lezioni di bon ton, e soprattutto impara ad atteggiarsi e a vestire come una gran dama. Purtroppo però l’idillio con Bruce termina nel momento in cui lui si imbarca per l’America, lasciandola con una piccola eredità ma con poca esperienza nell’affrontare la grande città. Amber infatti si ritrova a essere circuita da un sedicente gentiluomo che sposa, ma da cui viene subito derubata; a causa dei debiti, finirà quindi in carcere, da cui uscirà grazie alla protezione del temutissimo bandito Black Jack. Inizierà un periodo molto pericoloso per la nostra eroina, che accompagna Black Jack nelle sue rapine, ma anche delicato: partorisce infatti il figlio di Lord Carlton. Ma le avventure di Amber sono appena iniziate: sfruttando la sua bellezza e la sua intraprendenza, diventa un’attrice in una compagnia teatrale, dove ha modo di farsi notare da un facoltoso ufficiale e di diventare la sua amante. Quest’ultimo finirà però per perire in un duello con Lord Carlton che, tornato temporaneamente dall’America, riuscirà ancora una volta a sconvolgere la vita ed il cuore di Amber. I fatti successivi vedono Amber alla conquista del tanto agognato titolo nobiliare, che le permette di insediarsi stabilmente a corte, divenendo una delle amanti di sua maestà. La particolarità di questo romanzo è che il personaggio principale non incarna il ruolo dell’eroina pura, anche un po’ ingenua, che conquista il lettore per la sua bontà: Amber sovverte il cliché delle protagoniste femminili, con la sua indole sensuale, sfrontata e, a volte, ai limiti della moralità comune. E’ sicuramente un personaggio dalle mille sfaccettature, che non subisce il suo destino ma cerca con tutte le sue forze di guidarlo a suo favore, anche, a volte, a discapito della felicità altrui. A sfatare il mito dell’eroina positiva concorre anche il finale, che non rappresenta il classico lieto fine: Amber non troverà la pace tanto ricercata, ma le ultime pagine del libro fanno presumere per lei una nuova sfida da intraprendere, che ben si sposa con il tenore del romanzo.

Durata della lettura: 15 giorni
Bevanda consigliata: sherry
Età di lettura consigliata: dai 18 anni








Una smaliziata eroina che si ribella al suo destino nel XVII Secolo

Kathleen Winsor (1919 -2003) è vissuta in California, laureandosi a Berkley e lavorando per alcuni anni come giornalista. Appassionata studiosa del periodo della Restaurazione inglese, ambientò in quest’epoca il suo bestseller, Amber, uscito nel 1944 e da allora un costante successo in tutto il mondo. Divenuta celebre come una diva di Hollywood, dopo la pubblicazione di Amber la sua vita prese una piega mondana e turbolenta: si sposò quattro volte, tra cui una con il famoso clarinettista jazz Artie Shaw. Pubblicò altri libri, senza però mai eguagliare il successo del suo primo romanzo, caposaldo del genere storico sentimentale.

mercoledì 25 gennaio 2012

Recensione: Avevano spento anche la luna

Avevano spento anche la luna
di Sepetys Ruta

Prezzo di copertina: € 18,60
Editore: Garzanti Libri
Collana: Narratori Moderni
Data di uscita: Settembre 2011
Pagine: 304, rilegato
Lingua: Italiano
Titolo originale: Between Shades of Gray
Lingua originale: Inglese
Traduzione: Roberta Scarabelli
Genere: narrativa moderna, romanzo storico

“Mi hanno tolto tutto.
Mi hanno lasciato soltanto il buio e il freddo.
Ma io voglio vivere.
A ogni costo."


Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell'università, è sulla lista nera, insieme a molti altri scrittori, professori, dottori e alle loro famiglie. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. Ma c'è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. È l'unico modo, se c'è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi. Lina si batte per la propria vita, decisa a non consegnare la sua paura alle guardie, giurando che, se riuscirà a sopravvivere, onererà per mezzo dell'arte e della scrittura la sua famiglia e le migliaia di famiglie sepolte in Siberia.


Questo libro – verità racconta in modo commuovente la terribile sorte delle migliaia di russi finiti nei gulag staliniani nella metà del XX Secolo. E’ la storia di Lina, ragazzina come tante, che una notte si vede portar via la sua vita da uomini cattivi, che la gettano, insieme alla sua famiglia, in un camion diretto verso la stazione. Separati subito dall’amato papà, Lina, la madre ed il fratellino vengono brutalmente caricati in un convoglio ferroviario, sul quale compiranno un terribile viaggio lungo settimane verso una terra fredda, buia e terrificante: la Siberia. In questa landa desolata, dove non cresce nulla a parte poche barbabietole o patate, Lina e gli altri deportati capiscono che ormai la loro vita è cambiata per sempre, scandita dal risveglio nel gelo del mattino, dal duro lavoro nei campi e dalla scarsa razione di cibo la sera, comandati a bacchetta da spietate guardie per cui la loro vita conta meno di un pacchetto di sigarette. Ma persino quando vengono mandati nell’area più estrema della Siberia, dove regnano la notte ed il gelo perenne, Lina non smette di credere, di lottare che un giorno tutto possa finire, e che possa finalmente tornare a disegnare come faceva prima. Proprio questa sua passione riesce a tenerla viva, perché sa che finché potrà documentare gli orrori di questo genocidio avrà la speranza di sopravvivere ancora un altro giorno. Un libro che lascia veramente senza parole, che riesce a farci immaginare in modo vivido le atroci sofferenze di queste persone, e che svela una realtà che per troppo tempo è stata taciuta.

