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giovedì 22 luglio 2021

Recensione: La storia di Lisey

 

La storia di Lisey
di Stephen King

Editore: Sperling&Kupfer
Prezzo Cartaceo: €18,90
Pagine: 640

Lisey ha perso suo marito Scott da due anni, dopo un lungo matrimonio fatto di profonda - e a tratti inquietante - intimità. Scott era uno scrittore famoso, vincitore di premi letterari prestigiosi, ma era anche un uomo molto complicato. Solo Lisey, la moglie nell'ombra, conosceva la verità dietro quella facciata pubblica, solo lei sapeva che quei romanzi bestseller si basavano su una realtà spaventosa, nascevano da un luogo capace di terrorizzarlo e guarirlo, consumarlo e ispirarlo. Ora, assediata da fan ossessivi e predatori di manoscritti inediti, tocca a Lisey affrontare i demoni di Scott. E così, quello che inizia come il tentativo di una vedova di mettere ordine tra i ricordi, le carte e i cimeli del celebre marito diventa un viaggio fatale nell'oscurità che lo possedeva. Finché Lisey capirà che, proprio come Scott aveva bisogno della luce della moglie per restare in vita, lei dovrà fare appello alle tenebre di Scott per sopravvivere. Considerato uno dei romanzi più personali di Stephen King, La storia di Lisey intreccia magistralmente la trama di un matrimonio, la tensione di un thriller e la dimensione di un mondo soprannaturale. Restituendoci una riflessione indimenticabile sulle sorgenti della creatività, la tentazione della follia e il linguaggio segreto dell'amore. Un capolavoro che ora è diventato una serie TV scritta dallo stesso King, per la regia di Pablo Larraín, prodotta da J.J. Abrams e Warner Bros. Television, interpretata da Clive Owen e dal Premio Oscar Julianne Moore.




Che dire? Stephen King, per quanto mi riguarda e per i libri che ho letto, è sempre una garanzia e personalmente lo ritengo uno scrittore imparagonabile. Non tanto per le trame dei suoi romanzi, o meglio non solo, ma per il suo modo di scrivere. Per quella cura ossessiva dei dettagli, che vengono descritti con una minuziosità quasi eccessiva, e che in un modo o in un altro sono presenti, ritornano lungo tutta la storia. E sono proprio questi dettagli a rendere tutto realistico, anche quello che in realtà non lo è. Ho amato in particolare il modo in cui la protagonista vive il quotidiano attraverso dei flashback, con frasi che riaffiorano dal passato spezzando addirittura la continuità dei suoi pensieri, come un vero e proprio flusso di coscienza. E così, ad esempio, un semplice bicchiere rotto rappresenta un brutto presagio, per il semplice fatto che è così che ti è stato insegnato ad interpretarlo fin dall'infanzia, e una giornata o un ricordo possono basarsi solo sul fatto che quel maledetto bicchiere si sia rotto. 
Lisey è vedova, da circa due anni, di Scott Landson, famosissimo scrittore pluripremiato. Una donna forte, che ha perso l'amore della sua vita, dopo ben 25 anni di matrimonio; uno di quegli amori intensi, nei quali ci si custodisce con cura segreti oscuri a vicenda. O almeno si custodisce la parte di cui si è a conoscenza. E Lisey era a conoscenza dello Spilungo, di quella cosa dal fianco variolato che tormentava suo marito,  di quella realtà che gli permetteva di scrivere i suoi romanzi, che risultavano dei veri e propri bestseller. Ma è solo cercando di mettere ordine tra i ricordi e le scartoffie di Scott, che Lisey riuscirà davvero a capire cosa lo terrorizzava, cosa lo tormentava così profondamente. Ma non è tutto qui, è un libro basato sui legami, che possono essere particolari, violenti, commoventi, non solo amorosi, ma anche familiari come quello di Lisey con le sorelle, e quello di Scott con il padre ed il fratello. 
Un libro profondo e decisamente autobiografico.

