Benvenut* al Review Tour di "Evelina non è pazza per niente" di Rossella Carboni, un romanzo speciale, con una storia e una protagonista difficili da dimenticare. Non dimenticate di passare anche dagli altri blog partecipanti per scoprire tutte le recensioni dedicate a questa lettura!
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"Evelina non è pazza per niente" è uno di quei libri che si legge tutto d'un fiato e che rende difficile, una volta arrivati all'ultima pagina, il momento in cui dovrai salutare una volta per tutte la protagonista.
Evelina Cantagallo è una donna di cinquant’anni, fa la postina e ha un modo tutto suo di guardare il mondo. È una persona fuori dagli schemi, che agli occhi degli altri può apparire strana e che proprio per questo viene spesso giudicata ed etichettata troppo in fretta.
Evelina vive molto in compagnia dei suoi oggetti. Per lei non sono semplicemente cose vecchie o dimenticate, ma hanno un valore: sono custodi di ricordi e storie. Sono una presenza, un rifugio e, in qualche modo, anche una protezione da un mondo che non sempre riesce a comprenderla.
Evelina riesce a vedere un valore dove gli altri non vedono più nulla e, forse, è proprio questo che dice molto di lei: il suo particolare modo di guardare ciò che gli altri considerano inutile è anche il suo modo di osservare le persone. Quello che all’inizio sembra essere soltanto un rifugio dalla solitudine diventa anche un modo per entrare in contatto con le storie degli altri e, pagina dopo pagina, un vero e proprio balsamo per le sofferenze delle persone che incontrerà nel corso della storia.
L’unica persona che sembra comprenderla e volerle bene è Lucilla, l’anziana vicina che Evelina considera quasi una seconda madre. Quando Lucilla si ammala, le affida un compito che per Evelina è tutt’altro che semplice: consegnare una lettera a New York.
Ed è così che inizia un viaggio che non è soltanto geografico, fatto di incontri, prime volte e crescita.
Evelina, abituata alle sue certezze e alle sue abitudini, si trova improvvisamente a uscire dal suo mondo e a confrontarsi con situazioni, persone e paure che non aveva mai dovuto affrontare in quel modo. E proprio attraverso questo viaggio comincia anche a guardare sé stessa con occhi diversi.
Rossella Carboni racconta tutto questo con ironia, ma anche con una certa malinconia. Si sorride davanti alle stranezze di Evelina, ma dietro ci sono solitudine, fragilità, bisogno di essere accettati e soprattutto il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo.
Evelina non è una protagonista perfetta e non è nemmeno sempre facile da capire. Ha le sue rigidità, le sue paure, le sue convinzioni e un modo molto particolare di affrontare quello che le succede. Ma è proprio questa sua imperfezione a renderla, almeno per me, così vera e vicina a noi.
È una storia che parla di diversità, solitudine, cambiamento e accettazione, che alterna momenti divertenti ad altri più teneri e malinconici, e questo equilibrio mi è piaciuto molto.
Soprattutto, mi ha fatto riflettere su quanto spesso giudichiamo le persone senza conoscerne davvero la storia. A volte basta che qualcuno non sia come ci aspettiamo perché venga definito “strano”, “difficile” o, come nel caso di Evelina, addirittura “pazzo”.
Ma essere diversi non significa essere sbagliati, spesso è solamente avere un modo diverso di guardare le cose e da un'angolazione che noi non abbiamo ancora imparato a vedere.
E forse è proprio questo che Rossella Carboni ci invita a fare attraverso Evelina: provare, almeno per una volta, a guardare oltre le etichette.
Un esordio che ho trovato piacevole, originale e capace di lasciare un'emozione forte. Una lettura scorrevole, divertente e malinconica allo stesso tempo, con una protagonista a cui è difficile non affezionarsi.
E alla fine mi sono ritrovata a pensare che sì, Evelina non è pazza per niente.
Formato consigliato: Cartaceo
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