Durata della lettura: 8 giorni
Bevanda consigliata: caffè d'orzo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni









La dimostrazione che la dignità umana è più forte di qualsiasi repressione.

Ruta Sepetys è nata in Michigan, da una famiglia di rifugiati lituani. Non ha mai dimenticato le sue origini e la storia della sua famiglia. Per questo è andata in Lituania, nel tentativo di recuperare la memoria paterna. Per scrivere Avevano spento anche la luna le ricerche sono state impegnative e l'hanno portata a visitare i campi di lavoro in Siberia e a conoscere storici e tantissimi sopravvissuti, che l'hanno aiutata a descrivere i particolari più importanti di quel passato di atrocità.

martedì 24 gennaio 2012

Recensione: Io Sono un Gatto


Io Sono un Gatto
Natsume Soseki


Prezzo di copertina:
€ 9,00
Formato: Brossura
Pagine: 512
Lingua: Italiano
Titolo originale: Wagahai wa Neko de Aru
Lingua originale: Giapponese
Editore: Beat Edizioni
Anno di pubblicazione: 2010
Traduttore: A. Pastore
Generi: Narrativa moderna


«Protagonista di questo romanzo è un gatto, nero, audace, scettico, creativo, fine osservatore e filosofo. È lui che ci racconta con suprema ironia lo sconvolgente cambiamento epocale del Giappone di oggi».
L'Espresso

«Il primo romanzo giapponese moderno».
Alias

«Un romanzo allegro e importante, scritto per il divertimento dei lettori. Di ieri e di oggi».
la Stampa

Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sembra aver restituito onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Per il gatto protagonista di queste pagine, però, un'oscura follia aleggia nell'aria, nel Giappone all'alba del XX secolo. Il nostro eroe vive, infatti, a casa di un professore che si cimenta in bizzarre imprese. Scrive prosa inglese infarcita di errori, recita canti no¯o nel gabinetto, tanto che i vicini lo hanno soprannominato il «maestro delle latrine», accoglie esteti con gli occhiali cerchiati d'oro, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati. Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna... Pubblicato per la prima volta nel 1905, Io sono un gatto non è soltanto un romanzo raro, che ha per protagonista un gatto, filosofo e scettico, che osserva distaccato un radicale mutamento epocale. È anche uno dei grandi libri della letteratura mondiale, la prima opera che, come ha scritto Claude Bonnefoy, inaugura il grande romanzo giapponese all'occidentale.



In un giorno come tanti una cucciolata di gattini miagola in cerca della mamma, uno di loro viene raccolto ed abbandonato in un campo di bambù accanto ad un fiume. Questo gatto è stato fortunato: la sua vita è salva dalla crudeltà dell'uomo che voleva gettarlo nelle acque fredde del fiume. Spaurito e affammato il Gatto inizia a vagare alla ricerca di qualcuno che lo possa aiutare. Per caso si ritroverà nel giardino della casa del professore Kushami ed è lì che troverà riparo. Inizia così l'avventura di questo Gatto senza nome. Vi siete mai chiesti che cosa passa per la testa di un gatto? che cosa c'è dietro i suoi miagolii sempre diversi che non siano solo una semplice richiesta di cibo? I gatti per esempio hanno dei pensieri alquanto precisi su di noi: innanzitutto non capiscono il perchè siamo sempre di corsa e soprattutto perchè, avendo a disposizione quattro zampe ne usiamo solo due. Loro, d'altro canto, risultano essere più veloci e funzionali usandole tutte e quattro. Un loro difetto però risiede nella pelliccia che li rende nervosi e accaldati durante l'estate anche se, alla fine, sono contenti così perchè non devono affannarsi come noi alla ricerca di nuovi vestiti da indossare durante l'anno. Il gatto protagonista non ha un nome, il padrone non ha trovato il tempo di dargliene uno, ma questo non lo rende di sicuro meno importante o intelligente. Indaffarato ad ascoltare gli sproloqui del professore e dei suoi amici a proposito della società e del mondo e a cacciare mantidi religiose, ci farà un quadro quanto mai dettagliato e divertente della società giapponese. Il nostro beniamino ci illustrerà la sua vita, facendoci notare come i gatti abbiano un'intelligenza davvero notevole e ci mostrerà uno spaccato di società davvero interessante. Questo romanzo va letto sicuramente, non piacerà solo agli amanti della letteratura orientale ma verrà amato da tutti. L'autore, con uno stile piacevolissimo e scorrevole, ci fa vedere il mondo attraverso gli occhi di questo Gatto che, pagina dopo pagina, ci farà piangere e sorridere insieme a lui. Ebbene sì, anche i gatti sorridono! Non lo sapevate? Scopritelo in questo magnifico libro che consiglio a tutti.

