mercoledì 20 maggio 2026

Recensione: Le dirimpettaie

 

Le dirimpettaie
di Serena Bortone

Editore: Rizzoli
Prezzo cartaceo: € 19.00
Pagine: 384

C’è stato un tempo in cui la vita delle donne era solo una conseguenza del marito che si sposava. Poi è arrivato il Sessantotto e la rivoluzione sessuale che ha ribaltato radicalmente questo copione per le più giovani. Mentre le donne già sposate, strette nelle loro esistenze ordinate, si sono trovate all’improvviso travolte da mille pensieri di libertà. Come tre valchirie danzanti, Tina, Gabriella e Maria compiono la loro metamorfosi personale in un condominio romano di Talenti. Tre vite che si incontrano sul pianerottolo e piano piano diventano indispensabili l’una per l’altra, legate da un’amicizia quotidiana, fatta di confidenze, silenzi e osservazioni reciproche. Cresciute in un mondo che assegna ruoli rigidi alle donne, le tre amiche affrontano matrimoni spesso più di convenienza che sentimentali, maternità vissute tra dovere e ambivalenza, desideri repressi, tradimenti e improvvise fughe. Intorno a loro si muove un Paese in trasformazione: il boom economico, la Dolce Vita, l’emancipazione femminile, il divorzio. In un arco temporale che si estende dagli anni Sessanta al Capodanno del nuovo millennio, Serena Bortone ci regala tre donne indimenticabili, imprigionate in una vita dove il “buon matrimonio” non corrisponde a felicità. Gabriella rimugina e trova nei suoi pensieri la forza di scrollarsi di dosso un matrimonio stanco. Maria sogna e ogni tanto sparisce. Tina scopre l’eros e decide di tenerselo stretto. A ogni costo. “Le dirimpettaie” è un romanzo corale, vorticoso, irresistibile. Una storia che parla di noi, delle nostre madri, e di tutto quello che ci portiamo ancora addosso quando proviamo a scegliere la nostra vita. 

Nel suo secondo romanzo, Serena Bortone ci accompagna in una storia corale tutta al femminile, intensa e profondamente autentica. Le dirimpettaie è un viaggio che attraversa quasi mezzo secolo di storia italiana, dagli anni Sessanta fino all’inizio del nuovo millennio, seguendo le vite di tre donne – Tina, Gabriella e Maria – che si incontrano su un pianerottolo di un condominio romano nel quartiere Talenti e, poco alla volta, diventano indispensabili l’una per l’altra.

Sono donne cresciute in un tempo in cui il matrimonio sembrava un destino inevitabile, la maternità un dovere e i desideri personali qualcosa da mettere a tacere. Eppure, dietro la compostezza delle vite “perbene”, si muove già il bisogno silenzioso di qualcosa di diverso: libertà, indipendenza, possibilità di scegliere per sé stesse. Sullo sfondo scorrono un’Italia in piena trasformazione, il boom economico, la Dolce Vita, il Sessantotto, le lotte femministe, il referendum sul divorzio e i cambiamenti sociali che hanno rivoluzionato la vita delle donne.

Bortone intreccia memoria personale e finzione narrativa con uno stile caldo, evocativo e molto cinematografico. Roma è una presenza viva nel romanzo: la si respira nelle case, nei pianerottoli, nei dialoghi, nei piccoli rituali quotidiani fatti di caffè condivisi, confidenze, silenzi e aiuti reciproci. Le “dirimpettaie” diventano così simbolo di quella sorellanza spontanea e concreta che ha sostenuto intere generazioni di donne.

Bellissima l’immagine iniziale delle Valchirie di Wagner, che accompagna i primi ricordi dell’autrice bambina: figure potenti, quasi divine, che anticipano il ritratto di Tina, Gabriella e Maria. Tre donne diversissime tra loro ma unite dalla stessa ricerca di autenticità. Gabriella cerca emancipazione attraverso l’indipendenza economica, Maria rincorre l’idea di un amore vero, Tina scopre l’eros e decide di non rinunciarvi più. Ognuna affronta il proprio percorso verso la libertà in modo imperfetto, umano, spesso doloroso.

Quello che colpisce di più è proprio la delicatezza con cui il romanzo racconta non solo i grandi eventi pubblici e politici, ma soprattutto le rivoluzioni interiori: i dubbi, le paure, i sensi di colpa, le piccole ribellioni quotidiane che lentamente cambiano una vita. Gli uomini restano spesso sullo sfondo, quasi sfocati, mentre il centro emotivo della storia è tutto nelle relazioni femminili e nella trasmissione di consapevolezza tra generazioni.

Le dirimpettaie è un romanzo che parla delle nostre madri, delle nostre nonne, ma anche di noi. Di tutto quello che ancora ci portiamo addosso quando proviamo a scegliere liberamente chi essere. Una storia intensa, nostalgica e profondamente attuale, che ci ricorda quanto le conquiste femminili siano nate da gesti apparentemente piccoli, quotidiani, eppure rivoluzionari.

Durata totale della lettura: una settimana
Bevanda consigliata: un chinotto
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: a partire 15 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: L'elisir dei sogni di Silvia Cinelli




«Alle madri che mi hanno tenuta per mano»


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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