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venerdì 15 maggio 2026

Recensione: Il volo del tacchino



  Il volo del tacchino

 di Marina Viola

 Editore: Ponte alle grazie
 Prezzo: € 18
 Pagine: 224
 
 Marina pensava di sapere cosa volesse dire diventare madre. Poi è arrivato Luca, con autismo e sindrome di Down, una passione smisurata per la musica e gli Oreo, e un talento naturale per smentire ogni previsione. Nonostante le difficoltà iniziali e gli imprevisti, Luca cresce sereno, circondato d’amore, e col tempo diventa un giovane uomo. Perché, come scrive Elio nella prefazione al libro, «l’amore, l’intelligenza, l’istinto di sopravvivenza ci aiutano a dare un senso a ciò che accade e a trovare sempre il lato positivo degli eventi». In questo libro, Marina Viola ci racconta con grande ironia e tenerezza cosa significa veder diventare adulto un figlio autistico e affrontare quel momento in cui tutti i genitori sono chiamati a fare un passo indietro e a lasciare che i propri bambini spicchino il volo. Quando alla famiglia si presenta l’occasione di lasciare che Luca vada a vivere da solo in una casa di accoglienza, il volo è tutt’altro che elegante: sgraziato, rumoroso, da tacchino. Ma è pur sempre un volo. E così Marina scopre che il distacco, come spesso accade, pesa più su chi resta che su chi parte. Luca si ambienta talmente bene che, alle visite, saluta tutti con un sereno «Go away and shut the door. Love you». Lei, invece, deve imparare a ritrovarsi. Una storia vera che celebra la diversità, l’autonomia e il diritto di ogni essere umano a una vita piena e indipendente. E la libertà nuova di una madre che impara a lasciare andare e a riscoprirsi libera: libera di andare in bagno da sola, libera di uscire a cena senza sensi di colpa, ma anche libera di sentirsi sola senza di lui.  




Partiamo da un consiglio importante: questo romanzo vi emozionerà, e anche parecchio. Se siete un po’ sensibili, come me, vi suggerisco di non leggerlo in metropolitana, errore che io ho fatto, con tutte le conseguenze del caso! 
La storia è quella di Luca, un ragazzo autistico a basso funzionamento, della sua famiglia e, soprattutto, della voce che ci accompagna lungo tutto il racconto: sua madre. Una mamma italiana che, giovanissima, si è trasferita in America per amore e che si è ritrovata a costruire lì la propria vita e la propria famiglia: tre figli, due figlie forti e indipendenti e Luca, che fin da subito ha mostrato segnali di neurodivergenza. 
Con uno stile diretto, senza eccessivi fronzoli ma anzi con una vena di ironia e leggerezza che rende tutto incredibilmente umano, l’autrice racconta cosa significa quando una “bomba” del genere entra nella vita di una famiglia completamente impreparata. 
Le paure, le ansie, le incomprensioni, ma anche i piccoli progressi, le conquiste quotidiane e quel bisogno costante di attenzione che Luca richiede diventano inevitabilmente il centro di tutto: della narrazione, ma soprattutto delle loro vite.
Quello che colpisce di più è la forza di questa madre (ma anche del resto della famiglia), una forza che lei stessa sembra non riconoscersi fino in fondo, ma che invece emerge in ogni pagina. Una forza fatta di resistenza, di adattamento, di capacità di andare avanti anche quando tutto sembra troppo. E forse è proprio questo uno degli aspetti più intensi del libro: il fatto che chi vive una situazione così spesso non si rende conto della propria straordinaria resilienza. Un po’ come quando non ci chiediamo mai quanto sforzo facciano i quadri per rimanere appesi alle pareti per anni semplicemente lo danno per scontato, ma non per questo è qualcosa di semplice. 
Ma questo romanzo è anche molto di più. È una riflessione ampia e profonda sulla maternità, su cosa significhi davvero essere “normali” (parola che ho sempre odiato ma continua ad essere usata per differenzare il "diverso"), sul bisogno (e sulla difficoltà) di lasciare andare, sul senso di colpa che spesso accompagna ogni scelta e sul peso, a volte silenzioso ma costante, del giudizio altrui. 
È anche una storia sul bisogno di sentirsi indispensabili e, allo stesso tempo, sulla fatica di costruire uno spazio per sé stessi al di fuori di quel ruolo totalizzante. Dopo uana vita dedicata ai bisogni di Luca,  quando Luca fa il grande salto verso l'indipendenza dalla famiglia, Marina e Dan, devono ritrovarsi come coppia, come famiglia e anzhe come singoli individui.