Durata della lettura: cinque giorni
Bevanda consigliata: cioccolata calda
Età di lettura consigliata: dai 16 anni




"Un Gatto che guarda al nostro mondo con curiosità"


Natsume Soseki (1867-1916) viene unanimemente considerato come il più grande scrittore del Giappone moderno. Tra le sue opere nelle edizioni Neri Pozza ricordiamo: Guanciale d'erba, Il cuore delle cose, Il signorino.







lunedì 23 gennaio 2012

Recensione: Una montagna di briciole

Una montagna di briciole
di Elena Gorokhova

Prezzo di copertina: € 18,50
Editore: Piemme
Collana: Saggistica
Data di uscita: 25 ottobre 2011
Pagine: 392, rilegato con sovracoperta
Lingua: Italiano
Titolo originale: A Mountain of Crumbs
Lingua originale: Inglese
Traduzione: Franca Genta Bonelli
Genere: Memoir

“Nata tre anni prima che la Russia diventasse l’Unione Sovietica, mia madre divenne l’immagine speculare del mio paese natale: autoritaria, protettiva, difficile da lasciare."

Per ingannare la fame dei suoi figli, nel periodo della grande carestia, la nonna di Elena ha inventato un gioco: se i bambini si lamentano perché da mangiare c’è solo una zolletta di zucchero e una fettina di pane, la nonna li sbriciola nel piatto, trasformandoli in «una montagna di pane e di zucchero».Nella Russia degli anni Sessanta e Settanta, quel gioco diventa l’emblema della sua infanzia e della sua giovinezza. Elena cresce in una famiglia come tante. Un padre membro del partito. Una madre che è nata insieme all’Unione Sovietica, ha visto due guerre e insegna anatomia all’Università di Leningrado. Una donna concreta, ruvida, ossessionata dall’ordine e protettiva in modo asfissiante, proprio come il suo paese. A dieci anni, Lena sente per la prima volta parlare in inglese e si innamora di quella lingua. Decide di cominciare a studiarla – prendendo lezioni che ufficialmente sono proibite – nella speranza che le apra le porte verso un futuro migliore. Fino a quando, ottenendo un visto matrimoniale, non riuscirà a uscire dal paese e a trasferirsi in America, facendo precipitare sua madre nella più profonda disperazione.


Questo primo libro di Elena Gorokhova è un toccante memoir sui suoi primi vent’anni di vita nell’ex unione Sovietica. Un racconto senza fronzoli, schietto, a volte perfino cinico, anche se non immune da una nostalgia velata per il proprio Paese natale e per le sue tradizioni. Elena è una ragazzina nata nel 1955, durante il governo di Chruščëv, in una San Pietroburgo che per lei era ancora Leningrado; la sua famiglia è composta dalla madre, prima medico ora insegnante di anatomia, e dal padre, ex membro del Partito, entrambi devoti imprescindibilmente alla Patria e a tutte le sue contraddizioni. Elena si accorge fin da bambina di essere diversa: non capisce come mai a scuola non può leggere autori stranieri, o perché non si possano comprare scarpe o vestiti d’importazione, o ancora perché si possa finire in prigione per aver semplicemente raccontato una barzelletta. Comprende quindi fin da subito di dover scindere se stessa in due personalità: quella esterna, la Elena che tutti possono vedere, ubbidiente e rispettosa delle regole, e l’altra, quella più intima, in cui cerca disperatamente un modo per fuggire da questo mondo finto ed ipocrita in cui “ci mentono, noi sappiamo che lo fanno e loro sanno che noi lo sappiamo, ma continuano comunque a dirci bugie, e noi continuiamo a pretendere di credere loro”. Proprio questa sua voglia di evasione la porta ad interessarsi alla lingua inglese, così esotica ed affascinante con i suoi simple past e le parole proibite come “privacy”, che non ha una traduzione in russo, o con le sue frasi fatte su come prenotare una stanza a Londra, che fanno sognare Elena di poter recarsi veramente, un giorno, in un altro Paese. Proprio questa sua passione per l’inglese la porterà a trovare lavoro come insegnante all’Università, e a conoscere, all’età di ventiquattro anni, un ragazzo americano, Robert. Quest’ultimo le consentirà, con un visto matrimoniale, di approdare finalmente in America, anche se, agli occhi dell’intransigente madre e della Russia intera, nelle vesti di una “traditrice” ormai vicina all’odiato capitalismo. Il titolo “Una montagna di briciole” evoca l’escamotage che la nonna di Elena usava, sbriciolando il misero pezzo di pane e zucchero, per illudere i bambini che si lamentavano della scarsa razione di cibo durante la Grande Carestia: un’immagine emblematica che Elena si porta dietro per tutta la vita, e che ricorre, insieme ad altre tradizioni e ricordi della sua infanzia, in tutto il libro. Un ultima parola sulla copertina, che rappresenta una donna con la mano sulla bocca, il simbolo dell’impossibilità di esprimere liberamente le proprie idee, ma allo stesso la rappresentazione della volontà di denunciare il regime di repressione verbale che l’autrice ha subìto.