Lo consiglio: in fondo, ognuno di noi nella vita ha qualcosa che lo tormenta, che lo terrorizza, un qualche trauma da affrontare, rimasto latente. Sta a noi impedirgli di prendere il controllo, ed evitare di essere completamente divorato. 

Durata totale della lettura: Dieci giorni
Bevanda consigliata: Caffè nero 
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni


      " «Sei stata tu il mio miracolo», disse 
Scott. «Sei stata tu il mio celestiale miracolo. Non solo quel giorno, ma sempre. Tu sei stata quella che ha tenuto il buio lontano, Lisey. Tu splendevi

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 1 dicembre 2020

Recensione: L'uomo vestito di nero

 

L’uomo vestito di nero

di Stephen King 

Editore: Sperling&Kupfer

Prezzo Cartaceo: €15,90
Prezzo Ebook: €10,99
Pagine: 128

Gary è un uomo molto anziano. Sente il suo corpo sgretolarsi come un castello di sabbia lambito dalle onde; sente una fitta nebbia avvolgere i ricordi di oggi e di ieri. Eppure, un episodio del passato più lontano brilla nitido nella sua memoria, come una stella oscura nelle costellazioni dell'infanzia: il pomeriggio di mezza estate in cui, quando aveva nove anni, si addentrò nel bosco per andare a pescare al torrente e incontrò un uomo tutto vestito di nero. Uno sconosciuto dagli occhi di fuoco. I tratti di quel volto spaventoso e le parole terribili che uscirono da quella bocca, terrorizzandolo da bambino, hanno tormentato Gary per tutta la vita, come un lungo incubo. E proprio adesso sente l'urgenza di mettere nero su bianco ogni dettaglio. Nella speranza che la scrittura lo liberi da quell'ossessione. E per esorcizzare la paura di incontrarlo di nuovo, ora che si sente prossimo alla fine.


 Non avevo mai letto questo racconto di King, e ovviamente, come da   qualsiasi suo racconto o romanzo, ne sono rimasta affascinata. Un   racconto breve ma con una grande intensità, anche folkloristica come la   definisce l’autore stesso. A narrare questa storia da brivido è il vecchio   Gary che, ormai alla fine della sua vita, decide di raccontare, solo s  scrivendolo sul suo diario, perché parlarne gli risulta impossibile per il   terrore che ancora lo percuote, il più grande incubo della sua vita, che   ha tenuto per sé fin da quel lontano giorno del 1914. Racconta sperando di liberarsi da quell’ossessione che lo ha perseguitato ogni giorno della sua esistenza, da quell’immagine che nonostante il lunghissimo tempo trascorso resta nitida nella sua mente, più nitida di tutte le altre. Come sempre King lascia labile il margine tra l’immaginazione e la realtà, e lascia che sia il lettore a scegliere a cosa credere. Quel giorno del 1914, in quel boschetto del Maine quell’uomo vestito di nero dagli occhi di fuoco ha terrorizzato Gary, e quella canzoncina che gli ha canticchiato il protagonista continua a sentirla ancora oggi, mentre scrive ogni dettaglio di quell’orribile episodio. E sono proprio i dettagli che King sa valorizzare, quei piccoli dettagli che rendono tutto più reale, che riescono a farti immaginare ogni momento di quel racconto. Leggendo questo breve racconto ho pensato a cosa avrei fatto in una situazione del genere? Se incontrassi una presenza demoniaca, se incontrassi il Male come reagirei? Come reagiscono le persone quando il male le perseguita? “Il racconto del giovane signor Brown” di Nathaniel Hawthorne, uno dei racconti preferiti del re del brivido, che è allegato in questa versione, ha aumentato la mia curiosità, perché molte delle cose che noi vediamo, a cui siamo esposti, ci sembrano totalmente pure, totalmente innocue, ma in realtà potrebbero semplicemente celare il male: siamo tutti, in un modo o nell’altro, tentati da una forza che non è sempre pura. Ed è stata una frase di Hawthorne ad avermi colpita particolarmente: “Il Maligno, nel suo genuino aspetto, è meno ripugnante di quando infuria nel petto di un uomo.” 
Consiglio questo racconto per la sua intensità, per la base della storia, per il terrore che King riesce sempre a trasmettere e per i dettagli che in questa versione sono valorizzati dalle bellissime illustrazioni di Ana Juan che rendono il racconto ancora più terrificante e verosimile. Inoltre, il racconto di Howthorne dà un valore aggiunto, e fa capire quali siano le fondamenta a cui King si appoggia per le sue storie del terrore.

Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Caffè
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


      "Il male è la natura stessa dell’umanità. " 

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 17 giugno 2020

Recensione: Se scorre il sangue




Se scorre il sangue
di Stephen King 
Prezzo Cartaceo: €21,90
Prezzo Ebook: €15,99
Pagine: 512


Ci sono diversi modi di dire, quando si parla di notizie, e sono tutti leggendari: «Sbatti il mostro in prima pagina», «Fa più notizia Uomo morde cane che Cane morde uomo» e naturalmente «Se scorre il sangue, si vende». Nel racconto di King che dà il titolo a questa raccolta, è una bomba alla Albert Macready Middle School a garantire i titoli cubitali delle prime pagine e le cruente immagini di apertura dei telegiornali. Tra i milioni di spettatori inorriditi davanti allo schermo, però, ce n'è una che coglie una nota stonata. Holly Gibney, l'investigatrice che ha già avuto esperienze ai confini della realtà con Mr Mercedes e con l'Outsider, osserva la scena del crimine e si rende conto che qualcosa non va, che il primo inviato sul luogo della strage ha qualcosa di sbagliato. Inizia così Se scorre il sangue, sequel indipendente del bestseller The Outsider, protagonista la formidabile Holly nel suo primo caso da solista. Ma il lungo racconto dedicato alla detective preferita di King (come scrive lui stesso nella sua nota finale) è solo uno dei quattro che compongono la raccolta. Da Il telefono del signor Harrigan, dove vita e tecnologia si intrecciano in modo inusuale, a La vita di Chuck, ispirato a un cartellone pubblicitario, fino a Ratto - che gioca con la natura stessa del talento di uno scrittore - le storie di questa raccolta sono sorprendenti, fuori dagli schemi, a volte sentimentali, forse anche fuori dal tempo. In una parola, sublimemente kinghiane.


Una raccolta di quattro racconti, tutti affascinanti, ognuno in modo diverso. Tutti che lasciano spazio all'immaginazione, o meglio che la pongono al centro della storia.  Perché l’immaginazione spesso colpisce in modo terrificante, ti fa cambiare il modo di vedere il mondo, e la tua intera vita, se gliene lasci l’opportunità. Perché è questo che succede quando cominci a credere che sia tutto reale, non pensi a mente lucida e continui a farti influenzare da quelle visioni. E il quarto racconto, “Il ratto”, è quello che più riesce a rendere questa idea, a dimostrare quell'influenza che la mente può esercitare attraverso una sola immagine, una sola scena. E le scelte che ne conseguono non sempre sono giuste, almeno moralmente. Ma il punto sta nel capire se è tutto frutto dell’immaginazione, o se è tutto reale. Se semplicemente non si pensa di essere più grandi ed importanti di quello che in realtà si è. E se davvero tutto fosse reale, chi ci crederebbe senza prenderci per pazzi? È questo il filo rosso che collega le quattro storie, che non hanno nulla a che vedere l’una con l’altra, se non fosse per quegli strani pensieri, quelle strane immagini che si creano nella mente dei protagonisti, che non riescono a capire se è tutto reale, e che cercano di convincersi che niente di tutto ciò lo sia, senza esserne però davvero convinti. L’unica storia a sé stante in un certo senso è “Se il sangue scorre”, il sequel di The Outsider, con protagonista Holly Gibney. In questa storia non è solo una questione di immaginazione, infatti quasi ogni evento, o dubbio, dell’investigatrice è testimoniato da diverse persone. Qui, come nel romanzo precedente, il protagonista indiscusso è il male, nella sua forma più pura. Il male che si nasconde sempre in posti e, soprattutto, in persone di cui nessuno mai sospetterebbe. Ma se effettivamente bastasse un solo, minuscolo dettaglio, quel dettaglio che quasi nessuno noterebbe, a scovare il male? Avendo praticamente divorato “The Outsider” non posso che non aver apprezzato questo racconto. “Se scorre il sangue, si vende”, nessun titolo avrebbe potuto catturare meglio il punto centrale di questo racconto. Personalmente ho apprezzato tutti i racconti della raccolta. È quasi impossibile scegliere quale sia il migliore: se penso che uno dei quattro sia nettamente superiore, ecco che penso agli altri tre, rivalutando tutto. Sono storie diverse, affascinanti già solo per il contenuto, rese incredibili dalla continua suspense tipica della scrittura del re del brivido.
Ovviamente, non posso che consigliare l’ennesimo straordinario libro di Stephen King.