Un libro che resta, che fa riflettere e che, con grande delicatezza, riesce a entrare sotto pelle. Consigliato a tutti, fazzletti alla mano e cuore aperto!

Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Camomilla
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autrice: Marina Viola


"Con gli anni, la sua neurodivergenza si è trasformata in una specie di incubo, ma anche in un viaggio meraviglioso nel mondo delle persone con un cervello diverso dal mio."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio



venerdì 13 dicembre 2024

Recensione: Quattordici giorni



  Quattordici giorni

 a cura di Margaret Atwood, Douglas Preston

 Editore: Ponte alle grazie
 Prezzo: € 20
 Pagine: 416
 Titolo originale: 
Fourteen Days: A Collaborative Novel
 Traduzione: Guido Calza

 New York, 2020: appena stabilita nel palazzo come portinaia, Yessie, una giovane donna figlia di emigrati rumeni, trova nel suo appartamento La Bibbia del Fernsby, una specie di diario del precedente custode dove sono annotati i nomi di tutti gli inquilini, informazioni sulla loro vita e sul loro carattere. Alla fine, alcune pagine bianche sono a disposizione «per il prossimo amministratore». I condomini si riuniscono tutte le sere, verso il crepuscolo, sul terrazzo, per scambiarsi due parole prima di andare a dormire. Ben presto, queste serate si trasformano in vere e proprie sessioni di racconti: ognuno, a turno, prende la parola e narra una storia, reale o di invenzione. Yessie decide così di registrare segretamente per quattordici giorni i racconti di ogni inquilino, per poi trascrivere tutto sul suo quaderno. Le serate passano in un crescendo di tensione, finché un'ultima sanguinosa storia di vendetta non chiarirà inaspettatamente tutti i dettagli rimasti in sospeso sulla misteriosa custode. Con la maestria dei grandi narratori, Margaret Atwood e Douglas Preston tessono una trama composta dai contributi dei migliori autori contemporanei, a ognuno dei quali è affidata la scrittura della storia di un inquilino del palazzo. Un romanzo collaborativo, un Decameron dei nostri tempi che, con uno stile feroce e comico allo stesso tempo, dà voce all’urgenza umana di raccontare e raccontarsi, celebrando così il potere delle storie e dei libri che le contengono. 





La nostra protagonista, se così la possiamo definire, si trasferisce nel suo nuovo appartamento, dove avrà la sua base per svolgere il lavoro di custode del palazzo. 
Un edificio decadente e a tratti fatiscente, che riflette lo stato di abbandono e di frustrazione di chi ci vive. Siamo nel pieno del primo lockdown del Covid-19, e le notizie dall'Italia, con immagini e racconti spaventosi, iniziano a fare il giro del mondo. 
A New York, intanto, si contano i primi morti della pandemia. 
 Nel condominio, l'unico svago per i residenti è salire sulla terrazza ogni sera, dove, dopo aver applaudito il personale sanitario, si scambiano storie. Ognuno racconta qualcosa: a volte storie personali, altre volte aneddoti sugli altri inquilini, altre ancora puri racconti di fantasia. Questo diventa il "trucchetto" che permette a ciascun scrittore di dar vita al proprio racconto, giustificando la diversità di stili, temi e ritmi narrativi. 
Tutte, però, sono impregnate d'amore, sebbene non sempre in modo esplicito. A volte, l'amore si nasconde in un invito a pranzo da parte di un piccolo spacciatore o nel gesto di una donna morente che cerca di distrarre un bambino. Persino le storie più sanguinolente e spaventose sembrano legate, seppur sottilmente, a un filo di amore. 
 Prima di queste serate sulla terrazza, i condomini non si parlavano quasi mai, ma ora ognuno ha un'opinione sull'altro, come accade in tutti i palazzi. I soprannomi che si danno sono tra i più vari: Hello Kitty, Eurovision, la figlia del merenguero. 
Ognuno ha una storia inaspettata, ma la più sorprendente è quella della nostra custode. Gli altri non sanno che lei sta registrando tutti i racconti, con l'intenzione di raccoglierli in un libro che il precedente custode aveva iniziato, ma che nessuno sa dove sia finito. 
Quale mistero si cela dietro a questo libro? Le storie sono tutte affascinanti, anche se un velo di tristezza sembra permeare l'intera raccolta. 
Solo il finale svela il motivo di questa malinconia. Una raccolta di racconti davvero bella, che parla di riscatto, coraggio e libertà.