Durata della lettura: 9 giorni
Bevanda consigliata: caffè forte
Età di lettura consigliata: dai 18 anni







Una splendida finestra sulla vita di una ragazza nell’ex URSS.

Elena Gorokhova é cresciuta a San Pietroburgo, che per la maggior parte della sua vita ha chiamato Leningrado. Oggi è una scrittrice e vive nel New Jersey.

venerdì 20 gennaio 2012

Recensione: Summer and the City


Summer and the City
di Candace Bushnell

Prezzo di copertina: € 16,50
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Data di uscita: ottobre 2011
Pagine: 406, brossura
Lingua: Italiano
Titolo originale: Summer and the city - A Carrie Diaries novel
Lingua originale: Inglese
Traduzione: Annalisa Crea
Genere: Young adult

“Regola numero uno. Dai sempre l’impressione di sapere dove stai andando, anche quando non ne hai la più pallida idea."

Carrie Bradshaw è arrivata a New York! Teoricamente per frequentare un corso estivo di scrittura creativa, in pratica per iniziare una storia d’amore con la Grande Mela che durerà tutta la vita. La giovane Carrie, volata a Central Station come un ingenuo passerotto di campagna (e immediatamente borseggiata) scopre che è magnifico vivere in un posto dove le etichette sociali non contano niente e dove tutti possonoessere protagonisti. Adora i vicini bizzarri, i negozi vintage, le feste scatenate, gli uomini affascinanti e l’idea di diventare una vera scrittrice.Ma trasformarsi nella persona che ha sempre sognato di essere, anche se con l’aiuto di Samantha e Charlotte, le sue nuove e irrinunciabili amiche, non sarà facile come sembra.


Per tutte le fan scatenate di Carrie Bradshaw, e per chi ha amato “Il diario di Carrie”, prequel di questo libro nonché della fortunata serie “Sex and the City”, ecco “Summer and the City”, che racconta la prima estate della nostra eroina nella Grande Mela. Dopo il burrascoso ultimo anno al liceo, Carrie approda a New York per seguire un corso di scrittura, ma soprattutto per assaporare la vita della città. Grazie all’amicizia con Samantha, che la ospita dopo la sua fuga dal suo squallido appartamento, e a quella con Miranda, che incontra per la prima volta mentre manifesta contro la pornografia davanti a Saks, Carrie inizia in modo esplosivo la sua prima esperienza newyorkese. La vita della metropoli la affascina subito: adora poter esprimere se stessa attraverso la moda senza rischiare di essere giudicata, come invece succedeva nella sua cittadina natale; conosce artisti e scrittori importanti che la affascinano; partecipa a feste, mostre, sfilate ed eventi sociali, dove può fare esperienze che la aiutano a crescere. A tutto ciò si aggiunge una storia d’amore con Bernard, scrittore conosciuto al suo primo party, con cui vive un rapporto altalenante; ma non sarà l’unico uomo a sconvolgere la vita ed il cuore della nostra protagonista… Questo libro rappresenta un’interessante finestra sul passato di Carrie, ma sfogliando le sue pagine si scoprono particolari interessanti anche sulla vita precedente di Samantha (che è in procinto di sposarsi con un buon partito, n.b.) e di Miranda, aiutandoci ad inquadrare le nostre eroine nelle storie successive raccontate nella serie televisiva. A differenza de “Il diario di Carrie”,in questo secondo volume si respirano maggiormente le atmosfere glamour di “Sex and the City”, e soprattutto l’autrice inizia ad introdurre i temi del sesso e della sessualità femminile, poco presenti invece nel primo volume.

Durata della lettura: 8 giorni
Bevanda consigliata: martini dry
Età di lettura consigliata: dai 18 anni







Per tutte le amanti di "Sex and the City".

Candace Bushnell. Nata nel Connecticut trenta-e-non-dice-quanti anni fa, ha scoperto ben presto di essere allergica alla vita di campagna e si è trasferita nella frenetica, rutilante New York. Dopo aver fatto la modella per qualche anno, ha iniziato a collaborare con varie testate femminili, per approdare a «Vogue» e infine al «New York Observer», dove ha raggiunto il successo con la rubrica Sex and the City, da cui sono stati tratti la celeberrima serie tv su Carrie Bradshaw e le sue amiche e due film campioni d'incasso. In Italia ha pubblicato anche Sex and the City, Lipstick Jungle, da cui la NBC ha tratto la serie televisiva in onda su FoxLife, New York Sexy, One Fifth Avenue e Il diario di Carrie.

giovedì 19 gennaio 2012

Recensione: un giorno io e te



Un giorno io e te
di Elsa Chabrol

Prezzo di copertina: € 18,00
Editore: Frassinelli
Collana: Narrativa
Data di uscita: 13/09/2011
Pagine: 244, brossura
Lingua: Italiano
Titolo originale: La guerre de Louise
Lingua originale: Francese
Traduzione: F. Bruno
Genere: narrativa moderna e contemporanea

“Ti aspetterò, Julien. Ti aspetterò per tutto il tempo necessario."

