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mercoledì 13 agosto 2025

Recensione: Figlie selvagge



  Figlie Selvagge

 di Cinzia Giorgio

 Editore: Rizzoli
 Prezzo: € 18,00
 Pagine: 352
 

 Benevento, 1630. Corre, Bianca, attraversa il bosco col fiato in gola per tornare a casa. Conosce a menadito il sentiero, eppure avverte una presenza tra gli alberi: qualcuno la sta seguendo, ne fiuta nell’aria il sentore sgradevole. Non deve cedere alla paura, si dice, anche se proprio lì vicino sono state aggredite delle ragazze, e del vero colpevole non c’è traccia. Anzi, in città serpeggia la convinzione che siano state le janare, donne che – come lei, sua madre e sua sorella Maria – vivono ai margini di Benevento, conoscono i segreti delle piante e li usano per curare i malati. Per il protomedico della città, Pietro Piperno, le janare sono creature del diavolo: streghe, insomma, contro cui invoca l’intervento della Chiesa. La sua ossessione per loro si nutre del desiderio, non corrisposto, che prova per Maria. Così, quando lei sparisce, Bianca si troverà da sola a cercare la verità sul mistero della sua scomparsa. Anche lei è in pericolo ma è determinata a inseguire un destino di libertà e d’amore con un’unica e potente arma a disposizione: la sorellanza. In un romanzo che avvince e affascina, Cinzia Giorgio scava nella leggenda delle streghe di Benevento, restituendo alle janare del Sannio la voce che è stata loro negata dalla storia: quella di donne sapienti, e per questo perseguitate, che hanno celebrato la vita. 





Partiamo dal presupposto che questo romanzo, pur essendo storico, è anche fortemente romanzato quindi anche se non siete amanti del genere, la bellezza della scrittura e la leggerezza con cui i fatti reali vengono presentati lo rendono una lettura coinvolgente per chiunque.

 La storia è ambientata nel Beneventano del ’700, poco prima della diffusione della peste nera. Rosa e le sue due figlie, Maria e Bianca, si prendono cura dei malati e assistono le donne in gravidanza grazie alle loro conoscenze delle erbe medicinali, che coltivano personalmente. Rosa è amata da tutti, non solo per aver salvato molte vite, ma anche perché chiede come pagamento soltanto del cibo. Tutti, tranne il protomedico Pietro Piperno, che vede in lei una “janara”, un chiaro esempio – secondo lui – del diavolo cornuto. 

Le janare, secondo la tradizione popolare beneventana, erano donne esperte di erbe e di cure naturali, capaci di guarire malanni fisici e spirituali. In un’epoca in cui la medicina ufficiale era costosa e spesso inefficace, queste figure erano punti di riferimento nelle comunità rurali. Tuttavia, il loro sapere – unito all’indipendenza e all’autorevolezza che esercitavano – le rendeva bersaglio di sospetti e accuse di stregoneria, alimentate dalla superstizione e dal potere religioso. La leggenda voleva che di notte si radunassero sotto il famoso “noce di Benevento” per danzare e compiere riti misteriosi.

 Il diacono tenta di distogliere il protomedico dalla sua ossessione, invitandolo a concentrarsi sulle misteriose sparizioni di ragazzine che stanno avvenendo in zona. Ma per Piperno, da quando sua moglie è morta di parto, non esiste altro scopo se non far soffrire Rosa. 
Vi anticipo che riuscirà nel suo intento, ma i colpi di scena non mancano: i twist narrativi sono numerosi e sorprendenti. Nel romanzo spiccano l’importanza della lealtà tra donne, la forza silenziosa della solidarietà femminile di fronte alle ingiustizie, e il coraggio di difendere la propria libertà e il proprio sapere anche quando questo significa sfidare la paura, il pregiudizio e il potere costituito. 

L’autrice restituisce bene il clima di paura e sospetto che si respirava: un contesto in cui bastava poco perché una guaritrice diventasse una strega agli occhi della gente, e in cui la superstizione poteva trascinare un’intera città nel panico più totale. 

 Tra incendi e devastazioni, persecuzioni e massacri di anime innocenti, si intrecciano temi come il patriarcato e i diritti delle donne. 
La tensione è costante e la scrittura di Giorgio – questo è il primo romanzo suo che leggo – mi ha davvero incantata: scorrevole, intensa e con una capacità straordinaria di dare vita ai personaggi.
Consigliatissimo a  tutti!