Un libro che consiglio vivamente a chi ama i racconti, in particolare quelli scritti da grandi autori, come quelli presenti in questa raccolta. 
Fatemi sapere quale storia avete apprezzato di più; la mia preferita è sicuramente "Donna alla finestra" di Mira Jacob. 


Durata totale della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata: Succo di pompelmo
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: I fantasmi dell’inverno





"Io vivevo infestata dagli spiriti. Forse noi tutti vivevamo così, mentre lassù ci spartivamo i nostri ricordi"





Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 27 giugno 2024

Recensione: 1580 - Morte a Siviglia


1580 : Morte a Siviglia
di Susana Martín Gijón

Prezzo: € 18,90
Pagine: 544
Titolo originale: La Babilonia
Traduzione: Elisa Leandri, Monica Magnin Prino, Tiziana Masoch, Ersilia Serri 

La flotta delle Indie è in partenza, ma uno spaventoso delitto la frena. Alla ricerca della verità una prostituta e una suora di clausura, coinvolte in un intrigo di proporzioni impreviste.

Anno del Signore 1580.
Siviglia è una delle più ricche e fiorenti città d'Europa. Dal suo porto sta per salpare la flotta delle Indie: dovrà riportare alla Corona spagnola parte di quei tesori del Nuovo Mondo che la stanno facendo grande. 
Ma l'orrore è in agguato. Sulla polena della nave da guerra che guiderà la spedizione appare la pelle di un volto di donna, scuoiato, dai capelli rossi. Il crimine è raccapricciante, ma più nefasto ancora è il presagio che la superstizione dei marinai riconosce nella cruenta insegna. 
A cercare con tenacia la verità è Damiana, prostituta mulatta della Babilonia, una delle più rinomate case di tolleranza della città, collega della vittima. Damiana ignora però di essere molto più coinvolta di quanto creda, e la sua decisione di cercare aiuto presso l'amica d'infanzia Carlina, ora suor Catalina, carmelitana scalza, avrà nuove terribili conseguenze.



Siviglia, 1580
Una imponente flotta mercantile sta per salpare verso la Nuova Spagna nelle Americhe, carica di speranze e tesori.
Ma qualche notte prima della partenza una inquietante scoperta : la testa di una prostituta decapitata viene trovata sul corpo della polena nella nave principale.
Il macabro ritrovamento viene visto come un oscuro presagio, simbolo di grande disgrazia per la spedizione, sconvolgendo profondamente i marinai e tutta la città.

Damiana, una delle prostitute più in voga della Babilonia, la casa di piacere più famosa di Siviglia, non crede nel Fato e decide di scoprire chi tra i vari clienti ha ucciso la sua amica e collega in un modo tanto barbaro.
Ma in un mondo governato dagli uomini, la sua figura già emarginata non viene presa in considerazione. Determinata ad ottenere giustizia, decide di chiedere aiuto alla sua migliore amica d’infanzia, Carlina, ora Suor Catilina, 
che ha intrapreso un diverso percorso di vita nel convento delle Carmelitane Scalze. 
Le due iniziano a riallacciare l'amicizia e la sorellanza che le aveva fatte crescere assieme come orfane, mettendo da parte le loro differenze ed unendo le forze alla ricerca della verità dietro l'orribile delitto.