Louise vive alla Pièva, vicino a Bonifacio, nei primi anni del Novecento. È un’adolescente orfana di madre; il padre, ingegnere erudito e modernizzatore, la educa agli ideali pacifisti. Dal cugino Julien, invece, di cui è segretamente innamorata, sente parlare di interventismo e patriottismo. Allo scoppio della prima guerra mondiale, Julien decide di partire. Il padre di Louise muore di lì a poco lasciando la figlia senza mezzi. Louise resiste a ogni prova, sopporta perfino, con spirito ingenuamente incrollabile, anche le conseguenze di un atto di violenza. Arrivata in Francia, da istitutrice, diffonde le idee del padre, ma si scontra con la rigidità nazionalista. Dopo avere assistito i mutilati di guerra, incinta del bambino di uno sconosciuto, troverà finalmente Julien. Ma il giovane è stato condannato a morte dal tribunale militare perché si è ribellato all’ordine di perpetrare una carneficina. Il dialogo appassionato che si svolge tra loro e in generale la trattazione del tema della guerra non mancano di precedenti nella grande letteratura e nel romanzo d’appendice, ma Elsa Chabrol, con la sua scrittura leggera, animata da riflessioni spregiudicate e da dettagli curiosi, tiene in moderno equilibrio la Storia e le vicende personali.


Ambientato nell’incantevole Corsica di inizio ‘900, ma anche tra i campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale, questo libro narra le vicende di una coraggiosa ragazzina che, rimasta sola dopo la morte del padre, suo unico parente stretto, parte alla ricerca di Julien, il cugino di cui è perdutamente innamorata fin da quando è bambina.
Louise ha quattordici anni e vive nei pressi di Bonifacio con il padre ed una vecchia governante nella vecchia tenuta di famiglia, ormai in declino; Julien rappresenta per lei l’amore, il sogno di una vita insieme, ma purtroppo la guerra, con le sue regole crudeli, lo porta via da lei.
Durante la sua assenza Louise gli scrive lettere appassionate di cui riceve però poche risposte; ma il suo amore è costante, cocciuto, quasi disperato. Nel frattempo, l’amato padre muore, e a Louise non rimane che andare a vivere con i parenti di Nunzia, la governante, in uno sperduto e retrogrado villaggio corso dell’interno.
Qui subirà una terribile violenza che le cambierà per sempre la vita, e la porterà a dover fuggire; per una serie di circostanze fortunate Louise si ritrova poi in Francia, ingaggiata come governante nella famiglia di un Generale dell’esercito francese. Questo nuovo incarico le permette di essere arruolata come infermiera in un ospedale da campo, con la speranza di ritrovare Julien. Ma come spesso accade, non sempre la vita ci riserva cosa ci aspettiamo, e Louise si troverà a far fronte ad una drammatica verità.
Elsa Chabrol ha tratteggiato con garbo ed eleganza la storia di una ragazzina coraggiosa che, dopo aver affrontato perdite, umiliazioni e sacrifici, cresce e si trasforma in una donna che riesce a trovare, nonostante tutto, la felicità.
Il racconto, nonostante il ritmo pacato, è travolgente, perché riesce a descrivere nello stesso tempo sentimenti contrastati (gioia e dolore, empatia e compassione) che non possono non coinvolgerci.

Durata della lettura: 6 giorni
Bevanda consigliata: spremuta d'arancia
Età di lettura consigliata: dai 17 anni






La storia di una giovane ma coraggiosa eroina.

Elsa Chabrol è sceneggiatrice e regista. Dopo il liceo, frequentato ad Aiaccio, ha studiato cinematografia a Lodz e ha scritto e diretto documentari e film. Per Frassinelli ha già pubblicato nel 2010 Una sposa conveniente. Questo suo nuovo romanzo è ispirato alla storia della vita di sua nonna.

martedì 17 gennaio 2012

Recensione & Giveaway: La Miniaturista


La Miniaturista
Silvia Mazzola

Prezzo di copertina: € 17,50
Formato: Rilegato
Pagine: 442
Lingua: Italiano
Editore: Fazi Editore
Anno di pubblicazione: 2011
Generi: Romanzo storico

Una tormentata educazione sentimentale sullo sfondo di una Venezia sontuosa.

Venezia, 1700. La giovane artista Aurora Zanon inizia la sua ascesa, che da umile allieva la porterà a diventare la miniaturista più apprezzata della Serenissima. Oltraggiata dal proprio maestro, schiava del successo in un mondo in cui bellezza e decadenza si rincorrono implacabili, Aurora dovrà rinunciare al suo amore per il nobile Lord Marvel. Oppressa dalla vergogna e dal rimorso, inizierà a viaggiare tra le capitali d’Europa in lotta con i ricordi, ma sempre con il coraggio di vivere fino in fondo la sua condizione di donna e di artista.

