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giovedì 24 settembre 2020

Recensione: Il caso Mariuz. Le indagini del commissario Bertè

 

  
  Il caso Mariuz.

  di Emilio Martini

  Editore: Corbaccio
  Prezzo: € 14,90
  Pagine: 240
 

 Non è un sereno ritorno quello che attende Gigi Berté dopo  una vacanza in Valcamonica: Renzo Costa, un cronista di nera con cui aveva spesso avuto contrasti, viene trovato in fin di vita sulle colline intorno a Lungariva, in seguito a un pestaggio di cui non si conoscono i responsabili né le motivazioni. Berté inizia a indagare nella vita del giornalista, tra i colleghi di lavoro e i ipotesi relative a un possibile scoop su cui il Costa stava lavorando, senza tralasciare i componenti della sua famiglia, fra cui Pierino Serra, il cognato dalle frequentazioni ambigue e pericolose. Come suo solito, il commissario si impegna al massimo, ma un fatto inaspettato si presenta prepotente nella sua vita: tre lettere anonime, invadenti e minacciose. 
Recapitate in rapida sequenza nella cassetta della posta della casa gialla, mettono in dubbio la dinamica dell’incidente automobilistico in cui, vent’anni prima, erano rimasti uccisi i suoi genitori. Non senza fatica Berté era riuscitoa lasciarsi alle spalle quel capitolo buio, ma ora ecco che si rinnova l’antico dolore, soprattutto quando l’autore delle lettere si palesa davanti a lui. Berté si trova coinvolto in una vicenda drammatica, intrecciata col proprio passato, che sconvolge i suoi ricordi e fa riemergere la figura del padre insieme con rimorsi mai sopiti.
Nonostante tutto, grazie al sostegno della Marzia, porto sicuro nel mare in tempesta della sua esistenza, decide di guardarsi dentro e affrontare i suoi antichi fantasmi... anche quello che gli era costato il trasferimento a Lungariva.

   





Puntuale ogni anno sul finire dell’estate per me, arriva il momento di leggere le nuove avventure del commissario Bertè. Anche stavolta un’avvincente avventura, che lascia nel lettore una sensazione di amore intenso per la lettura di gialli tipicamente italiani, nella loro ambientazione e nella descrizione dei loro personaggi chiave. Come d’obbligo, la provincia la fa da padrone, e stavolta si dovrà indagare sull’omicidio di un giornalista di provincia. Possono esserci davvero diverse risposte a questo quesito, ma anche le più ovvie, non possono essere lasciate al caso. La lotta contro l’irascibilità a volte, in Bertè era finita male, e gli aveva procurato molti guai. Era una lotta ancora viva in lui, che l’età forse avrebbe reso meno aspra, ma che non avrebbe mai avuto fine. Come diceva suo padre, i poliziotti non hanno il compito di punire o rieducare, ma solo quello di scovare i colpevoli e consegnarli alla Giustizia. A far da sfondo a questa nuova indagine (come al solito ambientata nella realtà di provincia, così ricca di personaggi direi fortemente coloriti); anche la casa gialla che ormai tra cani e gatti, era diventata una specie di zoo, ma almeno ora Bertè non è più solo. Marzia è parte integrante della sua esistenza. Lascio al lettore, l’opportunità di capire se il nostro commissario, stavolta riuscirà a restare a casa per affermare la sua carriera di scrittore, inventare storie, nuove, fantasiose e diverse; oppure anche in questo caso, l’eredità del padre Antonio Bertè (poliziotto doc), sarà sempre predominante nell’animo del nostro protagonista. Un thriller tutto da gustare.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Caffè nero ed amaro
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Emilio Martini



      "Il commissario Bertè ed una nuova indagine tutta italiana."
 


                        Si ringrazia molto la casa editrice Corbaccio per la copia omaggio.                            

venerdì 10 aprile 2020

Recensione: Il paese mormora.


Il paese mormora.
di Emilio Martini


Editore: Corbaccio
Prezzo Cartaceo: € 14,90 
Pagine: 216



Il Commissario Berté ha bisogno di riposo. Il caso drammatico che ha appena affrontato a Lungariva e la preoccupazione per il suo futuro professionale lo hanno messo a dura prova. La Marzia lo convince a trascorrere una breve vacanza tra letture, buona cucina e passeggiate a Montenorbo, località della Valcamonica dall’aria salubre e rigeneratrice. Ma, sotto l’apparente tranquillità, serpeggiano nel paese rancori, sospetti, maldicenze e la voglia di fare chiarezza su un passato fosco che ha segnato la vita di alcuni abitanti. Così Berté, a poche ore dal suo arrivo, si trova coinvolto in una vicenda mai risolta.