Ho una passione per i romanzi storici e divoro gialli.
Quindi la perfetta combinazione di un giallo storico è sicuramente pane per i miei denti. 
Aggiungici un’indagine condotta da una coppia di investigatrici decisamente insolita : una prostituta e una suora carmelitana scalza. Ed ecco tutti gli ingredienti per una perfetta lettura d’inizio estate!

Partendo dalle due protagoniste, Damiana e Suor Catilina, la cui amicizia e complicità, chiaramente basate sull’attrazione degli opposti, risultano tra gli elementi che più colpiscono del romanzo.
Nonostante le evidenti differenze personali, sociali e morali che le separano, le due donne sviluppano un legame profondo e sincero, come importante simbolo di solidarietà femminile in un'epoca in cui le donne erano spesso oppresse e limitate dalle rigide leggi sociali e religiose
Oltre alle due protagoniste, il romanzo risulta decisamente corale. Seguiamo in prima persona le vicende di molti altri personaggi che ruotano attorno a loro, arricchendo la storia di trame e sottotrame differenti.

Numerose le descrizioni storiche, realistiche ed a tratti addirittura macabre, che permettono un'immersione autentica nelle condizioni dell'epoca, creando un'ambientazione vivida e pittoresca, vivace ed affollata.
Dalle condizioni dei malati negli ospedali, alla abitudini delle prostitute nelle case del piacere, alla quotidianità dei marinai nel porto e dei commercianti nei mercati della città

Un romanzo che sa unire il fascino della Storia con il brivido dell'indagine, in una narrazione avvincente e coinvolgente. Includendo qualche riflessione sull’Inquisizione e sulla (miserabile) condizione delle donne nell’Europa del Cinquecento
E con un’unica grande certezza : non importa se sei uomo o donna, povero o ricco, bambino o anziano, prostituta o suora, la difficile vita nella Siviglia del 1500 ti metterà comunque a dura prova!

Durata totale della lettura: otto giorni 
Bevanda consigliata: turkish apple tea
Formato consigliato: eBook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Susana Martín Gijón
Consigliato a chi ha apprezzato: La Bestia - Carmen Mola

« Era una strega buona. Ci curava con le sue pozioni »
« Se le sue pozioni avevano effetto vuol dire che era indemoniata » 
« Ma se lo fa un uomo, la chiamano medicina. Quale é la differenza? »



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 21 aprile 2022

Recensione: I secoli luminosi



 I secoli luminosi

 di Seb Falk

 Editore: Ponte alle grazie
 Prezzo: € 25,00
 Pagine: 504
 Titolo originale: The Light Ages
 

 Svettanti cattedrali gotiche, violente crociate, la peste nera: queste sono le forze drammatiche che hanno plasmato i ‘secoli bui’. Ma il Medioevo ci ha regalato anche le prime università, occhiali da vista e orologi meccanici. Sforzandosi di capire il mondo che li circonda, dal passare delle stagioni alle stelle nel cielo, i pensatori medievali hanno sviluppato le basi della cultura scientifica. Lo storico della scienza Seb Falk ci accompagna in un tour della scienza medievale attraverso gli occhi di un monaco benedettino inglese del XIV secolo, John Westwyk, e allo stesso tempo ricostruisce uno spaccato della vita culturale nell’Europa di quel periodo. L’autore non si limita a descrivere le teorie e gli strumenti di cui parla, ma invita il lettore a sperimentare. Dalla moltiplicazione dei numeri romani alla navigazione tra le stelle, alla cura delle malattie e alla lettura del tempo con un antico astrolabio, impariamo la scienza emergente insieme a John Westwyk. I secoli luminosi narra la storia avvincente delle lotte e dei successi di un uomo comune in un mondo precario e rievoca il fascino di un’epoca nascosta, discreta, che in silenzio ha costruito le basi dell’età moderna.