Tra le calle più famose del mondo vive una giovane ragazza che sogna di poter eguagliare la madre in bravura e le sorelle nella somiglianza con il padre tanto amato. Ignara della strada che il destino le ha riservato, Aurora crede che un giorno il suo dono di Dio si dimostrerà a lei aprendole le porte di una vita nuova. Un giorno come tanti mentre le sue dita, agili e leggere, stanno filando dei merletti la sua vita cambierà radicalmente: il suo dono risiede nelle mani ma non nell'arte del filato bensì nella pittura. Affidata agli insegnamenti di Fanelli, uomo di chiesa e famoso miniaturista, inizierà per Aurora una vita che la vedrà eccellere nell'arte del ritratto ma che le porterà anche via la possibilità di essere felice. Un romanzo dolce amaro costellato di bellezza e raffinatezza, ma anche di crudeltà e sofferenza. Un libro bello come i disegni a pastello di Aurora, che sembrano predere vita attraverso le descrizioni vivide dell'autrice, che racconta la storia di un'artista dalle doti encomiabili. L'autrice sa descrivere luoghi e situazioni in maniera vivida, ci sembra di essere a Venezia su una gondola insieme ai protagonisti oppure nella modaiola Parigi. Tutti i personaggi, sia principali che secondari, che costellano come stelle questo romanzo sono descritti alla perfezione e prendono vita attraverso le pagine: Aurora e le sue sorelle risultano essere una compagnia piacevole con cui intrattenersi nei pomeriggi, sembra quasi di poter sentire le loro risatte cristalline. Quando il romanzo comincia la protagonista è poco più di una ragazzina con molti sogni per il suo futuro ma il destino ha in serbo per lei una strada ben diversa. Aurora diventerà una donna forte, capace di discernere le illusioni dalla realtà e capace di decidere le sorti della sua vita. Un libro mai noioso che va letto per poterne assaporare la bellezza sia narrativa che descrittiva dei luoghi e dei dipinti. Aurora diventerà parte di voi e sarà difficile smettere di leggere l'avventura della sua vita.

Durata della lettura: quattro giorni
Bevanda consigliata: cioccolata calda
Età di lettura consigliata: dai 17 anni




"Lasciatevi incantare da un mondo in miniatura"

Silvia Mazzola, nata a Milano ma inglese d’adozione, vive a Londra da oltre venti anni con il marito e le due figlie. Storica dell’arte specializzata sul XVIII secolo, è coautrice di una guida su Roma. Con Mursia ha pubblicato La lingua nel piatto, Londra e Contorni, Mangiamore, sulla cucina e sulla cultura inglese. La miniaturista è il suo primo romanzo.


Volete vincere una copia di questo libro? Partecipare è semplice: diventate follower del blog e lasciate un commento a questo post e ricordatevi di scrivere la vostra mail per essere contattati in caso di vittoria! Questo giveaway scade sabato 4 febbraio... buona fortuna!

lunedì 16 gennaio 2012

Recensione: Proposta indecente


Proposta indecente
di Emma Wildes

Prezzo di copertina: € 10,00
Editore: Leggereditore
Collana: Narrativa
Data di uscita: 17/11/2011
Pagine: 372, brossura
Lingua: Italiano
Titolo originale: An indecent Proposition
Lingua originale: Inglese
Traduzione: Arianna Gasbarro
Genere: romanzo rosa

“Un romanzo perfetto che diventerà un classico.”
Romance Reviews Today


Inghilterra, 1820. Tutti ne parlano in città, è il pettegolezzo più succoso del momento... I due scapoli più ambiti di Londra hanno fatto una scommessa per determinare chi sia il migliore degli amanti. Ma quale donna dotata di bellezza, intelligenza e giudizio accetterebbe mai una simile sfida? Sicuramente non lady Caroline Wynn, uno degli esseri più pudici e riservati che la buona società abbia mai conosciuto. Nessuna macchia adombra il suo passato, ma smentendo ogni previsione, la donna si fa avanti. Nel corso di due settimane, ciascuna trascorsa con uno dei due uomini, Caroline dovrà decidere chi tra di loro sia l’amante più raffinato. Tuttavia, ciò che sembrava una proposta immorale e destinata semplicemente a scandalizzare gli animi, diventerà una lezione di vero amore.Dopo il successo di Lezioni di seduzione, Emma Wildes torna a stupirci con la sua capacità di ricreare situazioni rocambolesche e originali, sempre pervase da un’ironia frizzante e irresistibile.