Durata totale della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata: Caffè
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Stephen King



      "E d'altronde, anche le cose più folli possono sembrarti sensate, quando sei al buio e da solo. " 



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 4 novembre 2019

Recensione: L'istituto


L'istituto
di Stephen King


Editore:Sperling & Kupfer
Prezzo Cartaceo: € 21,90 
Pagine: 576
Titolo originale: Shall be Released


È notte fonda a Minneapolis, quando un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero. Bastano due minuti, sprofondati nel silenzio irreale di una tranquilla strada di periferia, per sconvolgere la vita di Luke, per sempre. Quando si sveglia, il ragazzo si trova in una camera del tutto simile alla sua, ma senza finestre, nel famigerato Istituto dove sono rinchiusi altri bambini come lui. Dietro porte tutte uguali, lungo corridoi illuminati da luci spettrali, si trovano piccoli geni con poteri speciali - telepatia, telecinesi. Appena arrivati, sono destinati alla Prima Casa, dove Luke trova infatti i compagni Kalisha, Nick, George, Iris e Avery Dixon, che ha solo dieci anni. Poi, qualcuno finisce nella Seconda Casa. «È come il motel di un film dell'orrore», dice Kalisha. «Chi prende una stanza non ne esce più.» Sono le regole della feroce signora Sigsby, direttrice dell'Istituto, convinta di poter estrarre i loro doni: con qualunque mezzo, a qualunque costo. Chi non si adegua subisce punizioni implacabili. E così, uno alla volta, i compagni di Luke spariscono, mentre lui cerca disperatamente una via d'uscita. Solo che nessuno, finora, è mai riuscito a evadere dall'Istituto. Dopo classici come L'incendiaria e It, King si mette di nuovo alla prova con una storia di ragazzini travolti dalle forze del male, in un romanzo come sempre trascinante, che ha anche molto a che fare con i nostri tempi.