“I Secoli Luminosi” è un lungo viaggio che ci illustra come la conoscenza scientifica nel Medioevo – da sempre definito come un periodo oscuro di “secoli bui”, quale sinonimo di declino storico e culturale dopo la florida epoca classica greco/romana – sia in realtà stata ricca di studi, esperimenti e scoperte, precursori di quella scienza Moderna fiorita nel Rinascimento.

Il nostro viaggio inizia immergendoci nella vita di un monaco inglese del XIV secolo residente nell’abbazia di St Albans, un villaggio fuori Londra John Westwyk è un monaco interessato alle studio delle scienze – e mentre esploriamo le sue abitudini, le sue passioni e i suoi studi, ci vengono illustrate alcune tra le scoperte scientifiche che hanno caratterizzato il periodo medievale Si tratta principalmente di astronomia – dallo studio di stelle e pianeti, alla nascita del nostro calendario giuliano – ma numerosi sono anche i curiosi aneddoti su matematica, geometria, medicina e geologia E ci vengono presentate addirittura altre scienze, ormai non più ritenute tali, come l’astrologia (definita come la capacità delle stelle di influenzare la mente umana), l’alchimia e la magia Sono da sempre appassionato di storia medievale e anche particolarmente attratto dalle scienze in generale – questo libro è stato quindi la perfetta combinazione tra le due cose. 
Oltre ai vari stimolanti aneddoti, ho in particolare apprezzato la capacità dell’autore di trasportarmi all’interno della realtà medievale con una immedesimazione storica molto efficace – che colloca il lettore all’interno del villaggio, tra i monaci dell’abbazia, con i primi studenti universitari, o prendendo parte ai numerosi pellegrinaggi e viaggi tra città e stati 
Un altro affascinante particolare di questo percorso è stata una umanizzazione delle varie figure presenti, presentandoci non solo le loro scoperte o i fatti storici come un elenco tipico di un libro di storia, ma rendendo umani i vari personaggi, con il racconto della loro vite, delle loro passioni e delle loro incertezze.

Il romanzo ci viene presentato come un lungo flusso di coscienza, saltando quindi tra vari argomenti, illustrandoci i numerosi personaggi, e passando da un epoca all’altra In particolare alcuni aspetti solo accennati vengono poi spesso ripresi capitoli più avanti A causa di questa poco organizzata struttura è quindi molto facile confondersi e quasi perdersi tra i vari nomi, anni e luoghi narrati È inoltre presente una descrizione un po’ troppo dettagliata dei vari strumenti e delle creazioni scientifiche, che oltre a risultare alquanto complicata da comprendere, distoglie l’attenzione dal flusso principale del romanzo 

Nel complesso ho apprezzato l’opera come possibile enciclopedia da consultare, con numerosi spunti per l’approfondimento – e come un modo per conoscere la quotidianità e le varie piccole storie che hanno contribuito a creare la grande Storia Risulta quindi d’obbligo domandarsi : ma i mille anni di Medioevo sono ancora da considerare “secoli bui”? Al lettore la risposta
 
Durata totale della lettura: Quattordici giorni
Bevanda consigliata: Sidro di mele
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autore: Seb Falk


"Questo libro vi porterà a conoscere la scienza insieme a John Westwyk, imparandola proprio come e quando l’ha imparata lui : dal contare fino a 9999 sulle vostre dita, a tracciare un oroscopo, fino a curare la dissenteria. Comprendere come la scienza medievale non fosse soltanto pensata, ma realmente costruita – non solo ammirando gli strumenti, ma toccandone l’ottone con le vostre mani – è essenziale per apprezzarne i traguardi >"