Può una scommessa piccante fatta da due incalliti libertini sconvolgere la vita di quattro persone? La risposta la troverete nell’ultima fatica di Emma Wildes, il malizioso “Una proposta indecente”.
Ambientato nell’Inghilterra dei primi anni venti del 1800, questo libro ha come protagonisti un Conte e un Duca, la cui facciata di dongiovanni cela in realtà un animo sensibile, e due donne, la vedova Caroline, delusa dal primo matrimonio, e la giovane Annabel, prossima alle nozze con un uomo che forse non ama fino in fondo.
Derek e Nicholas, durante una bevuta di Bordeaux tra amici, fanno una scommessa per stabilire chi dei due sia l’amante migliore; ad accettare questa sfida che genera non poco scandalo all’interno dell’alta società sarà l’insospettabile Caroline, da tutti considerata una donna morigerata e poco incline a mostrare i propri sentimenti.
Nicholas, che passa con lei una settimana di fuoco nella sua tenuta di campagna, rimane folgorato da questa donna dolce e colta, e la aiuta a superare il trauma legato alle brutte esperienze sessuali col marito. Intanto Derek, che si accorge di essere innamorato di Annabel, la protetta di suo zio, le svela i suoi sentimenti, che sono ricambiati dalla giovane che mostra però la sua titubanza a causa della reputazione di dongiovanni dell’uomo.
Ma grazie agli abili stratagemmi ideati dalla bravissima autrice, i quattro innamorati riusciranno a coronare il loro sogno d’amore, regalandoci pagine ricche di eros ma anche di romanticismo.
Particolarmente interessante è, secondo me, la figura di Caroline, che viene subito presentata come una donna altera, di ghiaccio, ma che svela in realtà una personalità sfaccettata e profondamente sensuale.
La ricostruzione storica è come al solito impeccabile; bello l’inserimento di scene campestri alternate a quelle dell’alta società fatte di balli, incontri galanti e sedute alla Camera dei Lords.
La Wildes si dimostra come sempre all’altezza della sua fama, con il suo linguaggio ricco di sfumature erotiche, capace di farci sognare fondendo storie d’amore e di passione con una accurata caratterizzazione dei personaggi.


Durata della lettura: 7 giorni
Bevanda consigliata: un bicchiere di Porto
Età di lettura consigliata: dai 18 anni




Una lettura maliziosa ed intrigante.

Emma Wildes vive nel Midwest con il marito e i loro tre figli. È una delle autrici più promettenti del romance storico, molto apprezzata negli Stati Uniti e tradotta in diverse lingue. Il suo stile raffinato e originale, e la sua capacità di fondere elementi classici con spunti innovativi, la rendono unica nel suo genere. Quando le chiedono come si guadagna da vivere, lei sorride e risponde: “Sogno tutto il giorno.” E per fortuna alcuni dei suoi sogni prendono vita, trasformandosi in romanzi indimenticabili.

Recensione: Le donne dei dittatori


Le donne dei dittatori
di Diane Ducret

Prezzo di copertina: € 22,60
Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Data di uscita: 06/10/2011
Pagine: 408, brossura
Lingua: Italiano
Titolo originale: Femmes de dictateur
Lingua originale: Francese
Traduzione: G. Maugeri
Genere: saggio storico

«I brillanti ritratti delle compagne di strada dei megalomani del XX secolo.»
«L'Express»

«Il potere seduce ma fa impazzire.»
«Le Point»

«Abbastanza scandaloso da farci molto divertire, abbastanza serio per non farci sentire in colpa.»
«Grazia» (edizione francese)


Si chiamavano Clara, Nadia, Magda, Felismina, Jang Qing, Elena, Caterina, Mira…
Sono state spose, amanti, muse, ammiratrici…
Si sono innamorate di un uomo crudele, violento e tirannico, l'hanno convinto che era bello, affascinante, onnipotente.
A volte l'hanno dominato, a volte sono state tradite e ingannate. Alcune di loro sono state quasi più feroci del loro uomo. Spesso l'hanno seguito fino alla morte. Hanno tutte contribuito a plasmare le personalità più potenti e terribili del XX secolo.
Del resto, uno degli ingredienti fondamentali del successo politico dei grandi dittatori è proprio il fascino esercitato sulle donne, che li inondavano di lettere d'amore. Come aveva capito Adolf Hitler, «l'importante è conquistare le donne, il resto arriva dopo».
Diane Ducret ricostruisce gli incontri, le strategie seduttive, gli amori, il peso politico, il destino delle donne che hanno intrecciato le loro vite con quelle di Mussolini, Lenin, Stalin, Salazar, Bokassa, Mao, Ceaus¸escu, Hitler, fino a entrare nel loro letto. Le donne dei dittatori esplora così i meccanismi più profondi e segreti del rapporto che lega sesso e potere. E, raccontandoci la storia da un'angolatura inedita, ci aiuta a capire l'attualità.


“Essere donna è terribilmente difficile perché consiste principalmente nel trattare con gli uomini”.
Questo aforisma di Conrad esprime bene il rapporto delle protagoniste di questo libro con gli uomini più potenti del XX secolo. Uomini importanti e pericolosi, ma in ogni caso non immuni al fascino femminile, come spesso è accaduto nella storia, che li ha soggiogati, ammaliati, ispirati, ma sicuramente mai delusi.
Ma chi sono queste donne? Tra le varie ispiratrici ed amanti di questi uomini politici troviamo nobildonne, attrici, donne di cultura socialmente impegnate ma anche maestre, casalinghe o contadine.
C’è chi ha amato il proprio uomo fino alla fine, chi, celandosi dietro la comoda maschera della bambolina ingenua, ha finto per anni di non accorgersi della sua crudeltà, chi ha sfruttato la propria posizione per i sui scopi personali, ma anche chi ha tentato di ribellarsi finendo per soccombere in modo tragico.
Diane Ducret ha analizzato con perizia di particolari ed aneddoti interessanti la vita delle donne di Mussolini ed Hitler, dei due padri della rivoluzione russa Lenin e Stalin, di Salazar, dell’eccentrico Bokassa, il Napoleone dell’Africa, di Mao e del conductor Ceausescu.
Sfogliando le pagine del libro, si rimane di stucco apprendendo che uomini temibili e crudeli come Hitler fossero l’oggetto di ammirazione di migliaia di donne, che arrivavano a mandargli lettere d’amore struggenti, che donne anche colte ed istruite affrancassero politiche poco liberali (come Margherita Sarfatti, dama senza scettro del fascismo, vittima poi lei stessa delle leggi razziali in quanto ebrea), o che le consorti assurte a madri della patria fossero in realtà le fautrici di un vero e proprio genocidio, come Elena Ceausescu,
Un racconto a puntate in cui viene scandagliato il controverso rapporto tra sesso e politica, narrato con estremo rigore ma strutturato in modo avvincente, non senza un pizzico di ironia.