Perfetto per questo periodo dell’anno, è un romanzo di Stephen King, da leggere con una bella tazza di caffè nero bollente. Il romanzo di cui vi parlerò oggi, è il racconto di un istituto davvero particolare, dove i bambini cosiddetti”prodigi”, vivono prigionieri, e suddivisi tra due “case”. In questa struttura angusta e particolarmente inquietante, farà capolino anche Luke (suo malgrado). Sottratto con la forza dall’amore dei suoi genitori, il bambino vivrà una delle avventure più angoscianti della sua intera esistenza. Il nostro protagonista sembra essere dotato di una forza “mentale” persino superiore a quella dei suoi compagni. È definito un globale, non è un prodigio, in una sola materia, bensì in tutte. Riuscire a scovare un bambino così brillante è un caso davvero raro. Trovarne uno che è anche ben inserito ed equilibrato, è più rara ancora. Quella che però sembra essere una scuola attenta ai propri alunni, col tempo, trascinerà persino il lettore in una spirale di puro terrore. Per rendervi l’idea, come citato dallo stesso autore, più volte, all’interno del libro: “ Sapete cosa si dice dell’abisso vero? Che se lo scruti, anche l’abisso scruterà dentro di te”.) La casa dei bambini prodigio, o dotati di potere “ magici” correlati a intelligenza sovrannaturale, è a mio giudizio un luogo infernale in cui, i poveri ospiti vengono “studiati” e sottoposti a test ed esperimenti di ogni tipo. Ciò che maggiormente mi ha angosciata, è che l’Istituto era situato nella zona più isolata del Maine, quindi impossibile da raggiungere, non esiste città intorno; ogni aiuto possibile dall’esterno, è quasi improponibile. Altro aspetto assolutamente inquietante, è che i ragazzini vengono “ospitati” in camere del tutto simili a quelle in cui sono cresciuti (copie delle loro camerette per intenderci) allo scopo ultimo di tenere a bada le loro emozioni più incontrollate. Riuscirà Luke a fuggire da quest’opprimente realtà? Non potrete che tifare per lui, e i suoi amici. Ancora una volta, il maestro vi trascinerà nel suo mondo soffocante e oscuro. Un romanzo intenso, corposo, ma davvero meritevole. Anche stavolta infine, King, a mio giudizio ha raggiunto il suo scopo: rendere plausibile l’impossibile.


Durata totale della lettura: Otto giorni
Bevanda consigliata: Caffè nero americano (bollente)
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Stephen King



      "Un istituto inquietante, un gruppo di ragazzini
 avvolti dal vortice del male."



                  Si ringrazia moltissimo la casa editrice Sperling & Kupfer per la copia omaggio.
                            

venerdì 10 maggio 2019

Recensione: Pet Sematary


Pet Sematary
di Stephen King


Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo Cartaceo: € 19,90 
Pagine: 432
Titolo originale: The nine emotional lives of cats


Il dottor Louis Creed ha appena accettato l'incarico di direttore sanitario dell'Università del Maine, e con un certo entusiasmo: posizione di prestigio, magnifica villa di campagna dove Eileen e Gage, i suoi bambini, possono crescere tranquilli, vicini gentili e generosi in una cittadina idilliaca lontana dal caos metropolitano. Persino Winston Churchill, detto Church, il loro pigro e inseparabile gattone, sembra subito godere dei vantaggi della nuova situazione. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti: piccoli incidenti inspiegabili che coinvolgono i bambini, pericolosi e giganteschi camion che sfrecciano sulla superstrada proprio sotto casa Creed, incontri diabolicamente sorprendenti e, soprattutto, sogni. Sogni oscuri e terribilmente realistici che perseguitano Louis da quando ha visitato il Pet Sematary, il cimitero dove i ragazzi di Ludlow seppelliscono da sempre i loro animali domestici.



