mercoledì 4 novembre 2026

Recensione: Le quattro ragazze di Oxford

 

Le Quattro ragazze di Oxford

di Joanna Miller

Editore: Corbaccio
Prezzo Cartaceo: €19,00
Pagine: 416
Titolo originale:  The Eights
Traduzione a cura di: Olivia Crosio

Le quattro ragazze di Oxford, il romanzo d’esordio di Joanna Miller, in Inghilterra ha conquistato i lettori attraverso il passaparola fino a diventare un caso letterario internazionale, oggi in pubblicazione in tutto il mondo. Miller è un’appassionata autrice di Storia, capace di cogliere le vicende personali e i dettagli umani che la Storia tende a dimenticare. E in questo libro ci restituisce uno spaccato straordinario e ancora inesplorato dell’emancipazione femminile, con la precisione di una studiosa e il cuore di una narratrice.

«Quanto avrei voluto conoscerle di persona. Sarebbero diventate le mie più care amiche.» - Francesca Giannone

«Eccezionale.» - The New York Times

«Un bellissimo romanzo sul percorso innovativo tracciato da quattro giovani donne brillanti del passato.» - Times


Oxford, 1920. È il primo giorno dell'anno accademico e già gli studenti sono coi megafoni in mano a deridere certe nuove matricole, un po' diverse dal solito. Ottoline Wallace-Kerr, detta Otto, alza lo sguardo. Li scruta uno per uno. «Quanto siete noiosi!» Butta il mozzicone di sigaretta con il filtro macchiato di rossetto e se ne va. Oxford la aspetta. È il primo anno in cui le porte dell'università più antica e prestigiosa d'Inghilterra si aprono ufficialmente alle donne. Non come spettatrici, ma come studentesse a pieno titolo. E Otto non è sola. Sullo stesso corridoio del St Hugh's College abitano altre tre ragazze, molto diverse tra loro, ma unite da quello che stanno vivendo. C'è Beatrice, che studia politica, filosofia ed economia per emanciparsi da sua madre, una suffragetta famosa con delle ombre nel passato. C'è Dora, che si immerge nella letteratura inglese per alleviare un dolore che non riesce a nominare. C'è Marianne, che studia teologia: è la più silenziosa, forse perché custodisce il più grande segreto. Infine, lei, Otto, la matematica londinese dall'umorismo tagliente: dietro i suoi sorrisi e la sua vita sfarzosa, si nasconde una ragazza che ha visto la guerra da vicino e che desidera soltanto ricominciare a vivere. Sanno di appartenere a un momento storico più grande di loro. Lo sentono ogni volta che entrano in un'aula, ogni volta che qualcuno le guarda come se non dovessero essere lì. Ma dietro i grandi momenti della Storia ci sono sempre le persone. E in questo caso sono quattro giovani donne nate tra due guerre che hanno cambiato il mondo. Eppure, sono anche ragazze che hanno voglia di ridere, di sbagliare, di innamorarsi, di scoprire chi sono al di là di ciò che il mondo si aspetta da loro.


 Ci sono libri che ci riportano indietro nel tempo e altri che, attraverso il passato, riescono a parlarci con una sorprendente vicinanza. Le quattro ragazze di Oxford di Joanna Miller appartiene a questa seconda categoria: un romanzo che ci conduce nell'Inghilterra del 1920, quando le porte di Oxford si aprono finalmente alle donne. Ma, soprattutto, ci accompagna nelle vite di quattro giovani ragazze che cercano il proprio posto in un mondo che sembra avere già deciso quale debba essere.

Oxford è molto più di una semplice ambientazione, è il simbolo di una possibilità a lungo negata, di una conquista ottenuta dopo anni di lotte e di un cambiamento che non tutti sono ancora pronti ad accettare. Entrare in quelle aule significa rivendicare non soltanto il diritto di studiare, ma anche quello di essere riconosciute, di coltivare le proprie aspirazioni e di immaginare un futuro diverso da quello stabilito dalla società.
Otto, Beatrice, Dora e Marianne sono quattro ragazze diverse per carattere, desideri e vissuto, accomunate dalla necessità di confrontarsi con un mondo che fatica ad accogliere ciò che non conosce. Ognuna porta con sé fragilità, inquietudini e un passato che contribuisce a definirla, senza raccontare interamente chi è. Ed è proprio qui che il romanzo trova una delle sue qualità più belle nel mostrarci quanto sia facile fermarsi alle apparenze e quanto, invece, ogni persona custodisca una complessità che merita di essere ascoltata.
Le protagoniste non vogliono soltanto affermarsi in una società ancora dominata dagli uomini. Vogliono ridere, sbagliare, innamorarsi e scoprire chi sono, al di là delle aspettative altrui. Perché l'emancipazione non è soltanto una conquista sociale, ma anche un percorso interiore, imparare a riconoscere i propri desideri e trovare il coraggio di non lasciarsi definire dagli altri.
Sul loro cammino pesano le ferite della guerra, le vicende familiari e le esperienze che ciascuna porta dentro di sé. Joanna Miller intreccia queste dimensioni personali con i cambiamenti di un'epoca, ricordandoci che dietro i grandi eventi della Storia esistono sempre vite individuali, fatte di paure, contraddizioni e speranze. Anche il legame tra le protagoniste acquista così un significato particolare, incontrare qualcuno capace di guardare oltre le apparenze può aiutarci a comprendere meglio noi stessi e a sentirci meno soli nelle nostre battaglie.
È questo intreccio tra Storia e intimità a rendere il romanzo vicino anche a noi. Sono cambiate le epoche, ma restano universali il bisogno di essere riconosciuti, la paura di deludere le aspettative e la ricerca di una voce autentica. Le vicende di queste quattro ragazze ci ricordano che la libertà non consiste soltanto nell'abbattere le barriere imposte dalla società, ma anche nel trovare il modo di non portarle dentro di sé.
Ho trovato in questo libro il fascino delle storie che sanno andare oltre il proprio tempo e lasciare qualcosa al lettore. Le quattro ragazze di Oxford è un romanzo di emancipazione, amicizia e scoperta di sé, che dà un volto umano alle conquiste del passato e invita a riflettere su quanto sia preziosa la possibilità di scegliere la propria strada.
E forse il messaggio più bello è proprio questo, conquistare il diritto di entrare in una stanza è soltanto l'inizio. La vera sfida è poterci restare senza rinunciare a sé stesse, avere il coraggio di prendere la parola e scoprire che il futuro non deve necessariamente assomigliare al passato.
Perché non basta avere il diritto di esserci, bisogna anche sentirsi libere di occupare il proprio spazio, con la propria voce e la propria identità.


Durata  della lettura: 10 giorni
Bevanda consigliata: Tè nero Earl Grey
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Consigliato a chi è piaciuto: Il codice Rose di Kate Quinn
Sito web dell'autrice: Joanna Miller


"Non basta che una porta si apra, se non ci sentiamo ancora libere di attraversarla."


 

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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