martedì 28 aprile 2026

Recensione La ragazza di Cinecittà

 

La ragazza di Cinecittà
di Silvia Cinelli

Editore: Rizzoli
Prezzo cartaceo: € 18.00
Pagine: 384

Filomena ha un sogno: diventare attrice. Ma al Quadraro, una borgata povera di Roma, è cresciuta in fretta, e a quasi quattordici anni serve già ai tavoli di un’osteria. Unico svago, i film coi suoi divi del cuore che guarda al cinema di quartiere: il biglietto costa, certo, ma a Filomena non mancano le risorse per infilarsi in sala e godersi la magia. È il 1937, e ci pensa il destino ad aiutarla, quando in osteria si presenta un uomo elegante e dallo sguardo volitivo, diverso dagli altri clienti. Si chiama Luigi Freddi, e poco lontano da lì ha dato l’avvio ai lavori per la costruzione di Cinecittà, la Hollywood sul Tevere che rifonderà l’industria del cinema italiano. È lui a offrirle, in un fugace incontro, la vera occasione di avvicinarsi al mondo del cinema, una calamita per quella ragazza ambiziosa e sfrontata, che si mostra subito disposta a tutto per esserne parte. Così, tra set monumentali e teatri di posa, camerini e attrici bizzose, Filomena sgomita per farsi conoscere, mentre le sfilano davanti i volti di future stelle come Alberto Sordi e Doris Duranti, Anna Magnani e Vittorio De Sica. Ma con l’avvento della guerra, mentre il regime s’illude di costruire un impero di celluloide, tutto crolla, i teatri di posa vengono depredati e Filomena dovrà scegliere se farsi abbagliare dalla “fabbrica dei sogni” o restare fedele a se stessa, se abbandonarsi all’amore che distrugge o a quello che salva. “La ragazza di Cinecittà” è un romanzo di riscatto e passione, capace di restituirci, attraverso gli occhi di una protagonista irresistibile, il momento epico in cui è nato il grande cinema italiano.

Ci sono libri che non si limitano a raccontare una storia, ma che riescono a riportarti dentro un’epoca, con i suoi sogni, le sue contraddizioni e la sua atmosfera. La ragazza di Cinecittà di Silvia Cinelli è proprio uno di questi: un romanzo che intreccia la nascita del grande cinema italiano con la vita di una giovane ragazza determinata a cambiare il proprio destino.

La protagonista, Filomena, cresce al Quadraro, una borgata povera di Roma dove l’infanzia finisce presto e si impara a sopravvivere ancora prima di sognare. Appena adolescente lavora già in un’osteria, ma dentro di lei coltiva un desiderio più grande della realtà che la circonda: diventare attrice. Il cinema per lei non è solo evasione, è una promessa di libertà, un modo per immaginare un’esistenza diversa. Anche quando le possibilità sono poche, Filomena riesce sempre a ritagliarsi un momento per entrare in sala e lasciarsi travolgere dalla magia dello schermo.

Nel 1937 un incontro cambia il corso della sua vita. Nell’osteria in cui lavora entra Luigi Freddi, figura realmente esistita e legata alla nascita di Cinecittà durante il periodo fascista. Da quel momento Filomena si avvicina a un mondo che aveva sempre osservato da lontano. È l’inizio del suo percorso all’interno degli studi cinematografici, tra set imponenti, camerini affollati, attrici famose e aspiranti attori col desiderio di emergere.

Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è senza dubbio la ricostruzione storica. Silvia Cinelli riesce a restituire con grande precisione e sensibilità la Roma degli anni Trenta e Quaranta, facendo percepire al lettore l’atmosfera di Cinecittà nei suoi primi anni di vita. Durante la lettura si ha davvero la sensazione di muoversi tra i set, osservando da vicino figure che hanno fatto la storia del cinema italiano come Anna Magnani, Alberto Sordi e Vittorio De Sica.

Filomena è una protagonista complessa, istintiva, ambiziosa e a tratti scomoda, ma proprio per questo estremamente vera. Il suo desiderio di riscatto e la sua passione la rendono immediatamente vicina al lettore. Nel corso della storia dovrà affrontare delusioni, amori, scelte difficili e soprattutto la devastazione della guerra, che segna profondamente non solo la sua vita, ma anche il sogno collettivo del cinema italiano.

Lo stile dell’autrice è uno degli elementi che colpisce di più: scorrevole, coinvolgente e molto visivo. Le scene prendono forma in modo quasi cinematografico, come se scorressero davanti agli occhi. Ogni personaggio, ogni ambiente e ogni emozione risultano credibili e ben costruiti, rendendo la lettura immersiva dall’inizio alla fine.

Per me è stata una scoperta davvero piacevole e sono curiosa di recuperare anche L'elisir dei sogni, bestseller dell'autrice uscito nel 2023. È uno di quei libri che lasciano qualcosa, perché non si limitano a raccontare, ma accompagnano dentro una storia che si vive.

La lettura è stata resa ancora più significativa grazie alla presentazione organizzata da Rizzoli nella mia città, Torino, presso il Museo Nazionale del Cinema. La visita guidata è stata un’esperienza particolarmente coinvolgente ed emozionante: attraversare le sale del museo mentre il romanzo prendeva vita tra immagini, riferimenti e atmosfere ha reso tutto ancora più intenso. Silvia Cinelli, presente durante il percorso, ha arricchito il racconto con aneddoti e curiosità legati ai personaggi del libro e al contesto storico, permettendoci di entrare ancora di più nel mondo narrato.

Un ringraziamento speciale vanno a Silvia Cinelli e a Rizzoli per aver creato un evento così curato e immersivo, capace di unire letteratura, cinema e memoria storica in modo autentico.

Forse è anche per questo che il romanzo mi ha colpito così tanto: da chi ama il cinema è difficile non lasciarsi conquistare da una storia che ne racconta le origini, i sogni e le contraddizioni. Tra queste pagine si respira tutta la magia della settima arte, ma anche la sua parte più dura e reale.

La ragazza di Cinecittà non è solo un romanzo sul cinema, ma una storia di crescita, riscatto e passione. Un viaggio tra desiderio di libertà, amore e ricerca della propria identità.

Un libro che consiglio a chi ama i romanzi storici, le protagoniste femminili forti e il fascino senza tempo del cinema italiano.

Durata totale della lettura: una settimana
Bevanda consigliata: un calice di prosecco
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: a partire 15 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: L'elisir dei sogni di Silvia Cinelli




«Certe volte non te pare che il cinema, a farlo, è meno che a vederlo?»


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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