Non ci sono parole per descrivere il genio, la raffinata capacità di scrittura di un immenso autore che con le sue storie “dell’orrore”; riempie le nostre esistenze da diversi anni a questa parte. Anche questo libro, ripubblicato in occasione della proiezione del relativo film al cinema, non vi lascerà indifferenti, ne sono convinta ed anzi; riuscirà a soddisfare il vostro amore per i racconti che fanno rabbrividire. La famiglia Creed si trasferisce in una nuova città per motivi di lavoro. Finalmente il capo famiglia ha ottenuto il lavoro dei suoi sogni. Tutti sembrano a proprio agio, nonostante le novità; ma un luogo misterioso ed oscuro, un cimitero degli animali domestici, finirà con lo sconvolgere le loro tranquille esistenze. Un luogo che incute molto timore, e che racchiude in sé caratteristiche davvero strane; una di queste, senza dubbio, il modo in cui quegli alberi avevano sbarrato il passaggio tra il cimitero stesso ed il bosco al di là, bosco che veniva chiamato a volte distrattamente «il bosco degli indiani». Come fatto accidentale sembrava un po’ troppo artificioso, un po’ troppo perfetto per essere opera della natura. Incubi, incontri inquietanti e privi di senso, diverranno ben presto parte dell’esistenza dei Creed. Probabilmente sbaglia chi crede che vi sia un limite all’orrore che la mente umana può sperimentare. Al contrario, per quanto possa dispiacere ammetterlo, l’esperienza umana tende, per molti aspetti, a confermare che, quando l’incubo diventa sufficientemente cupo, orrore dà origine a orrore, un male fortuito genera altri e spesso più deliberati mali, finché la tenebra sembra ricoprire tutto. E l’interrogativo più agghiacciante potrebbe essere, forse,quanto orrore la mente umana può sopportare pur conservando un equilibrio vigile, attento, implacabile. Simili eventi, è inutile dirlo, contengono anche un aspetto grottesco. Si arriva al punto in cui tutto comincia a diventare quasi comico: potrebbe essere quello in cui l’equilibrio mentale tenta ancora di salvare se stesso, oppure cede e va in pezzi; vale a dire, il punto in cui il senso dell’umorismo di un individuo tenta di prendere il sopravvento. Riuscirà Louis Creed a non impazzire, a restare lucido, ed ad agire di conseguenza, mentre nefasti eventi sconvolgeranno la sua esistenza? Io sono rimasta incollata a questo libro, senza quasi mai posarlo; fatemi sapere se lo stesso avverrà per voi. Adoro King, ed ancora una volta, posso affermare che siamo davanti ad un vero capolavoro del genere. Un romanzo che vi insegnerà una grande verità: Quello che ottieni a qualsiasi costo ti appartiene, e prima o poi ciò che ti appartiene torna da te.

Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Caffè alla nocciola
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore:Stephen King






    

  «La morte è un mistero e 
         la sepoltura è un segreto.»"





                            

giovedì 14 marzo 2019

Recensione: Elevation

Elevation

di Stephen King

Editore: Sperling
Prezzo Cartaceo: € 15,90
Pagine: 208
Titolo originale: Elevation


Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle View, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano.



Con questo romanzo Stephen King tocca un tema insolito, originale e alquanto bizzarro.

Scott, il protagonista di questa storia, perde peso a intervalli regolari, pur non avendo modificato le sua abitudini alimentari. La cosa incredibile è che qualunque oggetto lui tocchi, subisce la stesso effetto. Ben presto il nostre eroe si renderà conto che non è il suo peso corporeo a scendere, ma è l’effetto che la forza di gravità esercita su di lui che lentamente diminuisce. Questa condizione affligge lui e chiunque (o qualunque cosa) lui tocchi.

A questa (inizialmente) buffa e singolare vicenda, fanno da contorno i classici problemi di un paesino di periferia americana, dove fanno da padroni l'ignoranza, il pregiudizio e le apparenze.

Scott vuole a tutti i costi creare buoni rapporti con il suo vicinato ed essere partecipe alla vita di paese; nel cercar di raggiungere il suo obiettivo, egli riscopre i veri valori delle relazioni umane e se ne fa portavoce riuscendo a lasciare un segno nella vita di alcune persone che incrociano il suo cammino.
  
Devo ammettere che, durante la lettura di questo romanzo, mi sono chiesto diverse volte dove l'autore volesse andare a parare: ci sarà un risvolto fantascientifico dove strane forze aliene entrano in gioco? Oppure un risvolto medico che spieghi la condizione che ha colpito Scott? Oppure ancora uno sovrannaturale? L'autore non si interessa assolutamente di tutto ciò. L'unica cosa che diventa importante sono le relazioni umane, il potere del pregiudizio e la forza che esercita il saper ammettere di aver sbagliato e chiedere scusa.


I temi sono un po' banali, ma devo ammettere che lo stratagemma che l'autore usa per raccontarli è quantomeno originale e inaspettato e per questo consiglio vivamente la lettura di questo romanzo.

Durata totale della lettura: Quattro Giorni
Bevanda consigliata: Mocha Latte
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni








      "È stato quando hai spiegato che ti sembrava di essere in alto e dominare su tutto. Le succede sempre, quando corre. Anzi, è proprio per questo che corre."

   
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