Personalmente, sono alla seconda esperienza di lettura con le vicende del commissario Bertè, ed anche stavolta ne sono rimasta affascinata fin dalla prima pagina del romanzo. Questa volta, il commissario decide di concedersi una breve vacanza dalle incombenze di Lungariva, per dedicarsi ad una fuga “romantica” con la sua Marzia in montagna. A farla da padrone in questo romanzo, infatti, senza ombra di dubbio, il paesaggio di Montenorbo. Luogo dell’anima, delle origini, dove ogni abitante ha dei ricordi dolorosi legati al paese stesso. Un sito ove sia possibile immergersi nella natura, per dimenticare il passato e le miserie dell’umanità. Un paese però in cui persino i muri ascoltano, tutti sanno i fatti di tutti, ma all’occorrenza nessuno sa niente. Il commissario, si troverà suo malgrado ad indagare su di una misteriosa famiglia, i Griffi proprietari di una villa, che diviene già di per sé, una protagonista basilare di questa vicenda. Ville maestose e misteriose, amanti segreti, battute di caccia e tesori nascosti, non mancano certo gli ingredienti a questo paesino (ed alle sue dicerie), per far in modo che la vacanza di Bertè si tramuti presto in una nuova, appassionante indagine. Tre fratelli, i Griffi, morti ad un anno di distanza l’uno dall’altro. I mille misteri della famiglia Griffi (con le sue misteriose morti), vi travolgerà. Non potrete che compiere un passo nel passato della vita di Montenorbo e cercare di comprendere anche voi, se davvero, vi sia un assassino libero ed ancora in circolazione. I Griffi senza ombra di dubbio, hanno sempre avuto due volti, quello pubblico, e quello privato, ricco di insidie e colpe. Qualcuno infatti è arrivato persino a diffondere la voce che Fausto Griffi (unico sopravvissuto di cui si parla nel romanzo), abbia sterminato la sua famiglia per tenersi l’eredità ed assicurarsi di essere l’unico proprietario del Leonardo (un quadro di valore inestimabile, ma dalla dubbia e reale esistenza). All’interno di questo villaggio montanaro, incontrerete anche personaggi davvero singolari, uno di questi: Felicita, buona e mite, ma che sostiene di vedere e parlare con persone morte e spiriti (mi ha ricordato la signora del ceppo di Twin Peaks). Un’indagine che fa comprendere come molto spesso, “rinvangare il passato” non sia la soluzione migliore. Un ottimo giallo all’italiana per questi giorni di reclusione sociale..


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Caffè con doppia panna e cioccolato
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Emilio Martini







      "Una nuova indagine per il commissario Bertè."




Si ringrazia molto la casa editrice Corbaccio per la copia omaggio.

sabato 31 agosto 2019

Recensione: Ciak si uccide

Ciak si uccide
di Emilio Martini


Editore: Corbaccio
Prezzo Cartaceo: € 14,90 
Pagine: 240


Qualche giorno prima di Capodanno, in una villa di Lungariva, viene trovato il corpo di una donna con la testa mozzata da un colpo di katana. Appartiene a una regista e sceneggiatrice milanese, impegnata con due collaboratori nella stesura di un film singolare. Potrebbe essere questo il motivo della sua morte cruenta o si tratta di un furto finito male? Gigi Berté, subito richiamato dalla sua breve vacanza a Milano, si trova a indagare in un ambiente per lui insolito, tra produttori e attori dalle esistenze piccanti, proprio quando pensava che la sua vita professionale sarebbe di nuovo cambiata. Indagine complessa anche perché associata alla imprevista sparizione di Irene Graffiani, il PM con cui Berté aveva collaborato negli ultimi casi. Esiste un legame tra i due fatti? In mezzo a intrighi, pettegolezzi e a un passato doloroso da ricostruire, il commissario con la coda, tormentato dai dubbi sulle sue capacità intuitive, cerca di arrivare al cuore del delitto. Ma non può immaginare ciò che questa volta il destino ha scritto per lui...



Attraverso la lettura di questo libro, ho conosciuto il commissario Bertè, e ne sono rimasta davvero colpita e rapita. L’anno appena trascorso per il nostro commissario, si conclude nel peggiore dei modi: il suo bambino non è nato, aveva subito in furto in casa, risolto un omicidio solo il mese prima ed ora uno gliene capitava. Nello specifico, la vittima è nel caso di questa nuova indagine, Paola Olgiati, milanese e residente a Milano, vedova di quarantatrè anni, orribilmente assassinata. Una donna sola, che abita in una villa isolata; viene ritrovata decapitata con un’arma antica ed all’apparenza molto ricercata: una spada. A far da sfondo alle indagini del nostro eccentrico investigatore, il mondo delle fiction con i suoi lustrini e mille luci, spesso fortemente ingannevoli. Difficile sarà per il lettore a mio giudizio, comprendere a fondo (almeno nella parte iniziale del romanzo), chi tra i probabili indagati, possa essere realmente il colpevole di un così efferato omicidio. La vittima, era una di quelle donne che amava i contrasti, quelle che godono a da vere l’ultima parola, o scatenare discussioni su particolari di nessuna importanza. Può la decapitazione della vittima, essere il segnale di qualcosa di più profondo ed oscuro, in questa trama intricata? A voi, il compito di trovare una risposta adeguata. In questa calda estate, un romanzo innovativo ed intrigante, in cui un solo apparente delitto, che inizialmente si presenta di facile soluzione, e compiuto da un folle o da un drogato durante una rapina; in realtà è traducibile come il lavoro di un professionista che ha eseguito degli ordini ben orchestrati e volti a depistare le indagini iniziali, su una semplice rapina finita male. Resta indubbio, come sottolineato dall’autore, che le migliori storie poliziesche, sono quelle ambientate in una pacifica campagna..


Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Caffè freddo a granita
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Emilio Martini









      "Un'altra indagine per il commissario Bertè."



                        Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.                            
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