Durata della lettura: 12 giorni
Bevanda consigliata: succo di mirtillo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni




Un saggio destinato a diventare un classico.

Diane Ducret, giornalista, storica, filosofa, dopo aver studiato storia e filosofia all'Ecole Normale Superieure, ha prodotto e condotto programmi televisivi per History Channel e altre reti televisive nazionali. Questo è il suo primo libro.

Recensione: Per fortuna mi hai tradito!


Per fortuna mi hai tradito!
di Ildikó von Kürthy

Prezzo di copertina: € 18,00
Editore: Sonzogno
Collana: Romanzi
Data di uscita: 07/09/2011
Pagine: 288, brossura
Lingua: Italiano
Titolo originale: Endlich!
Lingua originale: Tedesco
Traduzione: M. P. Smiths-Jacob
Genere: chick lit

"Ho appena compiuto 40 anni, ma c'è di peggio. Ho scoperto la verità sul mio matrimonio: Marcus - il mio fedele, mite adorato marito - mi tradisce. Forse è la fine. Oppure è l'inizio?"

Dopo un istante di smarrimento, Vera, anziché separarsi dall'uomo della sua vita, decide di fargli il dispetto più grande: provare a riconquistarlo. Si dà quattro settimane di tempo per diventare la donna che non si può tradire. Si iscrive a un corso su "come essere più belle da nude", comincia a uscire con uomini che le offrono champagne, torna a casa all'alba con vuoti di memoria. La guidano, nella sua rinascita, le parole di zia Helga: «La ricetta del mio matrimonio felice? Sono stata sempre innamorata. ma non di mio marito, naturalmente.» Vera impara così che per una donna che vuole essere desiderabile non c'è niente di meglio della sfrontatezza: altro che la vecchia buona reputazione, strada sicura per intristirsi. Il guaio è che, alla fine, Vera sembra essere riuscita fin troppo bene nel proprio intento: è diventata una irresistibile femme fatale che cattura qualunque maschio incroci il suo sguardo. Ma una donna così può accontentarsi di riconquistare il marito? Un nuovo romanzo capace di divertire e, allo stesso tempo, provocare sui temi della seduzione e della femminilità.


Avete presente quei momenti in cui vi sembra che il mondo si fermi, in cui i vostri sensi sembrano come attutiti, e in cui potrebbe crollare il cielo senza che voi ve ne accorgeste? Bene, perché proprio uno di questi momenti topici viene vissuto dalla protagonista del libro quando scopre che il marito la tradisce, nientemeno che con una ragazza che si firma nei messaggi con smile e altre faccine.
Rifugiatasi dall’amica in una beauty farm, e dopo aver fatto la conoscenza di un simpatico compagno di avventura con qualche chilo di troppo, Vera decide di non perdersi d’animo e di sfruttare l’occasione per cambiare in meglio la sua vita.
Si sottopone quindi a lezioni di aerobica per rimodellare il suo corpo di quarantenne, e parallelamente cerca di nutrire la sua scarsa autostima conquistando giovani uomini che prima non avrebbe neanche osato guardare in faccia..
Perché Vera ha deciso di non abbattersi, ma di diventare bella e sicura di sé per riconquistare il marito, lanciando una sfida a distanza alla sua giovane amante.
Riuscirà la nostra protagonista a riprendersi il suo uomo? Ma soprattutto la domanda che deve porsi è: le interesserà ancora quando questo succederà?
Questo è un libro molto divertente, che gioca sul cliché della coppia quarantenne in crisi, ma che propone anche vari spunti di riflessione sull’indipendenza delle donne e sulla loro forza.
L’autrice non ha scritto questa storia per dare insegnamenti o per criticare l’uno o l’altro comportamento (anche se intervalla i vari capitoli con frasi argute ed ironiche sulle donne e sul matrimonio, N.B.), ma soprattutto per divertirci e regalarci qualche ora di piacevole relax.

Durata della lettura: 8 giorni
Bevanda consigliata: birra scura
Età di lettura consigliata: dai 18 anni




Un libro per tutte le donne che amano ridere dei proprio problemi...

Ildikó von Kürthy è giornalista free lance e vive ad Amburgo. Per Sonzogno ha pubblicato i romanzi Ti amo ti amo ti amo... non ti amo più!, Ti prego ti prego ti prego: fà che lui chiami! e Il mio cuore ha fatto... "crack".