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 22 maggio 2018

Recensione: A Bordeaux c'è una grande piazza aperta

Uomini che restano
di Hanne Ørstavik

Editore: Ponte alle Grazie
Prezzo cartaceo: € 16,00
Prezzo Ebook: € 9,99
Pagine: 224
Genere: Narrativa Moderna
«Un vero capolavoro, che mostra il controllo assoluto dell’autrice sulla scrittura. Hanne Ørstavik racconta i desideri carnali, il sentirsi traditi, in una prosa senza veli e sicura, alla quale è impossibile resistere. A tratti si è lì, nel corpo del narratore.» - Expressen - Norvegia
«I libri di Hanne Ørstavik sono caratterizzati da grande rigore e precisione, ma i panorami su cui l’autrice concentra la sua indagine sono insondabili. Descrive tutte le tappe che portano al malessere del cuore, tutti i suoi viaggi senza meta. Ogni paragrafo trova una sua collocazione in un’architettura del dolore, che tuttavia è miracolosamente leggera [...]. L’arte della Ørstavik è legata al movimento, alla sua capacità di coniugare emozioni contrastanti e pensieri perturbanti. Come un abbraccio sensuale.» - Le Monde - Francia
«La scrittura della Ørstavik è sempre molto concreta, sensuale e lirica, di qualsiasi cosa parli, ma soprattutto quando racconta del corpo, del sesso, del desiderio e dell’urlo dell’erotismo.» - Berlingske Tidende - Danimarca

 MI VUOI INCONTRARE
 Così incomincia questo romanzo, il primo a essere tradotto in italiano di Hanne Ørstavik, una delle voci più importanti della narrativa nordica contemporanea. È possibile incontrarsi? Incontrare l’altro, incontrare sé stessi, essere vicini, essere vivi, insieme? Con una prosa concreta ma sensuale, lirica e allo stesso tempo austera ed essenziale, Ørstavik indaga nelle pieghe più profonde e oscure del desiderio, del corpo, della carne e dell’anima. Osserva con precisione appassionata ma implacabile i movimenti che ci fanno avvicinare agli altri e che ce ne allontanano, nel grande spazio aperto dell’esistenza.
 Un romanzo nuovo e luminoso, sull’amore, il desiderio, la nostalgia e il dolore.











Ruth è divorziata ed ha un figlio: se qualcuno le avesse detto che avrebbe contattato l'autore di un libro per il quale si era presa una cotta non ci avrebbe creduto, non poteva trattarsi di lei. Allora chi era quella donna in viaggio con la speranza nel cuore e l'adrelina nelle vene che si sta dirigendo verso la casa di uno sconosciuto di nome Johannes? Lui però non è come se lo aspettava, è restio, schivo verso qualsiasi contatto intimo e allora perchè non riesce a fare a meno di lui? cos'è questa ossessione che la anima e la fa dipendere da quest'uomo? Hanne Orstavik ci porta nella mente di Ruth, che si mette a nudo con le sue contraddizioni, le sue paure e il suo flusso ininterrotto di coscienza che sembra inarrestabile. Non ci troviamo di fronte ad un romanzo qualunque, la storia di Ruth non è facile come si come non lo è lo stile narrativo dell'autrice che si discosta notevolmente dai romanzi d'oltreoceano che siamo soliti leggere. I pensieri di Ruth ci assalgono e ci travolgono con la loro immediatenza, l'emergenza che si coglie nel groviglio di pensieri è ustionante: il lettore capisce immediatamente che Ruth ha bisogno di essere compresa, capita ed amata. E' chiaro che Johannes non è l'uomo per lei ma è inspiegabile come non riesca a smettere di vederlo, di dipendere dalla sua presenza e dai suoi gesti come se la sua stessa esistenza dipendesse dall'essere notata, accarezzata e compresa da lui. L'autrice ha uno stile narrativo evocativo e potente, i sentimenti di Ruth a volte delicati a volte potenti ci colpiscono ad ondate, nulla viene taciuto, niente viene messo in ombra abbiamo libero accesso all'anima di Ruth. E' stata un'esperienza intensa la lettura di questo romanzo, conoscere la sua protagonista e accarezzare la sua parte più intima è stato disarmante. Un'ottima prova, un romanzo non banale che sicuramente attirerà chi è in cerca di qualcosa in più.


Durata totale della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: Tè al karkadè
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni






"La piazza aperta dove sono dondola, oscilla da un lato all’altro, si crepa, vedo che la piazza aperta è un posto nel mio corpo, un posto in me. "


   

                                        
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