Durata totale della lettura: Sette giorni
Bevanda consigliata: Tisana al tiglio
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autrice: Cinzia Giorgio
Consigliato a chi ha apprezzato: Sirene di Emilia Hart

"Bianca non aveva paura del buio, non aveva paura degli animali selvatici, non aveva paura della tempesta. Aveva però paura del male"."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 21 ottobre 2016

Recensione: La collezionista di libri proibiti



La collezionista di libri proibiti
di Cinzia Giorgio

Editore: Newton Compton
Prezzo Cartaceo: € 9,90
Prezzo Ebook: € 4,99
Pagine: 288


Venezia, estate 1975. Olimpia ha solo quindici anni quando conosce Anselmo Calvani, proprietario di una storica bottega d’antiquariato. È un incontro decisivo, Anselmo intuisce subito l’intelligenza e la sensibilità della ragazza e la incoraggia a seguire la sua inclinazione. Giovanissima ma già appassionata lettrice, Olimpia comincia a frequentare il suo negozio, a lavorare lì e, con il suo aiuto, inizia a collezionare preziosi libri messi all’indice dalla Chiesa. Mentre cresce la sua passione per quei volumi antichi, anche quella per Davide, il nipote di Anselmo, segreta e non dichiarata, brucia l’animo della ragazza. E una notte, sospinti dalla lettura dei versi erotici di una cortigiana veneziana, i due cedono ai loro sentimenti… Parigi, estate 1999. Olimpia vive ormai nella capitale francese. Ha aperto una casa d’aste, specializzata in libri e manoscritti antichi, tra le più quotate ed eleganti della città. Ogni anno riceve da Davide uno strano regalo: un pacchetto che contiene lettere un tempo censurate, insieme a un libro considerato in passato “proibito”, di cui Olimpia riconosce il grande valore. Sono l’eredità di Anselmo... Ma come poteva un modesto antiquario veneziano esserne in possesso? E che legame c’è tra quelle lettere e la bottega da cui provengono?



Fin dalla copertina e dal titolo del libro e' chiaro che la storia nella quale ci stiamo per tuffare rimarra' nei cuori di ogni persona che dei libri ha la passione, un irrefrenabile impulso verso quelle pagine che contengono una magia unica, che raccontano storie infinite, a volte anche proibite, che catturano la nostra mente portandola in un mondo lontano dal quale non voremmo mai uscire. Una di queste appassionate di libri e' la protagonista Olimpia, che da giovane incontra Anselmo, colui che la porta a lavorare nella sua bottega di antiquariato, un mondo fatto di numerosi libri rari ed antichi messi al bando dalla Chiesa e per questo proibiti, un mondo che la affascina e nel quale si sente a proprio agio, un mondo nel quale c'e' anche Davide, il nipote di Anselmo che se agli inizi non conquista le simpatie di Olimpia con il tempo conquista il suo cuore. Da qui facciamo un tuffo nel futuro a quando Olimpia ormai e' diventata adulta ed e' riuscita ad aprirsi un'attivita' tutta sua, eppure il passato sembra non averla abbandonata, e' dietro l'angolo e con lui anche l'amore per Davide che seguendo le volonta' dello zio, le manda ogni anno un libro proibito e delle lettere antiche. Una storia che con le sue atmosfere e i suoi libri proibiti riesce ad ammaliare il lettore che riscopre il fascino dell'antico, i profumi della carta e dell'inchiostro, la particolarita' delle rilegature, pagine dalle quali non vorrebbe piu' distaccarsi e un amore, quello di Olimpia e Davide che e' ben amalgamato a queste atmosfere. Un'autrice che ha saputo scrivere in maniera chiara ed efficace una storia che si legge in fretta e coinvolge totalmente facendoci affacciare in quei luoghi nel quali ci piacerebbe per davvero essere e facendoci emozionare per un amore che e' piu' forte del tempo stesso.


Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Thè alla liquirizia
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Sito dell'autore: Cinzia Giorgio





      " Dalla bottega di un antiquario di Venezia a una famosa casa d’aste a Parigi..."


              
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